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Trento

Rovereto veneziana con il medievista Carlo Andrea Postinger.

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Interessante e originale serata quella che ha visto il prof. Carlo Andrea Postinger ospite e relatore del Lions Club Rovereto Host.

Noto archeologo e medievista, il dr. Postinger ha compiuto molte ricerche archeologiche, con particolare attenzione all’architettura fortificata. Autore di pregiate pubblicazioni e studi su palazzi, chiese e castelli del Trentino, attento ricercatore di storia locale, Postinger è Accademico degli Agiati e membro della Società di Studi Trentini di Scienze Storiche.

A lui è stato affidato dal Presidente del Club Massimiliano Guidi un approfondito escursus su quel quasi un secolo, precisamente dal 1416 al 1509, in cui la nascente Rovereto e i circostanti borghi della Vallagarina vissero sotto la dominazione della Repubblica di Venezia, dopo che per alcuni secoli questi territori erano stati possedimenti della nobile famiglia dei Castelbarco.

Venezia ampliò il castello ed estese il sottostante borgo lungo l’attuale via della Terra. Rovereto lentamente si sostituì amministrativamente e per importanza economica alla più antica Lizzana. L’acqua del Leno divenne preziosa e fondamentale per i primi insediamenti produttivi e mercantili, così come sul vicino Adige iniziò una sempre più fiorente attività di navigazione.

Si insediò il Capitano che fungeva da Podestà della città, mentre un gruppo ristretto di famiglie si garantirono la presenza nel Consiglio cittadino, preposto anche all’attività giudiziaria e fiscale. Rovereto si dotò dei primi Statuti, con cui la Repubblica veneziana garantiva agevolazioni sui dazi e una forte autonomia amministrativa e di governo.

Rovereto e la Vallagarina erano territori di confine e di controllo verso il Principato Vescovile di Trento. Nel 1509 Venezia si trovò di fronte gli eserciti di mezza Europa, la nota Lega di Cambrai, che ne fermarono l’espansione nel lombardo – veneto e la sconfissero definitivamente. Rovereto si consegnò subito all’Impero di Vienna, ottenendo nel 1510 da Massimiliano I la conferma dei propri statuti, della propria autonomia amministrativa e il riconoscimento del ruolo di Città. Terminava così la dominazione veneziana a Rovereto, a cui seguì il dominio austriaco, ma esercitato attraverso la Contea del Tirolo e non il Principato Vescovile di Trento.

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Nello scorrere dei secoli crescente fu il malumore verso Vienna, tanto che in ambienti borghesi e intellettuali della città, tra la metà dell’Ottocento e la Prima Guerra Mondiale, sempre più vivi e intraprendenti furono il ricordo del periodo veneziano e l’attenzione verso il nascente Regno d’Italia, fino all’affermarsi nel Basso Trentino di una vera e propria cultura irredentista.

Un filone di pensiero che incise molto, ad esempio, anche nel restauro del Palazzo Pretorio, l’attuale Municipio in Piazza del Podestà, e del Palazzo Del Ben, in Piazza Rosmini, fatto nei primi anni del Novecento dall’architetto fiorentino Augusto Sezanne, con chiari richiami all’architettura della Repubblica lagunare.

La Repubblica di Venezia, pertanto, dominò Rovereto e la Vallagarina per meno di un secolo, poco se rapportato agli oltre 400 anni di vita sotto l’Impero austriaco, ma certamente influì in maniera determinante sulla vivacità economica e culturale che la città ebbe successivamente e fino ai nostri giorni. Inoltre, quella lontana presenza fece di Rovereto una culla dell’irredentismo trentino, a cominciare da Antonio Rosmini, il cui sguardo culturale e filosofico fu preferibilmente rivolto alla nascente Italia.

La storia, infine, ci dice e ci narra che mai Rovereto e la Vallagarina ebbero rapporti diretti con Trento e con l’autorità del Principe Vescovo. Anche sotto l’Impero di Vienna Rovereto aveva rapporti col Tirolo, ovvero con Innsbruck, e mai con Trento. Una verità storica che nel corso del Novecento ha nutrito per decenni una certa rivalità tra le due città, che anche oggi talvolta riaffiora.

Molte le domande fatte dai Soci e dagli ospiti al prof. Postinger, che ha saputo rispondere sempre con apprezzata chiarezza, stimolando fino all’ultimo una serata dimostratasi molto interessante.

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