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News dalle Valli

Nessun matrimonio fra Ignazio Moser e Cecilia.

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“Stiamo vivendo un bel rapporto d’amore ma non ci sono nozze in vista con Cecilia, ogni cosa a suo tempo, è presto. L’anello è stato travisato, sono cose inventate dalla stampa. Era un regalo di Belen alla sorella. Io le ho regalato il braccialetto di brillanti”. Niente matrimonio quindi fra i due innamorati del grande fratello vip, almeno secondo le loro dichiarazioni rilasciate domenica sera alla trasmissione di Giletti su La7

Quindi il possibile matrimonio sarebbe solo un’invenzione della stampa.

Per quanto riguarda l’anello che Moser ha regalato a Cecilia, «quello è un regalo di Belen a Cecilia, io le ho regalato solo un braccialetto di brillanti» – spiega Ignazio che aggiunge: «Per ora stiamo bene così». 

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Intanto impazzano nel web le foto di Cecilia senza reggiseno che prepara il caffè a casa di Ignazio Moser. La fidanzata dall’ex ciclista è impegnata in cucina ai fornelli. Un dettaglio però è stato notato da molti: la sorella di Belen non indossa né maglia, né reggiseno. Alcuni fans hanno criticato la scelta…

La Rodriguez è tornata a parlare della sua relazione con l’ormai ex fidanzato Francesco Monte: “Lasciare uno per mettermi con un altro non penso che fosse una strategia bella. Fino a quando non chiudevo una storia non potevo aprirne un’altra. Mi sentivo ‘sporca’ per questo e non stavo bene. Quando l’ho rivisto nella Casa ho capito che era finita. Forse avevamo dei pensieri diversi per affrontare la vita, io sono molto più libera e forse non mi sentivo più così. Non andava così e l’ho capito dentro”.

I due ex concorrenti del Grande Fratello Vip 2 hanno anche toccato nuovamente la questione della famosa scena hot dell’armadio, che tanto ha infiammato il web durante il programma: “Il pezzo vero non l’hanno mai mandato, hanno mandato un altro con rumori montati. Io ho una dignità, la gente è cattiva e non ha niente da fare, mia sorella mi ha detto ‘mi rovini la carriera’”.

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Rovereto e Vallagarina

Caos all’ospedale di Rovereto: i centri sociali impediscono ai fedeli di pregare

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Le denuncia di quanto successo è stata fatta sul suo account di facebook dal consigliere provinciale Lorenzo Baratter testimone particolarmente contrariato per quanto successo.

Da oltre 20 anni, il martedì sera, ogni cittadino di Rovereto che entra o esce dall’ospedale trova dinnanzi all’ingresso un gruppo di persone che recita a bassa voce il Santo Rosario, senza peraltro arrecare danno o disturbo a nessuno.

Ieri un gruppetto di persone riconducibili ai centri sociali trentini hanno continuato a disturbare pronunciando slogan di pessimo gusto solo per il gusto di interrompere il momento di preghiera dei fedeli.

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L’uso di un megafono ha amplificato ancora di più le «belle»gesta del gruppo di idioti e fatto intervenire le forze dell’ordine sul luogo. In bella mostra anche il solito striscione con la scritta, trita e ritrita «Ma quale Stato e quale Dio, sul mio corpo decido io»

I fatti avevano luogo nei pressi dell’ospedale santa Maria del Carmine di Rovereto, luogo dove peraltro molte persone si trovano in stato di sofferenza.

«Non mi interessa entrare nel merito delle ragioni di chi protestava, – scrive Baratter – perché qui non esistono ragioni: queste passano in secondo piano quando al dialogo e al rispetto subentrano l’intolleranza e le offese verso chi era pacificamente raccolto in un momento di preghiera».

Numerosi i commenti critici nei confronti del gruppo dei centri sociali, «Che strano concetto di democrazia che hanno questi giovanotti figli di papà, la dittatura della minoranza…» – scrive il sindaco di Calliano Lorenzo Conci. 

C’è chi chiede un sacco di legnate per gli esempi della «nuova democrazia» in Trentino, chi invece si chiede il perché di tanta violenza contro chi prega, chi parla di livelli intollerabili e di schifo vero e proprio. Numerose le repliche di disgusto e un messaggio, quello scritto da Emanuele, che raccoglie gli umori un po’ di tutti, «Mille e più anni di fede hanno scandito la vita di generazioni di persone, nei paesi, nelle città.. la messa, le preghiere, le innumerevoli immagini sacre appese nelle umili case, le parrocchie con gli oratori con annesso campetto da calcio, ecc.. Ecc.. Poi arrivano questi rivoluzionari deficenti figli di papà che non hanno la minima idea di cosa significhi la tolleranza e il rispetto..»

Un atto vile ed eseguito contro chi non si può difendere, un esempio di come il percorrere la via della difesa dei diritti civili a tutti i costi porti a degli scompensi e alla sottomissione dei deboli (in questo caso i poveri fedeli che pregavano) a fronte di 4 gatti che continuano a tenere in scacco un’intera provincia senza che nessuno faccia nulla.

Rimane lo sconcerto da parte di tutti per quanto successo e per la mancanza di rispetto nelle idee e delle abitudini delle altre persone.

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Giudicarie e Rendena

Dal 20 al 22 luglio l’ottava edizione di “Montagne Racconta – Festival Del Racconto”

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Venerdi 20 luglio nelle Giudicarie via all’8^ edizione del festival “Montagne Racconta” che si apre con una novità importante: in questi giorni infatti il celebre drammaturgo, regista, attore, scrittore e produttore cinematografico Marco Paolini assisterà ai lavori della seconda sessione del “Laboratorio di narrazione” diretto da Francesco Niccolini in collaborazione con Roberto Aldorasi. (altro…)

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Val di Non – Sole – Paganella

Carlo Antonio Pilati e l’Italia da riformare: incontro con Serena Luzzi

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Venerdì 20 luglio alle 20.45 a Palazzo Pilati, a Tassullo, è in programma un incontro con Serena Luzzi, curatrice dell’edizione critica del libro più famoso del celebre giurista Carlo Antonio Pilati. (altro…)

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