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La Voce della FAI CISL

Sfruttamento lavoro Levico Terme: ecco perché i 3 bosniaci erano «invisibili»

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La notizia dello sfruttamento di 3 ragazzi bosniaci in un’azienda agricola ubicata a Levico Terme ha creato sconcerto e disagio alla comunità trentina in generale, e presso le istituzioni, che hanno dichiarato di non aver nemmeno sospettato lontanamente che potesse esistere a Levico Terme una situazione simile.

La situazione è emersa grazie alla denuncia della Fai Cisl Trentino, sindacato a cui si erano rivolti i 3 poveri ragazzi sfruttati per anni dal titolare dell’azienda agricola di Levico Terme.

Erano costretti a vivere in due roulotte fatiscenti, sporche e in mezzo a dei nidi di vespe e serpenti, al freddo, dormendo per terra, con la possibilità di lavarsi solo una volta alla settimana e rigorosamente con l’acqua fredda, sfruttati, sottopagati e obbligati a lavare i propri indumenti nella lavatrice usata dal titolare per pulire le cose dei propri cani.

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Una situazione al limite del vivibile che ha visto come protagonisti i tre giovani ragazzi bosniaci, di 34, 25 e 22 anni che in un caso è perdurata per quasi 9 anni e che è emersa nel mese di giugno del 2017.

In molti si sono chiesti: come è stato possibile che nessuno sapesse nulla? Come è stato possibile che 3 ragazzi per tutti questi anni siano rimasti invisibili?

L’imprenditore agricolo, piuttosto conosciuto in zona, si è difeso dichiarando mestamente che «le cose non stanno esattamente così».

In merito alle dichiarazioni dello stesso imprenditore è intervenuto ieri nuovamente il segretario della Fai Cisl Fulvio Bastiani (foto) puntualizzando che «il datore di lavoro dei tre ragazzi era stato convocato presso la Coldiretti per chiarire alcune situazioni il giorno 11 gennaio 2018, ma non si è fatto vivo, stupiscono non poco quindi le sue dichiarazioni di innocenza, infatti se riteneva di non aver violato nessuna norma perché non si è presentato all’incontro?»

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Ma come ha reagito la Valsugana l’indomani della scoperta del caso di sfruttamento? «I lavoratori e anche il nostro sindacato hanno ottenuto molti attestati di stima e solidarietà – continua Fulvio Bastiani – anche se in molti c’è stata la sorpresa e lo sconcerto per quanto successo in una regione come la nostra che sembrava immune da fenomeni del genere».

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Viene spontaneo chiedersi come sia stato possibile per questi ragazzi vivere in queste condizioni per tutti questi anni, uno addirittura per 9 anni. Anche a questa domanda risponde il segretario della Fai Cisl, «Teniamo conto che 9 anni fa le roulotte che serviva da riparo ai ragazzi in campagna probabilmente era in condizioni migliori di adesso, ma poi con il tempo si sono deteriorate e sono diventate obsolete e inabitabili a tal punto che gli stessi ragazzi hanno continuato negli anni a chiedere una sistemazione migliore, ma il titolare prometteva ma poi all’arrivo dei ragazzi non manteneva mai»

«L’azienda agricola risulta lontana dal paese di oltre 2 km,  – aggiunge ancora Bastiani – i primi anni i ragazzi non erano in condizione di spostarsi senza auto, non conoscevano la lingua e dopo 13 ore in campagna erano talmente stanchi da non pensare certo a fare vita sociale. Inoltre non potevano portare nessuno nelle roulotte perché erano su una proprietà privata e per dignità, visto le condizioni in cui erano costretti a vivere. I ripari di fortuna poi erano dislocati al margine del podere e il più lontano da occhi indiscreti. La situazione li ha resi quindi completamente invisibili a tutti. 

Poi rimangono comunque altri enigmi da risolvere: si possono definire raccoglitori persone che rimangono a lavorare in campagna da Febbraio a Novembre? Come mai è sfuggito alla Coldiretti, che preparava le paghe dei tre ragazzi, il fatto che in busta paga venivano segnate pochissime ore lavorate ogni settimana?  Su queste domande Fulvio Bastiani Glissa, «non spetta a me giudicare, se sarà aperta un’inchiesta questo dovrà valutarlo un giudice».

Nei primi anni di lavoro la residenza dei tre bosniaci era stata indicata presso la casa dell’imprenditore agricolo di Levico Terme, ma poi è successo qualcosa di grave  (riveleremo cosa è successo in modo approfondito nel prossimo articolo) che ha consigliato l’imprenditore agricolo di spostare i 3 nella residenza fittizia di Pergine Valsugana dove viveva il padre, che probabilmente era anche all’oscuro di tutto. Si fa quindi largo quindi l’incredibile ipotesi che in realtà qualcuno sapesse bene dove vivevano i tre ragazzi.

Va ricordato che la Coldiretti dopo la denuncia dell Cisl ha preso subito le distanze da tutta la faccenda e che gli enti preposti al controllo e i vari sindaci che si sono susseguiti alla guida del comune di Levico Terme non hanno nessuna responsabilità nel merito.

Sono state quindi una serie di coincidenze fortuite insieme al comportamento opportunista dell’imprenditore agricolo che hanno creato intorno a questi ragazzi un completo isolamento, che in un caso è durato 9 anni, 9 lunghi anni di privazioni, umiliazioni e chissà di cos’altro.

 

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La Voce della FAI CISL

Raccoglitori di frutta in Trentino: sei stato pagato correttamente? Te lo dice la Fai Cisl Trentino

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nella foto il segretario della Fai Cisl Trentino Fulvio Bastiani

Ogni anno, in Trentino nel periodo estivo – autunnale, il settore Agricolo fa registrare un notevole aumento del numero degli occupati, impegnati nelle operazioni di raccolta che si svolgono sul nostro territorio, grazie alla massiccia presenza di campi da frutto come mele, viti e piccoli frutti.

La Fai Cisl Trentino – in una nota – ricorda a tutti i lavoratori del settore, che, questo lavoro è regolamentato, nella parte dedicata alle Grandi Campagne di Raccolta, da un Contratto Collettivo Provinciale, che, la Federazione insieme alle altre Organizzazioni Sindacali e Datoriali, ha sottoscritto ai fini di riconoscere agli Operai raccoglitori una retribuzione minima garantita oltre alla possibilità di ricevere (quando necessario ) un alloggio a tariffa agevolata, messo a disposizione dal Datore di Lavoro.

Il Contratto Collettivo Provinciale riporta delle tabelle retributive ben definite per i vari settori d’impiego e per i vari tipi di contratti esistenti, a cominciare dagli Operai Agricoli a tempo indeterminato, determinato, ai raccoglitori di uva e mele oltre ai raccoglitori e coltivatori di piccoli frutti.

Consultando qui le tabelle ogni lavoratore può riconoscere con facilità la paga minima spettante in base al tipo di inquadramento.

All’interno di queste tabelle, sono state definite anche le tariffe per il vitto e l’alloggio per gli operai non residenti sul territorio, che ricordiamo sono le seguenti: alloggio e prima colazione euro 3,00 – pranzo euro 3,00 – cena euro 3,00 per un totale di euro 9,00 giornalieri che possono essere trattenuti al lavoratore che opta per il vitto e alloggio completo.

Da ricordare inoltre che la C.I.M.L.Ag. (Cassa Integrazione Malattia Lavoratori Agricoli costituita dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori e da quelle dei datori di lavoro agricoli), recentemente trasformata nell’Ente bilaterale di settore ( in sigla EBTA ) riconosce anche ai lavoratori stagionali e ai raccoglitori, purché regolarmente assunti, le prestazioni integrative previste per la generalità dei lavoratori agricoli dipendenti.

Tali prestazioni integrative spettano ai lavoratori assunti che abbiano raggiunto almeno 51 giornate di lavoro agricolo nell’anno in corso o in quello precedente.

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Per conoscere le modalità di intervento C.I.M.L.Ag. ad integrazione della malattia o infortunio clicca qui.

«La Fai Cisl del Trentino – ricorda il segretario Fulvio Bastiani – è a disposizione dei lavoratori per raccogliere le eventuali segnalazioni di proposte di lavoro non regolare o sottopagato, per la quantificazione delle ore effettivamente lavorate, per il controllo puntuale delle retribuzioni e per l’assistenza nella compilazione delle domande relative alle richieste di rimborso al Fondo Sanitario Nazionale per gli operai agricoli (FISA) e delle prestazioni a sostegno del reddito tipiche del settore agricolo, presso i nostri presidi fissi di Cles, Mezzolombardo e Trento e su appuntamento in tutte le sedi Cisl della Provincia».

È inoltre sempre attivo il numero verde 800.199.100 SOS CAPORALATO dove è possibile fare qualsiasi segnalazione di irregolarità e/o sfruttamento nel rapporto di lavoro agricolo in totale anonimato. (qui articolo)

È possibile anche contattare il sindacato al numero 0461 215115 o scrivendo una mail a : fai@cisltn.it

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La Voce della FAI CISL

«Fai Bella l’Italia», il 5 maggio la prima giornata nazionale Fai Cisl per la cura dell’ambiente

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Si svolgerà domenica 5 maggio la Prima Giornata nazionale della FAI CISL per la Cura dell’Ambiente, che vedrà mobilitate tutte le federazioni regionali del sindacato agroalimentare e ambientale con iniziative rivolte alla salvaguardia del territorio e alla valorizzazione del patrimonio paesaggistico.

Per il Trentino l’iniziativa si svolgerà in località Moletta di Arco a partire dalle ore 9,00 dove i Segretari, i dirigenti e gli iscritti alla FAI CISL del Trentino unitamente ai volontari e le famiglie, si occuperanno della pulizia e manutenzione dell’argine del fiume Sarca.

Il Segretario Generale Fulvio Bastiani e il Segretario Organizzativo Katia Negri ( che si è occupata dell’organizzazione dell’evento ) ricordano come la giornata organizzata nella nostra Regione, alla quale parteciperanno anche i rappresentanti della FAI CISL dell’Alto Adige, rappresenti principalmente un’occasione importante per ricordare all’opinione pubblica quanto sia fondamentale il lavoro di manutenzione del territorio, che, nella nostra Provincia è portato avanti egregiamente dai lavoratori forestali occupati nei Servizi Provinciali ( Servizio Foreste, Agenzia Foreste Demaniali, Servizio Aree Protette e Sviluppo Sostenibile Parco dello Stelvio, Servizio Occupazione e Valorizzazione Ambientale ) nei Parchi ( Parco Adamello Brenta, Ente Parco Paneveggio ) nei Comuni ( ove sono presenti le squadre boschive ) e dell’ Azienda Forestale Trento e Sopramonte, unitamente ai lavoratori del Progettone e dell’Intervento 19 occupati nelle Cooperative che si occupano del verde pubblico.

«I recenti catastrofici eventi atmosferici,  – sottolinea il segretario della Fai Cisl Trentino Fulvio Bastiani – dimostrano come i cambiamenti climatici possano incidere in maniera sempre più profonda anche sul nostro suolo: fondamentale quindi tenere alta la guardia per continuare a perseverare nelle politiche volte alla conservazione del nostro patrimonio naturale che garantisce alla Provincia di Trento fondamentali ricadute positive sul versante del turismo e a porre una sempre maggiore attenzione alle iniziative finalizzate alla prevenzione del dissesto idrogeologico del nostro bellissimo ma fragile territorio».

«La nostra è quindi un’azione concreta – conclude Bastiani –  che naturalmente ha soprattutto un valore simbolico, per dimostrare che con piccoli gesti quotidiani si possono fare grandi cose ma che è utile soprattutto, come già ricordato, per riportare l’attenzione sull’enorme contributo fornito dai lavoratori occupati del settore nella cura e manutenzione del territorio trentino, operai che la FAI CISL assiste e tutela da quasi cinquant’anni»

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La Voce della FAI CISL

Fai Cisl Trentino, staffetta generazionale: firmato accordo col servizio foreste della provincia di Trento

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E’ stato siglato nei giorni scorsi un importante accordo tra le Organizzazioni Sindacali di Categoria ed il Servizio Foreste e Fauna della Provincia Autonoma di Trento per disciplinare il meccanismo di staffetta generazionale tra gli operai forestali.

Ne da notizia la Fai Cisl Trentino, l’Organizzazione Sindacale maggiormente rappresentativa nel settore .

Tale accordo permetterà ai lavoratori “più anziani” di ridurre il proprio orario lavorativo, dando la possibilità a giovani operai forestali di essere assunti o stabilizzati contestualmente con un contratto di lavoro a tempo indeterminato, garantendo nel contempo un saldo occupazionale positivo.

Ai lavoratori coinvolti nella riduzione dell’orario di lavoro in applicazione della staffetta, l’Agenzia del Lavoro erogherà un sostegno economico per far fronte alla perdita retributiva e contributiva conseguente alla riduzione dell’orario di lavoro, nella misura indicata dalle disposizioni tempo per tempo vigenti.

L’orario settimanale ridotto a 24 ore in settimana potrà essere svolto ove possibile con la formula del part-time orizzontale; in caso di ricorso al part-time verticale i lavoratori con previdenza agricola, prima della scelta, dovranno effettuare le opportune valutazioni, condizionati in primo luogo dalla necessità di raggiungere i requisiti richiesti dalla CISOA ( la cassa integrazione del settore concessa per gli eventi atmosferici ).

«Un accordo importantissimo che, accanto ad un piano di nuove assunzioni già condiviso,  – spiega il segretario Fulvio Bastiani – servirà a contrastare il progressivo invecchiamento dei dipendenti in forza, misura questa indispensabile per affrontare al meglio la grande sfida del ripristino del territorio provinciale martoriato dai catastrofici eventi atmosferici che si sono verificati nello scorso autunno e che tanti danni hanno provocato al patrimonio boschivo della nostra provincia».

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