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Trento

Caos nel movimento cinque stelle Trentino, Prada Rullo e Vergnano si autosospendono.

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Caos nel movimento cinque stelle dove negli ultimi giorni i malintesi si sono trasformati in disagi e dove molti militanti della prima ora cominciano ad avere seri dubbi sui valori iniziali che hanno mosso il partito «grillino» portandolo ad un successo di consensi inaspettato

Un parte dei militanti cinque stelle parlano di «completa demolizione del movimento». E nel codice etico sparisce anche l’impegno di restituire una parte dell’indennità.

Diversi insomma, ma fino a ieri, ora uguali agli altri partiti in tutto e per tutto. Pur senza mai nominarlo nell’occhio del ciclone finisce il parlamentare Fraccaro reo di aver fatto delle scelte discutibili senza avere nessun confronto con la base.

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I tre esponenti del movimento pentastellato hanno diffuso attraverso l’agenzia di stampa «l’opinione» il seguente comunicato.

IL COMUNICATO DI PRADA – RULLO E VERGNANO – Le nostre autosospensioni dal M5S. Chi ci conosce, veramente, sa che questa lettera è per noi una enorme sconfitta. Chi ci conosce, anche solo poco, sa che da oltre 5 anni non ci risparmiamo per far decollare una idea di nuova politica locale e nazionale.

La nostra storia parla per noi. Questa è la nostra prima esperienza politica, a cui abbiamo aderito credendo intimamente di poter contribuire a cambiare il nostro Paese. Abbiamo studiato, elaborato, proposto insieme a tante persone.

Abbiamo viaggiato, quasi sempre a spese nostre, per conoscere le realtà che avrebbero potuto darci notizie ed elementi per formulare proposte convincenti e condivise.

Abbiamo partecipato a convegni internazionali, alcuni di noi sono stati invitati in Parlamento italiano ed europeo, abbiamo esposto le nostre tesi (che sono sempre diventate le tesi del Movimento quando gli attivisti hanno avuto la possibilità di votarle) in varie serate organizzate da molti meetup italiani.

Dal 2012 partecipiamo non solo attivamente, ma siamo considerati, a torto o a ragione, elementi fondamentali del Movimento 5 Stelle trentino.

Candidati sindaco per Rovereto, Riva del Garda e Arco, dal giorno delle elezioni abbiamo portato in comune molte battaglie del Movimento. La mobilità sostenibile, la democrazia diretta, la lotta al consumo del suolo, la lotta per mantenere l’acqua pubblica, la battaglia per i beni comuni.

Sempre in una veste istituzionale di rispetto per i cittadini che non avevano le nostre idee. Siamo stati “educati” a non essere professionisti della politica, ma cittadini prestati momentaneamente al servizio dei beni comuni. Esponenti della società civile che si prestano all’amministrazione pubblica.

Oggi scopriamo che per il Movimento sono altri i soggetti della società civile. Scopriamo di essere diventati, per logica, professionisti della politica.

All’inizio pensavamo queste fossero persone degne, come tante altre, soltanto a noi sconosciute. Poi scopriamo che per il collegio di Rovereto al Senato è stata nominata una persona con sani e notevoli trascorsi politici fin almeno dal 2000. Cosa non rara e per nulla deprecabile.

Ma soffriamo ancora dell’esperienza delle provinciali 2013 dove, pur avendo conosciuto per più di un anno la persona, fummo traditi politicamente in modo fragoroso da un profilo che ci pare paragonabile.

Visto che questa volta non abbiamo partecipato alla selezione, non possiamo, in coscienza, chiedere agli elettori del M5S di votare per un profilo che ci pone enormi dubbi.

Il candidato nel collegio roveretano della Camera, invece, è persona di cui non possiamo dire nulla. Nulla perchè non la conosciamo. Nulla perchè non l’abbiamo mai incontrata a nessun gruppo.

Nulla perchè non si è neppure presentata. Ma quel che è peggio è che chi ha fatto le selezioni non ha ritenuto di dover spiegare o condividere la decisione. Nè tantomeno si è preoccupato di chiedere informazioni.

Non pretendiamo di decidere. Chiaramente le responsabilità sono diverse; ma pretendiamo di poter spiegare a chi ha dato il voto al Movimento 5 Stelle nei nostri territori chi siano i candidati che presentiamo. Abbiamo questo piccolo vezzo: prima di indicare una persona vogliamo sapere chi sia, cosa pensi, cosa potrà fare per il territorio.

Questo ci è stato impedito. Avendo letto il profilo di uno e non sapendo chi sia l’altro nostro candidato siamo costretti a sfilarci. Non possiamo, nè vogliamo, dire nulla nei loro confronti personalmente.

Notiamo solamente una leggera arroganza quando leggiamo che “finalmente il M5S si è aperto alla società civile e alla competenza”, come se fino ad oggi i candidati fossero tutti professionisti e incompetenti. Ma noi nasciamo, politicamente, col M5S, chi ha fatto quella affermazione no.

Ci limiteremo a dire che siamo in estremo imbarazzo. Per questo non potremo, in onestà, andare in un luogo pubblico e promuoverli. Ma i due prescelti all’uninominale no.

Non sono stati votati da un gruppo di attivisti, davanti ai quali ci saremmo inchinati, ma sono stati selezionati da una persona con cui credevamo di aver collaborato in modo fattivo e proficuo in tutti questi anni. Evidentemente la nostra presenza è servita solo in alcuni frangenti, e ora non ha più interesse.

Ci inchiniamo di fronte a questa decisione e per questo ci autosospendiamo dal Movimento, fino alla decisione definitiva, in quanto non crediamo più di poter essere utili.

Visto che abbiamo fatto due promesse, quando ci siamo candidati, una al Movimento e una ai Meetup che ci hanno indicati come candidati sindaco, chiederemo loro di decidere se la nostra autosospensione dal M5S, qualora diventasse espulsione, debba essere seguita anche dalle dimissioni da consigliere comunale. Nel caso di responso positivo inoltreremo la decisione ai rispettivi Sindaci e Segretari comunale per la sostituzione di rito.

Flavio Prada – ex candidato sindaco Riva del Garda, consigliere comunale

Giovanni Rullo – ex candidato sindaco Arco, consigliere comunale

Paolo Vergnano – ex candidato sindaco Rovereto, consigliere comunale

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Trento

Lotta alla burocrazia: al via il tavolo per la semplificazione amministrativa

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Dare risposte chiare e in tempi certi ai reali bisogni di imprese, cittadini e professionisti, sfruttando tutte le potenzialità delle tecnologie, migliorando la qualità dei servizi offerti, al fine di incrementare la competitività complessiva del territorio.

E’ questo l’obiettivo del tavolo per la semplificazione amministrativa che ha preso oggi il via alla presenza del presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, degli assessori della Giunta provinciale e dei rappresentati delle categorie economiche e delle forze sindacali del Trentino.

“Sappiamo quanto sia complesso il problema – ha evidenziato Fugatti aprendo i lavori – ma sappiamo anche quanto questo tema sia importante per il futuro del Trentino, perché la burocrazia è uno dei principali freni allo sviluppo economico del territorio. Partiamo dunque con i piedi per terra – ha aggiunto – ma con la determinazione di avviare un percorso che ci permetta un deciso cambio di passo, iniziando proprio da noi e quindi lavorando per far crescere all’interno dell’amministrazione quell’approccio di “servizio” all’utenza, che possa favorire un processo di responsabilizzazione diffuso e virtuoso a tutti i livelli. Per queste ragioni – ha spiegato il presidente – abbiamo creato all’interno dell’amministrazione provinciale un’apposita struttura dedicata alla semplificazione e alla digitalizzazione. Naturalmente – ha aggiunto Fugatti rivolgendosi ai rappresentanti delle parti sociali – sarà fondamentale la vostra collaborazione perché voi conoscete le problematiche che, ogni giorno, cittadini ed imprese si trovano ad affrontare”.

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Quattro le parole d’ordine da cui partire per avviare il processo, che sono state illustrate dal direttore generale della Provincia, Paolo Nicoletti e dalla dirigente dell’Unità di missione strategica semplificazione e digitalizzazione, Cristiana Pretto.TA

Eccole nel dettaglio:

SEMPLIFICAZIONE – pianificazione e realizzazione di ciascun intervento con una definizione preventiva dell’impatto che si intende generare per l’utenza e per l’amministrazione, anche a fini di monitoraggio degli esiti e dell’efficacia degli interventi;

DIGITALIZZAZIONE –  utilizzo di strumenti e metodologie che l’evoluzione digitale mette a disposizione per innovare e migliorare i servizi alle imprese, ai cittadini e ai professionisti e la qualità della vita in generale;

ORGANIZZAZIONE  – interventi mirati su attori e processi amministrativi, con particolare riguardo alla struttura provinciale ma anche alle relazioni tra questa e il territorio, in primis con gli enti locali e gli stakeholder;

REGOLAZIONE – regole certe e chiare per favorire la responsabilizzazione di tutti i soggetti coinvolti.

Molte anche le proposte operative di intervento che saranno poi affinate nel corso del lavoro che il “Tavolo” affronterà nei prossimi mesi.

Proposte per la pubblica amministrazione:

– rendere interoperabili le banche dati della p.a. (trentine e nazionali)

– razionalizzare i processi interni, anche trasversali (es. antimafia, anticorruzione,)

– potenziare le competenze digitali degli operatori

– far crescere nei dipendenti provinciali un approccio di “servizio” all’utenza.

Proposte per le imprese:

– completare in collaborazione con i comuni la mappatura dei procedimenti ambito edilizio e nelle attività produttive per ridurre i tempi di risposta complessivi

– analizzare, semplificare e digitalizzare i procedimenti complessi concernenti le attività economiche per ridurre tempi e oneri

– intensificare la collaborazione con la CCIAA per favorire l’interazione telematica tra imprese e p.a.

– proseguire nel progetto di razionalizzazione dei controlli sulle imprese, già avviato nella precedente legilsatura e reso concreto, in particolare, nel settore della cooperazione.

– dare attuazione al protocollo con la Federazione della Cooperazione

– dare attuazione al protocollo per l’accesso al credito

Proposte per i cittadini:

– progettare i nuovi servizi digitali sulla base delle reali esigenze raccolte

– potenziare le attività degli sportelli fisici esistenti (con particolare attenzione al territorio e alle valli)

– rivedere l’architettura e i contenuti dei portali tematici (servizi on line, procedimenti, modulistica)

– sviluppare il progetto innovativo “IO TRENTINO ”

– promuovere iniziative diffuse di comunicazione e informazione.

I lavori si sono conclusi con un minuto di silenzio in ricordo del consigliere provinciale Rodolfo Borga, designato vicepresidente della Giunta, scomparso nei giorni scorsi.

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Trento

Gelo e neve in arrivo in Trentino e su tutta l’Italia

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Manca davvero poco a quella che sarà una settimana di gelo e neve che si abbatterà su tutte le regioni del Centro e del Nord (in un primo momento) e poi anche al Sud (tra venerdì 25 e sabato 26).

Anche il Trentino non sarà immune dal freddo, che nella giornata di ieri ha già cominciato a bussare alla porta dei cittadini.

Verso fine settimana andrà ancora peggio e il termometro scenderà anche di 7 gradi sotto lo zero durante la notte.

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Dal 28 al 31 invece forte rischio neve anche in pianura e su tutto il Trentino.

Tutta colpa di una vasta area di depressione partita dalla Groenlandia che è in rotta verso la nostra penisola richiamando aria gelida polare sull’Italia, dove farà il suo ingresso dalla Valle del Rodano.

I metereologi avvertono: l’ondata di maltempo comincia domani, martedì 22 gennaio, con piogge sparse al Sud e le prime nevicate sulle regioni tirreniche settentrionali (in Toscana dovrebbe nevicare anche a Firenze).

La neve è attesa anche in Marche e Umbria, dove potrebbe cadere a quote molto basse fin verso le pianure.

Mercoledì è invece attesa una giornata nevosa soprattutto nel Nord-Est e in Emilia-Romagna. Dunque neve attesa a Bologna, Trieste, Venezia, Padova, sulle pianure del Triveneto e chissà, forse anche sulle coste della Romagna.

Da mercoledì sera, infine, si formerà un vero e proprio uragano mediterraneo, il fenomeno che porterà le nevicate più abbondanti.

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Trento

Sciopero medici, Paoli (LEGA): «Il Sindacato ci ripensi e cerchi un dialogo per il bene della comunità »

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Sullo sciopero dei medici della Cisl proclamato per il 31 gennaio e il 1 di febbraio 2019 è intervenuto il consigliere provinciale Denis Paoli. 

«Cisl medici pensi a tutelare medici e pazienti – dichiara il consigliere della lega  – spero che il sindacato Cisl dei medici ci ripensi nello svolgere uno sciopero aziendale dei medici di famiglia e delle guardie mediche per il 31 gennaio e il primo febbraio 2019, con 48 ore di chiusura totale degli ambulatori medici. Da parte mia totale disponibilità al dialogo perché ho a cuore la salute dei cittadini e di chi si prodiga per garantire loro un servizio di alta qualità».

«Tutti conoscono bene le battaglie che la Lega in Trentino ha condotto in ambito sanitario,  – aggiunge Paoli – battaglie che dovrebbero essere apprezzate da parte dei sindacati. Il Sindacato ci ripensi e cerchi un dialogo per il bene della comunità».

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Sullo sciopero dei medici ieri era intervenuta anche l’assessore Stefania Segnana giudicandola «incomprensibile, visto che siamo sempre stati disponibili al dialogo, e sempre lo saremo. Purché la lingua adottata sia quella del buon senso e della responsabilità».

Una decisione che l’assessore ha fatto fatica a comprendere «perché  – spiega – se è normale che la dialettica fra le parti possa assumere talvolta toni forti, non deve mai venir meno la capacità di riconoscere ciò che può essere fatto e ciò che invece è oggettivamente irrealizzabile».

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