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Trento

Attività Polizia Postale: 360 denunce per truffe online nel 2017 in Trentino.

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In uno scenario nel quale la continua evoluzione tecnologica influenza ogni azione del nostro vivere quotidiano, lo sforzo della Polizia Postale e delle Comunicazioni nell’anno 2017 è stato costantemente indirizzato alla prevenzione e al contrasto della criminalità informatica in generale, con particolare riferimento ai reati che, anche a fronte della Direttiva del Ministro dell’Interno del 15 agosto 2017, sono di precipua competenza di questa Specialità.

La Polizia postale conferma la consistenza del fenomeno dell’adescamento di minori online le cui indagini condotte nel Trentino Alto Adige hanno permesso di procedere all’arresto di 4 persone.

In particolare – attraverso i dati diffusi – viene segnalata l’operazione “Orco del Lago” che ha portato nel mese di marzo ad 1 arresto in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere ed un’ulteriore indagine che ha consentito l’arresto di 3 persone, tutte residente nella Regione che, dopo aver adescato un minore online attraverso l’utilizzo dei social, avevano abusato sessualmente dello stesso.

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Nell’ambito della pedopornografia online i risultati delle attività hanno registrato complessivamente 87 persone denunciate in stato di libertà.

Di particolare spessore è stata l’operazione Black Shadow, nell’ambito della quale sono state eseguite 47 perquisizioni in tutta Italia per i reati di associazione a delinquere finalizzata alla produzione, divulgazione e detenzione di materiale pedopornografico, a cui sono seguiti 10 arresti, uno dei quali nella provincia di Trento, per la flagranza del reato di detenzione di ingente quantità di materiale prodotto mediante lo sfruttamento sessuale di minori.

Notevole è stata anche l’attività in materia di reati contro la persona compiuti attraverso l’utilizzo della rete internet, tra i quali si annoverano la diffamazione, il cyberstalking, il trattamento illecito di dati personali, la sostituzione di persona, per i quali sono state denunciate complessivamente 28 persone.

Nuova frontiera è l’attività di contrasto alla minaccia cyber svolta dal Centro Nazionale Anticrimine per la Protezione delle Infrastrutture Critiche (C.N.A.I.P.I.C.) di Roma, il cui compito è la protezione dei sistemi informatici dei fornitori di servizi pubblici essenziali e delle imprese del nostro paese.

Il continuo scambio di informazioni e la costante attività di monitoraggio si è concretizzata, a livello locale, con la stipula del primo protocollo di intesa con “Informatica Alto Adige”. Ulteriori convenzioni, che prevedono il consistente scambio di informazioni, saranno firmate nei mesi futuri con realtà aventi strutture sensibili di rilevanza locale, sia pubbliche che private del mondo altoatesino e trentino, al fine di garantire un sistema di sicurezza informatica capillare e coordinato.

In tale contesto, afferma il Dr. Russo Sergio, Dirigente del Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni per il Trentino Alto Adige, è di fondamentale importanza avviare forme di collaborazione condivisa per prevenire la sempre crescente minaccia cyber che proviene dalla rete.

Con riferimento al financial cybercrime, le sempre più evolute tecniche di hackeraggio, attraverso l’utilizzo di malware inoculati mediante tecniche di phishing, ampliano a dismisura i soggetti attaccati, soprattutto nell’ambito dei rapporti commerciali. Infatti lo scopo delle organizzazioni criminali è quello di intromettersi nei rapporti commerciali tra aziende dirottando le somme verso conti correnti nella disponibilità dei malviventi. Il BEC (business e-mail compromise) fraud o CEO (Chief Exeutive Officer) fraud sono la moderna applicazione della tecnica di attacco denominata “man in the middle”.In tale contesto criminale le attività della Specialità hanno permesso di identificare e denunciare in stato di libertà 3 persone.

Per quanto riguarda le truffe su internet relative all’ e-commerce ed all’indebito utilizzo di carte di credito, nell’anno appena trascorso sono state ricevute 360 denunce culminate con la denuncia in stato di libertà di 110 persone.

Parallelamente all’incremento dell’uso di strumenti telematici, sono cresciute le aspettative di sicurezza da parte del cittadino.

La Polizia Postale e delle Comunicazioni è impegnata, ormai da diversi anni, in campagne di sensibilizzazione e prevenzione sui rischi e pericoli connessi all’utilizzo della rete internet, rivolte soprattutto alle giovani generazioni.

Proprio rispetto ai giovani il Compartimento della Polizia Postale e delle Comunicazioni di Trento partecipa al “Tavolo della Legalità” che riunisce i rappresentanti delle diverse istituzioni locali chiamate a vario titolo ad occuparsi dei temi della legalità, con l’obiettivo di organizzare presso le scuole interventi informativi e formativi a carattere preventivo.

Tra le rilevanti attività della Polizia Postale e delle Comunicazioni nell’anno 2017 si annovera anche la partecipazione alla “Cabina di Regia”, giunta alla sua seconda edizione.

Detto organismo, istituito sotto l’egida della Provincia Autonoma di Trento ha l’obiettivo di creare un luogo in cui gli attori competenti presenti sul territorio provinciale possano dialogare costruendo percorsi e riferimenti per offrire alla comunità una proposta coerente, organica e uniforme sul tema dell’educazione alla cittadinanza digitale. L’iniziativa, è frutto di un lavoro di squadra al quale hanno partecipato l’Ufficio politiche giovanili e il Dipartimento della conoscenza della Provincia, la Polizia Postale, l’ufficio del Difensore Civico e Iprase.

Nel corso del 2017, gli specialisti della Polizia Postale e delle Comunicazioni del Trentino Alto Adige hanno effettuato in Regione 221 incontri nelle scuole e con genitori ed associazioni che hanno coinvolto tra studenti, docenti e genitori circa 32.000 persone.

Anche in provincia, come su tutto il territorio nazionale, ha fatto tappa la campagna itinerante della Polizia Postale e delle Comunicazioni “Una Vita da Social”, grazie alla quale sino ad oggi sono stati incontrati, in ambito nazionale, oltre 1 milione e 300 mila studenti, 147.000 genitori, 82.500 insegnanti per un totale di 10.750 Istituti scolastici in 190 città italiane. Il progetto, dinamico, innovativo e decisamente al passo con i tempi, si avvicina alle nuove generazioni evidenziando sia le opportunità del web che i rischi di cadere nelle tante trappole dei predatori della rete, confezionando un vero e proprio “manuale d’uso”, finalizzato ad evitare il dilagante fenomeno del cyberbullismo e tutte quelle forme di uso distorto della rete in generale e dei social network.

Il portale del Commissariato di P.S. online è divenuto il punto di riferimento specializzato per chi cerca informazioni, consigli, suggerimenti di carattere generale, o vuole scaricare modulistica e presentare denunce.

Uno strumento agevole che consente al cittadino, da casa, dal posto di lavoro o da qualsiasi luogo si desideri, di entrare nel portale ed usufruire dei medesimi servizi di segnalazione, informazione e collaborazione che la Polizia Postale e delle Comunicazioni quotidianamente ed ininterrottamente offre agli utenti del web.

Ad integrare la piattaforma online, anche l’App del Commissariato, scaricabile gratuitamente sul proprio smartphone o su tablet, sia per iOS che Android.

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Trento

L’Agenzia del lavoro sostiene i disoccupati che vogliono diventare autisti

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Per far fronte alla difficoltà del settore dei trasporti nel reperire nuovi autisti (anche di autobus e pullman), l’Agenzia del lavoro sta finanziando i corsi che i disoccupati dovrebbero sostenere per conseguire la patente di guida.

I posti di lavoro in questo ambito non mancano, ma le spese legate all’abilitazione potrebbero essere difficilmente sostenibili per chi non ha un reddito.

L’Agenzia del Lavoro ha previsto uno specifico intervento (Intervento 3G) per cui è possibile erogare un contributo ai disoccupati che frequentano i corsi per ottenere le patenti professionali e la Carta di Qualificazione del Conducente (Cqc), obbligatoria per chi svolge la professione di autista.

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Il contributo provinciale è fino a 500,00 Euro per le patenti di guida e fino a 1.500,00 Euro per la Cqc..

Da inizio anno ad oggi hanno avuto accesso all’iniziativa 76 persone domiciliate in provincia di Trento ed iscritte ad un Centro per l’impiego.

Sono state 25 le adesioni per la patente D (in 5 hanno già completato il percorso di formazione), 17 per la patente C (3 hanno concluso), 6 per la patente E (la metà ha ottenuto l’abilitazione), 13 per la patente Cqc merci (5 formati) e 15 per la patente Cqc persone (7 hanno già terminato i corsi).

Accanto a questi sostegni, che sono collegati alla frequenza nei corsi ordinari proposti dalle Autoscuole, l’Agenzia del lavoro ha in svolgimento anche due corsi intensivi di autisti per trasporto merci, che coinvolgono complessivamente altre 37 persone.

Per ulteriori informazioni e dettagli si può consultare la sezione dedicata sul sito di Agenzia del Lavoro

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Trento

Accolto il ricorso di Savoi: il leghista siederà in consiglio provinciale al posto di Bezzi

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La querelle fra Savoi e Bezzi iniziata dopo il 21 ottobre 2018 l’indomani delle elezioni del nuovo consiglio provinciale è terminata con la vittoria del leghista.

Ricorsi, esposti e controricorsi non sono serviti per Giacomo Bezzi per tornare in consiglio provinciale.

A gennaio Bezzi aveva depositato un primo ricorso al Tar di Trento che era stato accolto e che gli aveva assegnato due voti in più.

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La decisione aveva comportato che il seggio, originariamente assegnato al Presidente della Lega, cambiasse padrone in favore dell’esponente dell’UDC.

Con la sentenza di oggi ad Alessandro Savoi vengono riconosciuti i 10 voti in più che lo legittimano consigliere provinciale.

«Come eccepito dall’appellante – si legge sulla sentenza – il motivo è inammissibile, non trovando alcun riscontro nel ricorso introduttivo del giudizio di primo grado, relativamente alla suddetta sezione elettorale», dove Bezzi aveva contestato le schede

A Savoi inoltre il Tar ha riconosciuto anche altri voti precedentemente non assegnati.

«In conclusione – termina la sentenza  – a fronte dei n. 2 voti illegittimamente non attribuiti alla lista n. 19, alla lista n. 1, cui appartiene l’appellante, devono essere riconosciuti n. 10 voti, i quali sono sufficienti per neutralizzare l’effetto utile che all’originario ricorrente deriverebbe dall’accoglimento del ricorso, il quale non può quindi che essere dichiarato inammissibile».

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Trento

Festa di santa Apollinare Piedicastello: cosa c’entra un appello all’accoglienza?

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Ma cosa centra una tradizionale festa popolare come quella di Santa Apollinare ( 19 – 21 luglio) con un appello a favore dell’accoglienza degli immigrati?

Il pistolotto a firma di Don Piero Rattin è stato inserito nella brochure del programma della festa e sono righe costellate di luoghi comuni con un unico punto di partenza: la colpa dell’immigrazione e degli occidentali, trentini compresi.

Perché?Eccone le prove delle quali giornali e telegiornali non parlano e tanto meno i politici di ieri e di oggi”.

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E bravo il nostro don che regala un eccezionale scoop per altro affidato ad un opuscolo che già lunedì sarà al macero.

Il don ci fa sapere che a differenza di 15 anni fa gli immigrati economici sono una minoranza e quelli che arrivano sono spinti dall’illusione di un “Occidente paese dei balocchi. Chi può resistere al suo fascino? Non è saggio -spiega il don – esporre gli specchietti per le allodole e poi lamentarsi perché le allodole abboccano”, il quadro è colpevolmente disegnato dai canali televisivi europei, ma italiani in particolare.

Quindi secondo don Rattin il maggiore indiziato per l’arrivo di migliaia di migranti ne nostro paese sarebbero televisioni e giornali nazionali.

La nuova realtà secondo il Don è quella di disperati fuggitivi da dittature sanguinarie.

L’esempio che fa il don? L’Eritrea, giusto perché i barconi che arrivano in Italia sono strapieni di eritrei. Ma dai non scherziamo.

Poche righe ed ecco spiegato il perché dell’Eritrea secondo don Rattin: è un paese col quale l’Italia intrattiene floridi rapporti economici compreso lo smaltimento di rifiuti tossici. Poi non può mancare l’industria delle armi, con l’Italia ai primi posti. Insomma secondo don Rattin siamo proprio un brutto paese.

Sull’opuscolo non manca il racconto di una bomba assassina con la targhetta “Italy”, la citazione di Papa Francesco e le illustrazioni tratte dalla rivista “Nigrizia”.

Uno spot bello e buono a favore di un’idea di immigrazione che non è per nulla corrispondente al vero.

Don Rattin si è dimenticato di parlare della tratta di essere umani che fa guadagnare mafie locali, Ong e cooperative stranamente tutte di sinistra.

Si è dimenticato di come sia dimostrata la collaborazione tra le Ong e gli scafisti e di come in questa tratta di moderni schiavi, ci sia ben poco di cristianità.

Ma Don Rattin dovrebbe anche spiegare perché chi ha realmente bisogno, non salga mai su quei barconi.

Ma l’ex parroco di Piedicastello tra l’obiettività ed i luoghi comuni ha preferito i secondi: una delusione.

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