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Trento

Un bonus di 500 euro ai comuni trentini per ogni migrante accolto.

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Sono 111 su 177 i comuni trentini che fino ad ora non hanno mai ospitato un solo richiedente asilo sul proprio territorio comunale.

Ma questo numero potrebbe abbassarsi sensibilmente dopo il bonus deciso dal governo Renzi – Gentiloni che ha deciso di premiare i comuni che decidono di accogliere i migranti in attesa del possibile status di profugo.

L’aiutino di 500 euro per ogni comune che deciderà di ospitare il migrante è previsto da ben due decreti legge del 2016 e del 2017.

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Facciamo un esempio: oggi su Trento sono accolte circa 700 persone, questo significa l’arrivo di circa 350 mila euro nelle casse del capoluogo. Si parla per tutto il territorio del Trentino di una spesa di 1 milione di euro che i contribuenti italiani dovranno tirare fuori dalle proprie tasche.

Non bastavano i 35 euro al giorno per vitto e alloggio, più le mancette in contanti per caffè e sigarette, la sanità i medicinali e i trasporti gratis, ora le casse dello Stato si appesantiranno ancora di più in nome dell’accoglienza e dei diritti civili, già, ma quelli degli altri però.

Questi 500 euro dovrebbero servire per integrare con più velocità e incisività i migranti, e per realizzare dei piccoli progetti sovra comunali, o almeno quelli che avranno maturato il diritto di rimanere qui sul nostro territorio che come è risaputo sono circa il 25%. E gli altri? in attesa dello status di profugo sono mantenuti prima dagli italiani e poi quando sono sbattuti sulla strada perché non valgono più nulla si arrangiano come possono. Sulla loro possibile collocazione all’interno della nostra società lasciamo scegliere alla fantasia dei lettori.

«Stiamo ragionando su come utilizzare al meglio queste risorse» – ha spiegato durante la riunione di giunta del consiglio delle autonomie ieri il presidente del consorzio dei comuni, Paride Gianmoena che ha aggiunto, «Nel 2017 questi fondi erano stati già erogati ma non erano stati usati nella maniera efficace e non erano gestiti direttamente dai comuni»

 

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Trento

Nuovamente sparita la targa delle Foibe in largo Pigarelli

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È sparita da Largo Pigarelli a Trento la targa dedicata ai martiri della Foibe.

Il 10 febbraio sarà il Giorno del ricordo, una solennità civile nazionale italiana, che viene celebrata ogni anno in tutt’Italia.

Una giornata istituita con la legge 30 marzo 2004 n. 92, che intende conservare e rinnovare «la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo degli istriani, dei fiumani e dei dalmati ».

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Della sparizione ne da notizia Filippo Castaldini che però ipotizza anche che la lapide per i martiri delle Foibe sia stata tolta per una possibile manutenzione da parte del Comune.

«Da ieri la lapide apposta in largo Pigarelli, e dedicata ai martiri delle Foibe, è sparita. Purtroppo in questi anni siamo stati abituati alla vigliaccheria di chi, sotto la bandiera dell’antifascismo, ha sempre cercato di mistificare e infangare la memoria dei tanti infoibati» – attacca il coordinatore di CasaPound

«È stato il Comune a ritirare la lapide o siamo di fronte all’ennesimo furto da parte dei figliocci della sinistra istituzionale?» si chiede Castaldini che conclude: «Come CasaPound chiediamo immediatamente spiegazioni e ci attendiamo, in qualunque caso, che la lapide venga immediatamente ripristinata»

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Trento

Sciopero medici. Segnana: «Scelta incomprensibile. Era già stato fissato un incontro»

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“Siamo sempre stati disponibili al dialogo, e sempre lo saremo. Purché la lingua adottata sia quella del buon senso e della responsabilità”.

L’assessore provinciale alla salute, Stefania Segnana, commenta così la scelta della CISL medici – Intesa sindacale di indire uno sciopero aziendale dei medici di famiglia e delle guardie mediche per il 31 gennaio ed il 1 febbraio prossimi.

“Una decisione che facciamo fatica a comprendere – continua l’assessore– perché se è normale che la dialettica fra le parti possa assumere talvolta toni forti, non deve mai venir meno la capacità di riconoscere ciò che può essere fatto e ciò che invece è oggettivamente irrealizzabile”.

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Nello specifico: la Giunta non poteva inserire all’ordine del giorno la delibera auspicata dal sindacato saltando i passaggi tecnici necessari; oltretutto quella di ieri era una riunione programmatica articolata seguendo un iter specifico.

“Forse – aggiunge l’assessore – si sarebbe potuto fare in tempo se non fosse saltato un incontro fra le parti, causa malattia di uno dei rappresentanti sindacali, ma non credo che la responsabilità di ciò sia ascrivibile all’Amministrazione. Tanto più che il nuovo incontro era già stato fissato al 22 gennaio, quindi a strettissimo giro, prova dell’assoluta volontà dell’assessorato come pure dell’Azienda sanitaria di comporre al più presto la vertenza. All’insegna del buon senso come detto ma, soprattutto della responsabilità nel garantire ai cittadini il massimo delle attenzioni sul fronte della salute”.

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Trento

Rapina 290 euro e le scarpe ad un uomo in piazza Santa Maria. Rintracciato e arrestato 38 enne marocchino

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Continua l’enorme lavoro degli uomini della Questura di Trento anche nell’ambito dei rafforzamenti dei controlli della città di Trento e in particolare alla ricerca dei latitanti da parte della sezione Catturandi della Squadra Mobile.

Sono infatti moltissimi i condannati, quasi sempre stranieri, che non si presentano nemmeno davanti al giudice risultando quindi latitanti e ricercati dalle forze dell’ordine.

Il 16 gennaio, in esecuzione all’ordine di carcerazione è stato arrestato B. A. marocchino di 38 anni, perché doveva scontare la pena di un anno e 4 mesi di reclusione.

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L’uomo era stato condannato per una rapina avvenuta il 27 luglio 2016, in piazza Santa Maria a Trento.

In quella circostanza lo straniero aveva rapinato un uomo di 290 euro dopo averlo bloccato e privato delle scarpe.

«Il controllo del territorio e la ricerca dei latitanti, attività volute ed intensificate dal Questore Garramone –  commenta il capo della Squadra Mobile Salvatore Ascione (nella foto) – rappresentano i punti su cui maggiormente la Polizia di Stato sta svolgendo la propria attività con l’obiettivo di limitare la presenza della criminalità nella nostra comunità».

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