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News dalle Valli

Aggressione ai poliziotti e spaccio di droga: un anno con pena sospesa al tunisino.

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È stato condannato ad un anno con pena sospesa il cittadino tunisino responsabile dell’aggressione ai due poliziotti ieri sera in via Pozzo a Trento. (qui articolo)

Dopo il durissimo scontro i due operatori della squadra volante hanno dovuto ricorrere alle cure mediche.

I reati contestati all’uomo, processato stamani per direttissima, sono stati resistenza a pubblico ufficiale e possesso di stupefacenti.  Il tunisino che è risultato avere vari «alias» e precedenti penali, ed è risultato senza fissa dimora, è stato liberato dopo la sentenza.

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Gli Agenti della Polizia avvicinati al termine del processo non hanno voluto rilasciare dichiarazioni, ma dai loro volti traspariva una certa delusione ed insofferenza per gli esiti del processo.

Possiamo solo tentare di indovinare i pensieri dei due poliziotti che per rispetto della divisa non hanno proferito parola alla fine del processo. E forse non solo i loro ma anche quelli di molti italiani.

Quindi un soggetto clandestino e senza fissa dimora dedito a commettere reati e vivere del provento di attività illecite, con precedenti, può permettersi di compiere azioni del genere usando violenza contro le Forze dell’Ordine ed una volta arrestato viene subito rilasciato e messo quindi in condizione di ripetere gli stessi reati, magari facendo male a qualcuno.

Non solo, non viene nemmeno espulso dal territorio. È fin troppo semplice pensare che davvero ci sia qualcosa che non funziona.

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Rovereto e Vallagarina

Alpini di Lizzanella ad Adro con il Sindaco

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È solida l’amicizia degli Alpini di Adro (Brescia), con gli Alpini di Lizzanella: conta ben 35 anni,  sottolineati da un gemellaggio che è stato celebrato nei giorni scorsi nel comune bresciano in occasione anche del 95° anniversario di fondazione del Gruppo Alpini di Adro.

A festeggiare il legame due giornate di celebrazioni che si sono svolte al Parco della Rimembranza di Adro con l’alzabandiera e l’omaggio ai monumenti delle associazioni d’Arma locali alla presenza anche del Sindaco Francesco Valduga che con gli alpini di Lizzanella ha preso parte alla sfilata per le vie di Adro in onore ai caduti della Grande Guerra.

Agli interventi delle autorità è seguita una santa messa in suffragio ai caduti di tutte le guerre, officiata – tra l’altro – da Padre Franco del Convento dei Frati Conventuali di Borgo Sacco di Rovereto. A chiudere in bellezza la giornata, il rancio Alpino al complesso scolastico di Adro.

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Rovereto e Vallagarina

Caos all’ospedale di Rovereto: i centri sociali impediscono ai fedeli di pregare

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Le denuncia di quanto successo è stata fatta sul suo account di facebook dal consigliere provinciale Lorenzo Baratter testimone particolarmente contrariato per quanto successo.

Da oltre 20 anni, il martedì sera, ogni cittadino di Rovereto che entra o esce dall’ospedale trova dinnanzi all’ingresso un gruppo di persone che recita a bassa voce il Santo Rosario, senza peraltro arrecare danno o disturbo a nessuno.

Ieri un gruppetto di persone riconducibili ai centri sociali trentini hanno continuato a disturbare pronunciando slogan di pessimo gusto solo per il gusto di interrompere il momento di preghiera dei fedeli.

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L’uso di un megafono ha amplificato ancora di più le «belle»gesta del gruppo di idioti e fatto intervenire le forze dell’ordine sul luogo. In bella mostra anche il solito striscione con la scritta, trita e ritrita «Ma quale Stato e quale Dio, sul mio corpo decido io»

I fatti avevano luogo nei pressi dell’ospedale santa Maria del Carmine di Rovereto, luogo dove peraltro molte persone si trovano in stato di sofferenza.

«Non mi interessa entrare nel merito delle ragioni di chi protestava, – scrive Baratter – perché qui non esistono ragioni: queste passano in secondo piano quando al dialogo e al rispetto subentrano l’intolleranza e le offese verso chi era pacificamente raccolto in un momento di preghiera».

Numerosi i commenti critici nei confronti del gruppo dei centri sociali, «Che strano concetto di democrazia che hanno questi giovanotti figli di papà, la dittatura della minoranza…» – scrive il sindaco di Calliano Lorenzo Conci. 

C’è chi chiede un sacco di legnate per gli esempi della «nuova democrazia» in Trentino, chi invece si chiede il perché di tanta violenza contro chi prega, chi parla di livelli intollerabili e di schifo vero e proprio. Numerose le repliche di disgusto e un messaggio, quello scritto da Emanuele, che raccoglie gli umori un po’ di tutti, «Mille e più anni di fede hanno scandito la vita di generazioni di persone, nei paesi, nelle città.. la messa, le preghiere, le innumerevoli immagini sacre appese nelle umili case, le parrocchie con gli oratori con annesso campetto da calcio, ecc.. Ecc.. Poi arrivano questi rivoluzionari deficenti figli di papà che non hanno la minima idea di cosa significhi la tolleranza e il rispetto..»

Un atto vile ed eseguito contro chi non si può difendere, un esempio di come il percorrere la via della difesa dei diritti civili a tutti i costi porti a degli scompensi e alla sottomissione dei deboli (in questo caso i poveri fedeli che pregavano) a fronte di 4 gatti che continuano a tenere in scacco un’intera provincia senza che nessuno faccia nulla.

Rimane lo sconcerto da parte di tutti per quanto successo e per la mancanza di rispetto nelle idee e delle abitudini delle altre persone.

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Giudicarie e Rendena

Dal 20 al 22 luglio l’ottava edizione di “Montagne Racconta – Festival Del Racconto”

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Venerdi 20 luglio nelle Giudicarie via all’8^ edizione del festival “Montagne Racconta” che si apre con una novità importante: in questi giorni infatti il celebre drammaturgo, regista, attore, scrittore e produttore cinematografico Marco Paolini assisterà ai lavori della seconda sessione del “Laboratorio di narrazione” diretto da Francesco Niccolini in collaborazione con Roberto Aldorasi. (altro…)

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