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Trento

Polverizzato il record dei lettori ieri sulla nostra testata: in 98.986 hanno scelto di leggere «La Voce del Trentino»

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Nuovo boom di accessi ieri, domenica 10 dicembre 2017, sul nostro quotidiano online. Il traffico raggiunto ha permesso di polverizzare il precedente record stabilito il giorno 21 novembre 2017 di 76.603 utenti unici.

Allo scoccare della mezzanotte di ieri la certificazione di Google Analytics (vedi sotto i dati certificati) ha segnalato  98.986 utenti unici che hanno sfogliato ben 214.934 pagine.  È stato anche battuto il record di pagine viste

I lettori provengono da tutta la provincia di Trento e di Bolzano e dalle più importanti città d’Italia. Molti gli accessi anche dal resto d’Italia e dal mondo. Circa un 10% viene generato anche dalle newletters che ogni giorno vengono inviate gratuitamente ai nostri lettori iscritti al servizio.  (qui per iscriversi)

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In costante crescita anche gli «amici» di tutte le pagine dei social network riconducibili alla testata che fra poche ore raggiungeranno e supereranno i 43 mila. È importante certificare anche che dall’inizio del 2017 i lettori della nostra testata sono quasi raddoppiati. Un giornale che nell’ultimo anno è cresciuto un modo costante e sicuro consolidando sempre di più il suo bagaglio di lettori fidelizzati grazie ad una comunicazione schietta e incisiva.

Ad oggi la Voce del Trentino è la testata online più letta e più popolare in assoluto della provincia di Trento e viene sfogliata anche da molte città d’Italia e da moltissimi Stati del mondo e seconda solo al quotidiano L’Adige. Il giornale detiene il miglior rank in assoluto delle testate online della provincia di Trento confermato e certificato da alexa, il motore più importante al mondo che certifica il traffico di tutti i giornali online e siti web nel mondo (qui puoi vedere il rank)

In questa speciale classifica la nostra testata fa registrare più del doppio di visite del competitor più vicino. 

Come già comunicato la grafica del giornale è in fase di cambiamento e sarà completamente stravolta per far posto a nuove rubriche, blog e tematiche che saranno maggiormente approfondite. Sarà anche implementato il team dei collaboratori grazie alla legge 7 (sostegno all’editoria) proposta dal governatore Ugo Rossi e il consigliere Civettini, con l’assunzione di 4 nuovi giornalisti iscritti all’albo e alcuni professionisti freeelance.

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«I lettori che ci seguono leggono la nostra testata perché spesso tocca alcune tematiche scottanti e vicine ai tempi sociali di attualità,  – aggiunge l’editore Roberto Conci – chi ci critica lo fa solo perché andiamo a toccare interessi politici o peggio economici e perché sveliamo verità scomode proponendole magari in modo duro e reale. Significa quindi che stiamo lavorando bene e stiamo colpendo nel segno». «Ma un grande ringraziamento va anche alla squadra che lavora dietro lo schermo ogni giorno in modo professionale, motivato e con molto entusiasmo, questo grande risultato è merito loro» – conclude l’editore.

ALCUNI NUMERI DELLA VOCE DEL TRENTINO – Oltre 55 mila articoli pubblicati in 5 anni, 20 mila lettori in media al giorno con oltre 50 mila pagine lette giornaliere. Numerosi in questi 7 anni sono stati gli articoli d’inchiesta ripresi anche dalle testate nazionali. Siamo stati il primo ed unico giornale ad approfondire le tematiche degli affidamenti dei minori e del disinteresse verso le disabilità. Unico giornale della provincia a trattare le tematiche sociali e a far emergere i malesseri e i disagi delle classi deboli. 200 collaboratori circa in oltre 7 anni, 11 dei quali sono diventati giornalisti grazie al percorso proposto dall’ordine dei giornalisti. Una redazione di 120 metri quadrati che diventeranno a breve 650.

Il servizio alla comunità eseguito su tutto il territorio trentino. Siamo l’unico giornale che ha ricevuto la certificazione  world wide web consortium, l’ente che detta e controlla gli standard di tutti i siti web del mondo e ne certifica bontà e qualità del codice sorgente.

In alcuni casi i nostri servizi/ denuncia sono serviti ad aiutare persone disagiate e magari finite sulla strada. Grazie al nostro giornale sono emerse situazione di degrado e criminalità che le altre testate non hanno mai comunicato. Vantiamo quasi 40 mila «amici» nei gruppi social collegati al giornale (Twitter e Facebook). Oggi siamo il secondo giornale più letto e popolare della provincia di Trento. Molti in questi anni sono stati i giornali che hanno ripreso le nostre inchieste. Il sole24 ore, Il giornale, Il fatto, Libero e la Stampa.

 

 

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Trento

Mattarello: è morta suor Anna Donà dopo una vita dedicata alla missione della “Piccola Mamma”

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Le suore della Piccola Opera del Divino Amore annunciano con profondo dolore la morte della cara suor Anna Donà.

In questi ultimi anni una progressiva malattia invalidante l’aveva costretta in carrozzina e resa quasi cieca.

Suor Anna Donà, nata 87 anni fa a Battaglia Terme (PD), nella sua lunga vita si è dedicata con grande amore a continuare la missione della “Piccola Mamma“, al secolo Enrichetta Bianchi Carollo, fondatrice dell’Opera.

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Lo scorso 13 novembre aveva potuto festeggiare il 33mo anniversario della morte della fondatrice.

Prima di entrare nella nuova congregazione Suor Anna era una suora salesiana che, nel suo agire rapportarsi con gli altri, aveva conservato lo stile e l’amabilità di Don Bosco.

Nei moltissimi anni trascorsi a Mattarello ha dato conforto alle famiglie e a tutte le persone che si rivolgevano a lei con consigli e preghiere.

Ha offerto le sue sofferenze incondizionatamente per la salvezza delle Anime, molto care alla Piccola Opera.

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Questo suo esempio di vita resterà sempre un punto di riferimento per chi l’ha conosciuta.

Le suore della Piccola Opera del Divino Amore ringraziano in particolare tutte le persone che le hanno voluto bene e che da lei hanno ricevuto amore, conforto e preghiere.

Domenica, festa dell’Immacolata, alle ore 19.30, ci sarà il Santo rosario in suo suffragio nella chiesa di Mattarello, mentre il funerale sarà lunedì 9 ad ore 14.30, sempre nella chiesa parrocchiale di Mattarello.

 

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Trento

La famiglia (italiana) non è in crisi grazie ai suoi forti legami di sangue

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Se, come affermano i due demografi Maria Castiglioni e Gianpiero Dalla Zuanna, autori del libro “La famiglia è in crisi. Falso!” (Laterza, 2017), in Italia la famiglia gode di ottima salute è perché è sempre stata unita, nel senso che forti sono i legami di sangue tra nonni-genitori-figli, legami che sono stati spesso visti come un segno di arretratezza ma che in realtà funzionano come “ammortizzatori sociali” frenando i processi di frammentazione e generando, con l’eccezionale ricchezza degli scambi interni alle famiglie italiane, la qualità della vita del nostro paese, contribuendo al benessere economico nonché alla coesione sociale.

La tesi dei due autori, intervenuti all’ultima giornata del Festival della Famiglia con un dibattito attorno alle dinamiche della natalità-denatalità nel nostro Paese ospitato nella Sala dell’Aurora a Palazzo Trentini, è supportata dagli studi e dalle ricerche che dimostrano come, ad esempio a Padova ma con esiti non molti diversi nel resto del Paese, il 70 per cento dei genitori con figli 0-12 anni risiedano in un raggio di appena un chilometro dai nonni.

Gli stessi figli, quando si sposano, vanno ad abitare per oltre il 55 per cento vicino ai propri genitori, una tendenza questa che si è mantenuta piuttosto stabile nell’ultimo secolo.

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Anche la legislazione italiana riflette in qualche modo questa situazione, prevedendo ad esempio il dovere di mantenimento anche a carico dei nonni (solo in Italia e Germania è previsto), con imposte di successione molto più basse rispetto a Germania, Francia e Regno Unito.

I legami di sangue modellano anche l’assistenza agli anziani, laddove l’Italia è il Paese europeo con il minor numero di anziani collocati in casa di riposo.

Ma legami familiari forti non significa automaticamente maggiore natalità; in questo il nostro Paese si trova in buona compagnia assieme a Spagna, Portogallo, Grecia, Corea del Sud, Giappone e le grandi città della Cina, dove i figli “sono considerati come proprietà dei genitori, anziché un bene collettivo”.

Così, ad esempio, Castiglioni e Dalla Zuanna – che hanno discusso delle proprie ricerche con Alberto Zanutto dell’Università di Trento e la giornalista Linda Pisani – spiegano l’alto livello della spesa per il welfare in Francia con il fatto che nel Paese transalpino il figlio è visto proprio come una proprietà collettiva, un “bene comune“.

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I due ricercatori hanno elogiato la propensione della Provincia autonoma di Trento a promuovere politiche familiari attive anche per stimolare la natalità – “è uno dei pochi territori a farlo” hanno detto – sottolineando anche il fatto che tali politiche “devono essere continuative, malgrado i cambi politici”.

 

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Trento

Matching day: le aziende Family Audit si confrontano

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Proseguono gli appuntamenti del Festival della Famiglia, in programma a Trento fino ad oggi 7 dicembre.

Ieri si è tenuto il terzo Matching day per le aziende certificate Family Audit, a cura di tsm-Trentino School of Management, in una sala attenta e gremita, nel palazzo della Provincia a Trento. Una giornata dedicata allo scambio di “buone pratiche” per ascoltare, presentare, per fare poi rete, di esperienze e progetti che favoriscono la conciliazione dei tempi di vita/famiglia con i tempi del lavoro.

L’apertura dei lavori, che ha visto come moderatrice Lucia Claus dell’Ufficio Family Audit, ha preso l’avvio con Luciano Malfer, dirigente generale dell’Agenzia per la famiglia, la natalità e le politiche giovanili che ha ripercorso i numeri della certificazione Family Audit e ha ricordato la recente approvazione del Piano strategico straordinario per la natalità.

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“Nelle misure di conciliazione vita/lavoro il capitolo dedicato all’Audit dimostra – ha commentato Malfer – come non sia più vero che le donne che non lavorano fanno più figli. Il Family Audit vede in Trentino 180 aziende coinvolte con 180.000 occupati di cui 35.000 in aziende Family Audit, il che si traduce nel 20% della massa lavorativa. Importante Ciò che è fondamentale è invece l’indice della flessibilità, perché il miglioramento della flessibilità oraria migliora anche la produttività”.

Dopo l’implementazione in Trentino la certificazione Family Audit è stata estesa a livello nazionale: in tutta Italia sono circa 120 le aziende coinvolte, per un totale di circa 300 organizzazioni se aggiungiamo il dato trentino.Tra gli obiettivi del miglioramento del benessere aziendale v’è quello di arrivare al 100% dei comuni in provinciale con la certificazione Family in Trentino.

Nel corso della mattinata di lavori Patrick Eheim, projet manager del progetto EASI-MASP-master parenting Work and family, che vede come ente capofila il Comune di Milano, ha spiegato questo progetto innovativo.

Attraverso il ripensamento dei servizi in un’ottica di integrazione, il progetto si articola in una collaborazione tra pubblico e privato per sperimentare nuove forme di bilanciamento vita-lavor, e nella “Settimana lavoro agile, che va nella direzione di una più equa suddivisione dei compiti genitoriali. Quindi Francesca Petrossi, della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le Politiche della Famiglia, ha ricordato come la Presidenza collabori ormai da dieci anni l’Agenzia provinciale della famiglia.  Il tema della demografia – ha concluso Petrossi – ci interpella con urgenza e il Dipartimento vuole essere un canale privilegiato per ascoltare le richieste, rilanciare Family Audit, promuoverlo su territori regionali e soprattutto continuare a collaborare con Trento”.

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L’intervento di Luciano Hinna, professore ordinario di Economia aziendale all’Università Tor Vergata Roma e da sempre impegnato sul benessere organizzativo nelle pubbliche amministrazioni, aveva per titolo “Innovazione nella pubblica amministrazione: la certificazione Family Audit”. Partendo dalla definizione dei pilastri dell’Auditing ha invitato a riflettere come il benessere organizzativo stia cambiando e continuerà a cambiare.

“Il Family Audit è un punto d’arrivo per qualcuno ma per altri è un punto di partenza”.

A chiudere la sessione del mattino è stata Elena Macchioni, assistant professor all’Università di Bologna – Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali, “amica” fin dalla prima edizione del Festival. Nella sua relazione:

“Le aziende certificate Family Audit e la sfida della denatalità: strumenti, pratiche, impatti” ha dimostrato come esista un gap tra figli reali e figli desiderati.

A Trento la natalità è di 1,4 figli, a  Bolzano di 1,7: i sondaggi indicano che la maggior parte delle famiglie vorrebbe il secondo figlio, ma per varie ragioni questo non è conciliabile. Proprio questi dati positivi rispetto alla natalità nazionale, comunque, dimostrano come sia possibile uno sguardo positivo sul futuro. Soprattutto nelle regioni del Nord – e il riferimento va anche ai Paesi scandinavi – c’è correlazione tra numero di figli e partecipazione al lavoro da parte delle donne, e questo perché esistono politiche di conciliazione vita/famiglia/lavoro come il Family Audit.

Due dunque le parole chiave per guardare al futuro nell’organizzazione del lavoro: “territorio”, come contesto capace di moltiplicare le risorse comuni necessarie al funzionamento di ciascuno e di tutti gli attori coinvolti, e “tempo”, il suo fluire in una determinata organizzazione sociale.

Quindi il via ai tavoli che, rispetto alla scorsa edizione, non sono stati organizzati per gruppi rispetto al tipo di misure intraprese, ma per Tavoli uniformi in termini di settore, per progettare il futuro con basi comuni.

I Tavoli sono stati così condotti, e non semplicemente coordinati, da esperti di settore, che hanno lavorato assieme ai partecipanti; questi i diversi tavoli: industria coordinato da Carlo Benedetti, consulente del lavoro; pubblico, coordinato da Stefania Allegretti, direttrice del Servizio provinciale per il personale; cooperazione sociale con Sara Rago, coordinatrice dell’area ricerca per Aiccon; servizi con Giannina Montaruli di Confcommercio imprese; Apsp con Massimo Giordano, direttore generale Unione Provinciale – Istituzione per l’Assistenza (U.P.I.P.A).

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