Connect with us

Primo Piano

Omissioni e occultamenti sulle operazioni conseguenti all’incidente dell’elicottero AW139 precipitato in val Nambino: perché?

Pubblicato

-

Se lo chiede Claudio Cia che oggi in conferenza stampa ha presentato un’interrogazione che nei prossimi giorni potrebbe far cadere qualche testa all’interno della provincia di Trento. Il riferimento è l’incidente accaduto il 5 marzo del 2017 in val Nambino che ha visto coinvolto un elicottero della protezione civile mentre stava prestando soccorso. (qui l’articolo)

«Recentemente sono venuto a conoscenza dei sorprendenti contenuti, finora a quanto pare noti solo a una ristrettissima cerchia di persone, della relazione del funzionario di guardia, pi. Mario Borzaga, (Servizio Antincendi e Protezione Civile – Corpo permanente Provinciale Vigili del Fuoco – Ufficio Operativo Interventistico) datata 7 marzo 2017, avente per oggetto: “Annotazione sull’incidente dell’AW139 verificatosi alle ore 13.18 circa dd 05/03/2017 sul Monte Nambino a Madonna di Campiglio”» – Esordisce così il consigliere provinciale di Agire per il Trentino Claudio Cia oggi in conferenza stampa. 

In essa si riportano le “annotazioni significative dell’attività svolta dalla Centrale 115” inerente l’incidente in oggetto, fortunatamente senza alcuna vittima.

PubblicitàPubblicità

Secondo Claudio Cia dalla lettura dell’analisi dell’evento ora per ora, minuto per minuto, appare in maniera tanto limpida, quanto sconcertante, come la Provincia autonoma di Trento abbia scientemente nascosto all’opinione pubblica la reale dinamica degli eventi avvenuti in quella giornata.

La relazione di cui sopra, con riferimento ai soccorsi conseguenti all’incidente dell’AW139 I-TNCC, annota tre gravi criticità, spiegandole con queste testuali parole:

«1. Nella fase successiva all’incidente del I-TNCC il personale del Nucleo Elicotteri ha inspiegabilmente omesso le dovute comunicazioni alla Centrale 115 ed alla Torre di Controllo dell’Aeroporto, promuovendo azioni e comportamenti autonomi che danno evidenza, almeno inizialmente, ad un tentativo di nascondere o limitare le conseguenze dell’evento.

2. Di fronte ad un incidente aereo, con persone coinvolte in ambiente ostile ed apparecchi in condizioni di potenziale pericolo, non si spiega la scelta di utilizzare l’elicottero I-TNLD, unico mezzo di trasferimento aereo disponibile in aeroporto, per effettuare un precipitoso tentativo di sopralluogo con personale privo di qualsiasi strumento di soccorso, finanche degli essenziali DPI per affrontare uno scenario tanto complesso. […]

3. E’ oltremodo evidente la necessità di definire le condizioni della presenza di Ferrari Fulgido sul I-TNCC intervenuto per la valanga sul M.te Nambino. Per tutto il pomeriggio del 05 marzo, nelle fasi successive all’incidente, si è fatto riferimento alla presenza del pilota Giacomoni Andrea, con un equipaggio di 5 persone […]. Della presenza di Ferrari Fulgido in qualità di “copilota” si è avuta notizia solo dalle cronache locali in serata. Solo a seguito specifico riscontro, il C.sq. Merz Alessandro ha confermato che Ferrari Fulgido (operaio Nucleo Elicotteri) è salito a bordo dell’elicottero, al posto del secondo pilota, nel corso delle operazioni di rifornimento effettuate dal I-TNCC all’Aeroporto Caproni prima di partire per l‘intervento di soccorso.»

Dal documento sopracitato emerge fin troppo evidentemente «la prassi, diffusa su più livelli, – aggiunge Cia –  di nascondere la verità inerente l’incidente ed il soccorso dei feriti, probabilmente con la speranza di riuscire ad occultare quanto più possibile, forse con la volontà istintiva di non inficiare l’immagine di efficienza del Nucleo Elicotteri della PAT, ritenuto l’eccellenza e perno del soccorso di emergenza primaria del servizio sanitario trentino. E’ ormai evidente che viviamo in una Provincia in cui si nasconde la verità, sostituita con bugie che si diffondono alla luce del sole per confondere la realtà; una volta che queste bugie si stratificano creano un castello di carte talmente grande che non si riesce più a comprendere cosa è vero e cos’è falso».

Perché tentare di insabbiare un’incidente che avrebbe potuto rivelarsi ben più drammatico? Perché non riconoscere le difficoltà organizzative emerse in seguito all’intervento?  – si chiede il consigliere provinciale di Agire per il Trentino. «Dopotutto le lacune dimostrate,  – continua poi  – avrebbero potuto costituire una base per il miglioramento continuo del servizio stesso, nell’interesse primario degli operatori stessi.

Invece la Provincia ha volutamente proseguito con l’occultamento della verità, anche di fronte alle verifiche dell’ENAC, l’autorità italiana di regolamentazione tecnica, certificazione e vigilanza nel settore dell’aviazione civile, che in un’ulteriore documento (anche questo tenuto nascosto all’opinione pubblica) comunica “l’avvio del procedimento di limitazioni delle operazioni di volo” per criticità tanto rilevanti da essere classificate di livello 1.»

1. «Dalle verifiche condotte – scrive l’ENAC al Nucleo Elicotteri della PAT – è emersa una sensibile carenza di supervisione e controllo sullo svolgimento delle operazioni all’interno dell’organizzazione. In particolare le missioni di elisoccorso risultano eseguite in difformità alle procedure condotte nel Manuale delle Operazioni, il cui rispetto è vincolante per la validità della certificazione COA. […] Risultano peraltro verificarsi deviazioni dagli standard normativi per la sicurezza delle operazioni». Eppure, di fronte alla gravità dei rilievi dell’ENAC, la Provincia sceglie di proseguire nel diffondere e nel crearsi una realtà parallela, arrivando a giustificare il recente cambio al vertice del Nucleo Elicotteri raccontando, tramite comunicato stampa ufficiale, che «La complessità e l’articolazione del servizio reso alla comunità trentina, cresciuta notevolmente nel corso del tempo, con oltre 3.000 voli all’anno, rende necessario un aggiornamento del modello organizzativo, che permetta di confermare e migliorare i già notevoli standard qualitativi».

Quindi il cambio di vertice non sarebbe stato la conseguenza delle criticità rilevate dall’Enac nell’organizzazione, e tali da mettere addirittura a rischio la possibilità di volare, bensì per confermare e migliorare “i già notevoli standard qualitativi”.

Una narrazione del tutto creativa, per non dire mistificatoria e irrispettosa di chiunque sia stato portato a darvi credito.

«E’ forse superfluo precisare che di tutto questo non si imputa alcunché a piloti e membri del Nucleo Elicotteri, – termina Cia –  la cui unica missione, peraltro sempre svolta con encomiabile dedizione, è quella di salvare vite e garantire un pronto intervento in casi di emergenza; certo che alla luce dei documenti ufficiali che danno il quadro completo della vicenda, finora tenuti il più possibile nascosti, non si può non chiedere conto ai vertici e alla politica provinciale per il percorso deliberatamente intrapreso di occultare ai cittadini trentini prima le omissioni e le gravi inadempienze all’interno dell’organizzazione, poi scegliendo di occultare i veri motivi che hanno portato alla riorganizzazione interna del Nucleo Elicotteri».

Nell’articolata interrogazione Claudio Cia chiede alla Giunta provinciale: 

  1. L’Assessore competente e il Presidente della Giunta provinciale erano a conoscenza del documento?

  2. Della relazione del Servizio Antincendi e Protezione Civile di cui sopra è stata informata Procura della Repubblica, ANSV ed ENAC? In caso di risposta negativa, per quale motivo e chi ha scelto di non trasmettere tale documento agli organi sopra citati.

  3. Se in quanto descritto nella relazione del Servizio Antincendi e Protezione Civile di cui sopra si configurano difformità dei requisiti previsti o inadempienze ai regolamenti applicabili, tali da indurre l’Enac alla sospensione o revoca del COA (Certificato di Operatore Aereo).

  4. Come mai l’operatore 118 comunica all’elicottero I-TNBB di “contattare urgentemente via cavo la Centrale 118”? A che titolo l’operatore del 118, contattando la centrale 115, raccomanda che “questa notizia deve rimanere intanto qui”? E’ questa la procedura usuale?

  5. Quanti elicotteri e di che tipo erano a disposizione del Nucleo Elicotteri PAT il 5 marzo 2017?

  6. E’ da ritenersi fatto grave l’aver utilizzato l’unico altro elicottero di soccorso al momento disponibile, I-TNLD, con la presenza a bordo di “personale privo di qualsiasi strumento di soccorso, finanche degli essenziali dispositivi di protezione individuali (DPI) per affrontare uno scenario tanto complesso” per effettuare un precipitoso tentativo di sopralluogo? Quale ruolo e funzione aveva il personale imbarcato privo di qualsiasi strumento di soccorso ed altro?

  7. Sulla base di quali informazioni e a che titolo il pilota dell’elicottero I-TNLD, al momento del decollo, riferisce che “la squadra SAF non serve”, recandosi però a recuperare a Vezzano “in prossimità dell’abitazione” il responsabile tecnico? Si è consapevoli che tali scelte hanno comportato che la squadra SAF, attivata alle 13:27, è potuta salire su un elicottero solo alle 15:21 per raggiungere Madonna di Campiglio alle ore 15:38 (cioè 2 ore e 11 minuti dopo l’attivazione della squadra, 2 ore e 20 minuti dall’incidente) con lo stesso elicottero I-TNLD appena rientrato e parte della squadra abbia raggiunto il posto con mezzi propri. Che operazioni di soccorso sono state svolte dalla squadra SAF una volta giunta sul luogo dell’incidente? E’ ipotizzabile che la squadra SAF sia arrivata a Madonna di Campiglio quando le operazioni di recupero dei superstiti erano già avvenute?

  8. Perché la centrare 115 è risultata “nell’impossibilità di avere un contatto con a sede del Nucleo Elicotteri”?

  9. Come si giustifica che la torre di controllo dell’Aeroporto Caproni sia venuta a conoscenza dell’incidente quasi per caso ad ore 13:41, ovvero ben 23 minuti dopo l’incidente, solo dopo segnalazione della centrale 115 dichiarando “di non saper nulla di quanto in atto”?

  10. Se è normale che il Funzionario ANSV apprenda solo ad ore 14:00 (oltre 40 minuti dopo l’incidente) attraverso comunicazione della Centrale 115, “di avere appena appreso la prima notizia”. E’ questa la procedura prevista in caso di incidente di aeromobile?

  11. Perché l’elicottero I-TNCC, incidentato per la caduta, trasportava un operaio del Nucleo Elicotteri “salito a bordo dell’elicottero, al posto del secondo pilota”? Quale ruolo rivestiva l’operaio del Nucleo Elicotteri a bordo dell’elicottero caduto? E’ possibile ipotizzare che la stessa persona sia stata fuori servizio al momento della partenza dell’elicottero di soccorso e quindi presente a bordo in modo anomalo rispetto alla normativa di volo? Dalla relazione del Servizio Antincendi e Protezione Civile di cui sopra, si evince infatti che ad ore 17:08, la Centrale 115 riferisce alla Stazione Carabinieri di Madonna di Campiglio i nominativi delle persone a bordo del I-TNCC non comunicando il nominativo di F.F. “perché la sua presenza a bordo del I-TNCC non è nota alla Centrale 115 ed alla Centrale 118, fino a notizie di stampa apprese dai notiziari della sera”.

  12. Se quanto riportato nella relazione del Servizio Antincendi e Protezione Civile di cui sopra e finora occultato, influisce sulle valutazioni da parte della compagnia di assicurazione che dovrebbe definire il danno rimborsabile in seguito all’incidente del 5 marzo 2017.

  13. Perché la PAT ha volutamente nascosto quanto realmente accaduto nell’iter gestionale del soccorso dell’elicottero in val Nambino?

Pubblicità
Pubblicità

Primo Piano

Silenzio! Si vota.

Pubblicato

-

Il commissariato del governo di Trento nei giorni scorsi ha reso noto i dati relativi ai cittadini che voteranno domenica per le elezioni politiche.

Sono 408.460 i trentini chiamati al voto.  In particolare, i maschi sono 199.209 e le femmine 209.251, mentre nel totale sono compresi 66 votanti che sono residenti all’estero e che hanno deciso di votare in Italia e non di farlo attraverso la posta come gli altri trentini che vivono fuori dal Paese.

Come sempre a decidere il proporzionale sarà la città di Trento con i suoi potenziali 87.549 mila votanti (oltre il 20% del totale), divisi fra 41.383 uomini (con 9 cittadini Aire votanti in Italia) e 46.166 donne (di cui 10 cittadini Aire votanti in Italia).

PubblicitàPubblicità

In totale le sezioni elettorali sono 530, con 21 seggi speciali allestiti in ospedali, case di riposo e carceri,  e 32 seggi volanti in ospedali e case di riposo. Sei invece gli elettori che voteranno presso la loro abitazione.

Se per la camera voteranno tutti i 408.460 trentini per il Senato invece gli aventi diritto saranno 373.358 di cui 181.226 uomini e 192.132 donne. Le urne saranno aperte dalle 7.00 fino alle 23.00 di domani, domenica 4 marzo 2018

Le nuove schede elettorali sono dotate di un’appendice cartacea munita di un “tagliando antifrode” con un codice progressivo alfanumerico generato in serie.

Dopo che l’elettore ha votato ed ha restituito la scheda al presidente del seggio debitamente piegata, tale appendice con il tagliando è staccata dalla scheda e conservata dai componenti dei seggi elettorali che controllano se il numero del tagliando sia lo stesso di quello annotato prima della consegna della scheda all’elettore; solo dopo tale controllo il presidente del seggio inserisce la scheda stessa nell’urna.

L’altra novità è che non è previsto il voto disgiunto, cioè non è possibile votare una lista e il candidato di un’altra o la scheda sarà ritenuta nulla. Si vota segnando con una «X» la lista prescelta oppure il nome del candidato al collegio uninominale associato: in entrambi i casi la preferenza andrà sia al partito che al candidato.

Ma per non rischiare l’annullamento basterà apportare sia sulla scheda della camera che su quella del senato una X sul simbolo del partito preferito senza barrare il nome del candidato. Così l’errore diventa impossibile.

I candidati della Vallagarina

I candidati della Valsugana

I candidati di Trento – Rotaliana – val di Non

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere

Primo Piano

Blitz delle Fiamme Gialle al soccorso alpino Trentino.

Pubblicato

-

Nuovo capitolo nello scontro fra soccorso alpino nazionale e provinciale che continuerà fra i banchi della Corte dei Conti.

Sono ormai note da tempo le tensioni fra i due enti, cominciate con reciproche accuse ed ora sfociato in un vero scontro fra Adriano Alimonta (foto) presidente del soccorso alpino Trentino e il capo del soccorso nazionale  Maurizio Dellantonio.

Una denuncia ha portato ieri la guardia di finanza  ad effettuare un blitz negli uffici del soccorso alpino trentino dove le fiamme gialle hanno acquisito le documentazioni relative all’acquisto delle divise in dotazione ai soccorritori e gli incartamenti inerenti le indennità del Presidente del Vice del Soccorso Alpino.

PubblicitàPubblicità

L’indagine è partita da un esposto presentato da un capostazione del Soccorso Alpino trentino in cui si fa riferimento ad un affido, senza gara d’appalto, di incarico di fornitura di abbigliamento tecnico alla ditta Montura che fornisce il soccorso alpino nazionale.

La segnalazione comprende anche alcuni approfondimenti sulle indennità di istruttore e di elisoccorritore che il Presidente Adriano Alimonta ed il suo vice, Ezio Parisi percepiscono e che per statuto nazionale sarebbero vietate e alle quali, è giusto precisarlo, Adriano Alimonta ha rinunciato oltre un anno fa.

Ora le indagini dovranno provare se c’è stato un danno erariale per la casse pubbliche che versano circa 1,6 milioni di euro al soccorso alpino Trentino che pur essendo una ente privato è quasi tutto finanziato dal pubblico. Lo scontro fra i due soccorsi era emerso nel 2015 dopo la realizzazione del nuovo statuto definito da Alimonta per riorganizzare il soccorso Alpino provinciale di Trento.

La cosa non deve essere andata giù a Dellantonio che ha subito chiesto a tutte le stazioni trentine i giustificativi delle spese sostenute. Purtroppo quella di Fiemme e Fassa non è riuscita a giustificare quasi 10 mila euro di spese.

La riorganizzazione del soccorso trentino era stata vista da quello nazionale come una scissione e per questo ora Dellantonio ha chiesto il commissariamento. La situazione ora è molto delicata.

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere

Primo Piano

AgCom condanna Rossi, Daldoss e Ghirardini. Usarono i soldi dei contribuenti per fini elettorali.

Pubblicato

-

L’Autorità per la Garanzia nelle Comunicazioni ha ritenuto fondato l’esposto presentato dai consiglieri Borga, Civettini, Giovanazzi e Kaswalder nei confronti di ITEA spa con riguardo allo spot elettorale graziosamente concesso, con spese a carico dei contribuenti trentini, dal Presidente Ghirardini a Rossi e Daldoss. 

Con due distinti interventi, uno di natura ispettiva  e l’altro di denuncia all’Autorità di Garanzia delle Comunicazioni e al Corecom  (articolazione decentrata dell’AGCOM incardinata presso il consiglio provinciale), i consiglieri provinciali avevano ritenuto di assumere iniziative nei confronti dell’ITEA spa, che attraverso il suo periodico trimestrale “Edilizia Abitativa” (n. 87) inviato a tutti gli assegnatari, ha diffuso, contravvenendo la legge 22 febbraio 2008 n. 28 (“volgarmente” nota come legge sulla par condicio) il pensiero “politicamente (s)corretto” di tre esponenti del PATT (GhirardiniRossiDaldoss).

Il “pensiero politicamente (s)corretto” dei tre esponenti autonomisti – sempre secondo i denuncianti – risultava essere, per tempi e modi di pubblicazione, di sostegno alla candidatura “politicamente corretta” di Franco Panizzasenatore uscente e segretario del PATT, nel collegio senatoriale di Trento.

PubblicitàPubblicità

L’AgCom ordina quindi – si legge nella sentenza – di «pubblicare sul sito della società Itea S.p.A., quale società in house providing della Provincia autonoma di Trento, entro tre giorni dalla notifica del presente atto, e per la durata di quindici giorni, un messaggio recante . 9 della legge 22 febbraio 2000, n. 28 della comunicazione istituzionale realizzata mediante la pubblicazione e la diffusione del numero 87 del periodico Edilizia Abitativa . In tale messaggio si dovrà fare espresso riferimento al presente ordine».

«In fin dei conti è poca cosa, – dichiara Rodolfo Borga – se consideriamo che il comportamento illegittimo di ITEA si è concretizzato nella diffusione in piena campagna elettorale di migliaia di copie del suo periodico Edilizia Abitativa, con un’intera pagina concessa a Rossi e Daldoss in palese violazione della legge sulla c.d. par condicio. In ogni caso, resta la soddisfazione di aver sollecitato un provvedimento che se non altro suona di condanna per l’arroganza una volta di più manifestata da coloro che ormai considerano le istituzioni come “cosa loro”».

Ora bisognerà attendere la risposta del Presidente Rossi all’interrogazione presentata sulla questione e sottoscritta, oltre che dai consiglieri che hanno presentato l’esposto, anche dai colleghi Simoni e Zanon.

Leggi qui la sentenza completa

Pubblicità
Pubblicità
Continua a leggere

Iscriviti alla Newsletter

Archivi

Categorie

Archivio

di tendenza

fortemalia inserto magazine

fortemalia.it