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Trento

Chi pensa alle bambine con disabilità? Nuovo report di Plan International «Lasciami decidere e crescere bene»

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Le bambine con disabilità sono tenute all’oscuro per quanto riguarda la sessualità e la loro salute riproduttiva e spesse volte non sanno come difendersi dalle molestie, dalle gravidanze e dalle malattie.

Questo è il tema del nuovo report di Plan International “Let me decide and thrive” “Lasciami decidere e crescere bene” lanciato in occasione della Giornata Internazionale sulla Disabilità, che si tiene oggi 3 dicembre.

Il report, realizzato in collaborazione con il Corrispondente ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, mette in luce la “tempesta perfetta” di discriminazione che si abbatte sulle bambine con disabilità, lasciando la maggior parte di loro completamente ignare dei loro diritti.

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L’incapacità di affrontare le necessità delle bambine e delle giovani donne con handicap per quanto riguarda la salute sessuale e riproduttiva spesso dà come risultato il fatto di crederle esseri privi di sessualità.

“Le ragazze con disabilità sono spesso trattate come bambine” – spiega Anne-Birgitte Albrectsen, CEO di Plan International – “sottraendo loro il potere di cui hanno bisogno per prendere importanti decisioni sulle loro vite”.

“La gente le vede in modo profondamente distorto, non riconoscendo che hanno le stesse preoccupazioni riguardo la sessualità e le relazioni di tutte le altre ragazze” – aggiunge Anne-Birgitte Albrectsen.

Specialmente nei Paesi in via di Sviluppo questi pregiudizi riducono drasticamente la possibilità che ricevano le conoscenze e gli strumenti essenziali di cui hanno bisogno per proteggersi dagli abusi sessuali, dalle gravidanze indesiderate e dalle malattie sessualmente trasmissibili”.

Plan International chiede ai governi di eliminare lo stigma e la discriminazione che impediscono alle bambine con disabilità di accedere a informazioni e servizi per la loro salute sessuale e riproduttiva.

Le stime sul numero di bambini disabili variano sostanzialmente: secondo WHO ci sono 93 milioni di bambini con handicap nel mondo, UNICEF ne conta 150 milioni. Ma quante sono le bambine disabili nel mondo? Ce lo si chiede spesso e nel report si affronta questo delicato tema: “poiché i dati dei censimenti nazionali non scompongono il numero di persone disabili a secondo del genere, dell’età e del tipo di disabilità e poiché la stigmatizzazione che gravita attorno alla disabilità porta a tacere sul numero di bambini che ne soffrono, nessuno ha idea di quante siano le bambine nel mondo con disabilità” – Spiega secondo Aidan Leavy, Specialista dell’Inclusione di Plan International,

Si tratta di una popolazione invisibile e questa confusa situazione ha giustificato i governi nel fornire risorse inadeguate per affrontare le necessità collegate alla salute sessuale e riproduttiva delle bambine con handicap.

In alcuni Paesi i dati statistici nazionali indicano che le persone disabili sono il 2% della popolazione, mentre altre statistiche per gli stessi Paesi parlano di numeri 8-10 volte superiori.

Plan International chiede a tutti i governi di garantire la raccolta di informazioni accurate sulla salute sessuale e riproduttiva delle ragazze con disabilità, garantendo la disaggregazione dei dati per sesso, età e disabilità.

“Perché le ragazze con disabilità hanno gli stessi diritti sessuali e riproduttivi delle altre ragazze e giovani donne”, ha detto la signora Albrectsen.

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Trento

Lotta alla burocrazia: al via il tavolo per la semplificazione amministrativa

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Dare risposte chiare e in tempi certi ai reali bisogni di imprese, cittadini e professionisti, sfruttando tutte le potenzialità delle tecnologie, migliorando la qualità dei servizi offerti, al fine di incrementare la competitività complessiva del territorio.

E’ questo l’obiettivo del tavolo per la semplificazione amministrativa che ha preso oggi il via alla presenza del presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, degli assessori della Giunta provinciale e dei rappresentati delle categorie economiche e delle forze sindacali del Trentino.

“Sappiamo quanto sia complesso il problema – ha evidenziato Fugatti aprendo i lavori – ma sappiamo anche quanto questo tema sia importante per il futuro del Trentino, perché la burocrazia è uno dei principali freni allo sviluppo economico del territorio. Partiamo dunque con i piedi per terra – ha aggiunto – ma con la determinazione di avviare un percorso che ci permetta un deciso cambio di passo, iniziando proprio da noi e quindi lavorando per far crescere all’interno dell’amministrazione quell’approccio di “servizio” all’utenza, che possa favorire un processo di responsabilizzazione diffuso e virtuoso a tutti i livelli. Per queste ragioni – ha spiegato il presidente – abbiamo creato all’interno dell’amministrazione provinciale un’apposita struttura dedicata alla semplificazione e alla digitalizzazione. Naturalmente – ha aggiunto Fugatti rivolgendosi ai rappresentanti delle parti sociali – sarà fondamentale la vostra collaborazione perché voi conoscete le problematiche che, ogni giorno, cittadini ed imprese si trovano ad affrontare”.

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Quattro le parole d’ordine da cui partire per avviare il processo, che sono state illustrate dal direttore generale della Provincia, Paolo Nicoletti e dalla dirigente dell’Unità di missione strategica semplificazione e digitalizzazione, Cristiana Pretto.TA

Eccole nel dettaglio:

SEMPLIFICAZIONE – pianificazione e realizzazione di ciascun intervento con una definizione preventiva dell’impatto che si intende generare per l’utenza e per l’amministrazione, anche a fini di monitoraggio degli esiti e dell’efficacia degli interventi;

DIGITALIZZAZIONE –  utilizzo di strumenti e metodologie che l’evoluzione digitale mette a disposizione per innovare e migliorare i servizi alle imprese, ai cittadini e ai professionisti e la qualità della vita in generale;

ORGANIZZAZIONE  – interventi mirati su attori e processi amministrativi, con particolare riguardo alla struttura provinciale ma anche alle relazioni tra questa e il territorio, in primis con gli enti locali e gli stakeholder;

REGOLAZIONE – regole certe e chiare per favorire la responsabilizzazione di tutti i soggetti coinvolti.

Molte anche le proposte operative di intervento che saranno poi affinate nel corso del lavoro che il “Tavolo” affronterà nei prossimi mesi.

Proposte per la pubblica amministrazione:

– rendere interoperabili le banche dati della p.a. (trentine e nazionali)

– razionalizzare i processi interni, anche trasversali (es. antimafia, anticorruzione,)

– potenziare le competenze digitali degli operatori

– far crescere nei dipendenti provinciali un approccio di “servizio” all’utenza.

Proposte per le imprese:

– completare in collaborazione con i comuni la mappatura dei procedimenti ambito edilizio e nelle attività produttive per ridurre i tempi di risposta complessivi

– analizzare, semplificare e digitalizzare i procedimenti complessi concernenti le attività economiche per ridurre tempi e oneri

– intensificare la collaborazione con la CCIAA per favorire l’interazione telematica tra imprese e p.a.

– proseguire nel progetto di razionalizzazione dei controlli sulle imprese, già avviato nella precedente legilsatura e reso concreto, in particolare, nel settore della cooperazione.

– dare attuazione al protocollo con la Federazione della Cooperazione

– dare attuazione al protocollo per l’accesso al credito

Proposte per i cittadini:

– progettare i nuovi servizi digitali sulla base delle reali esigenze raccolte

– potenziare le attività degli sportelli fisici esistenti (con particolare attenzione al territorio e alle valli)

– rivedere l’architettura e i contenuti dei portali tematici (servizi on line, procedimenti, modulistica)

– sviluppare il progetto innovativo “IO TRENTINO ”

– promuovere iniziative diffuse di comunicazione e informazione.

I lavori si sono conclusi con un minuto di silenzio in ricordo del consigliere provinciale Rodolfo Borga, designato vicepresidente della Giunta, scomparso nei giorni scorsi.

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Trento

Gelo e neve in arrivo in Trentino e su tutta l’Italia

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Manca davvero poco a quella che sarà una settimana di gelo e neve che si abbatterà su tutte le regioni del Centro e del Nord (in un primo momento) e poi anche al Sud (tra venerdì 25 e sabato 26).

Anche il Trentino non sarà immune dal freddo, che nella giornata di ieri ha già cominciato a bussare alla porta dei cittadini.

Verso fine settimana andrà ancora peggio e il termometro scenderà anche di 7 gradi sotto lo zero durante la notte.

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Dal 28 al 31 invece forte rischio neve anche in pianura e su tutto il Trentino.

Tutta colpa di una vasta area di depressione partita dalla Groenlandia che è in rotta verso la nostra penisola richiamando aria gelida polare sull’Italia, dove farà il suo ingresso dalla Valle del Rodano.

I metereologi avvertono: l’ondata di maltempo comincia domani, martedì 22 gennaio, con piogge sparse al Sud e le prime nevicate sulle regioni tirreniche settentrionali (in Toscana dovrebbe nevicare anche a Firenze).

La neve è attesa anche in Marche e Umbria, dove potrebbe cadere a quote molto basse fin verso le pianure.

Mercoledì è invece attesa una giornata nevosa soprattutto nel Nord-Est e in Emilia-Romagna. Dunque neve attesa a Bologna, Trieste, Venezia, Padova, sulle pianure del Triveneto e chissà, forse anche sulle coste della Romagna.

Da mercoledì sera, infine, si formerà un vero e proprio uragano mediterraneo, il fenomeno che porterà le nevicate più abbondanti.

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Trento

Sciopero medici, Paoli (LEGA): «Il Sindacato ci ripensi e cerchi un dialogo per il bene della comunità »

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Sullo sciopero dei medici della Cisl proclamato per il 31 gennaio e il 1 di febbraio 2019 è intervenuto il consigliere provinciale Denis Paoli. 

«Cisl medici pensi a tutelare medici e pazienti – dichiara il consigliere della lega  – spero che il sindacato Cisl dei medici ci ripensi nello svolgere uno sciopero aziendale dei medici di famiglia e delle guardie mediche per il 31 gennaio e il primo febbraio 2019, con 48 ore di chiusura totale degli ambulatori medici. Da parte mia totale disponibilità al dialogo perché ho a cuore la salute dei cittadini e di chi si prodiga per garantire loro un servizio di alta qualità».

«Tutti conoscono bene le battaglie che la Lega in Trentino ha condotto in ambito sanitario,  – aggiunge Paoli – battaglie che dovrebbero essere apprezzate da parte dei sindacati. Il Sindacato ci ripensi e cerchi un dialogo per il bene della comunità».

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Sullo sciopero dei medici ieri era intervenuta anche l’assessore Stefania Segnana giudicandola «incomprensibile, visto che siamo sempre stati disponibili al dialogo, e sempre lo saremo. Purché la lingua adottata sia quella del buon senso e della responsabilità».

Una decisione che l’assessore ha fatto fatica a comprendere «perché  – spiega – se è normale che la dialettica fra le parti possa assumere talvolta toni forti, non deve mai venir meno la capacità di riconoscere ciò che può essere fatto e ciò che invece è oggettivamente irrealizzabile».

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