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Speciale elezioni 2018

Giulia Zanotelli: «Meno tasse e pugno duro contro i criminali»

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Ha solo trent’anni, ma ha già il piglio di una vera lady di ferro.I clandestini? Vanno rimpatriati”, “La criminalità aumenta? Ci vorrebbe l’esercito”. Giulia Zanotelli, candidata della Lega per la Camera nel collegio di Trento, si presenta con uno slogan che non ha bisogno di troppe spiegazioni: “Prima i Trentini”.

Madre di una bambina piccola, la candidata nonesa sogna per sua figlia “un’Italia dove chi sbaglia paga, dove le persone possano godersi tranquillamente la loro pensione dopo anni di sacrifici, dove chi investe viene premiato e non tassato, dove la famiglia è messa al centro dell’agenda politica, dove non bisogna andare all’estero per cercare lavoro, dove venga premiata la meritocrazia e dove i bambini non abbiano paura degli orchi”.

Giulia Zanotelli, quando nasce la tua passione per la politica?
La mia passione per la politica è nata durante gli anni del liceo e si è poi concretizzata all’università, dove ho studiato scienze politiche, a Firenze.

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Perché hai scelto la Lega?
Per le battaglie che fa a livello locale e nazionale, come quelle per la famiglia fondata su padre e madre, per la tutela delle nostre tradizioni, della nostra storia e cultura, dell’autonomia e delle piccole e medie imprese. E poi la Lega è sempre nelle piazze, in mezzo alla gente.

Qual è stato il tuo percorso nel partito?
Nel 2010 sono entrata in comunità di valle in Val di Non, nel 2012 sono diventata segretaria di sezione, sempre in Val di Non, e ora lo sono anche, da qualche mese, per la Val di Sole.

E poi ci sono state le elezioni per il sindaco di Cles…
Nel 2015 mi sono candidata a sindaco e, per la prima volta, siamo riusciti a portare un rappresentante della Lega in consiglio comunale. È stato un grande lavoro di squadra: siamo un bel gruppo!

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Come ti senti a un mese dalle elezioni?
Molto carica.

Che aria tira in Val di Non?
Siamo in gara. Sto girando tantissimo sul territorio, c’è una grande voglia di cambiamento, di una politica più vicina alla gente, in grado di affrontare le tematiche odierne, dal lavoro alla riforma della scuola, dalla famiglia alla sanità.

Qual è la domanda che la gente ti fa più spesso?
La domanda sulla sicurezza è quella più gettonata. Ma ho incontrato anche tanti esodati, che chiedono l’abolizione della legge Fornero, o persone di sinistra totalmente scontente dall’operato dei nostri rappresentanti a Roma in difesa dell’autonomia. Anche molti ragazzi sono preoccupati per il loro futuro lavorativo e personale.

Cosa dici a queste persone?
Che bisogna lottare per fermare l’arrivo di nuovi migranti e ridare così decoro alle nostre valli e al capoluogo di Trento, ormai in mano alla criminalità. Che il Pd è nemico dell’autonomia: pensate alle dichiarazioni di Boschi, a Renzi che nel suo libro parla dell’abolizione delle regioni a statuto speciale, al referendum del 2016 che voleva accentrare tutto a Roma. Lo stesso vale a livello locale: guardate, per esempio, la questione di punti nascita, dei medici di base e delle guardie mediche; le Valli sono state dimenticate e con loro i giovani e le persone trentine in difficoltà.

Qual è la proposta della Lega per fermare l’arrivo di nuovi migranti?
Gli accordi con i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo sono fondamentali. In tal senso, Minniti ha fatto bene, ma non ha fatto altro che copiare l’accordo con la Libia fatto da Maroni quando era ministro. Bisogna ripartire dall’esperienza di Maroni.

Volete bloccare anche chi scappa dalla guerra?
No, ma quelli sono veramente pochi. Dei 119mila migranti sbarcati sulle nostre coste nel 2017, solo 5mila sono rifugiati politici.

Cosa volete fare con chi è già in Italia?
Vanno snellite le procedure per il riconoscimento dello status di rifugiato. In Germania ci vogliono circa tre mesi. In Italia un anno e mezzo. Questo sistema favorisce un business di cui approfittano alcune associazioni e cooperative.

Che fare con chi non ottiene lo status di rifugiato?
I clandestini vanno identificati e rimpatriati. Non possiamo tenere sul territorio gente che è lasciata allo sbando e che per sopravvivere, nella maggior parte dei casi, finisce nel giro della criminalità. Molti non hanno i documenti, non sappiamo neanche se hanno precedenti penali…

A proposito di criminalità: voi volete abolire il reato di eccesso di legittima difesa. Perché?
Oggi in Italia la vittima non è il cittadino aggredito e derubato ma il criminale. Chi cerca di difendere sé stesso o la sua proprietà passa dalla parte del torto. Questa è pura follia! Per questo la Lega propone di cancellare l’eccesso colposo di legittima difesa e togliere la discrezionalità del magistrato su questo tema.

E nelle strade, come pensate di fronteggiate la criminalità?
Rinforzando l’organico delle forze dell’ordine, aumentando dotazioni e mezzi.

Parliamo d’Unione europea. Perché non vi piace?
Perché è diretta da tecnocrati e banche. Pensate solo, ad esempio, che follia votare per l’importazione di olio e arance dalla Tunisia quando le aziende agricole italiane sono in difficoltà! Noi vogliamo difendere il made in Italy.

Volete uscire dall’euro?
Anche se l’uscita dall’euro è possibile, noi al momento pensiamo alla tutela dell’identità nazionale e degli interessi italiani.

Quindi, a che condizioni siete disposti a restare?
Vogliamo la revisione dei trattati che oggi pongono vincoli alla nostra sovranità. Un paese che fa parte della Ue deve essere in grado di tutelare l’interesse delle sue categorie e della sua produzione.

Sempre in tema di economia, la vostra proposta della flat tax non finirà per avvantaggiare i più ricchi?
La proposta della Lega è quella di un’aliquota fiscale unica al 15 per cento, con la previsione di un extra-gettito di 35 miliardi nel primo anno. Bisogna però fare chiarezza…

Prego…
La nostra proposta prevede anche una serie di deduzioni in modo che la flat tax sia equa e costituzionale. Il sistema prevede infatti 3 scaglioni di reddito a cui viene applicata una deduzione fissa di 3mila euro. In questo modo viene garantita la progressività dell’imposta sulla base del reddito e dei componenti del nucleo famigliare.

Con che benefici?
Con la flat tax si lasciano nelle tasche degli italiani 48 miliardi di euro. Sono figlia e moglie di artigiani. Conosco bene la situazione in cui versano le imprese, con una tassazione ormai a livelli folli. Sono convinta che tassando meno ci sarà anche una riduzione della disoccupazione, vista la ripresa degli investimenti.

A proposito di disoccupazione, cosa pensi di fare per i giovani?
In Trentino l’emigrazione è aumentata del 9 per cento dal 2016 all’inizio del 2017. Delle persone che abbandonano la nostra provincia, il 25 per cento sono giovani. È chiaro che il sistema lavorativo va riformato.

Come?
Va ridotta la burocrazia e servono agevolazioni per i giovani che aprono un’attività. E poi, la legge Fornero va abolita. Facendo andare le persone in pensione a un’età ragionevole, libereremo il mercato del lavoro e verrà generata nuova occupazione.

Anche il Jobs Act di Renzi ha aumentato l’occupazione…
Il Jobs Act è stato fallimentare. Secondo i dati recenti, sono aumentati i contratti a termine, non si è favorita la crescita di professionisti con alte qualifiche e sono diminuiti i liberi professionisti.

Ipotesi: il 4 marzo il centrodestra non ottiene la maggioranza assoluta. Pronti ad allearvi con altri partiti?
Mai con la sinistra. Nel caso in cui ci fosse convergenza su alcuni punti con altre forze politiche, potrebbe esserci un dialogo.

Con i Cinque Stelle?
Sono molto contradditori, su Europa, immigrazione e anche sulle candidature non sono stati così limpidi.

Se sarai eletta, come concilierai il tuo ruolo di madre e moglie con il nuovo incarico?
Ho una famiglia fantastica che già oggi mi aiuta a conciliare passione politica e lavoro. È guardando mia figlia che capisco che impegnarmi per consegnare al nostro paese un futuro migliore è davvero la scelta giusta.

Che Italia sogni per lei?
Un’Italia dove chi sbaglia paga, senza sconti di pene, svuota-carceri o quant’altro, dove le persone possano godersi tranquillamente la loro pensione dopo anni di sacrifici, dove chi investe viene premiato e non tassato, dove la famiglia è messa al centro dell’agenda politica, dove non bisogna andare all’estero per cercare lavoro, dove venga premiata la meritocrazia e dove i bambini non abbiano paura degli orchi.

Da giovane impegnata per cambiare le cose, cosa vuoi dire ai tuoi coetanei?
Innanzitutto, non solo sola. Ci sono molti altri ragazzi, anche di colore politico diverso, che partecipano alla vita pubblica. Io chiedo ai giovani di non lasciarsi strumentalizzare, di non lamentarsi e di non fregarsene di quello che accade intorno a noi, ma di informarsi, partecipare e dare il proprio contributo, qualunque sia il loro colore politico.
E, poi, difendete sempre i vostri ideali, non permettete a nessuno di dire che sono sbagliati. Bisogna confrontarsi, il confronto apre la mente.

Ecco… Cosa diresti a chi dice che la Lega è troppo a destra?
La Lega non è troppo a destra, ma vicina ai problemi delle persone. Va bene aiutare gli altri ma, purtroppo, i trentini sono stati dimenticati. C’è gente sfrattata dalle case Itea e queste ultime vengono date ai profughi…
Se tu avessi un solo pezzo di pane, lo divideresti prima con la tua famiglia o con uno sconosciuto?

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