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Trento

Corse clandestine a Trento, follia nella notte.

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Hanno gareggiato per ore a partire dalle 23.00 completamente indisturbati per le vie di Trento, sfrecciando a velocità folle, in contromano e urtando anche alberi, muri e altri veicoli in  sosta.

Sulla falsariga del film di Rob Cohen «Fast and Furious» una Mini Minor  e una Golf di color grigio azzurro si sono sfidate a velocità folle con sorpassi azzardati, frenate improvvise, ruggiti di motore e gravi rischi per pedoni ed altri automobilisti.

La Mini era guidata da un ragazzo dall’apparente età di 20 anni, la Golf invece con a bordo una donna e un uomo pressapoco della stessa età.

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Siamo riusciti a risalire a quanto successo alcune notti fa, attraverso alcune testimonianze di persone che hanno assistito alla folle corsa dei ragazzi e che sono sicure che si trattasse di una vera e propria gara. Non è risaputo se la folle corsa avesse in palio un premio oppure se sia iniziata per aumentare l’adrenalina di questi giovani.

Le due autovetture sono state viste spuntare dalla zona dell’ospedale immettendosi subito in una via a senso unico contromano dove poi nel tentativo di girarsi hanno sbattuto entrambi contro gli alberi. Poi la corsa è continuata verso  Corso Tre Novembre e san Pio X dove un testimone li ha visti sfrecciare a velocità pazzesca.

Poi sono ricomparsi a Melta di Gardolo e Canova dove altri testimoni li hanno visti sgommare e correre a velocità pazzesca.

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Uno dei due si è girato su se stesso rischiando di scontrarsi con «l’avversario». La cosa sarebbe andata avanti fino a notte fonda. Le scene viste sono talmente incredibili che alcuni testimoni hanno ipotizzato che entrambi i conducenti fossero sotto l’effetto di qualche strana sostanza stupefacente. 

Quanto successo non è nuovo alle cronache, anche se in Trentino, fino ad ora non sono mai stati segnalati episodi simili. In Italia il fenomeno è abbastanza circoscritto o quantomeno strutturato su  singoli episodi che vedono protagonisti più che altro stranieri dell’est Europa.

Spesso queste auto sono rubate. Si tratta di un furto d’uso, come viene chiamato dagli inquirenti, che consente a molti giovani di avere a disposizione un comodo mezzo di trasporto per raggiungere le discoteche e i locali a breve distanza dalla città. Ma talvolta le auto rubate vengono impiegate per effettuare gare in strade periferiche.

Secondo il noto psichiatra Alessandro Meluzzi, la cosa che spinge giovani e giovanissimi a rischiare la vita in una corsa clandestina sarebbero due meccanismi: il primo riguarda il classico comportamento giovanile e adolescenziale che privilegia molto spesso situazioni di forte rischio, una sorta di tossicodipendenza da adrenalina che si esprime anche in altri comportamenti che invece sono leciti, come lanciarsi con il paracadute o gettarsi da un ponte con i piedi legati a un elastico, che però sono situazioni in cui c’è un bisogno di provare emozioni forti in situazioni a rischio controllato.

Nelle corse clandestine usciamo invece dalla zona del rischio controllato, per entrare in una situazione completamente fuori controllo, che assomiglia anche ad altre attività autodistruttive come il “balconing”, in cui ci si lancia dai balconi per cercare di tuffarsi direttamente nella piscina o di saltare sulla terrazza di un’altra stanza; o come è accaduto su alcune strade spagnole quest’anno, l’idea di infilarsi in grandi scatole di cartone per provare il brivido delle automobili e dei camion che riescono ad evitarle.

Nella foto un’immagine di repertorio di una corsa clandestina. 

 

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