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Trento

Istat lavoro: In Trentino positivi i dati 2017 sull’occupazione.

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Nei primi nove mesi del 2017 le assunzioni in Trentino crescono di quasi 7.000 unità, pari a un + 7% circa. Positivi anche i saldi occupazionali: le assunzioni delle imprese prevalgono sulle cessazioni lavorative per circa 1.800 unità.

I dati dell’ISTAT riferiti al primo semestre dell’anno evidenziano a loro volta un aumento dell’occupazione (+900) e un contemporaneo e forte calo della disoccupazione (-1.700 persone in cerca di lavoro).

Un quadro insomma complessivamente positivo quello che emerge dal 32° Rapporto sull’occupazione in provincia di Trento, presentato ieri pomeriggio dal vicepresidente e assessore allo sviluppo economico e al lavoro, Alessandro Olivi, insieme al presidente dell’Agenzia del Lavoro Riccardo Salomone. “La ripresa c’è – ha sottolineato Olivi in apertura – e deriva anche dalla capacita del Trentino di affrontare le situazioni più difficili con un approccio coordinato. Abbiamo alle spalle anni difficili, laceranti. La Provincia ha sempre fatto la sua parte, ma non da sola: assieme alle imprese, al sindacato, agli enti locali, a tutte le forze ‘vive’ della comunità. Siamo partiti all’inizio di legislatura dal Patto per lo sviluppo e il lavoro, cioè da un approccio nuovo, che coniugava la capacità delle imprese di essere competitive con la creazione di opportunità occupazionali. La valutazione che oggi possiamo fare ci dice che è stata la scelta giusta. Progettare, assieme, sperimentare, e alla fine valutare il risultato degli sforzi fatti, è un impegno, costa fatica. Ma è un investimento che la politica deve fare. La qualità del lavoro è una delle sfide più importanti dell’Autonomia. Senza rinunciare alla solidarietà, come ribadiamo con il nuovo strumento di welfare, l’Assegno unico provinciale, che partirà a gennaio”.

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Di un 2017 positivo ha parlato anche Salomone: “Siamo tornati al decennio precedente. La fase più critica della crisi è passata. Ma non e passato il tempo dell’iniziativa concreta per il lavoro”. Nel prosieguo dei lavori, oltre ai contenuti del Rapporto 2017, è stata presentata un’iniziativa sperimentale che ha messo a confronto gli esiti delle misure statali e provinciali di politiche attive del lavoro, condivisa con l’Agenzia nazionale delle politiche attive del lavoro-ANPAL.

La novità del 2017: la valutazione sperimentale delle politiche attive del lavoro in provincia di Trento e dell’Assegno di ricollocazione ANPAL Nel 2017 Agenzia del lavoro ha avviato, con un protocollo sperimentale, la valutazione di tre programmi provinciali di politica attiva del lavoro, Coaching, Inserimento lavorativo e Tutorato, e dell’Assegno di ricollocazione dell’ANPAL. I soggetti coinvolti nella sperimentazione sono circa 2.800 persone selezionate casualmente, in disoccupazione, che percepiscono la NASpI da almeno 4 mesi e che non partecipano ad altra politica attiva di Agenzia del Lavoro. La metà di questi soggetti è equamente ripartita in 4 gruppi di trattamento e la restante metà appartiene a un gruppo di controllo.

I primi risultati di questa sperimentazione a 6-7 mesi dall’avvio in termini di tassi di risposta ed effetti sullo stato occupazionale sono stati presentati nel corso del convegno da Maurizio del Conte dell’Agenzia nazionale e da Giulio Zanella, docente all’Università di Bologna, membro del Comitato Scientifico dell’Ufficio Studi di Agenzia del Lavoro, che con Riccardo Salomone, Franco Fraccaroli e Barbara Poggio (Università di Trento) ha coordinato la valutazione sperimentale con il supporto di Antonella Chiusole, Paola Garbari, Ilaria Piga, Claudia Covi, Isabella Speziali, Luisa Maria Widmann e Stefano Zeppa (Agenzia del lavoro) e possono essere così sintetizzati:

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Circa il 38% degli invitati si è presentato a un CPI e solo il 22% di questi ha attivato il servizio offerto. L’Inserimento lavorativo ha i tassi di risposta e di adesione più alti (circa 43% e 25%, rispettivamente), mentre l’Assegno di ricollocazione ha i tassi di risposta e di adesione più bassi (circa 34% e 18%, rispettivamente).

Il tasso di risposta è in parte spiegato dalla precedente esperienza con Agenzia del Lavoro (i soggetti che hanno già usufruito di servizi dell’Agenzia rispondono di più). Il tasso di attivazione è in parte spiegato dalla NASpI residua (i soggetti sono meno propensi ad accettare il servizio offerto se hanno ancora molti mesi di NASpI da usufruire), suggerendo una possibile interferenza tra politiche passive e attive.

Dopo 6 mesi il 24% dei soggetti è uscito dallo stato di disoccupazione. Nel gruppo di controllo la frazione che ha trovato un lavoro è pari al 22,7%, un tasso “naturale” di uscita dalla disoccupazione nel contesto valutato. Quasi il 70% dei nuovi contratti è a tempo determinato e meno del 10% è a tempo indeterminato.

L’uscita dalla disoccupazione è più rapida per i soggetti che hanno beneficiato dell’Inserimento lavorativo: per loro, la probabilità di trovare lavoro dopo 6-7 mesi dall’avvio della sperimentazione è di 50 punti percentuali superiore al gruppo di controllo. Anche i soggetti che hanno attivato l’Assegno di ricollocazione ottengono benefici in termini di status occupazionale quantificabili in circa 20 punti percentuali di maggiore probabilità di occupazione rispetto al gruppo di controllo, ma in questo caso la stima non raggiunge la soglia di significatività statistica. Il Coaching e il Tutorato non hanno fin qui avuto effetti significativi sullo stato occupazionale dei soggetti trattati, rispetto ai soggetti nel del gruppo di controllo.

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