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Lunedì l’intitolazione della piazzetta a Valeria Solesin.

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Lunedì 29 gennaio dalle 10 il convegno e il premio al Dipartimento di Sociologia e Ricerca sociale dell’Università di Trento e alle 12.45 per iniziativa del Comune di Trento l’intitolazione della piazzetta Valeria Solesin davanti allo studentato di via Lampi

“Come on girls, let’s work! Allez les filles, au travail! Forza ragazze, al lavoro!”. È il titolo della seconda conferenza promossa con l’obiettivo di ricordare la figura di Valeria Solesin, vittima dell’attacco terroristico al Bataclan di Parigi il 13 novembre 2015.

Valeria Solesin era nata e cresciuta a Venezia, aveva poi conseguito a Trento la laurea triennale alla Facoltà di Sociologia e stava concludendo la sua tesi di dottorato all’Università Paris 1 Panthéon-Sorbonne sui comportamenti riproduttivi in Italia e in Francia. Tra i suoi principali interessi di ricerca figuravano il matrimonio e la famiglia, il ruolo delle donne nel mercato del lavoro e nella società, le decisioni in materia di fertilità.

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Università di Trento, Paris Panthéon Sorbonne e Venezia Ca’ Foscari, unite in stretta collaborazione, intendono onorare la memoria della giovane studiosa attraverso la valorizzazione di giovani (studiose e studiosi, dottorande e dottorandi, assegniste e assegnisti di ricerca) impegnati nelle aree tematiche a lei care. La conferenza è promossa dalle tre università partner con il sostegno del Dipartimento di Sociologia e Ricerca sociale di UniTrento e della Provincia autonoma di Trento.

E diventa un luogo in cui discutere gli studi più recenti svolti nell’ambito della demografia, dell’economia e della sociologia. In particolare, contributi incentrati sulle disuguaglianze di genere, il ruolo delle donne nel mercato del lavoro e nella società, le politiche di welfare dirette all’occupazione femminile e alle scelte riproduttive, il matrimonio, la famiglia, la sessualità.

IL PROGRAMMA – Il convegno, che inizia alle 10, si terrà al Dipartimento di Sociologia e Ricerca sociale, aula Kessler (Via Verdi, 26). La prima parte prevede l’intervento di Linda Laura Sabbadini (ISTAT, Istituto nazionale di statistica) sul tema “Crisi, mercato del lavoro femminile e andamento della fecondità” e la consegna del “Premio Valeria Solesin” alla vincitrice, Enrica Maria Martino, per la sua tesi di dottorato su “The Labor Cost of Motherhood: Is a Shorter Leave Helpful?”. Martino è un’assegnista di ricerca dell’Ined, Istituto di studi demografici, dove Valeria stava completando il suo percorso di dottorato.

Alle 12.45 ci si sposterà in via Lampi, davanti allo studentato, dove per iniziativa del Comune di Trento ci sarà l’intitolazione della piazzetta Valeria Solesin. Interverranno il sindaco di Trento Alessandro Andreatta, il rettore di UniTrento Paolo Collini e il presidente dell’Opera Universitaria Alberto Molinari assieme a Luciana Milani in Solesin, mamma di Valeria, che porterà anche i saluti in apertura del Convegno.

Il liceo artistico Vittoria di Trento – attraverso il docente Massimo Parolini e l’autrice, la studentessa Caterina Stella – donerà all’Opera Universitaria un ritratto di Valeria Solesin (realizzato in occasione della mostra “Il nostro lavoro”, che si tenne a Palazzo Trentini nel giugno 2016). Quindi ci sarà la scopertura della targa.

Il convegno al Dipartimento di Sociologia e Ricerca sociale riprenderà nel pomeriggio, dalle 14.30, con la sessione in lingua inglese. Maria Letizia Tanturri (Università degli Studi di Padova) interverrà su “Low fertility and care in Italy: the gender story”. Infine la presentazione degli altri tre migliori paper di ricerca presentati nei mesi scorsi e selezionati da una commissione internazionale: Stefano Cantalini (Does the birth of a child affect careers equally? Education, timing of parenthood and occupational career among male and female in Italy), Daniela Piazzalunga (Till Money Us Do Part: Property Division at Divorce and Married Couples’ Time Use Behaviour) e Annalisa Frigo & Eric Roca (Roots of Gender Equality: The Persistence effect of the Beguinages on Attitudes Toward Women).

La targa della piazzetta che lunedì verrà scoperta.
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All’Università di Trento si costruisce il cervello bionico

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Incontro di avvio questa mattina al Polo Ferrari per “Backup”, progetto interdisciplinare coordinato da Lorenzo Pavesi del Dipartimento di Fisica.

Finanziato con 2 milioni e mezzo dal Consiglio europeo della ricerca, ha l’obiettivo di sviluppare in cinque anni un sistema ibrido elettronico-fotonico-biologico per ricostruire l’attività di elaborazione e immagazzinamento dati del cervello e offrire soluzioni nuove a problemi neurologici come amnesia ed epilessia.

Un cervello bionico, nel quale cellule cerebrali (i neuroni) comunicano attraverso segnali luminosi con circuiti ottici ed elettronici con la prospettiva di comprendere in modo più profondo il funzionamento del cervello e di offrire soluzioni nuove a problemi neurologici come amnesia ed epilessia.

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È questo l’obiettivo avveniristico al quale punta “Backup”, progetto interdisciplinare coordinato da Lorenzo Pavesi, professore del Dipartimento di Fisica dell’Università di Trento.

Nei mesi scorsi ha vinto un finanziamento del Consiglio europeo della ricerca (tipologia “ERC-Advanced Grants” dedicata ad attività scientifiche innovative) di 2 milioni e mezzo per cinque anni.

Nelle scorse settimane è stata pianificata l’attività di ricerca e assunto il personale di ricerca, ora il gruppo ha cominciato il lavoro sperimentale.

Questa mattina al Polo Ferrari 1 di Povo l’incontro di lancio ufficiale di “Backup” davanti alla comunità universitaria.

Alla presentazione pubblica sono intervenuti il rettore dell’Università di Trento, Paolo Collini, e i direttori dei dipartimenti e dei centri coinvolti (Giulio Monaco per il Dipartimento di Fisica; Nicu Sebe per il Dipartimento di Ingegneria e Scienza dell’Informazione; Alessandro Quattrone per il Dipartimento Cibio; Carlo Miniussi per il Centro interdipartimentale Mente/Cervello CIMeC).

Dopo l’introduzione di Lorenzo Pavesi, sono stati approfonditi alcuni filoni specifici del progetto: “Backup e fotonica” con Paolo Bettotti (Dipartimento di Fisica), “Backup e Intelligenza artificiale” con Nicu Sebe (Dipartimento di Ingegneria e Scienza dell’Informazione), “Backup e la memoria” con Marco Canossa (Dipartimento Cibio) e “Backup e l’epilessia” con Yuri Bozzi (CIMeC). Terminata la parte pubblica, la giornata è proseguita con gli incontri dei gruppi di lavoro.

“Backup” vuole svelare la relazione tra connettività cerebrale e funzione mediante la fotonica integrata (il titolo completo è, infatti, “Unveiling the relationship between brain connectivity and function by integrated photonics”).

Si punta a costruire un sistema ibrido elettronico-fotonico-biologico, un chip in grado di emulare il modo in cui il cervello elabora e memorizza l’informazione per realizzare computer neuromorfici, ovvero che si ispirano al cervello e riescano a modificare le proprie connessioni sulla base delle esperienze.

Pavesi spiega: «L’obiettivo è realizzare un sistema ibrido che sia in grado di sostituirsi alle funzioni cognitive del cervello attraverso l’uso di reti artificiali. Lavoreremo “in vitro”, cioè su modelli che si realizzano in laboratorio, con un gruppo di ricerca tutto interno all’Università di Trento. Un primo passo sarà effettuare esperimenti nei quali si faranno interagire circuiti fotonici con tessuti neuronali. In questo modo si realizzeranno reti neurali artificiali dove le varie piattaforme (fotoniche, elettroniche e biologiche) verranno integrate per ottimizzare le loro prestazioni. Questo progetto ha un contenuto altamente interdisciplinare e vede coinvolti ricercatori di vari dipartimenti dell’ateneo».

Poi entra nel dettaglio: «In questo progetto tratteremo la questione fondamentale di quale sia il ruolo dell’attività e della plasticità dei neuroni nell’elaborazione e memorizzazione delle informazioni nel cervello. Svilupperemo una piattaforma di calcolo ibrida: circuiti fotonici integrati saranno interfacciati sia a circuiti elettronici sia a circuiti di neuroni biologici per emulare le funzioni cerebrali e sviluppare architetture in grado di riprodurre i processi cognitivi neuronali».

Conclude con uno sguardo al futuro: «La visione a lungo termine è che le reti fotoniche neuromorfiche ibride, tra le varie cose, chiariranno il modo in cui il cervello pensa e controlleranno e integreranno specifiche funzioni neuronali offrendo quindi soluzioni nuove a una serie di problemi neurologici».

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UniTrento, approvato il bilancio 2019 da 233 milioni

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Un momento di raccoglimento per Antonio Megalizzi e per Chiara Lanzingher, la giovane dipendente dell’Ufficio Appalti dell’Ateneo scomparsa di recente: così si è aperta nel primo pomeriggio la seduta del Consiglio di amministrazione dell’Università, chiamato oggi all’approvazione del bilancio di previsione 2019. (altro…)

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Accademia cinese partner dell’Università di Trento per lo spazio

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Sostenere gli scambi nei campi della didattica e della ricerca scientifica. Questo l’obiettivo dell’accordo quadro firmato questa mattina in Rettorato tra l’Ateneo di Trento e l’University of Chinese Academy of Sciences (Ucas). A sottoscrivere il protocollo sono stati Wu Yue-Liang, vice presidente di Ucas, e Maurizio Marchese, prorettore allo sviluppo internazionale di UniTrento. (altro…)

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