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Italia ed estero

Apocalisse nucleare, gli esperti: ecco cosa succederebbe al pianeta Terra dopo una guerra atomica

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A quanto pare lo scoppio di un’eventuale bomba atomica sarebbe solo l’inizio di un’apocalisse da vero incubo.

Già, perché il vero disastro sarà sopravvivere su un pianeta Terra devastato che ritorna indietro di migliaia di anni.

In mesi in cui si discute con sempre più facilità di conflitti nucleari, dalla Corea del Nord al Medio Oriente, suona ancora più inquietante la conclusione di uno studio di alcuni scienziati della Rutgers University guidati dal climatologo Alan Robock.

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Il punto di partenza, spiega Il Giornale, è l’utilizzo di 100 bombe atomiche. In questo caso la Terra sarà sconvolta da una “azione antropica” devastante.

Prima settimana – Il fall-out radioattivo colpirebbe dopo una settimana, sotto forma di una coltre di cinque megatoni di “black carbon” (carbone elementare), composto nocivo e inquietante, che cambierebbe tragicamente la composizione dell’atmosfera e la qualità del clima. I raggi del sole verrebbero bloccati dalla fuliggine, con oscuramento del cielo e rapido abbassamento delle temperature.

Dopo due settimane – Iniziano i terremoti, causati da faglie tornate attive. Lo strato di ozono è seriamente compromesso e con esso la difesa contro i raggi ultravioletti che aumenterebbero di colpo dell’80-120%.

Dopo due mesi – Senza luce, le temperature si sono abbassate di circa 25 gradi. Città come Milano vivrebbero -30 gradi in inverno e a +2 in estate. È l’inverno nucleare, a cui sopravviverebbero solo pochi animali: scarafaggi, blatte, moscerini, topi e scorpioni. Diminuiscono drasticamente le precipitazioni, fiumi e laghi si prosciugano, pesci e di anfibi si estinguono, le piante smettono di crescere e le piante smettono di crescere.

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Dopo due anni – La specie umana inizia il suo collasso. Grano e riso non crescono più, intere aree del pianeta non sono più vivibili e spostarsi nelle poche zone in cui sono sopravvissute fonti di alimentazione è impossibile. Due miliardi di persone sono condannati alla morte.

Dopo 5 anni – I tumori della pelle aumentano a causa dell’ozono ridotto. Le acque sono contaminate, le epidemie dilagano.

Dopo 20 anni – Si avverte un timido riscaldamento, dopo trent’anni tornano piogge più regolari, le piante in grado di fornire ossigeno all’atmosfera cominciano a crescere di nuovo. Ma forse per l’uomo sarebbe troppo tardi.
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Italia ed estero

Olanda: vivono in cantina per 9 anni in attesa dell’apocalisse

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Questa incredibile storia arriva dalla provincia di Drenthe (Olanda), e sta facendo il giro del mondo.

I media Olandesi hanno rivelato che un’intera famiglia ha vissuto per ben 9 anni rinchiusa nello scantinato di una fattoria isolata che si trova nel villaggio di Ruinerwold in attesa della fine del mondo.

Tutto è venuto alla luce grazie al figlio maggiore che, fuggito dalla fattoria, si è recato in un pub del vicino villaggio, ha ordinato delle birre e ha detto di aver bisogno d’aiuto.

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Era visibilmente confuso, sporco e vestito di stracci.

La polizia si è recata immediatamente sul posto: in uno scantinato, il cui ingresso era nascosto dietro una credenza, gli agenti hanno trovato un uomo di 59 anni allettato a causa di un ictus e i suoi 5 figli (di età compresa tra i 18 e i 25 anni).

L’uomo è stato arrestato, ma non è ancora chiaro se abbia costretto i ragazzi a vivere reclusi.

Quello che è emerso è che i ragazzi non risultano registrati all’anagrafe e non hanno mai frequentato la scuola: addirittura questi non sapevano che il mondo fuori da quella cantina fosse abitato.

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Per quanto riguarda la madre, la polizia teme che possa essere morta e che sia stata sepolta nella stessa fattoria.

Per fare maggiore chiarezza su questa misteriosa vicenda sono stati interrogati alcuni vicini ed il sindaco del villaggio: qualcuno di loro sostiene che l’uomo non sia il padre dei ragazzi e che non sia neppure il proprietario della fattoria. Per quanto riguarda la madre, pare che sia morta prima del loro arrivo in fattoria.

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Italia ed estero

Trieste: in migliaia ai funerali dei poliziotti Rotta e Demenego

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immagini Rai

Sono terminati poco dopo le 12.30 i funerali celebrati da  mons. Giampaolo Crepaldi dei due agenti Pierluigi Rotta e Matteo Demenego.

Le due bare sono state portate fuori dalla chiesa alla fine della messa dai colleghi a spalla

Al termine dell’omelia, invitati i fedeli a scambiarsi un segno di pace, il vescovo di Trieste mons. Crepaldi è sceso dall’altare e ha raggiunto la prima panca, dove siedono i familiari dei due agenti uccisi.

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Il vescovo si è trattenuto a parlare con loro poi è tornato sull’altare per riprendere la messa.

Erano tante le autorità presenti ai funerali. Il ministro degli Interni Lamorgese, e il viceministro Matteo Mauri; il ministro dello Sviluppo economico, Patuanelli, il capo della Polizia Gabrielli, il Presidente della Camera Roberto Fico.

Folla di migliaia di persone lungo la strada, dalla Questura alla chiesa di sant’Antonio. 

«E’ un giorno triste e doloroso, ma è anche un giorno che ci fa capire quanto il Paese ci stia vicino». Così, il Capo Direzione anticrimine centrale, Francesco Messina a margine dei funerali solenni oggi a Trieste dei due agenti Pierluigi Rotta e Matteo Demenego. «Quando il Paese in situazioni di questo tipo risponde in questa maniera ciò serve a lenire la nostra ferita».

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Oggi, aggiunge, «ci lecchiamo le nostre ferite, ci stringiamo tra di noi – perché questi ragazzi sono due membri della nostra famiglia. Ma abbiamo la consapevolezza di poter continuare a garantire la sicurezza per questo Paese».

“Oggi è un giorno triste e il dolore è indescrivibile, non solo qui a Trieste, ma nell’animo e nel cuore di tutti i Poliziotti italiani. Un dolore profondo e sordo, che si associa alla preoccupazione per i tanti colleghi che ancora, ogni singolo giorno, sfiorano la morte in ogni angolo d’Italia. E allora mentre eravamo trasportati dal fiume di commozione che ha inondato e travolto tutti ai funerali di Matteo e Pierluigi, il pensiero è stato questo: che da questo dolore, dal sacrificio umano dei nostri fratelli, possa nascere una risposta concreta, fatti, che consentano di neutralizzare tanti futuri drammi evitabili. Drammi che attendono nell’ombra, e che arriveranno inesorabili se non si metterà mano seriamente e concretamente a un assetto che, nel suo complesso, non ci da alcuna garanzia di tutela. Se non avremo presto regole di ingaggio e protocolli operativi seri, se non avremo mezzi, strumenti, addestramenti e dotazioni all’altezza, se non potremo contare su leggi chiare e severe e su una risposta dell’ordinamento che renda certa la pena e che difenda davvero le vittime, allora potremo solo continuare a piangere i nostri fratelli che continueranno, imperterriti, a rendere onore alla loro divisa. Per ribadire tutto questo si manifesterà, ancora una volta, martedì prossimo a Roma, nella speranza che il nostro grido sia ascoltato da una politica fin qui troppo deludente”.

Lo afferma Valter Mazzetti, Segretario Generale della Federazione Fsp Polizia di Stato, a Trieste per i funerali solenni di Matteo Demenego e Pierluigi Rotta, ribadendo le ragioni della manifestazione indetta per martedì 22 ottobre in piazza Montecitorio, a Roma, a partire dalle ore 11.

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Italia ed estero

Malore per Matteo Salvini che è stato ricoverato all’ospedale

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Il leader della lega ed ex ministro agli Interni Matteo Salvini ha avuto un malore mentre era diretto a Trieste per assistere ai funerali solenni di Pierluigi Rotta e Matteo Demenego, i due agenti uccisi nella sparatoria in Questura avvenuta venerdì 4 ottobre

Salvini dopo l’atterraggio all’aeroporto di Ronchi – Trieste Airport è stato portato all’ospedale San Polo di Monfalcone (Gorizia), dove è stato sottoposto a tutti gli accertamenti del caso.

Al leader della lega è stata riscontrata una sospetta colica renale.

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È stato trattenuto per tre ore per tutti gli accertamenti del caso e non ha potuto presenziare alle esequie dei poliziotti. “Non si tratta, comunque, di qualcosa di grave“, scrive il quotidiano il Piccolo, “Da quanto si è appreso, Salvini avrebbe ringraziato i medici di Monfalcone e si sarebbe detto dispiaciuto di non poter essere presente all’ultimo addio ai due poliziotti, agenti a cui ha reso omaggio la scorsa settimana durante una visita alla questura di Trieste”.

Salvini è stato dimesso intorno alle 13.

Dalla Lega spiegano che le sue condizioni non destano preoccupazioni. “Salvini è enormemente dispiaciuto per non aver potuto partecipare alla cerimonia per Pierluigi e Matteo, e conferma gli appuntamenti di oggi e domani in Umbria”, dicono dal Carroccio.

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