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Io la penso così…

L’ennesimo imbroglio della politica sull’assegno unico – di Claudio Cia

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Caro Direttore,

la competenza per l’assegno regionale al nucleo famigliare che fino al 31 dicembre 2017 veniva calcolato ed erogato attingendo agli appositi fondi regionali, dal 1° gennaio passa alla Provincia a seguito dell’istituzione dell’assegno unico, strumento di razionalizzazione dei vari benefit esistenti, per rispondere ai bisogni espressi dalle persone e delle famiglie residenti sul nostro territorio.

Ciò che però cambia per l’assegno al nucleo famigliare è la modalità con cui viene riconosciuto; se prima veniva calcolato sulla base di una semplice tabella reddituale del nucleo famigliare ora a determinarne il diritto è l’indicatore ICEF che prende in considerazione i redditi, il patrimonio mobiliare e immobiliare, alcuni oneri detraibili e deducibili, nonché altre indennità e rendite relative ad ogni singolo membro della famiglia, compresi i minori e i conviventi senza legami di parentela.

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Succede che ora con i nuovi criteri di calcolo e le modalità di attuazione dell’assegno unico, a famiglie che nonostante non abbiano mutato il proprio reddito rispetto al passato ma che hanno la proprietà di un appartamento, magari gravato da un mutuo da pagare,  non è più riconosciuto l’assegno regionale al nucleo famigliare che prima invece era loro garantito.

A questo punto sorge spontanea una domanda, ma a quante delle famiglie che nel 2017 era stato riconosciuto l’assegno regionale al nucleo famigliare, ed a quanti oggi è stato invece negato applicando i nuovi criteri di calcolo e le modalità di attuazione del tanto assonnato assegno unico? Ho paura che dalla risposta ne uscirebbe l’ennesimo imbroglio della politica ai danni della famiglia trentina bisognosa.

Claudio Cia – consigliere provinciale «Agire per il Trentino»

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Io la penso così…

Riforma della legge Fornero: le considerazioni di un lavoratore anziano.

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Spett.Le Direttore,

La riforma della legge Fornero, il grande dilemma governativo dei nostri tempi. Vi riportiamo di seguito le considerazioni di un nostro lettore “di mezz’età”, così come si autodefinisce, appartenente alla working class italiana. (altro…)

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Io la penso così…

Sportello mobile Cinformi a Cles, per aiutare i nostri agricoltori si poteva (e si doveva) fare di più. – di Michael Moser

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Sabato scorso, 15 settembre 2018, a Cles, come da alcuni anni a questa parte, Cinformi ha attivato uno sportello mobile con lo scopo di agevolare lo svolgimento delle pratiche riguardanti la richiesta del permesso di soggiorno necessario per l’assunzione dei lavoratori stagionali extra-comunitari per la raccolta della frutta.

Se da un lato questa iniziativa è lodevole, in quanto consente ad un buon numero di lavoratori stagionali di essere “messi in regola”, dall’altro fa storcere un po’ il naso visto che il servizio si rivolge solo ai lavoratori extra-comunitari (che nella maggior parte dei casi, finito il periodo di raccolta, ritornano nei loro Paesi e quindi non spendono i proventi ricavati dalla raccolta in Trentino e lasciano la classica scia di furti che, nel periodo tra ottobre e novembre aumentano inesorabilmente).

Alla luce dei numerosi controlli che Guardia di Finanza e Ispettorato territoriale del Lavoro stanno effettuando su tutto il territorio provinciale forse sarebbe stata migliore l’idea di attivare un maggior numero di sportelli mobili su tutto il Trentino e, magari, con la possibilità di aiutare i nostri agricoltori a svolgere la pratiche per “mettere in regola” tutti i lavoratori, e non solo gli extra-comunitari, in virtù della frenesia che si vive nel periodo di raccolta (che spesso porta, soprattutto gli agricoltori di seconda, a non potersi recare agli uffici preposti) e della funzione sociale che essa svolge, sia come collante per la società (non è infatti raro sentir dire: ”Da noi la raccolta è un periodo di festa”) sia perché spesso in questo periodo vengono impiegati soggetti che hanno perso il posto di lavoro, anziani, pensionati, giovani, studenti e chi più ne ha più ne metta.

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Da parte nostra, noi di AGIRE per il Trentino, auspichiamo che si possa arrivare, a breve, ad un contratto di lavoro stagionale, da sottoscrivere prima dell’inizio del periodo di raccolta e che permetta di decidere il numero di impiegati che in questo periodo si vogliono utilizzare. Esso non dovrà  quindi essere subordinato alla presenza di uno o più soggetti determinati ma si dovrebbe poter trasferire da una persona all’altra a seconda di chi, di volta in volta, verrà impiegato nella giornata lavorativa. In questo modo si semplificherebbe la vita non solo agli agricoltori, riducendo la quantità di scartoffie e informazioni (spesso inutili) richiesta loro, ma anche a chi deve effettuare i controlli che sarebbe chiamato a vigilare non sul “chi” ma sul “quanti”.

Michael Moser – Responsabile programma AGIRE per il Trentino

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Io la penso così…

Vaccini: il primo giorno di scuola e i bambini «Sbagliati»

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Spett.Le Direttore,

Ieri lunedì 3 settembre, primo giorno dell’anno scolastico 2018/2019.

Normalmente una giornata ricca di emozioni , nuovi incontri, amici e conoscenti ritrovati; una festa insomma , per le famiglie che affidano con fiducia i loro bambini ai vari istituti scolastici, ovvero alle insegnanti e per i bambini stessi, che affrontano un nuovo impegno di vita sociale, di amicizia ,amore e condivisione .

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Tutti valori di una ricchezza interiore che sono sempre stati dei capisaldi nella vita delle nostre comunità civili Ma quest’anno una nube scura fatta di pregiudizi, paure, retaggi culturali, disinformazione ha oscurato una cosi importante giornata.

In una società che a parole si definisce inclusiva, amorevole, attenta , sul lato pratico si assiste invece ad una netta violazione dei più fondamentali diritti umani sanciti dalla nostra stessa Costituzione.

Si dice che sono le azioni che danno il buon esempio e ci indicano la vera natura e la nobiltà dell’animo umano.

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Di fatto ciò che è stato fatto nell’ultimo anno, culminato ieri, denota una mancanza assoluta di rispetto, amore, tolleranza nei confronti delle famiglie che chiedono chiarezza e sicurezza , rispetto del proprio pensiero di libertà, ma soprattutto e prima di tutto nei confronti dei bambini, futuri adulti di una Società che li discrimina, li allontana, li rifiuta, li etichetta “non conformi” rispetto al sistema, ma perfettamente sani, invocando la sicurezza della salute pubblica.

Forse non ci si rende conto che negli ultimi decenni bambini non vaccinati sono stati a stretto contatto con quelli vaccinati, così come non sono vaccinate o meglio non hanno copertura vaccinale attiva la maggior parte degli adulti con cui vengono in contatto quotidianamente i nostri bambini, mentre le famiglie di bambini immunodepressi sanno che devono stare particolarmente attenti ai loro figli, non da oggi, ma da sempre.

Si impedisce a bambini sani, dunque, l’accesso alle scuole, si lede il loro diritto alla libertà, alla dignità, in piena violazione dei diritti civili, etico-sociali, negando loro diritti costituzionalmente riconosciuti relativamente alla partecipazione alla vita sociale (art.3), alla libertà(art.13), alla protezione (art.31), alla
salute (art.32) e all’istruzione (art.34).

Si invoca la salute pubblica, in assenza di pandemie ufficialmente dichiarate dal ministero della salute, mentre all’interno delle scuole vi sono vere e proprie epidemie di malattie quali “mani/bocca/piedi”, o di mononucleosi e ancora di ossiuri o pediculosi.

Viene tolto loro la possibilità di accedere a luoghi da sempre vissuti come “una seconda famiglia” dove dovrebbero imparare dei valori da portare poi nella loro vita, quindi nella società, che li formerà quali futuri uomini e donne.

Cosa stanno imparando invece?

Che i loro genitori perché chiedono risposte ad interrogativi che allontanino per sempre ogni dubbio sulla salubrità dei vaccini e la loro efficacia, vengono etichettati come “sbagliati”. Fare domande, porsi dubbi, chiedere spiegazioni, esigere chiarezza, ottenere vaccini sani che non contengano elementi dannosi per la salute di chiunque ne faccia uso, porta a diventare nemici , a vedere l’intervento della forza pubblica ( che ci insegnano va chiamata quando c’è pericolo, in presenza di malfattori, di chi si comporta male), ad essere guardati con sospetto.

Questi sono interrogativi molto forti e profondi che i nostri rappresentanti politici dovrebbero fare propri e mettere in primo piano rispetto a qualsiasi altra cosa, evitando di fomentare le naturali paure delle persone verso le malattie, cercando di smorzare i toni anziché ampliarli come si è fatto con la circolare rivolta ai presidi per chiedere l’intervento delle forze dell’ordine.

La diligenza del buon padre di famiglia insomma.

E così a tutti coloro che, basandosi semplicemente su asserzioni di altri, non verificate di persona, il più delle volte infondate e fuorvianti, non comprendono che il movimento delle famiglie per la libertà di scelta ovvero free-vax (che vedono bambini vaccinati e non vaccinati), lottano da un anno a questa parte solo per avere informazioni chiare e per tutti.

Chi vaccina dovrebbe interrogarsi ancora di più, porsi gli stessi dubbi sul contenuto dei vaccini perché quello che oggi gli stessi bugiardini e i medici coscienziosi affermano e dimostrano è che quello che viene inoculato ai nostri bambini è un cocktail di metalli pesanti definiti dallo stesso Ministero della Salute dannosi, cancerogeni, pericolosi per la salute umana oltre ad altre sostanze allergizzanti, nonché a residui di genoma umano( DNA) di cui non si conoscono nemmeno i possibili effetti futuri.

Ecco un invito per tutti a riflettere su quello che sta accadendo, sul perché si voglia insistentemente inoculare queste sostanze nei bambini prima e negli adulti poi ; perché per chi ancora non lo sapesse il piano vaccinale del Ministero della Sanità ,del 2014, prevede la vaccinazione di massa dagli 0 ai 65 anni di età, quindi nessuno escluso.

Chiediamoci perché questa insistenza coercitiva che vìola qualsiasi diritto umano , perché si voglia così ostinatamente costringere le persone ad assumere queste sostanze così pericolose per la salute.

I palloncini colorati appesi oggi sui cancelli degli asili e dei nidi chiedono questo: giustizia, chiarezza, sicurezza.

Danno voce a tutti questi bimbi sani esclusi oggi dalle scuole assieme a quelli “danneggiati da vaccino” , bimbi nati sani, che non potranno più frequentare.

Stanno “urlando” in maniera corretta , civile, educata il diritto di sapere esattamente che cosa viene messo nel corpo dei nostri bambini .

Quali sono gli effetti avversi possibili e se sia verosimile verificarne prima le eventuali reazioni con degli esami prevaccinali, se ce n’è veramente bisogno, e se come sembra molti bambini e adulti sono in realtà vaccinati naturalmente, hanno cioè sviluppato anticorpi in maniera naturale, ma cosa ben più importante si vuole sapere se è vero ,come dicono, che nonostante l’inoculazione dei vaccini le persone non risultano avere nessuna copertura vaccinale e quindi i vaccini non hanno sortito l’effetto promesso, ovvero chi si sente tranquillo per aver fatto il vaccino è alla pari di un bimbo “non conforme” , con la differenza che nel suo corpo sono presenti molte sostanze pericolose che non dovrebbero trovarsi dentro di noi.

Non ci sono “no vax” o “si vax” – queste sono ulteriori divisioni che allontanano tra di loro le persone e le mettono le une contro le altre – ci sono solo bambini che nascono e chiedono di essere protetti ed amati e se questo passa anche attraverso i vaccini…….che questi contengano solo il virus attenuato della malattia e nient’altro.

Questo crediamo sia un augurio condiviso da tutti i genitori, ma anche più genericamente uomini e donne intelligenti, responsabili, di buon senso.

Cinzia Lucin, Maria Grazia Radaelli, Michele Maroni, Daniela Moratti, Elena Giovanazzi, Andrea Cocco, Josca Demattè, Fiorenzo Fraier, Raffaella Cazzolli, Marika Bertolini, Alessandro Santoni, Carla Aldrighetti, Lidia Risatti, Savitri Moro, Matteo Muchetti, Katje Vescovi, Daniele Raffaelli, Elisa Daldoss, Lorenza Colò, Viviana Vicenzi, Gabriella Cis, Rosario Casillo , Cristina Gios, Francesca Dossi, Mariateresa Mariazzi, Giulia Palombo, Francesca Quagliotti, Clara Pintarelli, Maddalena rigolli, Eva Bertelli, Daniele Giuliani, Alvaro Tavernini, Claudia Zanlucchi, Giulio Angelini, Jessica Prandi, Mauro Endrizzi, Rosanna Ischia, Roberto Rini, Elena Maino, Luciano Longhi, Adriana De Santi, Anna Borzaga, Pietro Grigolli, Sara Dossi, Mauro Bruschetti, Felicia Leva, Nicola Bertolini, Nicol Corradi, Mario D’alterio, Paolo D’Adamio, Alexandra Zidaru, Andrea Villa, Andrea Matteotti, Antonella Bertolini, Renzo Colpo, Marco Benini, Cristina Cristoforetti, Francesca Miorelli, Marina Michelotti, Terence D’Andrea, Sara Magotti

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