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Speciale elezioni 2018

Elezioni 4 marzo: Presentati i candidati di Fratelli d’Italia in Trentino.

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Nella sede del Partito, oggi,  i candidati di Fratelli d’Italia del Trentino, Andrea de Bertoldi, Michele Rolli (candidato plurinominale al Senato), Patrizia Strano (candidata plurinominale alla Camera) e Marika Poletti (Presidente di Fratelli d’Italia del Trentino e candidata plurinominale alla Camera), hanno presentato il programma per le prossime elezioni politiche del 4 marzo.

Sicurezza e legalità, così come incentivi alla natalità e certezza delle pene, sono i temi principali di una campagna elettorale che vuole rimettere i bisogni dei cittadini italiani e trentini al primo posto dell’agenda politica, soppiantando le logiche dell’assistenzialismo all’immigrazione indiscriminata che in questi anni ha impoverito le nostre città, le ha rese insicure, in mano a delinquenti che, in forza dei vari “svuota carceri”, sottoscritti anche dal Senatore trentino uscente Franco Panizza, stanno rendendo difficile la vita anche qui in Trentino.

Nel collegio senatoriale di Trento, sicuramente il più importante della Regione, il centro sinistra autonomista ha schierato il suo uomo forte: il Senatore uscente Panizza.

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«Fratelli d’Italia ha fortemente voluto affrontare in prima persona questa sfida e il fatto che in un’ottica di coalizione, il centro destra abbia deciso di affidarci la battaglia più difficile, è la riprova dello spessore politico che i nostri alleati riconoscono a Fratelli d’Italia e al nostro candidato Andrea de Bertoldi»ha spiegato Marika Poletti.

La sede del Partito è anche stata oggetto di un attacco vandalico la sera prima della conferenza stampa, in cui un piccolo manipolo di personaggi incappucciati e con il volto coperto da passamontagna ha imbrattato la facciata del palazzo che ospita la sede, con uova marce e gavettoni di vernice.

«Il solito gesto dei vigliacchi che da troppo tempo prolificano impuniti, grazie all’immobilità di certe istituzioni. Il gesto ha danneggiato anche gli appartamenti vicini, dimostrando quanto queste persone, che si ergono ai diritti dei “cittadini del mondo”, non siano nemmeno in grado di rispettare i diritti dei propri concittadini»ha commentato Poletti. 

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Speciale elezioni 2018

Sandro Bordignon, (AGIRE): «Investire sulla famiglia per investire sul futuro»

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Speciale elezioni 2018.

Continuano le interviste con i candidati delle prossime elezioni amministrative del 21 ottobre 2018.

Oggi nel capoluogo trentino abbiamo incontrato Sandro Bordignon, 45 anni, nato a Trento, sposato dal 2002 con 2 figli di 6 e 8 anni.

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Si presenta nella lista di Agire per il Trentino, partito territoriale che fa parte del nutrito gruppo della coalizione di centrodestra autonomista con candidato presidente l’onorevole e sottosegretario dalla sanità Maurizio Fugatti.

Sandro Bordignon è del segno del leone, è dipendente del gruppo Poli, ma anche consulente di telefonia mobile.

«Quella della vendita diretta è stata una vera palestra di vita che mi ha aiutato a convivere con i no» – sottolinea Bordignon

Sandro arriva infatti da una lunga esperienza nella vendita che poi ha condiviso in parte con un lavoro fisso part time. «Mentre lavoravo nel settore della vendita ho trovato casualmente un posto part Time al supermercato Billa, poi acquistato dal gruppo Poli. Diciamo che al mattino vedo le problematiche ed esigenze del lavoro dipendente, nel pomeriggio con quelle delle piccole e medie imprese che visito per lavoro»  

È stato molto attivo anche nell’associazionismo, dove è delegato sindacale sul posto di lavoro e siede nel consiglio generale di Cisl Finasca.

Inoltre è stato per due mandati presidente del «movimento per la vita», all’interno del quale «ho avuto un’importante formazione sulla Bio Etica» – aggiunge Bordignon

La sua non è la prima esperienza politica come candidato.

È stato candidato alle comunali nel 2000 con la lista «Civica per Morandini», e nel 2005 con Civica  Trentina.

In entrambi i casi è risultato essere il primo dei non eletti dell’intero centrodestra.

Ma dopo il salto dell’allora consigliere comunale Claudio Cia in provincia, entrò in comune per circa 4 mesi.

Percorso, quello di Sandro Bordignon e Claudio Cia, destinati ad incrociarsi nuovamente nel giugno 2016, quando entrambi, insieme ad altre 7 persone decisero di fondare il nuovo partito «Agire per il Trentino»

Qual è stato il percorso che ha portato alla sua candidatura in Agire per il Trentino?

«Sono uno dei fondatori, e dopo la piccola parentesi in consiglio comunale volevo rimettermi in gioco nuovamente. Ho trovato in Claudio Cia una persona che rappresenta in pieno i valori in cui credo. Insieme a lui credo potremo davvero dare una svolta alla politica trentina»

60 giorni per conquistare un voto in più degli altri candidati, come pensa di riuscirci?

«Non invento nulla di nuovo, ho il mio metodo, lavorerò porta a porta e a ventaglio nella speranza di raccogliere quello che ho seminato in questi anni»

Le prime tre cose sintetiche che farà se sarà eletto in consiglio provinciale?

«In primis valorizzare ed investire sulla famiglia. Lo so, lo dicono tutti, ma alla fine lo fanno in pochi perché il politico è poco lungimirante, ed investire sulla famiglia vuol dire investire sul futuro. Per secondo vorrei pianificare un piano di rilancio commerciale per la città di trento coinvolgendo attivamente le associazioni. Terzo: muoversi sul sociale e sconfiggere le povertà, fenomeno in grande aumento anche a Trento».

Resterà attivo nel partito e nel territorio in caso di sconfitta?

«Assolutamente si»

Quanto spenderà per la campagna elettorale?

«Massimo 1.000 euro»

Quali sono i temi che affronterà in campagna elettorale?

«Dipende dalle idee che raccoglierò in campagna elettorale. Certo ho delle mie idee ma è gusto anche valorizzare quelle degli altri e poi fare una sintesi».

Cosa ne pensa del governo di centrosinistra che ha governato nell’ultima legislatura?

«Parlarne bene diventa difficile»

Chi butta dalla Torre fra Ugo Rossi e Paolo Ghezzi e Carlo Daldoss?

«Spero che spingendo giù uno, si crei una reazione a catena che li faccia cadere tutti e tre» 

Cosa ne pensano famigliari a amici della sua discesa in campo?

«Sono tutti favorevoli, anche mia moglie»

Ha dei rimpianti nella vita?

«Nessuno»

Qualche rimorso?

«Nemmeno»

Che hobby ha?

«Mi piace correre e leggere testi e libri sulla bio etica»

L’ultimo libro che ha letto?

«Restare umani  di Giuliano Guzzo, un libro che si chiede se a fronte dell’avanzare della tecnica e dei mutamenti sociali connessi, è possibile che resti qualcosa di umano. Un libro che attraverso l’analisi di questioni come la differenza tra maschile e femminile, la sessualità, l’aborto e la selezione genetica, il consumismo, cerca di individuare quei momenti del nascere, del vivere e del morire che, oggi, rischiano di trascinare l’essere umano verso ciò che umano non è».

Che musica ascolta?

«Reggae e musica leggera»

Beatles o Rolling Stones ?

«Beatles»

Che macchina ha?

«Una Citroen C5»

Il 4 marzo alle politiche nazionali per chi ha votato?

«Lega»

Ha un politico di riferimento Italiano?

«Alcide De Gasperi»

E qui in Trentino?

«Nessuno»

Preferisce l’auto o la bicicletta?

«L’automobile, per comodità e perché mi piace guidare»

Soldi, successo o potere?

«Tutte e tre con il dovuto equilibrio»

Cosa le fa più paura nella vita?

«La morte di una persona cara»

Lei abita a Trento nel quartiere di san Martino, quali sono le priorità in quella zona?

«Sconfiggere la piccola criminalità e il degrado»

Si ricorda di un’occasione in cui si è trovato in difficoltà e ha dovuto chiedere aiuto a qualcuno?

«Assolutamente si, anche più di una volta».

Avrebbe mai pensato di presentarsi alle elezione provinciali di una regione?

«Non avrei mai pensato di fare un’esperienza dentro il consiglio comunale figuriamoci per le provinciali»

Quale qualità e difetto si riconosce?

«Come pregio la perseveranza. Ho un carattere altalenante, e questo alla lunga è un difetto» 

Superbia, avarizia, lussuria, invidia, ira accidia e Gola a quali dei vizi capitali associa il suo nome?

«La mia autostima spesso mi fa sembrare agli occhi della gente superbo, anche se in realtà non lo sono per nulla»

Dica la verità uscirebbe a cena con Lucia Borgonzoni, Maria Elena Boschi, Mara Carfagna, Alessandra Moretti, Daniela Santanchè, Virginia Raggi o Giulia Bongiorno?

«Uscirei con Maria Elena Boschi per la sua bellezza e con Virginia Raggi perché adoro le more ed è il mio tipo di donna»

Cosa ne pensa dei matrimoni Gay e delle adozioni?

«Se si accetta un tipo di famiglia omosessuale si deve accettare anche il resto. Io sono solo per la famiglia di ordine naturale. È strano che in questi anni si predichi per il rispetto del mondo della natura in generale  ma non di quella del genere umano»

Qual è stato il momento più soddisfacente della sua vita?

«Sono stati quattro; il matrimonio, la nascita dei miei figli, quanto sono entrato in consiglio comunale e quando sono diventato presidente del movimento per la vita, per me fu una grande responsabilità, un onere e onore».

Se potesse incontrare una persona famosa, chi incontrerebbe e perché?

«Incontrerei volentieri Mario Palmaro, docente di filosofia teoretica, etica e bioetica. Colui che cominciò a diffondere la bio etica in Italia e che purtroppo è scomparso a soli 45 anni»

Gioco di squadra o in solitaria?

«Assolutamente gioco di squadra»

Quando è stata l’ultima volta che ha pianto?

«A Dicembre dell’anno scorso, quando è morta Lara,una mia collega di lavoro da molti anni, la cosa mi sconvolse»

Carne o pesce?

«Carne»

Lago, Mare o montagna?

«Montagna»

Cosa le manca di più?

«Un laurea, e a tal proposito mi spenderò perché i miei figli la raggiungano»

Se fosse un animale?

«Un Gatto, perché animale autonomo e indipendente»

L’ultimo viaggio che ha intrapreso?

«Giulianova al mare l’anno scorso»

Il suo sogno?

«Diventare consigliere comunale, e fare così un grande percorso di conoscenza tecnica della politica»

Cosa guarda in Tv?

«La guardo pochissimo, vedo solo Netflix»

Qual è stato l’avvenimento di cronaca che l’ha maggiormente segnata?

«L’11 settembre,l’attacco alle Torri Gemelle. Mi ricordo che ero in Croazia al mare, un evento molto forte che mi ha lasciato il segno»

Per cosa sarà ricordato?

«Per la piacevolezza della mia persona e per il gusto di stare insieme»

È pronto ad essere uno dei protagonisti politici del grande cambiamento del Trentino?

«Ovvio»

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Speciale elezioni 2018

Cristina Santi (AGIRE): «A Riva del Garda bisogna lavorare sul turismo di qualità»

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Speciale Elezioni 2018.

Continua il nostro viaggio alla scoperta dei candidati che scenderanno in campo nelle elezioni provinciali del 21 ottobre 2018.

Oggi il nostro percorso «politico», ci ha portato sul Lago di Garda, precisamente da Cristina Santi, 47, segno dell’Ariete, nata Riva del Garda, libera professionista e amministratore unico di alcune società di elaborazione dati e software contabili.

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Cristina è convivente e molto innamorata da 10 anni di un uomo divorziato da tempo, «per il momento convivo in attesa che il mio uomo superi il trauma del primo matrimonio e poi si vedrà» – spiega ironicamente con un sorriso sornione.

«Con lui – precisa – ho trovato un forte equilibrio, stiamo bene insieme e ci amiamo molto»

Per Cristina Santi, la primogenita di 3 fratelli, la famiglia è un valore imprescindibile, «Con mio padre condivido la maggior parte dei momenti quotidiani, mentre mia suocera viene tutti i week end da noi sul lago. Ci vogliamo tutti bene e abbiamo formato quella che oggi si chiama “famiglia allargata”». 

«Purtroppo chi scopre di avere un malato di cancro in casa è troppo spesso lasciato da solo e deve superare oltre al trauma anche delle situazioni legate alla conciliazione che al giorno d’oggi rappresentano un problema sempre più ramificato» – sottolinea Cristina

Qual è stato il percorso che ha portato alla sua candidatura per Agire per il Trentino?

«Ho conosciuto il segretario di Agire per il Trentino Claudio Cia attraverso la sua attività politica e ho trovato i suoi valori e il suo programma molto interessanti. Poi lui mi ha lavorato ai fianchi chiedendomi di candidare e visto che siamo come si suol dire alla periferia dell’impero ho deciso che dovevo candidare per dare un apporto affinché nella mia zona le cose migliorino. Ma la vedo anche un ottima esperienza per le prossime comunali di Riva del Garda». 

60 giorni per conquistare un voto in più degli altri candidati, come pensa di riuscirci?

«Con la tenacia e il lavoro, e cercando di far conoscere i miei progetti a più persone possibili» 

Le prime tre cose sintetiche che farà se fosse eletta in consiglio provinciale?

«Adoperarmi per fare la strada Rovereto – Riva (Loppio – Busa) che è strategica sia dal punto di vista turistico che per la mobilita di chi va a lavorare. Poi riprendere in mano l’ospedale di Arco, una struttura dimenticata in questi anni dal centro sinistra che ha adoperato la sanità trentina solo per fare cassa, riorganizzare le cure palliative del fine vita e poi intervenire sull’istruzione».

Resterà attiva nel partito e nel territorio in caso di sconfitta?

 «Certamente si, le cose da fare sono molte»

Quanto spenderà per la campagna elettorale?

«Intorno ai mille euro»

Quali sono i temi che affronterà in campagna elettorale?

«Sanità, viabilità e istruzione»

Cosa ne pensa del governo di centrosinistra che ha governato nell’ultima legislatura?

«Il peggiore in assoluto che il Trentino abbia mai avuto»

Chi butta dalla Torre fra Ugo Rossi e Paolo Ghezzi e Carlo Daldoss?

«Non ho dubbi, Ugo Rossi»

Cosa ne pensano famigliari a amici della sua discesa in campo?

«La maggior parte mi sostengono, qualcuno mi ha detto che sono pazza però…» 

Ha dei rimpianti nella vita?

«No, perché guardo sempre avanti, e non penso mai al passato»

Qualche rimorso?

«Nemmeno»

Che hobby ha?

«Corro e mi piace leggere, anche se purtroppo il tempo è sempre tiranno per il lavoro che svolgo» 

L’ultimo libro che ha letto?

«La magia di un buongiorno, un libro di  Massimo Gramellini»

Che musica ascolta?

«Di tutto, ma tendenzialmente la musica rock»

Beatles o Rolling Stones ?

«Beatles»

Che macchina ha ?

«Un fiat 500»

Il 4 marzo alle politiche nazionali per chi ha votato?

«Per la Lega»

Ha un politico di riferimento Italiano?

«Facile, Alcide De Gasperi, è stato talmente grande e unico che non sarà mai eguagliato da nessuno» 

E qui in Trentino?

«Il mio presidente è Maurizio Fugatti, è lui quindi il mio punto di riferimento».

Preferisce l’auto o la bicicletta?

«Automobile perché sono tendenzialmente un pochina pigra»

Soldi, successo o potere?

«Nessuna delle tre, non sono queste le mie priorità, io guardo solo alla salute» 

Cosa le fa più paura nella vita?

«L’indifferenza e la solitudine»

Lei abita a Riva del Garda, quali sono le priorità in quella zona?

«La viabilità prima di tutto, ma bisognerà lavorare per turismo di qualità, a Riva del Garda ce né molto ma di bassa qualità, e la nostra amministrazione negli ultimi anni non ha fatto nulla a riguardo. Poi non si è valorizzato il centro storico della città lasciandolo invadere da negozi dei cinesi, e in generale la città è stata lasciata andare….».

Si ricorda di un’occasione in cui si è trovata in difficoltà e ha dovuto chiedere aiuto a qualcuno?

«Qualche anno fa quando mia madre si è ammalata di tumore mi sono trovata in difficoltà emotiva, quando vedi soffrire una persona a cui vuoi bene è un grande dolore per questo ho chiesto aiuto. Dopo la morte di mia madre ho deciso di aiutare con il volontariato queste famiglie che non hanno nessun appoggio dalle istituzioni».

Avrebbe mai pensato di presentarsi alle elezione provinciali di una regione?

«Diciamo che il pallino della politica l’ho sempre avuto, mi sento come una predestinata. Ora è arrivata l’occasione e metterò la mia voglia e competenza al servizio della mia città e della mia regione»

Quale qualità e difetto si riconosce?

«Sono tenace, e questa è una qualità. Ma ho il difetto di essere spesso brontolona e a volte troppo sanguigna»

Superbia, avarizia, lussuria, invidia, ira e accidia, Gola a quali dei vizi capitali associa il suo nome ?

«Ira, ahimè»

Uscirebbe a cena con Salvini, Di Maio, Renzi o Berlusconi?

«Matteo Salvini» 

Cosa ne pensa dei matrimoni Gay e delle adozioni?

«Sono favorevole ai matrimoni, anche se credo che di forme giuridiche per riconoscere i diritti degli omosessuali se ne potevano trovare altre. Sono invece assolutamente contraria alle adozioni gay perché i bambini devono crescere con una mamma e un papà ben definiti»

Qual è stato il momento più soddisfacente della sua vita?

«Senza dubbio quello di adesso per me è un periodo particolarmente felice. Nel corso degli anni ho cercato di avere degli figli, ma dopo aver raggiunto la consapevolezza di non poterli avere mi sono dedicata al volontariato che mi ha gratificato e ha dato un senso nella mia vita. Credo che per tutti lavorare nel sociale e fare del bene al nostro prossimo dia un valore aggiunto ai momenti della giornata»

Se potesse incontrare una persona famosa, chi incontrerebbe e perché?

«Mi sarebbe piaciuto incontrare l’ematologo Franco Mandelli morto da poco, perché è una persona che ha dedicato alla ricerca a al lavoro in corsia tutta la sua vita. Ha contribuito a debellare molte leucemie infantili ed ha dedicato il suo lavoro agli altri, rimanendo in prima linea fino alla fine.»

Gioco di squadra o in solitaria?

«Sempre e assolutamente gioco di squadra» 

Quando è stata l’ultima volta che ha pianto?

«Piango spesso, sono persona molto sensibile. L’ultima volta 15 giorni fa ricordando mia mamma, con lei avevo un legame forte».

Carne o pesce?

«Pesce»

Lago, Mare o montagna

«Mare»

Cosa le manca di più?

«Il tempo»

Se fosse un animale?

«Una gatta»

L’ultimo viaggio che ha intrapreso?

«In sardegna, molto bello»

Il suo sogno?

«Sono persona concreta e quindi programmata e organizzata che non sogna ma è pragmatica»

Cosa guarda in Tv?

«Solo trasmissioni sulle biciclette, in particolar modo il canale “Bike channel”, questo perché il mo compagno è amante del ciclismo»

Qual è stato l’avvenimento di cronaca che l’ha maggiormente segnata?

«L’11 settembre 2001, l’attacco alle torri gemelle, la tragedia che ha cambiato il mondo».

Per cosa sarà ricordata?

«Per il mio carattere sanguigno e diretto»

È pronto ad essere uno dei protagonisti politici del grande cambiamento del Trentino?

«Ovviamente si!»

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Speciale elezioni 2018

Vanessa Valtorta (AGIRE): Dopo il dramma la sua discesa in politica per aiutare gli imprenditori trentini

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Speciale Elezioni 2018

Continua la presentazione dei candidati delle elezioni provinciali 2018.

Oggi per conoscere Vanessa Valtorta siamo andati sul Monte Bondone.

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Lei ha 42 anni, imprenditrice nel settore del turismo, 3 figli.

È nata a Varese ma si è trasferita a Trento nel 2001 «per amore».

«Quando sono arrivata Trento era davvero un oasi felice rispetto a Varese, allora il degrado qui era inesistente e le tempistiche sanitarie eccellenti. Nessun problema nemmeno per la sicurezza, mi ricordo che mio marito teneva aperta la macchina e la porta di casa, ora purtroppo le cose sono degenerate in tutti i sensi, questa città non la riconosco più»

Dolce, tenace e intraprendente Vanessa è del segno del Toro e dopo il diploma in ragioneria ha studiato lingue e comunicazione.

Ama scrivere poesie.

La sua vita purtroppo è segnata da un gravissimo lutto, la morte del marito avvenuta 2 anni fa in circostanze drammatiche.

La sua morte fa parte della fredda casistica che in Italia viene indicata come «suicidio per la crisi»

«Si, mio marito – spiega Vanessa con il groppo alla gola – fa parte delle migliaia di imprenditori che si sono tolti la vita perché oberati dai debiti che ha causato la crisi»

Al marito di Vanessa, solo dopo un anno dall’acquisto di un albergo era stata diagnosticata una malattia che ha messo subito in crisi l’azienda.

Poi il triste e drammatico atto finale.

Una vita famigliare sconvolta, un futuro che vola via, tanti progetti che svaniscono in pochi secondi.

«Per noi superare quel momento è stato doloroso e difficile, anche perché siamo rimasti soli».

Purtroppo la famiglia di Vanessa non è stata aiutata da nessuno, la politica si è mostrata sorda, cieca ed indifferente, «del resto meglio non parlarne»ci confida Vanessa.

«Da subito ho detto la verità ai miei figli e a tutti, – aggiunge Vanessa Valtorda –  volevo che la cosa si sapesse per evitare che succeda a qualcun’altro, e poi ho pensato che dovevo combattere fino in fondo per aiutare gli imprenditori a superare i brutti momenti, per questo ho deciso di entrare in politica, visto che nel settore c’è molto da fare. È la vergogna che ti spinge a gesti inconsulti, è quando pensi di essere solo che perdi la testa, questo è successo a mio marito»

Qual è stato il percorso che ha portato alla sua candidatura per Agire per il Trentino?

«Dopo la tragedia attraverso un amico comune ho conosciuto Claudio Cia, lui mi ha ascoltato e ha capito le mie difficoltà, nessun politico fino ad allora l’aveva fatto. Claudio mi ha incoraggiato e mi ha dato le motivazioni giuste per ricostruirmi. Ho pensato allora di candidare per lavorare affinché quando successo alla mia famiglia non succeda mai più a nessuno»

70 giorni per conquistare un voto in più degli altri candidati, come pensa di riuscirci?

«Raccontando la mia storia per far riflettere tutti. Il confronto ti aiuta e ti da il coraggio, solo uniti possiamo cambiare le cose» 

Le prime tre cose sintetiche che farà se fosse eletta in consiglio provinciale?

«Migliorare la sicurezza, rendere maggiormente efficiente la sanità e creare un percorso educativo migliore per i nostri figli»

Resterà attiva nel partito e nel territorio in caso di sconfitta?

«Sicuramente si, voglio dare il mio contributo al partito comunque vada. Mi metterò al servizio degli altri sfruttando la mia esperienza e sensibilità su alcuni temi, quella che non ho riscontrato in molti politici trentini» 

Quanto spenderà per la campagna elettorale?

«1.000 euro»

Quali sono i temi che affronterà in campagna elettorale?

«La protezione della famiglia, le pari opportunità per agevolare il lavoro femminile e l’ascolto degli gli imprenditori. Non dimentichiamoci che aiutarli significa creare lavoro e dignità anche ai dipendenti. In Trentino la tanto proclamata autonomia dovrebbe rendere l’economia più forte, ma non sono più sicura che sia così»

Cosa ne pensa del governo di centrosinistra che ha governato nell’ultima legislatura?

«Lo ritengo il governo più ipocrita di sempre, un governo lontano dai cittadini e che ha fatto solo promesse mai mantenute»

Chi butta dalla Torre fra Ugo Rossi e Paolo Ghezzi e Carlo Daldoss?

«Ugo Rossi di sicuro, però ammetto che vorrei avere un terzo braccio per buttarli giù tutti e tre»

Cosa ne pensano famigliari a amici della sua discesa in campo?

«I miei genitori mi vedono molto battagliera e quindi hanno visto questa mia discesa nell’agone politico come un processo di maturazione. Di solito non mi hanno mai sostenuto, questa volta invece si, la cosa mi fa ben sperare» 

Ha dei rimpianti nella vita?

«Non essermi laureata quando mi mancavano pochi esami, ma ho sempre giocato le mie carte a volte rischiando e quindi sono felice così»

Qualche rimorso?

«Non essere riuscita a salvare la vita a mio marito»

Che hobby ha?

«Leggo molto, scrivo poesie e adoro cucinare. Dicono tutti che sono una bravissima cuoca»

L’ultimo libro che ha letto?

«Il titolo è “Osho con te o senza di te” e parla della filosofia orientale e di una nuova idea di amore conciliabile»

Che musica ascolta?

«Spazio in modo trasversale dalla musica classica a quella Rock, diciamo che mi faccio trascinare dal momento» 

Beatles o Rolling Stones ?

«Beatles, l’inizio della musica moderna»

Che macchina ha ?

«Una Renault Clio»

Il 4 marzo alle politiche nazionali per chi ha votato?

«Per il movimento Cinque stelle perché mi interessava il discorso del cambiamento e perché avevo un buon rapporto con Filippo Degasperi» 

Ha un politico di riferimento Italiano?

«Nessuno, nell’attualità poi  bisogna metterli tutti alla prova prima di giudicare»

E qui in Trentino?

«Ho sempre stimato Alcide Degasperi, è stato un conservatore ma anche un innovatore e aveva dei valori importanti. I politici di oggi raramente hanno dentro dei veri valori e cambiano a seconda delle opportunità e delle poltrone» 

Preferisce l’auto o la bicicletta?

«L’autovettura»

Soldi, successo o potere?

«Il potere perché ti permette di cambiare le cose, il resto è effimero»

Cosa le fa più paura nella vita?

«L’indifferenza»

Lei abita sul Monte Bondone, su cosa è necessario lavorare in quella zona?

«Sulla realizzazione della funivia»

Si ricorda di un’occasione in cui si è trovata in difficoltà e ha dovuto chiedere aiuto a qualcuno?

«Basavo la mia vita sulla famiglia ma quando ho perso mio marito ho perso tutto. Allora ho chiesto aiuto dalla gente che aveva avuto la mia stessa esperienza e loro me l’hanno data. Il vescovo e il Sindaco invece non mi hanno mai risposto»

Avrebbe mai pensato di presentarsi alle elezione provinciali di una regione?

«Sinceramente no, ma la vita spesso è piena di sorprese»

Quale qualità e difetto si riconosce?

«Penso di essere empatica e molto disponibile all’ascolto e non ho paura delle mie debolezze. Per il difetto direi che sono una grande testarda»

Superbia, avarizia, lussuria, invidia, ira e accidia, Gola a quali dei vizi capitali associa il suo nome ?

«Me li prendo tutti e 7, – risponde ironicamente Vanessa –  uno al giorno per tutti i giorni della settimana. Ma certo la gola forse più di altri»

Uscirebbe a cena con Salvini, Di Maio, Renzi o Berlusconi?

«Uscirei a cena con il Berlusconi di 20 anni fa, adesso invece con Matteo Salvini»

Cosa ne pensa dei matrimoni Gay e delle adozioni?

«Sono contro i matrimoni gay, ma è giusto trovare una forma giuridica che tuteli le coppie gay dal punto di vista sanitario e testamentale. No assolutamente alle adozioni perché tutelo i diritti dei figli. Se vogliono adottare dei figli all’estero lo facciano pure ma poi all’estero ci devono rimanere. Sono per la famiglia tradizionale e naturale dove ricordo è ancora possibile adottare dei bambini» 

Qual è stato il momento più soddisfacente della sua vita?

«Le gravidanze sono stati i momenti più appaganti della mia vita».

Se potesse incontrare una persona famosa, chi incontrerebbe e perché?

«Papa Giovanni Paolo II (Karol Józef Wojtyła) moderno e coraggioso nella fede, con un apertura rarissima, e che è stato un collante per culture diverse»

Gioco di squadra o in solitaria?

«Sempre e dovunque la squadra»

Quando è stata l’ultima volta che ha pianto?

«3 giorni fa, e piangerò ancora il 20 agosto, secondo anniversario della morte di mio marito» 

Carne o pesce?

«Carne»

Cosa le manca di più?

«Un compagno, ma uno con gli attributi grandi così»

Se fosse un animale?

«Un felino»

L’ultimo viaggio che ha intrapreso?

«A Genova l’ottobre scorso, e sono anche passata sul ponte Morandi crollato alcuni giorni fa»

Il suo sogno?

«Un sogno un po’ frivolo è il rilancio del Bondone. Se parliamo di cose serie, vorrei che si trovasse un equilibrio fra donne e uomini, ultimamente sembra siamo in guerra»

Cosa guarda in Tv?

 «Da tre anni a casa mia è stata abolita» 

Qual è stato l’avvenimento di cronaca che l’ha maggiormente segnata?

«Lo Tsunami del 2004 nell’oceano Indiano che causò 180 mila morti»

Per cosa sarà ricordata?

«Probabilmente per il mio coraggio di non scendere mai a compromessi»

È pronto ad essere uno dei protagonisti politici del grande cambiamento del Trentino?

«Si, ho meditato molto prima di aderire al movimento Agire, poi ho deciso e sono prontissima».

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