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Spettacolo

«Socrate il sopravvissuto»: Giovedì 11 gennaio al Teatro sociale di Trento

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Giovedì sera 11 gennaio alle 20.30 al Teatro Sociale a Trento va in scena «Socrate il sopravvissuto». 

La vicenda ripercorre la storia di uno studente che massacra a colpi di pistola l’intera commissione di maturità lasciando in vita il solo insegnante di storia e filosofia. La storia si intreccia con gli ultimi momenti di vita di Socrate, prima della condanna a morte.

In un tempo, il nostro, che porta con sé vorticosi mutamenti, la questione educativa sembra diventata un tema marginale e insieme una montagna inaffrontabile, sempre aggirata per mezzo di riforme scolastiche parziali che mortificano insegnanti e ragazzi e il processo stesso della conoscenza.

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Con Socrate il sopravvissuto Anagoor entra all’interno di una classe, in una scuola come tante. Lo fa inseguendo alcune pagine del romanzo di Antonio Scurati, Il sopravvissuto, e assumendo il punto di vista di chi si dispone di fronte ad un gruppo di giovani incaricato della loro educazione.

Non un adattamento teatrale del romanzo: alcune tra le pagine più emblematiche del libro si intrecciano ad altre vicende, altre parole, altre dimensioni temporali: in questo caso gli ultimi momenti di vita di Socrate attorniato dai suoi discepoli prima della condanna a morte.

Tra le ore che precedono la morte di Socrate per ingiunzione della città, così come sono raccontate da Platone nel Fedone, e l’ora in cui lo studente Vitaliano Caccia massacra a colpi di pistola l’intera commissione di maturità lasciando in vita il solo insegnante di storia e filosofia, così come è dipinta con lucida ferocia nel romanzo di Antonio Scurati, si consuma tutta una vera e propria battaglia al pensiero occidentale dalle sue origini ai suoi inevitabili e tragici esiti storici.

Si rinnovano così due eterni interrogativi: la domanda di senso, ingombrante punto di domanda rivolto al maestro, e la questione stessa della posizione del maestro rispetto al sapere e ai discepoli.

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Spettacolo

Cecilia in ansia per gli sport estremi di Ignazio. I fans si schierano con la modella

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Cecilia Rodriguez preoccupata per gli sport estremi praticati da Ignazio Moser. (altro…)

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Spettacolo

Lutto nel mondo del cinema, è morto Carlo Vanzina

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Il mondo del cinema è in lutto: dopo una lunga malattia è morto all’età di 67 anni  Carlo Vanzina.

Figlio d’arte del celebre Steno, padre fondatore della commedia all’italiana, e fratello di Enrico con il quale ha realizzato praticamente tutto era nato il 16 marzo del 1949.

Insieme, dividendosi i ruoli, Carlo regista e Enrico sceneggiatore, i due autori sono diventati una ditta e hanno raccontato, negli anni, l’Italia e i suoi cambiamenti, con il linguaggio del cinema popolare, rivendicando un rapporto diretto con il pubblico, basato su comicità e tenerezza, sguardo acuto sulle debolezze tipicamente nostrane e malinconia per un presente inevitabilmente becero: «Mi capita spessissimo – diceva Carlo Vanzina – di incontrare amici e conoscenti che mi dicono “sai, l’altro giorno sono andato al ristorante, c’era della gente seduta accanto, sembravano personaggi di uno dei tuoi film”».

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Insieme avevano portato sullo schermo «Eccezziunale veramente», «Vacanze di Natale» e «Viuuulentemente mia». Ma questi sono solo alcuni dei film cult di maggior successo dei due fratelli inseparabili fino ad ieri.

Ma insieme al fratello era stato l’ideatore della cosiddetta serie del cinepattone, autore di commedie all’italiana che hanno segnato anni ’80 e anni ’90 in modo particolare.

«Nella sua amata Roma, dov’era nato, ancora troppo giovane e nel pieno della maturità intellettuale, dopo una lotta lucida e coraggiosa contro la malattia – si legge nella nota della famiglia – ci ha lasciati il grande regista Carlo Vanzina amato da milioni di spettatori ai quali, con i suoi film, ha regalato allegria, umorismo e uno sguardo affettuoso per capire il nostro Paese».

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Spettacolo

Cinema, nei boschi trentini si gira “Whitefall”

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Grande fermento nei boschi di Fassa e Fiemme per l’inizio delle riprese della nuova serie cinematografica (“cine-serie”) in lingua inglese dal titolo “Whitefall”, del regista, sceneggiatore e produttore ladino Giacomo Gabrielli, 28 anni, di Moena e titolare della Filmart, ora impegnato in questa nuova avventura: un progetto esclusivo e ambizioso che fra i suoi obiettivi ha l’utilizzo degli spettacolari scenari naturali delle valli di Fiemme e Fassa non con il classico documentario, ma con un’opera cinematografica di fantasia. (altro…)

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