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Trento

Trasparenza. Dal Trentino nuova lettera al Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione

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I proponenti della petizione si rivolgono nuovamente alla ministra Madia per chiedere di valutare la posizione del presidente della provincia autonoma di Trento Ugo Rossi in ordine agli obblighi di trasparenza per le autonomie speciali.

In data 25 agosto 2017 l’associazione di promozione sociale Più Democrazia in Trentino si era  rivolta nuovamente a Marianna Madia, titolare del dicastero per la semplificazione e la pubblica amministrazione, per chiedere un intervento chiarificatore in ordine all’attuazione e all’interpretazione delle disposizione in materia di trasparenza contenute nella L.190/2012 e nel D.Lgs 33/2013 nella Provincia autonoma di Trento.

Ecco la nuova comunicazione inviata al ministro Madia.

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OGGETTO: petizioni popolari in materia di trasparenza presentate al Consiglio della Regione Trentino-Alto Adige e al Consiglio della Provincia Autonoma di Trento

Gentile dott.ssa Madia,

con riferimento alla nota inviata alla Sua attenzione lo scorso 23 giugno via posta elettronica certificata (all. 1), torniamo a rivolgerci a Lei per un aggiornamento sull’iter di trattazione della petizione provinciale 19/XV “Per un Trentino trasparente” e per sollecitare un intervento chiarificatore da parte del Ministero da Lei presieduto in ordine alla problematiche sollevate dall’Associazione Più Democrazia in Trentino.

Questa nota raggiunge in conto conoscenza gli attori che giocano un ruolo di rilievo in questa vicenda. Scegliamo di condividere in modo largo le nostre considerazioni confidando che questa forma di trasparenza contribuisca a chiarire in tempi più rapidi ruoli, compiti e responsabilità.

L’audizione dei proponenti della suddetta petizione ha avuto luogo il 24 luglio scorso presso la Prima commissione legislativa del Consiglio provinciale di Trento (all.2 e all.3) e ha avuto risalto anche sulla stampa locale.

Benché all’audizione, durata complessivamente 30 minuti, non fosse presente alcun esponente della Giunta provinciale, il 3 agosto 2017 il Presidente della Giunta provinciale di Trento dott. Ugo Rossi ha inoltrato una nota al Presidente della Prima Commissione nella quale giustifica e motiva la mancata applicazione del D.lgs.33/2013 nel territorio provinciale (all.7).

Relativamente alla nota del Presidente Rossi riteniamo opportuno portare alla Sua attenzione alcuni passaggi critici, nella speranza che il Ministero da Lei presieduto possa adottare le iniziative necessarie per porre rimedio o per chiarire le incomprensioni applicative informando opportunamente gli organi elettivi della Provincia Autonoma di Trento:

  1. Le Comunità di Valle non sono da ritenersi enti ad ordinamento regionale essendo state istituite con legge provinciale 36 “Norme in materia di governo dell’autonomia del Trentino/2000”. Pare pertanto illogico riferirsi alla legge regionale 10/2014 per quanto riguarda gli obblighi di trasparenza derivanti dalla L.190/2012 e dal D.lgs 33/2013
  2. Spetta alla Giunta provinciale ai sensi dell’art.54, punto 5, dello Statuto di autonomia, la vigilanza e la tutela sulle amministrazioni comunali, sulle istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza, sui consorzi e sugli altri enti o istituti locali, compresa la facoltà di sospensione e scioglimento dei loro organi in base alla legge. Si ritiene quindi una funzione essenziale in carico alla PAT quella di vigilare sia sugli enti ad ordinamento regionale che sulle altre PPAA operanti sul territorio provinciale e facenti capo alla PAT
  3. Il D.lgs 33/2013 e le norme sulla giustizia contabile prevedono l’obbligo di tutti i soggetti pubblici di segnalare inadempienze della legge che possano portare a sanzioni pecuniarie. Il comportamento della Giunta di rimettere le funzioni di vigilanza e di controllo in capo al Consorzio dei Comuni, società cooperativa Iscritta al Registro delle Imprese 143476, non sembra quindi compatibile con lo spirito delle norme in materia di trasparenza, che prevedono un controllo diffuso con la compartecipazione di più soggetti
  4. Il presidente Rossi afferma che la PAT, per il fatto di avere ridotto il numero degli obblighi di pubblicazione, non si trova in una posizione avvantaggiata rispetto al resto del Paese ma poi giudica come non adeguato lo strumento della Bussola della Trasparenza per monitorare in modo chiaro e distinto la situazione provinciale. Ciò conferma che si tratta di una situazione anomala rispetto alle altre Regioni poiché non consente un controllo uniforme come le PPAA del resto del Paese
  5. Le norme statali in materia di trasparenza, il riferimento specifico è all’art.5 co.8 D.lgs. 33/2013, prevedono il coinvolgimento del Difensore Civico al fine di perseguire i fini definiti dal Legislatore. Annualmente, pur non facendo esplicito e sistematico riferimento al D.lgs. 33/2013, il Difensore Civico rileva le criticità nell’accesso agli atti e nell’applicazione delle norme della trasparenza. A tale riguardo, è difficile comprendere la considerazione del presidente Rossi sulla presunta mancata connessione del ruolo del Difensore Civico nell’attuazione delle norme sulla trasparenza.

Ringraziamo sin d’ora per l’attenzione che vorrà dare a questa nostra nota e restiamo in attesa di riscontro.

Daniela FILBIER – Presidente APS Più Democrazia in Trentino

Mauro DIRENO – Primo firmatario delle Petizioni sulla Trasparenza

Alex MARINI – Primo firmatario DDL iniziativa popolare nr. 328/XIV (Disciplina partecipazione popolare)

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Trento

Polonia: opportunità per le imprese della meccatronica e dello smart building

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Con un tasso di crescita del 5,1% registrato nel 2018, la posizione strategica in Europa e i suoi 38 milioni di abitanti, la Polonia rappresenta oggi una delle economie più attrattive d’Europa.

L’alta percentuale di consumatori giovani e sempre più istruiti stimola l’export con tante nuove opportunità anche per le imprese trentine. Se ne parlerà mercoledì 25 settembre a Trentino Sviluppo (Via Fortunato Zeni, 8 Rovereto), a partire dalle ore 10.30, in un momento di inquadramento Paese promosso in collaborazione con Italdesk Central Europe. Particolare attenzione sarà dedicata agli ambiti della meccanica/meccatronica e dello smart building.

La partecipazione è gratuita, previa iscrizione sul sito trentinosviluppo.it.

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La giornata di approfondimento si inserisce in una serie di iniziative espressione di una crescente attenzione trentina verso questo mercato, tra cui la visita di una delegazione di operatori economici e rappresentanti istituzionali della città di Radom, nota per la lavorazione del metallo, e l’incontro con imprese dei parchi tecnologici polacchi.

Quello della Polonia è un mercato di grande interesse, verso il quale le esportazioni italiane nel 2018 si sono avvicinate ai 13 milioni e mezzo di euro, con un incremento del 5,9% rispetto all’anno precedente. Le opportunità non mancano, vista la crescente innovazione tecnologica delle imprese di questo Paese, in cerca di fornitori qualificati, e la presenza di consumatori sempre più attenti alla qualità dei prodotti per cui si distingue il Trentino.

Per approfondire la conoscenza di questo mercato ed entrare in contatto con possibili aziende partner, Trentino Sviluppo promuove una presentazione Paese il prossimo mercoledì, 25 settembre, al Polo Tecnologico di Rovereto. L’incontro, rivolto alle imprese con particolare attenzione agli ambiti della meccatronica e dello smart building, è promosso in collaborazione con la Provincia autonoma di Trento e Italdesk Central Europe.

L’iniziativa permetterà di approfondire la conoscenza delle opportunità di business che la Polonia offre e permetterà e di entrare in contatto con un gruppo di imprese dei parchi tecnologici delle regioni sud occidentali del Paese, interessate a tessere nuove relazioni e trovare partner commerciali qualificati. Le imprese sono insediate, nello specifico, nell’Invest Park-WSSE e sono alla ricerca di fornitori di vario genere, dalle macchine utensili alla subfornitura, e di potenziali partner commerciali.

All’incontro presenzieranno alcuni imprenditori e i rappresentanti del Cluster tecnologico di cui Italdesk Central Europe è partner.

Il programma prevede, alle ore 10, la registrazione dei partecipanti. Seguiranno, alle 10.30, i saluti istituzionali con Raffaele Farella, Dirigente del Servizio Attività Internazionali della Provincia autonoma di Trento, e Renata Diazzi, Direttrice dell’Area Internazionalizzazione di Trentino Sviluppo. Alle 10.45 prenderanno il via gli interventi di Andrea Bandirali, CEO & BM Italdesk Central Europe (“Presentazione del mercato polacco e focus settoriali: meccanica, meccatronica, smart building) e di Beata Rzemyszkiewicz, Agenzia regionale WSSE (Andamento dei consumi e prodotti italiani maggiormente richiesti – Presentazione delle aziende polacche). Alle 13.00 sono previsti il momento delle conclusioni e un networking lunch, seguiti dagli incontri individuali.

La partecipazione è gratuita ma è richiesta l’iscrizione (anche per gli incontri) attraverso il modulo presente sul sito di Trentino Sviluppo.

Quella del 25 settembre è una delle iniziative promosse da Trentino Sviluppo dedicate a questo mercato. Un’altra è stata l’incoming del 10 e 11 settembre scorsi, che ha visto la visita di una delegazione istituzionale ed economica polacca, proveniente da Radom, città a sud di Varsavia. L’iniziativa, svolta in collaborazione con l’Institute of Sustainable Technologies – ITeE e la Camera di Commercio e Industria di Radom, ha coinvolto Polo Meccatronica, Fondazione Bruno Kessler e e varie aziende trentine. (f.r.)

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Trento

Esplode una caldaia a Villazzano, nessun ferito

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Forte esplosione stamane poco dopo le 11.00 a San Rocco di Villazzano.

Il botto si è sentito a chilometri di distanza mettendo in apprensione i residenti del paese.

Da una prima ricostruzione una caldaia posizionata nel garage di una abitazione è saltata per aria.

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Allertati sul posto sono arrivati i vigili del fuoco di Trento due un’ambulanze di Trentino emergenza e l’automedica.

A rimanere spaventato è stato un anziano che è stato ricoverato all’ospedale santa Chiara in codice rosso.

Le sue condizioni sono buone anche se è sotto shock.

L’esplosione ha creato lunghe colonne di fumo visibili fino dalla città.

Ai Carabinieri, intervenuti sul posto, toccherà ora il compito di capire il motivo dell’esplosione che poteva causare danni peggiori.

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Trento

Paolo Borrometi e la responsabilità dei giornalisti: “Mai perdere la bussola dell’impegno”

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Un dialogo serrato, che ha toccato temi importanti, a volte scottanti, a tratti anche intimo e personale, che ha rivelato al pubblico presente la personalità di un uomo e di un giornalista che non vuole scendere a compromessi perché crede fermamente in quello che fa e nel ruolo che riveste il giornalista nella nostra società: Paolo Borrometi, giornalista sotto scorta per minacce mafiose,  nella saletta del villaggio digitale di piazza Duomo ieri pomeriggio hanno parlato di informazione, verità, credibilità e notizie che viaggiano in rete e si diffondono a velocità inaudita.

“Il giornalista ha il diritto-dovere di informare, come previsto dall’articolo 21 della nostra Costituzione, così come il cittadino ha il diritto ad essere informato” ha detto Borrometi, ricordando la grande responsabilità di chi fa informazione, la necessità di recuperare credibilità, minata purtroppo da episodi negativi, il bisogno di raggiungere i giovani che si informano sui social. “Non dobbiamo mai perdere la bussola del nostro impegno” ha detto ancora Borrometi alla platea attenta, che annoverava anche molti colleghi e rappresentanti della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, fra cui il segretario regionale dello stesso sindacato Rocco Cerone, il vicesegretario regionale Lorenzo Basso e Roberto Rinaldi, portavoce per il Trentino Alto Adige di Articolo 21, l’associazione presieduta da Borrometi.

Nel giorno che ricorda l’assassinio di Rosario Livatino, ucciso appunto il 21 settembre 1990 da un’organizzazione mafiosa, il dialogo si è aperto con il ricordo del magistrato: “Ci sono uomini che hanno pensato di fare la cosa giusta e l’hanno difesa fino alla fine” ha detto Borrometi, “Noi possiamo ricordarli facendo camminare le loro idee sulle nostre gambe”.

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Poi il racconto del proprio vissuto, le minacce di morte, l’aggressione che lo ha lasciato con una spalla frantumata, l’attentato sventato grazie ad una intercettazione. Il rapporto di Borrometi con la paura è quotidiano, “ma il giornalista deve scrivere, lo deve fare al di là delle possibili conseguenze” ha detto ancora, chiedendo un applauso per i 5 uomini della sua scorta che gli hanno salvato la vita e rischiano ogni giorno la vita con lui. Guidato dalle domande del relatore, Borrometi ha poi parlato dell’universo digitale, della rete e dei social, ricordando i numerosi pericoli che li attraversano, ma anche la loro enorme importanza, soprattutto per i giovani.

I social sono una straordinaria opportunità di confronto, ha detto, non possiamo passare i linguaggi d’odio, perché non devono essere la valvola di sfogo delle nostre ire, ma attraverso i social può diffondersi il rispetto delle differenze e di qualunque idea politica che abbia ognuno di noi”. Riguardo alle fake news Borrometi ha ricordato l’importanza di verificare sempre la fonte della notizia, non incoraggiando censure, ma puntando all’educazione dell’utente finale.

La deontologia del giornalista è naturalmente alla base di una corretta informazione, il segreto di un buon giornalismo è conciliare la necessaria velocità di diffusione con i criteri deontologici: “Meglio perdere un minuto in più, ma tutelare la dignità delle persone di cui stiamo scrivendo”, ha suggerito. Tra i tanti temi toccati, anche il ricordo di Antonio Megalizzi, la cui famiglia era presente all’incontro, il suo impegno, la sua volontà di approfondire i fatti,  spunto per ricordare anche la necessità di aprire ai giovani la strada della professione. In chiusura un invito a tenere sempre alta la guardia verso possibili presenze mafiose, in ogni territorio, perché “Le mafie nascono nell’arretratezza culturale, ma vogliono prosperare nelle comunità ricche”.

Riprese e immagini a cura dell’Ufficio Stampa

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