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News dalle Valli

Civica Popolare e Lorenzo Dellai: Oggi le comiche.

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Quando si fonda un partito bisognerebbe investirci un pochino di tempo,  qualche euro e magari creare una strategia di marketing per veicolare il proprio brand.

Cosa che l’ex principe Lorenzo Dellai pare non aver fatto. Forse perché consapevole che la vita del suo partito avrà più o meno la vita di un lepidottero. (cioè la vita che hanno avuto tutti i partiti frequentati da Dellai negli ultimi 5 anni)

Il simbolo di Civica popolare, sa tanto di polisportiva di paese o bocciofila di rione dove si organizzano tornei di bocce tra pensionati e corse in bicicletta per gli over 70.

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Dopo la «scopiazzatura» del simbolo della Margherita opportunamente bloccato dal legittimo proprietario Rutelli il partito di Dellai va incontro ad una nuova figuraccia.

Nel simbolo di Civica Popolare con sprezzo del pericolo Dellai inserisce dei riferimenti montiani, ex democristiani ormai sotto terra da un pezzo, quello che rimane degli Alfaniani, gli scomparsi dell‘Italia dei valori, L’unione per il Trentino, e tutti i voltagabbana della precedente legislatura. Pensate. Pare ci sia anche Librandi approdato in parlamento ricevendo un consenso fatto di ben 136 voti. 

Tanti simboli per pochi consensi. Sarà infatti un vero miracolo se tutti insieme raggiungeranno un 1,5%. Ma per la corsa alla «Carega» si può fare questo ed altro.

Ma la cosa più comica è la scelta del nuovo fiore dentro il simbolo le cui similitudini con il marchio Conad e Guru sono impressionanti.

Il popolo della rete si è scatenato come in una puntata di «Oggi le comiche» e dopo l’ironia e il sarcasmo si è  diviso tra il marchio Conad, il supermercato dove nascono anche i bambini, quello delle magliette Guru, e in effetti è proprio spiaccicato, fino ad arrivare a Sole piatti detersivo. (sotto alcuni esempi).

Anche Renzi è stato critico sul simbolo del partito di Dellai scrivendo sul suo profilo di Twitter «Bello ma poco intelligente». E se lo dice lui….

Beatrice Lorenzin il ministro della Sanità (3 partiti in poco meno di 5 anni) ha detto che si tratta di un fiore petaloso, insomma una peonia. Apriti o cielo, i social sono andati a nozze: «Come si chiamano i loro militanti, peones?» 

La vignetta è a cura di Domenico La Cava

 

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Rovereto e Vallagarina

Caos all’ospedale di Rovereto: i centri sociali impediscono ai fedeli di pregare

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Le denuncia di quanto successo è stata fatta sul suo account di facebook dal consigliere provinciale Lorenzo Baratter testimone particolarmente contrariato per quanto successo.

Da oltre 20 anni, il martedì sera, ogni cittadino di Rovereto che entra o esce dall’ospedale trova dinnanzi all’ingresso un gruppo di persone che recita a bassa voce il Santo Rosario, senza peraltro arrecare danno o disturbo a nessuno.

Ieri un gruppetto di persone riconducibili ai centri sociali trentini hanno continuato a disturbare pronunciando slogan di pessimo gusto solo per il gusto di interrompere il momento di preghiera dei fedeli.

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L’uso di un megafono ha amplificato ancora di più le «belle»gesta del gruppo di idioti e fatto intervenire le forze dell’ordine sul luogo. In bella mostra anche il solito striscione con la scritta, trita e ritrita «Ma quale Stato e quale Dio, sul mio corpo decido io»

I fatti avevano luogo nei pressi dell’ospedale santa Maria del Carmine di Rovereto, luogo dove peraltro molte persone si trovano in stato di sofferenza.

«Non mi interessa entrare nel merito delle ragioni di chi protestava, – scrive Baratter – perché qui non esistono ragioni: queste passano in secondo piano quando al dialogo e al rispetto subentrano l’intolleranza e le offese verso chi era pacificamente raccolto in un momento di preghiera».

Numerosi i commenti critici nei confronti del gruppo dei centri sociali, «Che strano concetto di democrazia che hanno questi giovanotti figli di papà, la dittatura della minoranza…» – scrive il sindaco di Calliano Lorenzo Conci. 

C’è chi chiede un sacco di legnate per gli esempi della «nuova democrazia» in Trentino, chi invece si chiede il perché di tanta violenza contro chi prega, chi parla di livelli intollerabili e di schifo vero e proprio. Numerose le repliche di disgusto e un messaggio, quello scritto da Emanuele, che raccoglie gli umori un po’ di tutti, «Mille e più anni di fede hanno scandito la vita di generazioni di persone, nei paesi, nelle città.. la messa, le preghiere, le innumerevoli immagini sacre appese nelle umili case, le parrocchie con gli oratori con annesso campetto da calcio, ecc.. Ecc.. Poi arrivano questi rivoluzionari deficenti figli di papà che non hanno la minima idea di cosa significhi la tolleranza e il rispetto..»

Un atto vile ed eseguito contro chi non si può difendere, un esempio di come il percorrere la via della difesa dei diritti civili a tutti i costi porti a degli scompensi e alla sottomissione dei deboli (in questo caso i poveri fedeli che pregavano) a fronte di 4 gatti che continuano a tenere in scacco un’intera provincia senza che nessuno faccia nulla.

Rimane lo sconcerto da parte di tutti per quanto successo e per la mancanza di rispetto nelle idee e delle abitudini delle altre persone.

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Giudicarie e Rendena

Dal 20 al 22 luglio l’ottava edizione di “Montagne Racconta – Festival Del Racconto”

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Venerdi 20 luglio nelle Giudicarie via all’8^ edizione del festival “Montagne Racconta” che si apre con una novità importante: in questi giorni infatti il celebre drammaturgo, regista, attore, scrittore e produttore cinematografico Marco Paolini assisterà ai lavori della seconda sessione del “Laboratorio di narrazione” diretto da Francesco Niccolini in collaborazione con Roberto Aldorasi. (altro…)

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Val di Non – Sole – Paganella

Carlo Antonio Pilati e l’Italia da riformare: incontro con Serena Luzzi

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Venerdì 20 luglio alle 20.45 a Palazzo Pilati, a Tassullo, è in programma un incontro con Serena Luzzi, curatrice dell’edizione critica del libro più famoso del celebre giurista Carlo Antonio Pilati. (altro…)

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