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Trento

Dopo il leaseback da 18,6 milioni di euro Arcese lascia il Trentino?

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Il ricorso vinto dai 49 autisti licenziati da Arcese Trasporti che ora dovranno essere risarciti apre il fianco a nuove polemiche da parte della politica trentina.

Maurizio Fugatti consigliere provinciale della Lega Nord ha presentato oggi un’interrogazione sul caso «Arcese».

Correva l’anno 2009 quando, assieme a Trentino Sviluppo, Arcese siglava un leaseback da 18,6 mln di Euro a fronte dell’impegno a mantenere i 791 posti di lavoro e l’obbligo di aprire ad altre aziende lo scalo di Mori stazione.

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L’Assessore Olivi, in tale occasione, affermava “L’operazione sul sito di Rovereto oltre ad offrire sostegno alla più grande azienda dell’autotrasporto oggi presente in Trentino, che con questa operazione radichiamo ancor più al territorio grazie soprattutto alla forza lavoro che si impegna a mantenere, si inserisce nell’insieme di misure pensate dalla Provincia per rilanciare il settore dell’autotrasporto” [dal sito di Trentino Sviluppo 18.09.2009].

Dopo quasi nove anni, gli effetti del leaseback – strumento tanto caro alla Provincia e da sempre lodato – paiono portare alla volontà, da parte di Arcese, di trasferire altrove la sede legale. Scelta appunto che sarebbe in parte legata alla sentenza emessa in questi giorni dal Tribunale di Rovereto che ha condannato la società a risarcire i 49 autisti licenziati nel 2015.(qui l’articolo)

Un’altra motivazione pare invece risiedere nella sospensione dell’accordo tra Arcese e Trentino Sviluppo per l’utilizzo degli uffici negli spazi di quest’ultima vista la necessità di espandersi.

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Secondo Maurizio Fugatti otto mesi fa si sarebbe tenuto anche un incontro tra società e sindacati per illustrare il progetto che andava anche nella direzione di assumere 120 persone.

Il trasferimento, si sarebbe dovuto svolgere nel mese di gennaio 2018, avendo tra il resto Arcese già individuato un’altra società a subentro nella sede attuale. Ma l’accordo sembra fermo anche se Trentino Sviluppo pare aver dichiarato che il progetto non è tramontato e che la questione della trattativa saltata degli uffici è “strumentale”.

Non è la prima volta che la Lega Nord interviene sulla questione dei leaseback e sulla vicenda Arcese. Infatti già in passato aveva denunciato come lo strumento del leaseback fosse più una forma di concorrenza sleale nei confronti delle piccole e medie imprese di autotrasporto presenti in Vallagarina e nel resto del Trentino.

«Non un attacco al singolo ma al sistema messo in atto dalle Istituzioni che predilige i grandi lasciando i piccoli da soli, senza adeguati strumenti per far fronte alla crisi economica e lavorativa nonostante le problematiche più volte portate all’attenzione dell’amministrazione provinciale» scrive anche nella premessa dell’interrogazione il consigliere del carroccio.

Nell’articolata interrogazione alla giunta provinciale Fugatti chiede quando è terminato il contratto tra Trentino Sviluppo e l’azienda Arcese; Per quale motivo Trentino Sviluppo pare aver dichiarato che la questione della trattativa saltata degli uffici è “strumentale”; Quali sono le intenzioni della Provincia e quindi anche di Trentino Sviluppo, alla luce di quanto emerso dalla stampa in questi giorni; Se si ritenga opportuno rivedere lo strumento del leaseback, dato che nonostante ingenti aiuti pubblici che dovrebbero impedire la delocalizzazione dell’azienda o di parti di essa ciò potrebbe avvenire a seguito della scadenza del contratto; Quanti contratti di leaseback sono oggi in essere e quale la loro scadenza; e quante e quali penali, nel caso, sono state presentate per non aver adempiuto totalmente agli accordi contrattuali, quali le motivazioni e il loro valore e se sono state saldate.

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