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Trento

Scandalo ITAS: ecco i nomi del cerchio magico dei «Divini»

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Fra le numerose «miserie» (molte) e «nobiltà» (poche) dello scandalo ITAS, ha creato particolare attenzione e sconcerto nella comunità la conferma da parte dei carabinieri dei ROS dell’esistenza di un «cerchio magico» chiamato «I divini» condotto da «Zeus» l’ex direttore generale ITAS Ermanno Grassi.

Al di là dell’ilarità, che fin dall’inizio della scoperta ha creato momenti tragicomici e facili battute fra la comunità trentina, dalla ricostruzione in fase d’indagine fatta da numerosi testimoni che operavano all’interno della compagnia assicurativa ai carabinieri del Ros, emerge che tutti «i divini» avrebbero saputo dei presunti illeciti, soprattutto per quanto riguardava il sistema di fatturazione.

Uno stesso dipendente di ITAS attraverso alcune intercettazioni confermate negli interrogatori avrebbe confermato « Se arriva qui la Finanza andiamo tutti in galera».

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Ma di «Zeus» e i suoi «divini», cioè dei collaboratori più fidati dell’ex direttore generale Ermanno Grassi troviamo traccia in numerose relazioni degli investigatori che sottolineano a più riprese come intorno all’ex direttore generale vi fosse «una vera e propria cerchia di soggetti, dipendenti Itas e non, che godevano della benevolenza e dei benefit del capo».

Una sorta di cerchio magico, per usare un’espressione ormai entrata nel lessico della politica, i cui adepti, secondo i carabinieri hanno «partecipato a viaggi premio, appuntamenti mondani e arricchimenti personali».

Far parte di un ristretto numero di persone fiduciarie del «capo» è cosa normale per qualsiasi azienda, ma il sospetto degli inquirenti è che nel caso dei «divini» ci fosse la seria possibilità di copertura di qualche situazione poco chiara e trasparente per rimanere sempre di più nelle «grazie» di Zeus.

Queste «grazie» comprendevano – secondo i ROS – vacanze, biglietti aerei, utilizzo di aeromobili privati per raggiungere Roma, shopping, acquisto di beni di lusso, bonus in denaro, ecc ecc… naturalmente tutto pagato da ITAS a propria insaputa.

Ma chi erano i Divini? Chi sono le persone che costituendo questo cerchio magico al posto dell’Olimpo hanno probabilmente in parte contribuito alla possibile truffa di Ermanno Grassi ai danni dell’ITAS? Truffa che ricordiamo dovrà essere provata in tribunale, per la precisione nel processo che comincerà in Aprile 2018. Fino al momento della sentenza infatti  tutte le persone coinvolte nello scandalo ITAS e rinviate a giudizio sono comunque innocenti. 

Certo è che, all’ex direttore generale Grassi, non è mancata la fantasia e la creatività. Il capo dei divini infatti, dà vita a questa congrega assegnando ad ognuno di loro uno pseudonimo divino. Alessandra Gnesetti prima di uscire dal cerchio magico e denunciare tutto era battezzata niente meno che «Era» la «la regina degli Dei»

A.C. invece era «Eros Dio dell’amore», mentre D. B. era «Hermes messaggero degli dei». Continuando con il percorso mitologico inventato ad arte da Ermanno Grassi ecco spuntare anche A.F. «L’Ercole eroe delle 12 fatiche», le «3 grazie» S.F., S.M., e M.A., e poi M.M. soprannominata niente meno che «L’afrodite dea della bellezza».

Ma poteva forse mancare «Ares il dio della guerra?», certo che no, infatti V.D.S si è calato subito l’armatura addosso e munito di polizze e «amicizie altolocate» è entrato anche lui nel cerchio magico. Poi ecco spuntare A.R. «Cronos il Dio del Tempo» insieme alla moglie E.R.. Entrambi dopo quanto successo avranno senza dubbio molto tempo per riflettere.

Pensate che sia finita? Macchè, adesso arriva il bello. G.A. nominato dallo stesso Grassi in persona «Ade dio degli inferi» e definito «agente bancomat» sale direttamente dall’oltretomba secondo quanto recita l’antica mitologia romana per pagare la festa di compleanno di Grassi nel 2011 svoltasi a Milano, dove peraltro la moglie annunciò di aspettare un figlio. Costo totale dell’operazione 10 mila euro. Ma poi «l’infero» continuò la sua missione e fu scelto dal divino Zeus per pagare gli investigatori per seguire la moglie.

Scomodare un infero per una cosa del genere non poteva che portar male ci vien da dire. Infatti, i morti meglio lasciarli perdere anziché invocarli, quelli che risiedono all’inferno poi….

Per continuare con questa esilarante lista della follia G.M. era diventato così «Dioniso dio dei vizi», ed in ITAS di questi, negli anni, pare ce ne siano stati molti. G. M. insieme alla moglie era il «Dio dei sogni» che però ora si sono trasformati in incubi. S.P. invece, altro soggetto Bancomat per Grassi, era soprannominato «Elios dio del sole e del vento», mentre R. R. era «Poseidone Dio del mare» che fra una nuotata e l’altra fa assumere la sua fidanzata che viene pagata da «ITAS Direzione» e che diventa «Artemide dea della caccia»

Insomma l’ Olimpo è fatto e tutti insieme appassionatamente partono per innumerevoli viaggi (tutti a spese Itas. Zeus come ogni Dio che si rispetti provvedeva al benessere del personale e come d’ incanto ecco apparire regali, viaggi, cene nei migliori ristoranti , insomma il Dio che tutti vorremmo al posto dei nostri duri e puri vecchi Dei.

Zeus però non riuscendo a leggere fino il fondo il futuro (anche gli Dei a volte hanno delle mancanze) non ha previsto le mosse di «Era» «La regina degli Dei» che un bel giorno è andata dai Carabinieri a denunciare tutto. Poi la storia la conoscono tutti.

Il re «Zeus» venne denudato per finire poi a processo accusato di tredici capi d’ imputazione. Un mondo parallelo , una sorta di cerchio magico dove adesso quei giocolieri saranno chiamati in tutta la loro maestria a rivelare i loro segreti in un ‘aula di tribunale dove Zeus dismesso il suo potere non potrà fare altro che ascoltare, e chissà, forse restituire quello che secondo la procura non erano proprio dei miracoli

Nella foto i divini con tanto di divisa e nome sulle felpe ad una delle tante cene ludiche organizzate da Zeus.

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Trento

Alpach l’Euregio: confronto sul futuro partendo da ricerca, università, libertà e democrazia

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Da molti anni lo splendido borgo di Alpbach, in Tirolo, ospita un Forum europeo che è di fatto un vero e proprio “festival delle idee e del dialogo”, come lo ha definito il suo presidente Franz Fischler, in apertura dei lavori.

Al suo interno, si tengono anche i “Tyrol Days”, dove Trentino, Alto Adige e Tirolo dibattono i temi di volta in volta più attuali dell’agenda dell’Euregio.

Quest’anno si è parlato in particolare di ricerca e università, ma anche di libertà e di difesa della democrazia, ricordando l’insegnamento della filosofa Agnes Heller.

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“E’ un onore per noi essere qui oggi – ha detto il presidente della Provincia autonoma Maurizio Fugatti – portando il nostro esempio e le nostre idee sul futuro dell’Euregio. Lo facciamo anche alla luce degli Stati generali della ricerca, che abbiamo recentemente organizzato in Trentino, grazie ai quali abbiamo messo a fuoco gli ndirizzi che la nostra ricerca scientifico- tecnologica deve seguire. Crediamo che in questo e altri campi l’Euregio possa rappresentare un esempio di collaborazione per un’Europa che si interroga sul suo futuro. Abbiamo alle spalle una storia comune, che ha attraversato anche momenti difficili, conflitti e dittature, che però abbiamo superato grazie al dialogo e alla fede nello spirito democratico. Continuiamo su questa strada”.

Ai lavori del pomeriggio è intervenuto l’assessore provinciale allo sviluppo economico Achille Spinelli, che ha sottolineato la necessità di concentrate idee e risorse su alcuni temi ben identificati, per evitare il rischio di dispersioni. “E’ lo sforzo che abbiamo fatto recentemente anche in Trentino – ha detto – e crediamo che questo sia l’approccio più giusto”.

Riguardo ad uno spunto per la prossima edizione del Forum, Spinelli ha suggerito di affrontare i diversi aspetti dell’economia di montagna, a cui naturalmente anche la ricerca può apportare un importante contributo. Spinelli ha detto infine che il Trentino è molto interessato al tema dei cambiamenti climatici e sta valutando lo sviluppo di nuove iniziative nell’ambito della meteorologia.

Si è parlato di ricerca oggi ad Alpbach, in Tirolo, nell’ambito dei tradizionali Tyrol Days, inseriti da tempo nel cartellone del Forum europeo che si tiene tutti gli anni dal 1945 in questa splendida località montana, alla presenza di oltre 5.000 delegati provenienti da una novantina di paesi.

A farlo il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti, assieme al presidente della Provincia autonoma di Bolzano Arno Kompatscher, al Capitano del Tirolo Günther Platter e a numerose altre autorità, in rappresentanza del Governo austriaco, del Parlamento europeo, delle istituzioni scientifiche dei territori coinvolti.

Fra gli ospiti anche il presidente del Consiglio regionale Roberto Paccher, che ha partecipato alla cerimonia di premiazione dei giovani ricercatori dell’Euregio.

In apertura dei lavori, al centro congressi di Alpbach, un toccante ricordo della filosofa Agnes Heller, recentemente scomparsa, che ha frequentato a lungo anche il Trentino e l’Alto Adige, portando il suo messaggio di pace, libertà, sicurezza, difesa delle istituzioni democratiche e liberali, contro ogni forma di autoritarismo. Ad ascoltare la prolusione un pubblico attento e partecipe. Numerosa la presenza dei giovani.

Quest’anno il focus dell’evento dell’Euroregione era dedicato al tema: “Ricerca scientifica nell’Euregio”. Da gennaio ad aprile 2019, gli esperti di settore dei 3 territori dell’Euregio hanno lavorato infatti per predisporre un catalogo di idee che sono state presentate e discusse nel corso del pomeriggio.

La giornata è iniziata alle ore 9,00  con la messa officiata nella parrocchiale del paese, e a seguire con la sfilata della compagnia Schutzen di Alpbach.

Quindi l’apertura delle giornate del Tirolo 2019 con interventi di saluto da parte dei presidenti del tre territori.

Forte e chiaro il messaggio lanciato: Alpbach è un luogo che ha conservato le sue tradizioni e coltivato la cultura, la scienza, il pensiero.

Ma è soprattutto un luogo dove i partecipanti – ed in questo giorno in particolare i territori dell’Euregio – possono affrontare in maniera creativa e collaborativa anche i grandi temi del presente e del futuro: sviluppo, sostenibilità, tutela dell’ambiente e quant’altro.

Nel pomeriggio, alle ore 14,00, la cerimonia di conferimento del Premio Euregio 2019, a cui è seguita la presentazione e dibattito dei risultati di EuregioLabs.

Fra i premiati con il premio dedicato ai “Giovani ricercatori” Shahla Asgharinia della Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige, con uno studio sul monitoraggio tecnologico delle foreste. La giovane ricertatrice del 2019 è risultata Valentina Morandi della Libera Università di Bolzano mentre il giovane innovatore è Michael Santek, di BHS Technologies Innsbruck.

Quindi la tavola rotonda, moderata ancora dal presidente del Forum Fischler, centrata sui temi messi a fuoco  dall’EuregioLab, fra cui la cooperazione fra mondo accademico/organismi di ricerca e settore privato e la comunicazione della ricerca. Ma si è parlato anche di tunnel del Brennero, di cooperazione con l’Africa, di economie di montagna, di evoluzione della politica italiana e suoi possibili effetti sull’Euregio.

L’interesse dell’Euregio per la ricerca non è nuovo. Il GECT “Euregio Tirolo – Alto Adige – Trentino”, quale Gruppo Europeo di Cooperazione Territoriale, ha fra i propri obiettivi proprio  la promozione e il potenziamento degli ambiti della scienza e della ricerca, in maniera coordinata, attraverso  iniziative che coinvolgano tutti e tre i territori. Nel corso del 2014, la Giunta del GECT, formata dai tre presidenti, ha deliberato l’istituzione di un Fondo Euregio per la ricerca, che mira a promuovere progetti interregionali di livello internazionale nel campo della ricerca di base.

Il Fondo prevede due linee di intervento: – un Fondo Euregio per la ricerca scientifica, che, comprese le risorse per la copertura delle spese di gestione, è finanziato complessivamente per euro 6.600.000, di cui circa euro 5.466.000 assegnati a 15 progetti. Per la parte trentina sono finanziati la Fondazione Edmund Mach, l’Università degli studi di Trento, la Fondazione Bruno Kessler; il MUSE- Museo delle Scienze, per un totale di euro 1.856,281,88 (34% dei finanziamenti assegnati).

– Fondo Euregio per la mobilità interuniversitaria, finanziato complessivamente per euro 750.000.

E’ attualmente all’esame da parte dei territori la richiesta del GECT di finanziare un quarto bando. In occasione dell’incontro del 6 agosto scorso il Trentino ha chiesto che il nuovo bando eventualmente avviato tenga conto dei risultati del recente Forum per la ricerca, e che i progetti presentati su argomenti connessi alle aree tematiche strategiche evidenziate dal Forum stesse abbiano una premialità a parità di valutazione scientifica.

Forum di Aplbach 18-08-2019
©2019 ph Romano Magrone

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Trento

Segnana: “Anestesisti, assessorato lavora insieme all’Apss per migliorare l’organizzazione”

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“L’obiettivo dell’amministrazione provinciale è quello di mantenere e migliorare la funzionalità degli ospedali di valle.”

“Lo abbiamo sempre detto e continuiamo a lavorare per questo. Ritengo anche sia corretto quanto detto dal presidente dell’Ordine dei Medici dott. Ioppi.(foto)”

“La Azienda Sanitaria deve gestire, come è appunto stato fatto nel caso di Arco, le eventuali assenze e i pensionamenti dei professionisti in modo da garantire un’assistenza adeguata. E deve anche pro futuro garantire la giusta attenzione per sapere organizzare e prevenire situazioni simili a quella che si è verificata ad Arco. L’organizzazione migliore delle tempistiche deve portare prossimamente al venire meno di tali fattispecie.”

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“L’assessorato è dunque al lavoro con l’Azienda sanitaria per migliorare l’organizzazione, in modo da continuare a garantire un’assistenza sanitaria di elevata qualità ai trentini e ai turisti”.

A dirlo è l’assessore alla salute, politiche sociali, disabilità e famiglia Stefania Segnana, dopo le rassicurazioni del direttore generale dell’Apss Paolo Bordon, in merito alla presenza di un anestesista di notte presso l’ospedale di Arco e le osservazioni del dott. Ioppi.

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Trento

I troppi no strumentali e politici di Ianeselli. Un sindacato che dovrebbe condividere e non contrastare

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Semmai ci fossero stati dei dubbi, dal segretario della Cgil Ianeselli è arrivata un’altra conferma: il sindacato non valuta quanto fa la Giunta Provinciale di centro destra, semplicemente boccia in modo pregiudizievole.

Ma quando lo si fa a priori, si rischia quasi sempre di fare delle pessime figure.

Citiamo solo tre esempi. Il primo: biglietto dell’autobus gratuito agli anziani la cui copertura è stata trovata riducendo i fondi destinati agli immigrati.

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Immediato l’intervento di Ianeselli che contesta la mancanza di equità, perché un ultrasettantenne ha diritto al trasporto gratuito, senza nessuna limitazione di reddito.

Il secondo. La Giunta approva il Bonus Bebè, ma a Ianeselli non va bene la formula sulla quale si sviluppa l’abbattimento delle rette, specialmente il vincolo della residenza per accedere ai benefici: 5 anni in Trentino e in Italia da 10.

Ultima chicca di uno scatenato Ianeselli: l’accusa di razzismo strisciante nella riforma della compilazione delle liste Itea per l’assegnazione degli appartamenti.

Premesso che molti dei provvedimenti sociali della Giunta, sono atti di sinistra.

Atti che la sinistra quando governava, avrebbe potuto tranquillamente fare se non avesse avuto il chiodo fisso degli immigrati; l’atteggiamento di Ianeselli è solo quello di un no camuffato.

Ovvero all’atto legislativo della Giunta, risponde con una controproposta che se rifiutata, porta automaticamente ad un rifiuto.

Non può funzionare così.

Fugatti e la sua Giunta non stanno facendo altro che riequilibrare una politica sociale che per anni è stata sempre e solo a vantaggio degli stranieri.

Non si tratta di propaganda politica, ma di dati di fatto: dall’emergenza abitativa, ai contributi e a tutti gli interventi che dovevano passare dagli assistenti sociali, il cittadino italiano si è sempre trovato davanti ad una diversa valutazione.

Ora il centro destra sta facendo quello che va fatto per riequilibrare la situazione.

Di fronte a disponibilità economiche che nel frattempo sono diventate limitate, è necessario fare dei tagli che spesso, come nel caso della cooperazione internazionale, si tratta di tagli agli sprechi.

Il sindacato, se davvero vuole essere ancora dalla parte del popolo, dovrebbe condividere non contrastare.

Su quanto detto dal segretario Ianeselli sono intervenuti anche due consiglieri della lega: Katia Rossato ha ribadito che non ci sono nemici per la lega ,ma solo problemi da risolvere: «Nessuna ricerca di nemici da parte dell’esecutivo in Trentino e neanche da parte della Lega. Nell’intervista rilasciata dal segretario della CGIL si afferma che siamo continuamente alla ricerca di nemici: ciò non corrisponde a verità ed è solamente frutto di strategia politica da parte del segretario stesso, visto che sembra ormai chiaro che proverà a intraprendere una carriera politica, magari come candidato Sindaco di Trento. Invece di soffermarsi sul problema dei nemici immaginari della Lega, il segretario Ianeselli dovrebbe piuttosto pensare a tutti quei problemi che attualmente riguardano Itea, problemi che vengono sottoposti quotidianamente anche alla nostra attenzione in quanto Consiglieri provinciali e che da parte di una Giunta vicino al popolo come quella di Fugatti non passano certo inosservati. Resto dell’idea che una Giunta seria debba garantire il benessere a più persone possibile, dando la priorità ai tanti trentini in difficoltà ed estendendo poi fin dove possibile le garanzie sociali».

«Ancora una volta Ianeselli (CGIL) si schiera contro le intenzioni della Giunta Fugatti di dare priorità ai cittadini Trentini nelle politiche di welfare, in questo caso criticando la volontà di andare a modificare i criteri di assegnazione delle case ITEA per premiare la trentinità dei richiedenti»Dichiara invece Devid Moranduzzo

Sull’accusa di razzismo il consigliere della lega risponde così: «Quella di favorire i Trentini nel ricevere gli aiuti elargiti dalla Provincia di Trento è una scelta di buonsenso e di una logica talmente disarmante e comprensibile, che ogni critica  può venire solo da chi ha a cuore gli interessi di altre categorie. La Lega al governo, invece, è coerente con ciò che aveva promesso in campagna elettorale».

Per Moranduzzo le posizioni del sindacalista appaiono di volta in volta sempre più difficili da comprendere e in contrasto con gli stessi interessi che un sindacato dovrebbe tutelare, «tanto che mi fa pensare sia solo frutto di strategia – aggiunge – visto che sembra ormai chiaro che proverà a intraprendere una carriera politica. Dovrebbe piuttosto pensare a tutti quei problemi che attualmente riguardano ITEA, problemi che vengono sottoposti quotidianamente anche alla nostra attenzione in quanto consiglieri provinciali e che da parte di una Giunta vicino al popolo come quella di Fugatti non passano certo inosservati».

«Ianeselli sembra non conoscere il vero significato di razzismo – conclude Moranduzzo –  che certamente non è quello di aiutare la propria gente. Nell’ultimo decennio in Trentino le discriminazioni le hanno subite solo ed esclusivamente i cittadini Italiani, fermi ad aspettare in lista d’attesa mentre si vedevano superare dai nuovi arrivati. Capisco e condivido l’aiutare gli altri, ma non a discapito di chi si è spaccato la schiena per il nostro Trentino. Oppure anche questo è razzismo, sì, ma al contrario».

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