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Alto Garda e Ledro

Scomparsa Marco Boni: gli aggiornamenti e le ipotesi.

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Nessuna notizia sulla scomparsa di Marco Boni, 16 anni, che da venerdì è completamente svanito nel nulla a Riva del Garda, dopo l’uscita dal liceo classico che frequentava con il massimo dei voti.

La Polizia di Stato, che sta indagando sulla scomparsa congiuntamente con i Carabinieri e i vigili del fuoco di Garda, Trento e Ledro, che hanno messo un campo oltre 50 uomini, i cani molecolari e i droni, ha diffuso pochi minuti fa alcune sue fotografie nella speranza che qualcuno possa riconoscerlo e avvertire le forze dell’ordine.

Sono 120 ore che Marco Boni è svanito nel nulla lasciando angosciati la famiglia e gli amici.

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Una segnalazione che le forze dell’ordine stanno controllando porterebbe Marco nel bresciano, precisamente a Vallio Terme. Ma è tutto da verificare.  Come quella che alcuni testimoni che confermano di aver visto il giovane a Salò.

Le ricerche dello studente allo stato sono risultate comunque e ieri è stato diffuso un appello da parte della polizia. “Chiunque avesse visto il ragazzo è pregato di rivolgersi alla polizia o comunque alle forze dell’ordine. Lo chiediamo anche a Marco stesso, se ha avuto problemi, ci può contattare” dice il capo della squadra mobile della polizia di Trento, Salvatore Ascione. La polizia si sta infatti occupando della parte investigativa che riguarda le ricerche dell’adolescente.

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Il ragazzo, uscito dal liceo classico Maffei di Riva, aveva un appuntamento con la madre al quale però non si è presentato.

Le ricerche, avviate dai vigili del fuoco e dal soccorso alpino, si sono concentrate nelle zone di montagna sopra Riva dove il ragazzo era solito recarsi per fare delle passeggiate, attratto dai luoghi storici della prima guerra mondiale.

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Il telefono cellulare del ragazzo risulta spento da venerdì pomeriggio alle 15.30. L’unica speranza è la lettura dei tabulati telefonici che forse potrebbero aprire nuovi scenari. Le ipotesi a questo punto sono molteplici e includono qualsiasi scenario.

Dall’incidente, all’allontamento volontario, all’omicidio o al rapimento. Tutte le piste sono aperte, anche se il fatto che dopo 5 giorni di ricerche il suo corpo non sia stato ritrovato fa ancora ben sperare.

Elementi utili agli inquirenti potrebbero arrivare dall’analisi dei tabulati telefonici che sono stati richiesti al gestore dalla Procura dei minori di Trento.

Nessuna traccia del ragazzo ci sono per ora dalla verifica delle videoregistrazioni delle telecamere installate nella zona di Riva dove Marco sarebbe stato avvistato per l’ultima volta. Intanto una gara di solidarietà è stata avviata dai compagni di scuola di Marco che hanno stampato e distribuito volantini alla popolazione.

A Tione la comunità si è stretta attorno al padre, farmacista, e alla madre, dirigente del settore farmaceutico dell’ospedale di Rovereto.

I compagni di classe di Marco Boni, lo studente di 16 anni trentino scomparso dal 16 febbraio, gli hanno scritto una lettera, inviata al quotidiano locale L’Adige e pubblicata ieri. «Caro Marco, speriamo che tu possa leggere questa lettera al più presto. Ti scriviamo per farti sapere che, dovunque tu sia, noi ci siamo», inizia la missiva, accompagnata da una fotografia che li ritrae in classe. «Stiamo vivendo con te – prosegue la lettera – quello che probabilmente è considerato il periodo più difficile e significativo della nostra vita».

«Ti sei sempre presentato con la tua originalità, andandone anche fiero, facendo in modo che per noi diventasse la normalità. Sei riuscito a farti voler bene e a farti apprezzare proprio per quelle tue caratteristiche». «Non pensare però – scrivono i ragazzi al compagno – che di te ci importi solo il tuo modo d’essere, di parlare, di vestire, delle tue ampie conoscenze, ma ti vogliamo bene e siamo preoccupati per te perché sei Marco, nostro amico da tre anni. Non ci importa ciò che fai e come vuoi sembrare, ci importa di Te»

   

 

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Alto Garda e Ledro

Comunali 2020 Riva del Garda: tutte le forze del centro destra insieme con un unico candidato Sindaco

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I movimenti di centro destra di Riva del Garda si portano avanti a anticipano l’alleanza a livello nazionale fra Salvini, Berlusconi e la Meloni che sarà consacrata domani a Roma in una manifestazione che si preannuncia da record grazie alla partecipazione di oltre 200 mila persone. Un’alleanza che in copia è stata rappresentata anche in provincia di Trento e che ha portato alla grande vittoria del 21 ottobre 2018.

I rappresentanti locali di Riva del Garda di Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia e della lista civica La Ninfea si sono riuniti nella serata di ieri per discutere e definire il programma di coalizione da presentare agli elettori in vista delle prossime amministrative comunali.

L’incontro si è svolto nel rispetto delle forze politiche e civiche con la consapevolezza costruttiva di agire negli interessi della città e dei suoi abitanti.

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I rappresentanti dei Partiti sono pronti a lavorare insieme e ripropongono a livello locale la coalizione attualmente al governo in Provincia.

Uno dei punti di forza del gruppo è il poter contare su un amministrazione provinciale pronta a dialogare non solo con Riva del Garda ma con tutti i comuni del basso Sarca fatto che, per una delle piu importanti realtà produttive e turistiche del Trentino, non può che essere di rilevanza strategica.

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Le liste correranno con i propri simboli ma proporranno un unico candidato sindaco, scelto tra i tanti proposti da ogni singolo esponente, il cui nome è già sul tavolo delle trattative.

Per il momento non trapelano indiscrezioni anche se la coalizione tiene a far sapere che sarà un volto fresco, propositivo e giovane di Riva.

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Tra i punti programmatici che hanno tenuto banco durante l’incontro spiccano la questione della viabilità, la tutela dell’ambiente e altri punti tutti nell’ottica capace di estendersi all’intero Alto Garda.

La coalizione si dice disponibile ad accogliere tutti coloro ne condividano il programma e che siano disposti a lavorare per quel rilancio e quel cambiamento che Riva aspetta da troppo tempo.

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Alto Garda e Ledro

Cartiere del Garda: confronto fra Provincia e sindacati sulle prospettive future

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“Le prospettive, al momento, sembrano buone, ma certamente occorre tenere monitorata la situazione interfacciandosi con gli amministratori per capire anche come intendano progettare il futuro, considerata la crisi del settore della carta e l’operazione finanziaria in corso, che prevede la trasformazione in azioni del Gruppo LECTA di 400 dei 600 milioni di passività sotto forma di obbligazioni, a suo tempo sottoscritte da investitori”

Questo quanto riferito oggi, nel corso di un incontro, dall’assessore provinciale allo sviluppo economico, Achille Spinelli, ai rappresentati sindacali di Cgil, Cisl e Uil e della RSU dello stabilimento Cartiere del Garda di Riva, dove sono occupati circa 470 lavoratori.

I sindacati hanno espresso all’assessore una forte preoccupazione sul futuro delle “Cartiere”, proprio in relazione alle intenzioni, al momento non ancora chiare, dei nuovi proprietari.

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“Ci impegneremo – ha detto l’assessore – per raccogliere tutte le informazioni che ci permettano di capire la portata del nuovo piano industriale che verrà predisposto per il sito di Riva, che è comunque un ottimo stabilimento, anche perché dispone di un grande vantaggio dal punto di vista energetico, potendo contare su una centrale di cogenerazione ad alto rendimento, finanziata in passato anche dalla Provincia. Tanto che, il Gruppo LECTA sta concentrando proprio lì il grosso della produzione di carta patinata. Noi, per quanto di nostra competenza, siamo impegnati a fare in modo che uno stabilimento così importante per la “Busa”, ma per tutto il Trentino, considerato anche l’indotto, possa restare al suo posto e che soprattutto possa offrire garanzie di continuità dal punto di vista occupazionale. La sfida – ha detto ancora Spinelli – è quella di investire sull’innovazione tecnologica che lo porti verso produzioni diversificate da quelle attuali. Riteniamo che Trentino Sviluppo, con la filiera della ricerca trentina, possa rendersi utile in una fase cosi delicata anche supportando l’azienda nella ricerca di nuovi prodotti tecnologicamente evoluti ed innovativi“. 

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Alto Garda e Ledro

Base jumper precipita sul Brento: salvato dal soccorso Alpino

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È stato portato in ambulanza all’ospedale di Arco il base jumper straniero, classe 1984, che si è infortunato in fase di atterraggio dopo essersi lanciato dal Becco dell’Aquila sul Monte Brento.

L’uomo non è riuscito a raggiungere il prato in località Gaggiolo (Dro) utilizzato dai base jumper per atterrare e, mentre stava manovrando la vela per atterrare lungo una strada forestale nelle vicinanze della piazzola dell’elicottero a Gaggiolo, ha urtato una pianta precipitando a terra per alcuni metri.

La richiesta di aiuto al Numero Unico per le Emergenze 112 è arrivato verso le 11.15.

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Sul posto sono intervenuti gli operatori della Stazione di Riva del Garda del Soccorso Alpino e Speleologico e i sanitari del 118.

L’uomo, sempre cosciente, è stato stabilizzato, imbarellato e caricato a bordo dell’ambulanza per il trasporto all’ospedale di Arco per gli accertamenti medici.

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