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News dalle Valli

Niky’s Cafè e Campo nomadi, due pesi e due misure?

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Stessa situazione ma modi di operare diversi? Non lo sappiamo. Questo lo decideranno i lettori. Le incongruenze fra le due situazioni che andiamo a spiegare sono comunque evidenti.

Presso la motorizzazione sono presenti ormai da anni baracche e roulotte di alcune famiglie nomadi che non si capisce bene di cosa vivano che sono parcheggiate abusivamente in barba a regole, postille e leggi sull’edilizia.  La zona è ormai degradata e i costi risultano essere sulle spalle dei contribuenti Trentini.

Le segnalazioni da parte dei cittadini che confermano lo stato di degrado e la mancanza di sicurezza, anche per chi osa avvicinarsi al campo, sono state centinaia in questi anni, rimaste purtroppo inascoltate.

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Il campo Rom è stato dichiarato abusivo anche dallo stesso Sindaco di Trento Alessandro Andreatta che ha ammesso la cosa rispondendo ad un’interrogazione di consigliere comunali della Lega Nord. Ma i Rom rimangono tranquillamente nella zona della motorizzazione, senza nessun permesso o concessione edilizia, non rispettando nemmeno le più semplici  regole di convivenza civica.

Anche la veranda del Niky’s Cafè realizzata sul marciapiede dalla parte di via Matteotti è abusiva e quindi va subito sgomberata. 

È stato deciso dopo un controllo del dirigente del Servizio attività edilizia – Ufficio controllo e contenzioso del Comune che ha riscontrato alcune irregolarità edilizie. Il termine entro il quale provvedere è fissato al 28 febbraio prossimo.

A seguito di alcuni controlli la struttura risulta realizzata «in assenza di idoneo titolo edilizio» e pertanto «da considerarsi abusiva» secondo l’ordinanza.  La struttura esiste da 20 anni.

La società Niky’s Cafè srl è titolare di una concessione dal settembre del 2014 (con scadenza alla fine del 2019) grazie alla quale può occupare un pezzo di via Matteotti con una veranda di 20 metri quadrati, un box di condensazione e alcune fioriere, versando la corresponsione del canone Cosap, sempre regolarmente pagato.

In questo caso la legge sarà uguale per tutti?

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Rovereto e Vallagarina

Caos all’ospedale di Rovereto: i centri sociali impediscono ai fedeli di pregare

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Le denuncia di quanto successo è stata fatta sul suo account di facebook dal consigliere provinciale Lorenzo Baratter testimone particolarmente contrariato per quanto successo.

Da oltre 20 anni, il martedì sera, ogni cittadino di Rovereto che entra o esce dall’ospedale trova dinnanzi all’ingresso un gruppo di persone che recita a bassa voce il Santo Rosario, senza peraltro arrecare danno o disturbo a nessuno.

Ieri un gruppetto di persone riconducibili ai centri sociali trentini hanno continuato a disturbare pronunciando slogan di pessimo gusto solo per il gusto di interrompere il momento di preghiera dei fedeli.

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L’uso di un megafono ha amplificato ancora di più le «belle»gesta del gruppo di idioti e fatto intervenire le forze dell’ordine sul luogo. In bella mostra anche il solito striscione con la scritta, trita e ritrita «Ma quale Stato e quale Dio, sul mio corpo decido io»

I fatti avevano luogo nei pressi dell’ospedale santa Maria del Carmine di Rovereto, luogo dove peraltro molte persone si trovano in stato di sofferenza.

«Non mi interessa entrare nel merito delle ragioni di chi protestava, – scrive Baratter – perché qui non esistono ragioni: queste passano in secondo piano quando al dialogo e al rispetto subentrano l’intolleranza e le offese verso chi era pacificamente raccolto in un momento di preghiera».

Numerosi i commenti critici nei confronti del gruppo dei centri sociali, «Che strano concetto di democrazia che hanno questi giovanotti figli di papà, la dittatura della minoranza…» – scrive il sindaco di Calliano Lorenzo Conci. 

C’è chi chiede un sacco di legnate per gli esempi della «nuova democrazia» in Trentino, chi invece si chiede il perché di tanta violenza contro chi prega, chi parla di livelli intollerabili e di schifo vero e proprio. Numerose le repliche di disgusto e un messaggio, quello scritto da Emanuele, che raccoglie gli umori un po’ di tutti, «Mille e più anni di fede hanno scandito la vita di generazioni di persone, nei paesi, nelle città.. la messa, le preghiere, le innumerevoli immagini sacre appese nelle umili case, le parrocchie con gli oratori con annesso campetto da calcio, ecc.. Ecc.. Poi arrivano questi rivoluzionari deficenti figli di papà che non hanno la minima idea di cosa significhi la tolleranza e il rispetto..»

Un atto vile ed eseguito contro chi non si può difendere, un esempio di come il percorrere la via della difesa dei diritti civili a tutti i costi porti a degli scompensi e alla sottomissione dei deboli (in questo caso i poveri fedeli che pregavano) a fronte di 4 gatti che continuano a tenere in scacco un’intera provincia senza che nessuno faccia nulla.

Rimane lo sconcerto da parte di tutti per quanto successo e per la mancanza di rispetto nelle idee e delle abitudini delle altre persone.

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Giudicarie e Rendena

Dal 20 al 22 luglio l’ottava edizione di “Montagne Racconta – Festival Del Racconto”

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Venerdi 20 luglio nelle Giudicarie via all’8^ edizione del festival “Montagne Racconta” che si apre con una novità importante: in questi giorni infatti il celebre drammaturgo, regista, attore, scrittore e produttore cinematografico Marco Paolini assisterà ai lavori della seconda sessione del “Laboratorio di narrazione” diretto da Francesco Niccolini in collaborazione con Roberto Aldorasi. (altro…)

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Val di Non – Sole – Paganella

Carlo Antonio Pilati e l’Italia da riformare: incontro con Serena Luzzi

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Venerdì 20 luglio alle 20.45 a Palazzo Pilati, a Tassullo, è in programma un incontro con Serena Luzzi, curatrice dell’edizione critica del libro più famoso del celebre giurista Carlo Antonio Pilati. (altro…)

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