Connect with us
Pubblicità

La parola al direttore

«Affaire Deloitte – Trento Rise» tra condanne, patteggiamenti e rinvii a giudizio

Pubblicato

-

Nelle intricate vicende che hanno legato la Provincia autonoma, l’Università, la FBK, Trento Rise, l’APSS, con un vorticoso giro di denaro pubblico, sollevate dall’inchiesta che ha portato drammaticamente ad un suicidio e a 5 procedimenti penali, la condanna (giudice Marco La Ganga), sicuramente più clamorosa, è quella dell’ex dirigente generale della Provincia autonoma, Ivano Dalmonego

  • Come mai (almeno per il momento) la “verità” giudiziariaha escluso” responsabilità politiche, quando gli enti sopra richiamati sotto tutti riconducibili – chi più chi meno – alla politica?
  • Come mai l‘ex presidente della PAT che volle “politicamente” il progetto “Trento Rise”, non fu nemmeno sfiorato dall’inchiesta quando si pensava e si diceva ” in Provincia non si muove foglia che Dellai non voglia”?
  • Come mai l’allora presidente di Trento Rise Fausto Giunchiglia dichiarava “Io mi fermo solo se me lo dice la politica”.
  • Come mai la Deloitte spa ha versato, in sede extragiudiziaria, un indennizzo milionario alla Trento Rise in liquidazione (Associazione di FBK e Università di Trento, convenzionata con la Provincia autonoma), prima che emergessero responsabilità penali provate da sentenza?
  • Come mai il patteggiamento di due indiziati-imputati della Deloitte è giustificato da una “ scelta di strategia processuale e non un’ammissione di colpa”?

L’inchiesta, a questo punto, rischia di concludersi con una ” verità” limitata, salvo che negli prossimi appuntamenti processuali (rinvii a giudizio, appelli) le responsabilità di esecutori e mandanti potranno emergere con tutta chiarezza.

Pubblicità
Pubblicità
Pubblicità
Pubblicità

La parola al direttore

Antonio ti avrei preferito anonimo ma vivo

Pubblicato

-

Magari io la penso diversamente da te, ma so che lavoro facevi e che eri un giovane che credeva nei suoi ideali. (altro…)

Pubblicità
Pubblicità

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere

La parola al direttore

Spray urticante nelle aule, scherzo alla Bart Simpson. La scuola non punisce, meglio i lavori sociali

Pubblicato

-

Foto Rai

La scuola media Eccher Dall’Eco non crede nella punizione o comunque nella severità verso i ragazzi che hanno spruzzato lo spray urticante nel condotto di aerazione. (altro…)

Pubblicità
Pubblicità

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere

La parola al direttore

Indagine all’ Università: tutti tranquilli e sereni, a cominciare dal Rettore

Pubblicato

-

Che l’Università trentina abbia raggiunto traguardi importanti, moltissimi ne sono convinti.

Tra questi, sicuramente anche il sottoscritto che ebbe fiducia in quel progetto tant’è che si iscrisse, allo spirare degli anni ’60 all’allora Istituto Superiore di Scienze Sociali, padre dell’odierno Ateneo, conseguendo in quel periodo molto turbolento (è solo un eufemismo) la laurea.

Ricordo – l’occasione è buona per farlo – che la felice intuizione di Bruno Kessler fu ostacolata paradossalmente solo dal partito comunista, mentre uno dei leader del ’68 trentino (ricorre quest’anno il 50° anniversario) quell’Italo Saugo, notissimo alle cronache di allora, non disdegnava salire numerose volte le scale del Palazzo di via Belenzani, ove aveva la sede il MSI, per “conquistare”, in barba ad ogni pregiudizio antifascista, l’appoggio anche di quel partito per il riconoscimento statale della facoltà di sociologia.

PubblicitàPubblicità

Tuttavia, al di là dei ricordi, la bufera giudiziaria che ha travolto nei giorni scorsi anche il buon nome dell’Ateneo, oltre ad alcuni indagati, docenti e amministrativi, che risponderanno per specifici reati, non è molto diversa da quella già vissuta da altre università italiane.

«Mal comune mezzo gaudio?» Manco per sogno. Il malaffare, ovunque si annidi, va drasticamente stroncato.

E non bastano nemmeno le quattro belle parole (molto di circostanza) del Rettore per fugare i nuvoloni neri di uno scandalo che si potrà estendere in altri dipartimenti in modo da coinvolgere l’Ateneo nel suo insieme.

Non è nemmeno un pregiudizio pensare che dentro l’università, palestra del sapere, si possa esercitare il malaffare.

Spesso e volentieri l’università è un “buco nero” e non sempre la sua amministrazione è trasparente, a cominciare dal reclutamento accademico e dal potere che esercita.

Non occorre scomodarsi molto per provare i legami molto intensi tra la politica (Provincia) e l’Ateneo trentino: Trento Rise, Edilizia Universitaria, Studentato, Biblioteca, Festival dell’economia ecc. ecc. ecc.

Per restare in tema (l’indagine in corso) e a dimostrazione di ciò che scrivo, mi soccorrono due interrogazioni che il consigliere Delladio presentò una decina d’anni fa……. Ma tutti, magistratura compresa, volsero lo sguardo altrove.

Cito i titoli: interrogazione n. 330 del 16 aprile 2009 “Incarichi di consulenza all’Università degli Studi di Trento” (1) e interrogazione n. 817 del 22 settembre 2009 “Perché la provincia occulta talune consulenze? N. 2 – Incarichi di consulenza a professori, collaboratori e dipendenti dell’Università stessa“. (2)

Leggendo le interrogazioni e le relative risposte, rispettivamente ( 3) e (4) che pubblichiamo a piè pagina, si evince che il “bubbone” ha origini antiche ……

(1) Interrogazione n. 330/09 del consigliere Mauro Delladio

(2) Interrogazione n. 817/09 del consigliere Mayro Delladio

(3) risposta all’interrogazione n. 330/09 del presidente della Provincia Lorenzo Dellai

(4) risposta all’interrogazione n. 817/09 del presidente della Provincia Lorenzo Dellai

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità

Iscriviti alla Newsletter

  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità

Archivi

  • Pubblicità
    Pubblicità

Categorie

di tendenza