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Voce - Val di Non & Sole

Il circolo Pd Val di Non ha festeggiato Bonifacio di Donato

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Io ero un proletario”. Ha cominciato così il racconto della sua vita Bonifacio Di Donato – “Boni” per gli amici – parlando agli iscritti del circolo Pd Val di Non, che domenica sono accorsi numerosi alla sede di Revò per ascoltare le vicissitudini di questo militante di lunga data.

Classe 1926, Bonifacio di Donato è noneso solo di adozione. Una vita da combattente, la sua. Cresciuto a Trieste, con il padre che per sfuggire alla repressione fascista fu costretto a iscriversi al partito, “Boni” partecipò alla seconda guerra mondiale tra le file dei partigiani. Finito il conflitto, dopo una breve parentesi in Slovenia, decise di tentare la fortuna in Svizzera, come tanti altri italiani a quell’epoca.

Aveva appena vent’anni, operaio di professione. “Inizialmente decisi di restare là perché la paga, per quanto fosse a livelli sindacali, mi permetteva di mettere da parte molto di più che in Italia. E poi conobbi l’amore della mia vita”, ha raccontato un emozionato Di Donato.

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Una vita, la sua, contraddistinta anche da una profonda passione politica, vissuta con determinazione nonostante le difficoltà che c’erano in quegli anni a fare politica “fuori dal paese”. “Boni” si contraddistinse per il suo impegno nella Federazione delle Colonie Libere Italiane in Svizzera, un’associazione – tuttora esistente – che, per quanto non fosse schierata politicamente, “lavorava con il gomito sinistro”, come racconta con soddisfazione Di Donato, che si impegnava per aiutare gli stranieri che lavoravano in Svizzera a gestire le questioni fiscali e le vicissitudini che potevano derivarne.

Sono stato anche nominato cavaliere del lavoro”, racconta “Boni”, fiero di essere stato uno delle poche figure delle colonie libere italiane ad aver ricevuto questo riconoscimento.

Bonifacio Di Donato è un esempio di coerenza, che deve essere di ispirazione per giovani e meno giovani, soprattutto in un periodo in cui, troppo spesso in politica, la fedeltà ai propri valori viene messa in secondo piano”, ha commentato Fabrizio Paternoster, già segretario e militante del circolo Pd Val di Non.

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Gli ha fatto eco Elisa Filippi, che ha notato come “l’incontro di oggi è l’ennesima dimostrazione che non siamo solo un partito politico ma soprattutto una comunità di valori, un luogo non solo dove discutere, ma anche dove coltivare relazioni interpersonali. Questo è un aspetto che, oggi più che mai, non va sottovalutato”.

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