Sette indagati, tra cui tre trentini, sono coinvolti nella truffa dei falsi investimenti in siti online di scommesse sportive al cui vertice c’era un magnate portoghese, proprietario di un team automobilistico.

La Guardia di Finanza di Trento è risalita alla truffa internazionale grazie ai movimenti bancari sospetti del finanziere lusitano che aveva aperto diversi conti in Italia, quindi da una indagine sul riciclaggio di denaro si è risaliti all’enorme ragnatela che ha raggirato 77 persone. I finanzieri hanno sequestrato beni per un controvalore di 2,4 milioni di euro.

I tre trentini coinvolti, i quali si sono difesi affermando che a loro volta sono stati vittime della truffa internazionale, sono Giandonato Fino, 57enne immobiliarista di Molveno, Massimiliano Achler, 47enne di Fai della Paganella, ex direttore di banca (la filiale di Molveno della Cassa rurale Valsabbia e Paganella), e Leonardo Sala, 61enne promotore finanzario di Trento.

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A capo di tutto c’era il portoghese Jorge Antero Silva de Queiros, 56 anni, proprietario di una scuderia automobilistica, descritto come molto attivo sul web e sotto i riflettori del gossip. Alla base c’erano una serie di siti internet di scommesse sportive che grazie a un “prodigioso” algoritmo avrebbero garantito guadagni facili.

Secondo lo schema piramidale, il cosiddetto schema Ponzi, altri complici, o truffati a loro volta, organizzavano presentazioni in grande stile in alberghi importanti per convincere le persone a investire con la promessa di un guadagno facile pari a circa l’8 o 10 per cento al mese. La raccolta di denaro era iniziata nel 2010. Finora sono 77 i truffati individuati, 65 dei quali trentini, 2 altoatesini e i restanti veneti, lombardi ed emiliani. Molto variegata la loro estrazione sociale e le quote che investivano.A quanto pare una pensionata avrebbe gettato in fumo 300 mila euro, suddivisi in più occasioni.