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Food & Wine

Menù completo con 10 euro

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Se vi piace cucinare vi piacerà sicuramente anche avere amici a cena, ma spesso il problema costo blocca gli inviti. Non è facile pensare ad un menù e voler rispettare un budget di spesa ma non è necessariamente vero che per un buon pasto bisogna spendere molto.
Si può cucinare un ottimo pasto con pochi semplici ingredienti, basta saper ottimizzare. Ad esempio nella spesa che ho fatto per ideare questo menù ho comprato delle uova; 1 confezione da 6 è bastata per preparare primo e dolce.
Gnocchi alla romana farciti 
1 lt di latte
1 cucchiaino di sale
noce moscata
60 gr burro
70 gr parmigiano
2 tuorli
250 gr di semolino

 

Versare il una pentola il latte, il sale e la noce moscata, aggiungere 20 gr di burro e portare ad ebollizione. Unire a pioggia 40 gr di parmigiano, i tuorli e il semolino quindi cuocere 8 minuti a fuoco medio mescolando di tanto in tanto. A fine cottura stendere il comporto su una spianatoia dando 1 cm di spessore. Quando si sarà raffreddato ritagliare gli gnocchi della forma desiderata (si possono utilizzare gli stampini da biscotti).

Preparare una torretta alternando uno strato di gnocchi, una fetta di prosciutto, una di formaggio, una seconda fetta di prosciutto  e completare con un dischetto di gnocchi. Preriscaldare il forno a 200 gradi e informare gli gnocchi per 5 minuti circa, quindi servire con un filo di burro fuso e qualche foglia di salvia.

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Polpette di ceci e melanzane
1 melanzana piccola
1 confezione ceci precotti
pangrattato

2 cucchiai di grana

Scolare i ceci dal liquido di conservazione e tenere da parte; pulire la melanzana e sbucciarla, tagliarla a fette poi a dadini e cuocere con un filo d’olio in una pentola a fuoco vivace per 10 minuti circa (finché non è morbida).

Trasferire la melanzana e i ceci in un robot da cucina e tritare finemente, aggiungere un pizzico di sale, il grana grattugiato e pangrattato, tanto quando serve per far diventare il composto sufficientemente compatto da essere lavorato (se serve potete aggiungere un cucchiaio o due di farina di ceci). Formare delle palline e cuocerle in una padella con un filo di olio, pochi minuti per lato, solo per dorare la superficie.

Servire accompagnate da un contorno di verdure fresche, io ho scelto zucchine e carote tagliate a julienne.

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Torta al latte di mandorle 
3 uova intere
250 g di zucchero
370 g di farina 00
30 g di farina di mandorle ( se non l’avete usate farina 00)
250 ml di latte di mandorle
100 ml di olio di semi
1 bustina di lievito in polvere per dolci
buccia grattugiata di un limone biologico

granella di zucchero q.b

In una terrina sgusciare le uova, unire lo zucchero semolato e montare con uno sbattitore elettrico fino a quando la pasta scrive ed è ben montata e spumosa. Unire l’olio a fino sempre sbattendo con le fruste.

In una terrina mescolare le due farine e il lievito, quindi aggiungere le polveri alternandole al latte di mandorle, sempre montando con lo sbattitore. Infine unire la buccia di limone biologico grattugiata. Imburrare ed infarinare bene lo stampo e versarci dentro l’impasto.

Infornare in forno statico già caldo a 170°C per circa 35-40 minuti. Ovviamente ogni forno ha i suoi tempi, controllate la cottura con la prova stecchino. Quando sarà completamente fredda togliere dallo stampo e spolverare con zucchero a velo.

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Food & Wine

È morto Luciano Lunelli fondatore dell’Abate Nero

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Luciano Lunelli all’età di 73 anni se ne è andato nella sua casa di Lavis così come ha sempre vissuto: con educata discrezione con quel timore di disturbare tipico delle persone di una volta.

Era soprannominato il papà del Novello ed amava definirsi “ contadino” perché quelle erano le sue origini, ma poi negli anni aveva creato uno spumantificio tra i più noti del Trentino.

Qualità e competenza in quell’Abate Nero che è diventato prodotto di livello nazionale.

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I risultati commerciali lo avrebbero potuto cambiare, invece Luciano Lunelli è sempre rimasto uomo semplice e di raffinata educazione.

Se ne è andato giovedì notte nel sonno, sognando un’altra annata di qualità.

Lo spumantificio ha compiuto i 40 anni di attività e la sua denominazione Abate Nero ricorda la figura dell’abate francese ritenuto il “papà” dello Champagne.

Era stato fondato agli inizi degli anni settanta, grazie all’impegno di alcuni amici tra cui Eugenio de Castel Terlago e Luciano Lunelli, tutti legati al comparto agronomico e del vino, decisi ad elaborare delle “bollicine” sempre e più singolari, buone, prestigiose.

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La prima cuvée era stata assemblata quasi per gioco nel 1973, per provare l’ebbrezza di far rivivere un vino in bottiglia: già dalle prime sboccature, risalenti al 1976, era stato un successo.

La prima sede dell’azienda è stata la profonda cantina di palazzo de Schulthaus nel centro di Lavis, che aveva visto anche le prime spumantizzazioni di Giulio Ferrari.

L’ambiente era suggestivo, molto profondo e fresco: l’ideale per conservare lo spumante.

Ma passando da un’iniziale produzione di qualche migliaio di bottiglie ad una produzione più consistente, le cantine dell’antico palazzo si rivelarono insufficienti. Così nel 1980 l’azienda si trasferì nella nuova cantina di San Lazzaro che è anche la sede attuale.

Era stato anche apprezzato direttore della cantina rotaliana di Mezzolombardo.

In pochi se lo ricordano ma Luciano Lunelli era stato anche capitano lagunare della Serenissima.

A maggio del 1971 era stato richiamato per la promozione a Tenente e due anni dopo per ricevere i  gradi di Capitano (qui il report fotografico di allora)

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Food & Wine

Vino made in Italy: aumenta l’export del 5,4%, ma la raccolta 2019 è in calo

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Sono molti i mercati che in Italia trovano un grande successo, ma in pochi riescono a competere con quello del vino.

Si tratta di uno dei settori in assoluto più importanti per l’economia del nostro Paese, e anche per l’export del made in Italy all’estero.

Non potrebbe essere altrimenti, considerando tutte le preziose risorse che appartengono al nostro territorio, a livello di coltivazioni, di vigneti e di cantine.

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Ecco perché oggi vedremo tutti i dati più rilevanti.

AUMENTA L’EXPORT NEL 2019, MA  CALA LA RACCOLTA – La Coldiretti ha fatto il punto sulla situazione italiana riguardante il comparto del vino, e questa si dimostra ricca di dati interessanti, anche se non sempre positivi. Conviene cominciare con i numeri in crescendo, che poi si pongono anche come i più importanti: in tal caso si fa riferimento all’aumento dell’export dei vini made in Italy, giunto nei primi cinque mesi del 2019 a quota +5,4%, superando il precedente valore di 6,2 miliardi di euro. Questi sono dati che portano il vino ad essere, ad oggi, la principale voce nella lista delle esportazioni agroalimentari nazionali.

Un’altra buona notizia è che l’Italia mantiene la prima posizione nella classifica dei paesi produttori, e lo fa a dispetto di un calo abbastanza consistente nel 2019. Sempre secondo i dati della Coldiretti, difatti, l’Italia ha registrato un calo del -16% in termini di produzione.

Ad ogni modo, è un crollo che viene giustificato da due elementi: in primis una raccolta da record nel 2018 (anno con il quale è stato fatto il confronto), e in secondo luogo una primavera piuttosto piovosa e fredda, che ha avuto un impatto negativo sulle nostre coltivazioni.

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LE ECCELLENZE ITALIANE: TOSCANA IN VETTA – Tra le numerose eccellenze del territorio italiano, le notizie migliori giungono proprio dalla Toscana, una regione strategica nel settore del vino, nonché ricchissima di risorse. La Toscana, infatti, è stata l’unica zona a registrare il segno positivo nella produzione di vino che, come abbiamo visto, nel 2019 sta registrando un calo a livello nazionale.

Nel caso della Toscana, però, ci troviamo di fronte ad un incremento che, stando alle previsioni, a fine 2019 dovrebbe arrivare intorno al +10%. Non è una percentuale che deve stupire, considerando che la Toscana ospita tante etichette di grande qualità, che oggi si possono trovare anche online: basti pensare ai vini della cantina toscana Poliziano su Tannico, uno degli esempi più prestigiosi.

Per chiudere, ci sono alcune novità in arrivo molto interessanti per i vini di questa regione, come l’aggiunta “Toscana” nell’etichetta per distinguerlo dal Montepulciano d’Abruzzo. Un’altra news riguarda l’eliminazione della dicitura “Vino” nel Nobile di Montepulciano.

In conclusione, il mercato del vino made in Italy targato 2019 ha visto molte novità in arrivo. Ottime notizie per il comparto dell’export, e anche per la Toscana.

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Food and Wine

Abbazia della birra, il mondo che rende unica la birra artigianale trentina.

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Alla base di una delle bevande più amate e bevute del mondo vi sono solo quattro ingredienti: acqua, malto (principalmente orzo), luppolo e lievito.

Decine sono gli stili riconosciuti ed ogni birrificio, che sia di impronta artigianale o commerciale, ha il proprio e unico stile.

Ne esistono di milioni di tipologie dalle più classiche e commerciali fino ad arrivare alle amatissime e particolari birre artigianali.

Solo in Italia esistono centinaia di realtà artigianali che producono cinque o sei tipologie di birra, spesso aggiungendo ingredienti del territorio come spezie agrumi o erbe.

In Trentino ad esempio, si caratterizzano alcune birre con mosto d’uva locale, castagne e luppoli autoctoni.

Esiste un posto in grado di guidare verso la scelta della giusta birra: “Abbazia della birra”, il beer shop con centinaia differenti tipologie di birre.

Aperta da 3 anni e mezzo, Abbazia propone birre che vanno dalla più conosciute, alle artigianali, fino ad arrivare a delle vere e proprie rarità; un beer shop unico nel suo genere.

Una parte importante del negozio è dedicata al “ vuoto a rendere”, una formula attenta all’ambiente e che consente il riutilizzo delle bottiglie, riducendo la maggior parte delle emissioni legate allo smaltimento dei rifiuti , alla produzione e al trasporto del vetro.

In Abbazia potrete poi trovare numerose idee regalo, dalla più semplice alla più scenografica.

Nella scelta della birra perfetta potrete essere seguiti da personale esperto che consiglierà nella scelta della giusta birra da abbinare ai vostri piatti o da portare ad una cena tra amici.

Abbazia della Birra di Via Unterveger di Trento è aperta con orario: lunedì 14.30-19.00 e dal martedì al sabato 9.00 -12.30 e 14.30 -19.00

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