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Trento

Caregiver familiari: l’appello a Mattarella.

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Mercoledì 18 ottobre sono stati presentati gli emendamenti al testo unificato del DDL sui caregiver familiari, proposto dal Senatore Pagano in qualità di relatore, alla XI Commissione Lavoro del Senato della Repubblica.

Il testo unificato raggruppa i DDL nn. 2048, 2128 e 2266 e sancisce il ruolo e le finalità del cargiver familiare, ossia del “prestatore volontario di cura” (così come definito all’art.3 dello stesso documento).

Gli emendamenti proposti dalla Senatrice Laura Bignami, che in origine col DDL 2048 (poi stravolto dal testo unificato) proponeva un testo favorevole alla risoluzione degli annosi problemi dei caregiver e rispondente alle esigenze del “Coordinamento nazionale delle famiglie dei disabili gravi e gravissimi”, hanno ottenuto le firme di 66 Senatori tra cui anche quelle del Gruppo per le Autonomie (Senatori Panizza e Palermo, tra gli altri).

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L’attuale testo unificato riconosce, purtroppo, solo a livello puramente formale l’esistenza dei caregiver ed il ruolo delicato da essi sostenuto nell’ambito dell’assistenza continuativa ai propri familiari con gravi disabilità, infatti, esso esclude i caregiver dal riconoscimento di diritti economici e previdenziali demandando la parte economica alla legge di bilancio annuale.

Negli altri Stati europei, compresi quelli che hanno problemi di bilancio più gravi dell’Italia, è spesso riconosciuta un’indennità ai caregiver e la possibilità di accedere alle prestazioni pensionistiche in anticipo e senza decurtazioni, considerando che prestare assistenza ad un familiare gravemente disabile comporta uno stress mentale ed una fatica fisica enorme per il caregiver con la conseguente diminuzione delle aspettative di vita (dai 9 ai 17 anni rispetto al resto della popolazione, secondo le ricerche della dottoressa Elizabeth Blackburn).

Molti Stati della UE riconoscono, al contempo, il valore e l’utilità della funzione di cura e di permanenza della persona disabile all’interno del proprio ambiente domestico e della propria famiglia che consente da una parte allo Stato di risparmiare un notevole impiego di risorse economiche per le strutture di assistenza ed alla persona disabile di ottenere cure amorevoli e di qualità a casa propria.

Più volte i caregiver italiani hanno chiesto il riconoscimento dei propri diritti in sede internazionale, lo scorso giugno, il “Coordinamento nazionale” è stato ascoltato dalla Commissione Petizioni del Parlamento Europeo (link) sulla violazione dei diritti umani dei caregiver in Italia.

Di fronte all’ennesima delusione legislativa, il Coordinamento è ricorso ieri all’appello diretto al Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella, affinché lo stesso possa intercedere in questa battaglia di civiltà per il riconoscimento dei sacrosanti diritti dei caregiver che dedicano la propria vita all’assistenza dei familiari con disabilità.

Di seguito riportiamo il testo dell’accorato appello che abbiamo trovato su un noto social network ed il link ad un video di sensibilizzazione del Comitato dedicato «ai Senatori della XI Commissione perché entrino nelle nostre vite».

«Egregio Presidente,

mi chiamo Anna (ma anche Marina Grazia Luigi Luigia Marialuisa Antonietta Max Ileana Angelo Antonella Lucia Simonetta Simonetta Gabriella Maria Floriana   Paola Paola Caterina, Eva,  Fabio Cinzia)

Sono una mamma Caregiver Familiare, ossia colei che si prede cura di un familiare gravemente non autosufficiente in ambiente domestico.

Mamma di Mattia, 23 anni, completamente tetraplegico dalla nascita, incapace di svolgere “qualunque atto” necessario alla sua sopravvivenza, solo respirare riesce a fare in autonomia, per tutto il resto (e dico proprio tutto) devo necessariamente provvedere io.

Le scrivo per dirLe che

per colpa di uno Stato completamente ASSENTE ci ritroviamo privati di ogni forma di diritti e tutele, siamo per Esso completamente INVISIBILI, INESISTENTI, FANTASMI.

Abbiamo bisogno di una legge SUBITO E SOPRATTUTTO GIUSTA 

Una legge che ci tuteli sotto ogni aspetto a cui purtroppo attualmente quotidianamente siamo costretti a rinunciare, rinunciando alla salute, al lavoro, al riposo, alle relazioni sociali (diritti umani fondamentali).

Questo comporta al totale impoverimento della persona, alla solitudine, all’emarginazione fino alla perdita di DIGNITÀ con le conseguenze che purtroppo ci capita a volte di leggere sui giornali e che ci fanno rabbrividire.

Praticamente siamo “obbligati a rinunciare alla vita“, andando avanti SOPRAVVIVENDO per il bene dei nostri cari.

Non reputo giusto però, che lo Stato, approfittando dell’amore incondizionato che proviamo nei confronti dei nostri cari ne approfitti in questo modo, privandoci dei diritti umani fondamentali.

Come Lei ben sa, in questi giorni é stato presentato un testo unificato per riconoscere e tutelare??? il Caregiver Familiare, testo completamente privo di ogni forma di tutela, un contenitore completamente vuoto di cui non sentiamo affatto la necessità. 

Noi abbiamo bisogno di tutele VERE, che ci permettano di vivere con DIGNITÀ, 

dignità completamente dimenticata da chi ha partorito quel testo vergognoso che si beffa di noi Caregiver. 

A questo testo sono stati presentati degli emendamenti e ci auguriamo che prevalga il buon senso, (e qui, a nome di migliaia di Caregiver, Le chiedo il Suo aiuto). 

La legge sul #caregiver per essere una buona legge deve necessariamente recare fondi non rimandarli alla legge di bilancio.

Il nostro governo, deve necessariamente rendersi conto dell’enorme risorsa che rappresentiamo per il welfare, non può sempre girarsi dall’altra parte.

In tutti i Paesi Europei CIVILI esistono da anni leggi che tutelano i Caregiver, perché non in Italia????

Abbiamo bisogno del Suo aiuto. Abbiamo bisogno di VIVERE DIGNITOSAMENTE. 

Guardi il filmato (link) La prego e tragga le conclusioni.

E se Le va, (a nome del Coordinamento Nazionale Famiglie Disabili):

www.famigliedisabili.org

Associazione che da anni si batte per la difesa dei diritti dei disabili e di chi di loro si prende cura,

siamo a Sua completa disposizione se vuoLe darci in pó di spazio e affrontare l’argomento dal nostro vissuto.

Grazie.»

Appello firmato.

A cura di Mario Amendola

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2 Comments

2 Comments

  1. Anna

    23 ottobre 2017 at 15:26

    Grazie Mario per aver dato voce ai nostri appelli.Appelli che continuano a rimanere inascoltati da chi,in realtà, avrebbe dovuto riconoscere già da tempo l’enorme risorsa che rappresentiamo per l’intera collettività e che puntualmente viene discriminata.
    Grazie.

    • Mario Amendola

      23 ottobre 2017 at 16:06

      Gentilissima Anna,

      A nome di tutta la redazione de La Voce del Trentino esprimo la nostra completa solidarietà alla vostra causa. Il riconoscimento dei diritti dei caregiver è prima di ogni altra cosa una questione di civiltà. Ci auguriamo che le sofferenze di tanti genitori e famiglie siano presto riconosciute ed alleviate dallo Stato italiano. A presto, Mario.

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Trento

Esce di strada in via Degasperi, 22 enne finisce al santa Chiara

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Strada chiusa nel primo pomeriggio di ieri, alle 13.45 in corrispondenza della rotatoria tra via Fermi e via Degasperi.

A causare il disagio alla viabilità un automobilista che ha perso il controllo della vettura, pesantemente danneggiata.

Intervento immediato sul posto da parte dei vigili del fuoco permanenti di Trento, di due ambulanze del 118 e degli agenti della polizia locale.

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È stata trasferito al pronto soccorso del santa Chiara un ragazzo di 22 anni, mentre un uomo di 54 anni, coinvolto nell’incidente ha rifiutato il trasporto.

Per mettere in sicurezza la carreggiata si è resa necessaria la chiusura della strada al fine di consentire la rimozione dell’auto.

La dinamica non è ancora stata chiarita, ma l’ipotesi più probabile potrebbe essere legata all’alta velocità.

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Trento

Rifugio “Velo della Madonna”: la SAT ricerca un nuovo gestore

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La SAT intende affidare ad una nuova gestione il Rifugio alpino Velo della Madonna ( 2.333 metri).

Il rifugio è eretto su un terrazzo roccioso ai piedi della Cima della Madonna, nel Gruppo Dolomiti Pale di S.Martino, con accesso sia da San Martino di Castrozza che dalla Val Canali, punto di partenza per interessanti itinerari escursionistici e alpinistici.

Il “Velo della Madonna” è l’aereo spigolo nord-ovest dell’omonima cima, dove si snoda l’entusiasmante arrampicata dello “Spigolo del Velo”, sicuramente una delle “classiche” delle Dolomiti.

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Il rifugio gestito fino a ieri da Anna Toffol, che la SAT ringrazia per là professionalità e la passione nella conduzione dell’attivita’, possiede 60 posti letto e circa altrettanti posti tavola.

Chi fosse interessato a richiederne la gestione deve inviare domanda all’indirizzo e-mail: rifugi@sat.tn.it. corredata dall’invio delle due schede pubblicate sul sito della SAT  www.sat.tn.it.

La “Scheda A” deve contenere i dati personali e deve essere debitamente compilata e firmata,  mentre  la scheda “Scheda B” contiene l’elenco della documentazione richiesta.

In merito alla “Scheda B” si precisa che rappresenta una sintesi della documentazione che dovrà essere allegata alla presente domanda, che ma non sostituisce la produzione dei documenti richiesti.

E’ inoltre importante  fornire un numero di telefono cellulare e un indirizzo e-mail, in quanto le comunicazioni successive verranno inviate esclusivamente all’e-mail indicata.

La domanda completa di quanto descritto  deve pervenire entro le ore 24.00 (ventiquattro) di lunedì 18 febbraio 2019.

Comunicazioni posteriori a questo termine o incomplete non saranno considerate.

La SAT  evidenzia come tra i requisiti soggettivi, il futuro gestore del rifugio, debba inderogabilmente possedere conoscenza del territoriodelle vie di accesso al rifugio ed ai rifugi limitrofi nonché la capacità di apprestare, eventuali, necessarie azioni di primo soccorso, requisiti richiesti dalle norme Provinciali.

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Trento

Accoglienza migranti: alle cooperative sociali 3,9 milioni ogni anno

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Presentate ieri dal presidente della Provincia Maurizio Fugatti al consigliere del gruppo Fassa Luca Guglielmi, le tabelle che riportano nel dettaglio gli importi annui erogati per l’accoglienza dei migranti gestita da cooperative e onlus che ammontano complessivamente a 3,9 milioni di euro all’anno.

A tale somma si aggiungono i servizi dei centri di accoglienza: Trento, Rovereto, Garniga e Piazza Dante, lotti ancora in fase di scadenza.

Nelle tabelle non figurano invece i costi relativi a corsi di lingua italiana, cancellati dopo l’entrata in vigore del Decreto di Sicurezza con effetto dal 1 gennaio.

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Stop con decorrenza dal 1 aprile anche per il servizio di orientamento ed accompagnamento lavorativo gestito dalla coop Arcobaleno (95.885 euro iva esclusa).

Sospensione da fine febbraio anche del servizio di supporto psicologico che permetterà di ridurre la spesa la spesa a poco più di 39 mila euro per il 2019.

Nell’ambito dei programmi di protezione internazionale sono stati stanziati 110 mila euro l’anno, per la mediazione linguistica e culturale 132 mila euro nonché 210 mila euro per il supporto sociale.

Per quanto riguarda il progetto di accoglienza straordinaria che coinvolge attualmente 132 adulti e 17 bambini, con il passaggio al progetto di accoglienza ordinaria dello Sprar l’accesso sara riservato esclusivamente ai titolari di protezione e minori stranieri non accompagnati, per una spesa annua complessiva di 1,3 milioni di euro.

All’accordo quadro per le valli sono invece destinati poco più di 2 milioni di euro, che verranno erogati sulla base del numero di migranti effettivamente presenti sul territorio.

Secondo l’osservatorio del Cinformi, al 20 gennaio in Trentino erano accolti 1.345 profughi (518 distribuiti nelle valli), di cui 720 in appartamento e 625 in strutture collettive con più di 11 posti letto.

Per quanto riguarda la lista degli enti che si sono aggiudicati la gestione dei servizi si riportano: Centro Astalli, Città aperta scs, Arcobaleno scs, Kaleidoscopio scs, Atas Onlus Trento, Samuele scs, Progetto 92 scs, Appm onlus, Punto d’approdo scs onlus e Consorzio lavoro ambiente società cooperativa.

Il costo è in netta decrescita rispetto agli anni scorsi.

Nel 2017 infatti i costi per l’accoglienza erano stati di ben 11 milioni di euro. 

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