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Trento

Chiusura Liber Cafè: «Il fallimento del centro sinistra autonomista»

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La Lega Nord stamane ha organizzato una conferenza stampa davanti alla palazzina Liberty che ospita il LiberCafè che ha annunciato ieri che chiuderà per colpa del degrado di Piazza Dante.

Il LiberCafè era stato Inserito nel percorso di recupero e valorizzazione dei giardini di piazza Dante, il modello gestionale era finalizzato a coniugare aspetti artistici, letterari e d’intrattenimento e si basava su un fitto calendario di eventi che purtroppo a causa di risse, spaccio di droga, schiamazzi e urla non si è mai potuto avviare con coerenza e costanza.

Sulla riqualificazione dell’area di Piazza Dante e appunto sulla palazzina liberty l’amministrazione comunale aveva scommesso quasi un milione di euro. La scelta era stata effettuata per cercare di arginare lo spaccio della droga e il degrado ormai tristemente famoso nella piazza. 

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Nella giornata di ieri, incalzato dagli eventi il comune ha emanato uno stringato comunicato per confermare appunto la recessione dal contratto della società che ha gestito il bar per quasi un anno e mezzo.

«Dopo numerosi confronti il Concessionario – con il quale il dialogo è sempre stato costante – ha formulato la richiesta di risoluzione consensuale del contratto in essere, – si legge nella nota del comune –  facoltà prevista dalla normativa vigente e le cui modalità sono oggetto di attenta analisi da parte degli uffici preposti. Contestualmente l’Amministrazione si è attivata per individuare nuovi contenuti e proposte che garantiscano l’operatività dello spazio ed il rilancio concreto di uno degli spazi più importanti della città».

Oggi i rappresentanti della lega Nord da sempre contrari al metodo e allo stanziamento delle risorse su piazza Dante hanno calato il carico da undici. «È la sconfitta dell’amministrazione comunale di Trento, e nello specifico del centro sinistra autonomista, – dichiara il segretario della Lega Nord Maurizio Fugatti –  che per anni ci ha detto che per eliminare la delinquenza e il degrado da Piazza Dante bastava mettere qualche gioco per bambini, alcune siepi, oppure riqualificare la palazzina liberty. Oggi prendiamo atto che nulla è cambiato, anzi che tutto è peggio di prima e che chi ha investito denaro per un attività commerciale deve chiudere»

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Sia ben chiaro, non è la prima attività di Trento che chiude per colpa della criminalità e del degrado, «ma è sintomatico che l’unico bar di Piazza Dante dopo nemmeno un anno e mezzo dall’apertura sia costretto a chiudere i battenti, un fallimento per Trento, per le istituzioni e per chi governa Trento»aggiunge Fugatti. 

Ma come è possibile che un’intera città sia ostaggio di un gruppo di delinquenti che non avrebbero nemmeno il diritto di rimanere in Italia perché di fatto clandestini? Come è possibile rendere vani enormi sforzi economici da parte della comunità ed essere sempre daccapo? Ed ora cosa si può fare?

A quest’ultima domanda risponde Fugatti: «fra alcuni mesi si voterà alle politiche nazionali, ebbene, è necessario fare delle leggi che prevedano subito l’espulsione immediata di chi delinque sul territorio, parliamoci chiaro, se non sarà così per la nostra città sarà la fine». Fugatti torna sulle responsabilità per questa situazione: «la colpa è di chi ci ha governato e chi manda a Roma politici trentini che votano contro la sicurezza della nostra provincia».

Sulla stessa linea anche il consigliere comunale Gianni Festini Brosa, «È dura ammettere che ancora una volta hanno vinto degrado e delinquenza, è una resa incondizionata se si pensa che anche le casette per i bambini sono state spostate in santa Maria Maggiore (altro posta ad alto rischio degrado), mi chiedo se non era possibile spostare il giardinetto dei bambini di fronte al Liber Cafè, cosi da creare una continuità dell’aspetto ludico della Piazza tenuto conto della vicinanza della biblioteca per i bambini».

Questa chiusura è una cocente sconfitta per tutta la città di Trento e forse è anche un piccolo segno di resa da parte delle istituzioni, ormai impotenti e senza strumenti per poter contrastare il degrado e la criminalità crescenti. Nessuno di noi, solo 10 anni fa, avrebbe lontanamente pensato che a Trento potesse chiudere qualche attività commerciale per via del degrado e della delinquenza. Invece è successo, e il segnale è pericoloso per l’intera comunità.

Ma alla fine non bastava poi molto per rendersi conto della situazione e capire perché i cittadini si fanno alcune domande.

«Se lo chiedono perché il presidio in Piazza Dante è una presa in giro, più pattuglie di vigili sul territorio sono una presa in giro, e la biblioteca giovanile alla Palazzina Liberty è un regalo di lusso agli spacciatori come piazza Dante rimessa a nuovo e già deserta di trentini sani di mente, e perfidamente si potrebbe pensare di costruire la nuova stazione davanti all’appena inaugurato parco di Melta, è bellissimo e pronto all’uso, ma per lo spaccio manca appunto la stazione» – scriveva in un articolo il nostro editore Roberto Conci solo 2 anni fa

Per quell’articolo era stato pesantemente criticato dai buonisti, dai radical chic, dal popolo della sinistra, centri sociali e anarchici compresi. Ebbene, andate a leggervelo bene ora e vedete se non diceva tutta la verità. (qui l’articolo)

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