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Giudicarie e Rendena

Fratelli pregiudicati rubano estintore e lo sparano contro auto in galleria

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Gesto stupido o scherzo folle da parte di due fratelli nelle Giudicarie. Un 31enne e un 32enne hanno infatti sparato polvere bianca con un estintore dentro a una galleria rischiando di provocare seri incidenti.

I due ragazzi avevano rubato la bombola in una galleria tra Ponte Arche e Sarche e poi hanno liberato la polvere bianca contro le auto che giungevano creando una nube che ha azzerato la visibilità.

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Fortunatamente nessuno si è fatto male e i due sono stati rintracciati poco dopo essere fuggiti con una Panda che avevano nascosto in un parcheggio. I due fratelli risultano pregiudicati residenti a San Lorenzo Dorsino e sono stati denunciati per infrazioni del codice della strada e aver causato pericoli alla circolazione.

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Giudicarie e Rendena

Matteo Penasa: straziante il dolore per la sua scomparsa

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Immenso dolore trapela dalle parole dei numerosi amici e conoscenti di Matteo Penasa, riuniti ieri sera per la recita del rosario nella chiesa di Santa Giustina di Creto, dove oggi alle 14.30 verranno celebrati i funerali dell’amato consigliere comunale scomparso prematuramente all’età di appena 43 anni che lascia la moglie Marina e un figlio di appena 10 anni.

Il corpo di Matteo è stato rinvenuto privo di vita ai piedi delle “Quatar Sorele”, a monte di Malga Caino.

Le dinamiche dell’incidente sono ancora da chiarire, non essendo stati presenti testimoni.

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Sorpreso chi lo conosceva: Matteo era esperto di montagna e non ci si riesce a spiegare quali dinamiche possano avere causato la disgrazia.

A lanciare l’allarme il padre di Matteo; vani sono risultati i tentativi di rianimarlo da parte del soccorso alpino e del personale del 118.

La salma si trova ora presso l’ospedale di Tione e sarà traferita in chiesa un’ora prima della cerimonia che verrà celebrata dal reverendo arciprete don Vincenzo Lupoli e presenzieranno inoltre don Marcello Mengarda, parroco di Rendena e don Stefano Maffei arciprete di Malé.

Si stringe al cordoglio della famiglia anche la banda sociale di Pieve di Bono, di cui Penasa era il presidente, che lo saluta così in un post su Facebook “La banda musicale di Pieve di Bono è profondamente sconvolta dalla notizia della tragica scomparsa del suo presidente Matteo Penasa. Con infinita tristezza ci stringiamo al dolore della sua famiglia. Matteo sarà sempre parte delle nostre note, tra i nostri strumenti e nella nostra voglia di stare insieme”.

Anche l’amico e presidente del Pieve di Bono Calcio Christian Foresti, dove il figlio Gianluca milita tra i pulcini e viene considerato una promessa, lo descrive come un padre moto presente.

Il giorno della tragedia è stato proprio lui con la moglie a prendere in consegna il ragazzo per cercare di dargli una quantomeno momentanea parvente serenità in un momento tanto tragico.

Oltre a moglie e figlio Matteo lascia papà Elio, mamma Luigia e un fratello Sandro che vive in val di Sole.

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Giudicarie e Rendena

Travolto sul ghiacciaio, muore Matteo Penasa di Pieve di Bono

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immagine di repertorio

Nuova tragedia della montagna nella giornata di oggi.

Si è conclusa infatti la ricerca di uno scialpinista scomparso da questa mattina.

L’alpinista è stato trovato in fondo a un canalone nel tardo pomeriggio in località Malga Caino, a Cimego nelle valli Giudicarie.

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Il corpo dell’uomo è stato individuato dall’elicottero del 118 alla base della cascata.

A dare l’allarme il padre dello scalatore, che lo aspettava nella vicina Malga Caino.

Sul posto è intervenuto il Soccorso Alpino, con l’equipe sanitaria coordinata da Centrale Unica Emergenza 112, con l’elicottero del Nucleo dei Vigili del Fuoco di Trento.

L’uomo, Matteo Penasa 43enne di Pieve di Bono, era uscito di casa questa mattina da solo per scalare una cascata di ghiaccio, ma a pranzo non ha fatto ritorno.

Fra le ipotesi un possibile scivolone mentre si trovava sul tratto di falso piano che dà accesso alla seconda parte della cascata o una caduta, dovuta magari al scivolamento del ghiaccio, per parecchi metri mentre scalava sulla parete

Penasa era molto conosciuto presso la sua comunità ed era anche il presidente della banda del paese da 6 anni. 

Lo sfortunato scialpinista lascia nel dolore la moglie e un figlio di 9 anni.

 

 

 

 

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Giudicarie e Rendena

Festa del Patrono di Mavignola: Sant’Antonio tra storia, cultura e folklore

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Le celebrazioni della Festa del Patrono inizieranno con la benedizione degli animali da parte di Don Romeo, Parroco di Madonna di Campiglio e S.Antonio di Mavignola, nella mattinata di giovedì 17 gennaio, quando come da tradizione, la Comunità della piccola frazione del comune di Pinzolo, renderà omaggio al Santo.

Una Festa molto sentita anche dagli allevatori della valle quella del Patrono di Mavignola, i malgari infatti ogni anno si recano in processione nella piccola ma suggestiva chiesetta per la celebrazione della Santa Messa, in programma alle 10 anti meridiane.

Nel pomeriggio alle 14.30 la Processione, allietata dai canti del Coro Parrocchiale e dalla Banda Comunale di Pinzolo.

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Una consuetudine considerata di buon auspicio per la pratica dell’allevamento, che in Rendena vanta tradizioni e peculiarità millenarie.

La processione, con la statua del Santo portata a braccia, scortata dal Gruppo Alpini e dai Vigili del Fuoco, si snoderà per le vie del paese fino alla chiesetta di Sant Antonio nell’omonima piazza, dove rimane allestito un caratteristico Presepe.

Al termine il concerto della Banda Comunale e l’antico canto della Festa del Patrono intonato dalla famiglia Cominotti, che ogni anno espone un manufatto artigianale in legno all’interno del quale è stata riprodotta la vita di S.Antonio.

Un vero e proprio tuffo nel passato delle tradizioni più autentiche della valle, con la mostra degli animali e la riproposizione di attività contadine tradizionali, quali appunto la «casarada», ossia la lavorazione del latte per la produzione di burro, formaggio e panna.

Ad allietare la festa le numerose le iniziative organizzate dalla Pro Loco G.S. Mavignola: alle 9 l’apertura del vaso della fortuna e in serata la continuazione della festa con la musica del DJ Alex e qualche buon bicchiere di brulè.

Sant’Antonio è considerato il patrono degli animali domestici, tanto da essere solitamente raffigurato con accanto un animale che reca al collo una campanella.

La tradizione prende origine dal fatto che l’ordine degli Antoniani aveva ottenuto il permesso di allevare maiali all’interno dei centri abitati, poiché il grasso di questi animali veniva usato per ungere coloro che erano afflitti dal “male degli ardenti”, conosciuto oggi con il nome di “fuoco di Sant’Antonio”.

I maiali erano nutriti a spese della comunità e circolavano liberamente per il paese coni al collo una campanella.

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