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Trento

Raddoppiati i passeggeri dei treni in Trentino negli ultimi 5 anni.

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Cresce l’alta velocità ma non solo. In alcune Regioni il numero di persone che prende il treno è aumentato molto in questi anni. In Trentino dal 2011 i passeggeri sono passati da 13 mila ad oltre 26 mila, in Alto Adige da quasi 20 mila a oltre 31 mila.

A dirlo è l’ultimo rapporto di «Pendolaria» di Legaambiente che fotografa ogni anno la situazione e gli scenari del trasporto ferroviario italiano dei pendolari.

Questi risultati sono il frutto degli investimenti realizzati e dei tagli evitati in particolare sulle linee a più forte domanda.

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Il numero di corse in Trentino è garantito grazie a Trentino Trasporti (72 corse giornaliere) e Trenitalia (82 corse). A Bolzano gli investimenti stanno producendo risultati importanti, perché i nuovi treni e gli investimenti realizzati sulle linee per la Val Venosta e la Val Pusteria hanno portato ad un aumento dei passeggeri incredibile, passando dagli 11.100 del 2011 ai 31.425 dell’ultimo anno, quasi triplicando i viaggiatori, con l’aumento più consistente in Italia.

Il Trentino, insieme ai cugini Alto Atesini è promosso a pieni voti, infatti le due provincie sono quelle che hanno stanziato più dell’1% di spesa per i pendolari nell’ultimo anno rispetto al proprio bilancio, arrivando nel caso del Trentino all’1,54% negli investimenti per il servizio e per il materiale rotabile.

Ma in generale tutte le regioni italiane continuano a investire su strade e autostrade. Anche se Trento e Bolzano in tal senso rappresentano delle eccezioni. Non caso il maggior stanziamento è stato quello destinato alla riattivazione e da ultima l’elettrificazione della linea della Val Venosta (in tutto circa 108,15 mln di Euro) a cui si aggiungono i finanziamenti per la realizzazione di nuove e più funzionali stazioni con marciapiedi rialzati per permettere la sosta di tipologie più efficienti e moderne di treni quali quelli utilizzati dalla Società SAD (per un totale di circa 31,2 milioni) e 20 milioni di euro per la
riqualificazione della linea della Val Pusteria; mentre per la Provincia di Trento uno sforzo economico notevole ha riguardato la linea Trento-Malè-Marilleva con 139,6 milioni di euro, ma anche la linea della Valsugana per i quali sono stati spesi 61,7 milioni negli scorsi dieci anni.

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Per dare in concreto un esempio: 396,12 sono stati i milioni di euro investiti nelle infrastrutture per «gomma» e 217,9  i milioni investiti sulle reti ferroviarie negli ultimi 15 anni nella provincia di Trento. 

Ogni giorno sono 5,51 milioni le persone che prendono i treni per spostarsi nelle Regioni e nelle città italiane. Di questi sono 2milioni e 841mila i passeggeri che usufruiscono del servizio ferroviario regionale, divisi tra 1,377 milioni che utilizzano i convogli di Trenitalia e 1,464 milioni quelli degli altri 20 concessionari (tra cui 735mila Trenord in Lombardia, 207mila CTI in Emilia-Romagna, 190mila per Atac nel Lazio, 154mila per Eav in Campania).

Sono invece 2milioni e 672mila coloro che ogni giorno prendono le metropolitane, presenti in 7 città italiane (Milano, Roma, Napoli, Torino, Genova, Brescia e Catania). Nel 2017 il numero dei pendolari del treno è aumentato, seppure di poco con una crescita di 11mila passeggeri al giorno sul servizio regionale (+0,4% rispetto al 2016) mentre per quello metropolitano si verifica un aumento di 22mila viaggiatori giornalieri (+0,6% rispetto al 2016, stesso trend in positivo come tra 2016 e 2015). Nel 2014 il numero di viaggiatori era complessivamente di 5,1 milioni, per cui si deve segnalare una crescita complessiva del 7,4% in quattro anni.

Ma non bisogna cantare vittoria, infatti se guardiamo alle città e alle tendenze del trasporto pubblico i dati non sono positivi. Perché il predominio nel trasporto su gomma continua, anche per via di 38 milioni di auto in circolazione e un tasso di 62,8 veicoli ogni 100 abitanti che ha pochi paragoni al mondo (ed è al 70,8 a Roma contro i 32 di Madrid e i 35 di Berlino). I dati dell’osservatorio Isfort evidenziano nel 2016 che la percentuale di spostamenti in automobile copre il 65,3% degli spostamenti ed è in crescita (era al 57,5% nel 2001!). Questi dati hanno delle ragioni precise nei ridotti investimenti che vi sono stati in questi anni nel Tpl, che continua a non essere un alternativa reale per gli spostamenti, e poi nel recuperare la distanza dagli altri Paesi europei in termini di dotazione di trasporto pubblico su ferro, laddove sono i più gravi ritardi nel nostro Paese.

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