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Fugatti: «Centrodestra unica coalizione che può realmente vincere»

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Come dargli torto. Sondaggi alla mano, ha ragione Maurizio Fugatti, segretario della Lega Nord Trentino e candidato alla Camera nel collegio della Valsugana, quando dice che la coalizione di centrodestra è l’unica che il 4 marzo può conquistare la maggioranza assoluta in parlamento.

Per questo, anche per quanto riguarda la nostra provincia, Fugatti sostiene: “L’unico modo per cambiare e dare un segnale a chi ha governato male il Trentino negli ultimi vent’anni è votare centrodestra, perché il voto al M5S favorisce Lorenzo Dellai”.

Maurizio Fugatti, che aria si respira nel collegio della Valsugana?
La volontà di cambiamento è palese, siamo molto fiduciosi. Però si deve restare con i piedi per terra.

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Cosa pensa del sondaggio di pochi giorni fa che dà il centrosinistra vincente in tutti i collegi del Trentino?
Quel sondaggio dà la Lega in Trentino all’11 per cento e questo mi sembra abbastanza irreale. La Lega a livello nazionale è data in una forbice tra l’11 e il 15 per cento. Vuol dire che è cresciuta di tre/quattro volte rispetto al 2013, quando, sempre a livello nazionale, aveva il 4 per cento. In Trentino nel 2013 aveva il 7 per cento. Quindi, pur restando prudente, dico che, se si tiene conto della dinamica nazionale, si deve arrivare almeno in una forbice tra il 15 e il 20 per cento.

Il sondaggio è stato commissionato dal Patt…
Almeno hanno avuto l’onestà intellettuale di dirlo. Nel sondaggio in questione, Patt e Pd sono dati addirittura in crescita: va bene tutto, ma mi sembra totalmente irreale se andiamo a sentire cosa dice in giro la gente.

Parliamo del vostro programma. Dove pensate di trovare le coperture per la flat tax?
Le coperture arriveranno dalle maggiori entrate fiscali, perché la riduzione della pressione fiscale metterà in moto un meccanismo di moltiplicatore economico. Se pago meno tasse, ho più disponibilità economiche. Se ho più disponibilità economiche, consumo di più. Se consumo di più, la produzione e l’occupazione aumentano e, di conseguenza, lo stato riuscirà a incassare di più.

E chi evade le tasse?
La flat tax è anche un in incentivo a mettersi in regola. Ci sarà meno evasione perché se uno paga una tassa fissa e piatta è portato a non evadere.

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Come pensate di coprire nei primi anni – prima che si metta in moto il moltiplicatore – il mancato gettito fiscale derivante dalla flat tax?
Abbiamo in mente un provvedimento che punti a liquidare le cartelle esattoriali di Equitalia. Sono tante, si parla di un valore di mille miliardi di euro a livello nazionale. Queste non verranno mai pagate perché le cifre richieste sono eccessive.

Come pensate di agire?
Chiederemo a Equitalia di fare delle proposte ai debitori, affinché facciano dei versamenti una tantum, del 10/15 per cento di quanto dovuto. In questo modo, lo stato incasserà delle risorse che non avrebbe mai incassato, perché le richieste di queste cartelle sono così esorbitanti che i debitori non sarebbero mai riusciti a pagare. Questo provvedimento riguarda soprattutto le piccole realtà, di professionisti, imprenditori, piccoli artigiani.

Quante risorse contate di riuscire a recuperare con questo intervento?
Stimiamo che lo stato riuscirà a incassare tra i venti e i trenta miliardi di euro.

Tema migranti. Nel vostro programma promettete di rimpatriare i clandestini. Come pensate di farlo?
Occorre fare accordi con i paesi di provenienza e diminuire i tempi per l’accertamento dello status di rifugiato. Il progetto di rimpatri sarà importante perché dal 2012 a oggi i richiedenti asilo arrivati in Italia sono stati circa 500mila.

Aumenterete il personale addetto a queste operazioni?
Senza dubbio. E poi bisognerà dare alle forze dell’ordine gli strumenti necessari per poter fare bene il loro lavoro. Oggi un poliziotto che contrasta la criminalità straniera ha paura di farlo perché c’è il rischio che, se rompe un’unghia a uno straniero, poi a finire in prigione è lui e non il criminale. Va dato maggiore potere alle forze dell’ordine.

Voi proponete la cancellazione della legge Fornero. Come pensate di farlo in modo sostenibile per il bilancio pubblico?
La legge Fornero va cancellata perché è una forma di iniquità. Quando uno ha lavorato 42 anni ha il diritto di andare in pensione. Mandando in pensione queste persone si liberano posti di lavoro e si permette ai giovani di entrare nel mercato del lavoro. Questo ci permetterebbe di risparmiare quello che lo stato oggi spende in welfare per coloro che patiscono gli effetti negativi della legge Fornero.

Ci spieghi meglio…
Quando venne introdotta la legge Fornero, la ragioneria generale dello stato diceva che tra 2012 e il 2020 ci sarebbe stato un risparmio di 80 miliardi. Tolta la legge Fornero, questo andrà alimentato con le nuove risorse messe in moto dal fatto che i giovani entreranno più facilmente nel mercato del lavoro.

E poi?
E poi ogni anno spendiamo dai 4 ai 5 miliardi per la spesa complessiva relativa ai migranti. Ovvio che se risparmi su queste spese alimenti anche la copertura alla legge Fornero.

Parliamo della situazione in Trentino. Perché ha scelto di non ricandidare il senatore Sergio Divina?
La decisione di non candidare i parlamentari uscenti spetta al consiglio federale. Il consiglio federale ha fatto questa scelta e noi ne prendiamo atto. È stata una scelta dei vertici nazionali del partito, non della Lega Nord del Trentino.

Qual è il suo bilancio sull’attività della giunta di centrosinistra?
Il bilancio è negativo. Basta andare in giro a sentire cosa ne pensa la gente. Sono in Valsugana tutti i giorni. C’è un deficit infrastrutturale, che provoca incidenti, purtroppo anche gravi e molto frequenti. C’è un deficit socio-sanitario: pensiamo all’ospedale di Borgo Valsugana e al taglio delle guardie mediche. O si guardi in Val di Fiemme, con la questione del punto nascite di Cavalese. La giunta provinciale si è dimenticata di questi territori.

La Lega come pensa di colmare questo deficit?
Noi siamo sempre stati favorevoli alla Valdastico. In tempi non sospetti, nel luglio del 2015, ho presentato un documento in consiglio provinciale, in cui chiedevo la realizzazione della Valdastico con uscita a Rovereto sud. Un’operazione questa, che toglierebbe tutti i problemi di impatto sul piano infrastrutturale sulla Valsugana e permettere anche altre ipotesi di sviluppo in Vallagarina.

Ora Dellai le ha copiato l’idea…
Constatiamo che ormai anche l’onorevole Dellai si è dichiarato favorevole alla Valdastico. Cambiare idea dopo trent’anni può essere anche una forma di saggezza. Farlo casualmente in campagna elettorale fa nascere qualche sospetto di opportunismo.

Cosa intende fare per colmare il deficit socio-sanitario della Valsugana?
In Tesino c’è stata la rivolta quando hanno tagliato le guardie mediche. Una guardia medica, partendo da Borgo, può metterci anche tre quarti d’ora per arrivare in Tesino se la giornata non è delle migliori dal punto di vista meteorologico. In questi territori bisogna tornare alla situazione precedente. Non è risparmiando o meno sulle guardie mediche che rimane in piedi la Provincia di Trento.

E per il punto nascite di Cavalese, cosa intende fare?
Noi ci impegneremo, una volta al governo, a rivedere i criteri delle cinquecento nascite all’anno, soprattutto per i territori periferici, di montagna come, per l’appunto, Cavalese. Non è possibile che al giorno d’oggi la gente in Trentino nasca in ambulanza! Questo è quello che sta accadendo e che rischia di accadere anche nei prossimi mesi.

L’ex governatore Dellai ha le sue responsabilità per questa situazione…
Ci tengo a ricordare che quando fu chiuso il punto nascite dell’ospedale di Borgo Valsugana, venne sottoscritto un protocollo di intesa nel 2006, proprio mentre era presidente Dellai, dove in cambio della chiusura del punto nascite ci si impegnava a garantire tutta una serie di servizi, come la chirurgia h24, che non è andata in porto, o il potenziamento del pronto soccorso, che non è avvenuto. Anche su questo punto la Valsugana è stata presa in giro.

Lei quindi cosa promette ai cittadini della Valsugana?
Al collegio della Valsugana garantisco la presenza sul territorio che ho avuto in questi anni. Ci presentiamo a testa alta con la consapevolezza di aver trattato tutte le problematiche che sono state poste.

Chi le fa più paura, Dellai o Fraccaro?
La sfida è chiaramente tra me e Dellai. Chi vuole il cambiamento e vuole dare un segnale a chi ha governato male il Trentino negli ultimi vent’anni deve ostacolare la vittoria di Lorenzo Dellai. L’unica modo per farlo è votare centrodestra, perché il voto al M5S favorisce Lorenzo Dellai.

Perché gli indecisi dovrebbero votare per voi?
Perché crediamo di poter rappresentare la voglia di cambiamento in Trentino, in quanto unica coalizione che può realmente vincere. Se c’è qualcuno che può vincere quello è il centrodestra.

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