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Rovereto e Vallagarina

Short di Silighini girato su Brentonico

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L’altopiano di Brentonico torna come set cinematografico. A distanza di due anni da “Seline“, (NdR – presentato il 2 febbraio 2016 a Milano)  lo short diretto da Luciano Silighini Garagnani e prodotto da River Road Entertainment che durante il Festival di Berlino vinse il premio dei critici cinematografici tedeschi, torna in Trentino per un seguito ideale della pellicola dal titolo “Return to the kingdom”.

Lo short, girato come il precedente in lingua inglese, verrà presentato la prossima estate durante il Santa Monica film festival.

La precedente pellicola «Seline» girata sempre a Brentonico, in Trentino, è stata premiata a Berlino con la consegna dell’Orso d’oro.

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Lo short “Seline” diretto da Luciano Silighini Garagnani si è aggiudicato il premio dell’associazione critici e registi tedeschi come miglior short film della kermesse berlinese. Il film è stato girato tra gli Stati Uniti e San Valentino di Brentonico. Per lo short movie italiano sono ra già pronti oltre 80 festival internazionali dove il film si è qualificato dopo essere stato anche vincitore del Festival di Teheran come miglior corto.

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Rovereto e Vallagarina

Alpini di Lizzanella ad Adro con il Sindaco

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È solida l’amicizia degli Alpini di Adro (Brescia), con gli Alpini di Lizzanella: conta ben 35 anni,  sottolineati da un gemellaggio che è stato celebrato nei giorni scorsi nel comune bresciano in occasione anche del 95° anniversario di fondazione del Gruppo Alpini di Adro.

A festeggiare il legame due giornate di celebrazioni che si sono svolte al Parco della Rimembranza di Adro con l’alzabandiera e l’omaggio ai monumenti delle associazioni d’Arma locali alla presenza anche del Sindaco Francesco Valduga che con gli alpini di Lizzanella ha preso parte alla sfilata per le vie di Adro in onore ai caduti della Grande Guerra.

Agli interventi delle autorità è seguita una santa messa in suffragio ai caduti di tutte le guerre, officiata – tra l’altro – da Padre Franco del Convento dei Frati Conventuali di Borgo Sacco di Rovereto. A chiudere in bellezza la giornata, il rancio Alpino al complesso scolastico di Adro.

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Rovereto e Vallagarina

Caos all’ospedale di Rovereto: i centri sociali impediscono ai fedeli di pregare

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Le denuncia di quanto successo è stata fatta sul suo account di facebook dal consigliere provinciale Lorenzo Baratter testimone particolarmente contrariato per quanto successo.

Da oltre 20 anni, il martedì sera, ogni cittadino di Rovereto che entra o esce dall’ospedale trova dinnanzi all’ingresso un gruppo di persone che recita a bassa voce il Santo Rosario, senza peraltro arrecare danno o disturbo a nessuno.

Ieri un gruppetto di persone riconducibili ai centri sociali trentini hanno continuato a disturbare pronunciando slogan di pessimo gusto solo per il gusto di interrompere il momento di preghiera dei fedeli.

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L’uso di un megafono ha amplificato ancora di più le «belle»gesta del gruppo di idioti e fatto intervenire le forze dell’ordine sul luogo. In bella mostra anche il solito striscione con la scritta, trita e ritrita «Ma quale Stato e quale Dio, sul mio corpo decido io»

I fatti avevano luogo nei pressi dell’ospedale santa Maria del Carmine di Rovereto, luogo dove peraltro molte persone si trovano in stato di sofferenza.

«Non mi interessa entrare nel merito delle ragioni di chi protestava, – scrive Baratter – perché qui non esistono ragioni: queste passano in secondo piano quando al dialogo e al rispetto subentrano l’intolleranza e le offese verso chi era pacificamente raccolto in un momento di preghiera».

Numerosi i commenti critici nei confronti del gruppo dei centri sociali, «Che strano concetto di democrazia che hanno questi giovanotti figli di papà, la dittatura della minoranza…» – scrive il sindaco di Calliano Lorenzo Conci. 

C’è chi chiede un sacco di legnate per gli esempi della «nuova democrazia» in Trentino, chi invece si chiede il perché di tanta violenza contro chi prega, chi parla di livelli intollerabili e di schifo vero e proprio. Numerose le repliche di disgusto e un messaggio, quello scritto da Emanuele, che raccoglie gli umori un po’ di tutti, «Mille e più anni di fede hanno scandito la vita di generazioni di persone, nei paesi, nelle città.. la messa, le preghiere, le innumerevoli immagini sacre appese nelle umili case, le parrocchie con gli oratori con annesso campetto da calcio, ecc.. Ecc.. Poi arrivano questi rivoluzionari deficenti figli di papà che non hanno la minima idea di cosa significhi la tolleranza e il rispetto..»

Un atto vile ed eseguito contro chi non si può difendere, un esempio di come il percorrere la via della difesa dei diritti civili a tutti i costi porti a degli scompensi e alla sottomissione dei deboli (in questo caso i poveri fedeli che pregavano) a fronte di 4 gatti che continuano a tenere in scacco un’intera provincia senza che nessuno faccia nulla.

Rimane lo sconcerto da parte di tutti per quanto successo e per la mancanza di rispetto nelle idee e delle abitudini delle altre persone.

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Rovereto e Vallagarina

Mori: copertura dell’auditorium, avanti con i lavori. Biblioteca e prestito libri sono già operativi

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Sono in fase avanzata i lavori di rifacimento del tetto dell’auditorium e biblioteca di Mori.

Il cantiere prosegue secondo il programma e si è già conclusa la parte di rimozione della copertura precedentemente esistente: in pratica la parte di lavorazione che, per motivi di sicurezza, ha reso necessaria una breve interruzione del servizio di biblioteca.

Quest’ultima è tornata pienamente operativa sia per quanto riguarda l’accesso e la permanenza degli utenti nei suoi locali, sia per quanto riguarda il servizio di prestito. Durante alcune particolari fasi di lavorazione esiste la possibilità, nei prossimi giorni, che venga limitato l’accesso alla sala maggiore della biblioteca stessa. Si tratterà, nel caso, di intervalli brevi del servizio.

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Il sindaco Stefano Barozzi ricorda che «il progetto di bonifica risale al 2017 e rientra in un più generale piano che coinvolge anche altri edifici. La copertura dell’auditorium era in realtà in buone condizioni e non necessitava di un intervento urgente, quindi la bonifica va intesa principalmente come un investimento che anticipa il miglioramento del patrimonio immobiliare comunale».

Il lavoro è piuttosto consistente, comportando una spesa complessiva, per le casse pubbliche, di 265 mila euro.

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