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L'interrogazione

Bezzi: «degli altri 100 orsi che ne farà Rossi?»

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Dopo la soppressione di KJ2 quali sono le reali intenzioni del Presidente Rossi? Quanti sono realmente gli orsi presenti sul territorio Trentino? quanti di questi saranno trasferiti e in quanto tempo? Si potrebbero sterilizzare le femmine?  È stata considerata la possibilità di realizzazione di grandi parchi entro i quali collocare in sicurezza gli esemplari di orso? A quanto ammontano gli esemplari di lupo in Trentino e come pensa di coniugare la presenza di un altro animale pericoloso con la popolazione residente, il turismo e l’alpeggio? La provincia è intenzionata ad avviare una attenta analisi dell’attuale evoluzione del progetto Life WolfAlps, per evitare che anche questo possa dimostrarsi un serio problema in futuro ed evitare gli errori commessi nella gestione del progetto Life Ursus?

Sono queste le domande inserite all’interno dell’interrogazione che il consigliere provinciale di Forza Italia Giacomo Bezzi ha presentato oggi alla giunta provinciale di Trento. Domande a cui dovranno rispondere il governatore Ugo Rossi e l’assessore competente Dallapiccola dopo aver paventato la possibilità di trasferimento di alcuni orsi problematici che girano per i boschi del Trentino.

«Rossi non penserà di aver risolto il problema con l’abbattimento di un singolo esemplare. Perché il vero problema è che per anni il progetto “Life Ursus” non è stato considerato una difficoltà, per anni non sono stati valutati in maniera razionale gli eventi che potevano far pensare alla presenza di una falla nel progetto: semplicemente la Provincia ha fatto finta di non vedere. Ora tutti i nodi vengono al pettine, improvvisamente ci si è resi conto che il numero sempre in aumento degli esemplari, perlopiù concentrati in una piccola parte del territorio, va ridotto, ma come?»si legge nella premessa dell’interrogazione di Bezzi.

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Secondo l’esponente di Forza Italia una valida ipotesi da prendere in considerazione potrebbe essere quella della realizzazione di alcuni parchi sul territorio provinciale, delimitati da recinti elettrificati ed attrezzature idonee all’interno dei quali introdurre gli esemplari di orso problematici, catturati dal servizio forestale per il manifestarsi di comportamenti pericolosi o aggressivi, o di esemplari di orso in sovrannumero.

Altra tesi che Bezzi sostiene è la  possibilità di sterilizzazione delle femmine di orso stazionarie in Trentino, in modo da contenere le nascite di cuccioli e il conseguente innalzamenti del numero di esemplari. «Non ci si deve dimenticare poi, di un altro animale pericoloso per l’uomo e in aumento sul nostro territorio: il lupo» – ricorda ancora Bezzi – «Anche in questo caso, numerose sono le segnalazioni di avvistamento e di aggressione a greggi. Per evitare che anche per il lupo si arrivi a dover ricorrere a risoluzioni estreme, si ritiene doveroso chiedere alla Provincia di anticipare i tempi ed avviare una attenta analisi dell’attuale evoluzione del progetto Life WolfAlps»

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L'interrogazione

Profughi con mazzette di contanti nei negozi. Maurizio Fugatti interroga la Giunta.

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Come è possibile che alcuni profughi siano in possesso di somme di denaro contanti rilevanti? Quali controlli vengono svolti all’interno di appartamenti e strutture di accoglienza? Quanti profughi sono muniti di una carta prepagata ricaricabile?

Queste sono alcune delle domande che il segretario e consigliere provinciale Maurizio Fugatti inserisce all’interno di un’interrogazione presentata stamane all’attenzione della giunta provinciale.

L’interrogazione nasce dopo che alcuni cittadini hanno segnalato alla Lega Nord che molti profughi si sarebbero recati presso degli esercizi commerciali muniti di somme rilevanti di denaro contante per l’acquisto di prodotti. «Cosa alquanto insolita e che porta ad interrogarsi su come questi soggetti siano entrati in possesso di quel denaro» chiede appunto Fugatti.

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In alcune occasioni il proprietario o il commesso presente si sarebbe addirittura rifiutato di provvedere alla vendita del prodotto indicato dal profugo. «Abbiamo ricevuto anche delle segnalazioni che riportano che molti profughi acquistano regolarmente “Gratta e vinci” nei vari esercizi presenti sul territorio; il tutto a spese dei contribuenti» – aggiunge Fugatti che poi conclude dicendo: «Dopo gli abbonamenti gratuiti per la libera circolazione sul territorio provinciale, le tessere per l’acquisto di generi alimentari e non, tirocini, corsi di lingua italiana, sanità gratuita, appartamenti e altri aiuti economici ora ecco anche questa novità»

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L'interrogazione

Che fine ha fatto l’elicottero Agusta AW139 dopo l’incidente sul Monte Nambino?

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Il 5 marzo 2017 si è verificato un grave incidente che ha coinvolto un elicottero del 118, precipitato sul Monte Nambino, nella zona di Madonna di Campiglio, nel corso di una missione di soccorso in montagna. Fortunatamente nessun morto. (qui l’articolo)

In quota la visibilità era scarsa e c’era forte vento. Secondo il preliminary report dell’Agenzia Nazionale per la Sicurezza del Volo, l’elicottero intervenuto sarebbe andato in ‘white-out’, sollevando in fase di avvicinamento al suolo una nube bianca di neve che avrebbe fatto perdere contatto visivo al pilota, che si sarebbe poi avvicinato al suolo per permettere la discesa con verricello del personale, operazione che lo ha fatto oscillare e successivamente impattare al suolo.

L’8 marzo l’Agusta AW139 è stato depositato nel piazzale della caserma dei volontari di Dimaro, per poi essere trasferito in un hangar dell’aeroporto Caproni di Mattarello, dove risulterebbe giacere ancora oggi.

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Nell’estate 2017, a sei mesi dell’incidente, è stato annunciato il reintegro del parco velivoli, che fino al 5 marzo poteva contare su tre elicotteri per l’elisoccorso e due da servizio tecnico, tramite il noleggio di un altro elicottero Agusta AW139 da parte della Provincia, che pare costi quasi 7.000 euro al giorno.

«Per quanto riguarda il destino dell’elicottero fuori uso, – spiega il consigliere di Agire Claudio Cia – dalle informazioni a disposizione risulterebbe che la compagnia di assicurazione sia anche disposta a indennizzare il danno, purché qualcuno decida cosa farne: se valga la pena procedere alla riparazione dello stesso, oppure se vendere il relitto per acquistare un nuovo mezzo, nella consapevolezza del costo fra i 13 e i 15 milioni di euro».

Dopo la premessa sopra citata il consigliere Cia ha presentato ieri un’interrogazione alla giunta provinciale dove appunto chiede quali sono gli effettivi costi, giornalieri e totali, per l’affitto dell’elicottero sostitutivo, da quando risulta attivo il noleggio del velivolo e quando si stima potrà concludersi.

Claudio Cia chiede anche a chi spetta decidere cosa fare con il velivolo danneggiato e cosa si sta aspettando, qual è la valutazione della Provincia in merito al destino del velivolo, con quali realtà territoriali circostanti sono in essere accordi per l’intervento di elicotteri esterni al parco velivoli provinciale, e in quante occasioni ne è stato necessario il ricorso e per quali costi eventuali.​

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L'interrogazione

«Una esigua nevicata paralizza il Trentino, è questa l’eccellenza?»

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Se lo chiede il consigliere provinciale di Forza Italia Giacomo Bezzi che nella mattinata ha presentato un’interrogazione alla giunta provinciale.

Bezzi vuole sapere, considerato che non si è trattato di una vera emergenza in quanto l’intensità della nevicata è stata piuttosto esigua per una regione alpina come il Trentino Alto Adige, quale sia il motivo per cui A22 non sia stata in grado di gestire la situazione evitando i gravi disagi creatisi sul tratto autostradale.

Bezzi punta il dito anche sul fatto che la perturbazione era stata ampiamente prevista da tutti i meteo, per questo chiede se gli operatori dipendenti della A22 addetti allo sgombero neve fossero stati allertati e quindi reperibili e se l’A22 abbia previsto un aumento dei mezzi previsti per lo sgombero neve sul tratto autostradale di competenza, a fronte di un pedaggio davvero importante che gli utenti della stessa sborsano.

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«Una domenica bestiale e un lunedì nero per le strade della Regione. Ci riferiamo alla lunga coda provocata dal contro esodo domenicale per i mercatini, – scrive nella premessa del documento interrogativo Bezzi – prorogatosi anche ieri. Un infernale viaggio di ritorno che ha visto i turisti furiosi sorbirsi almeno 140 km di coda per fare ritorno a casa. Una coda provocata da una prima nevicata, annunciata da tempo e di lieve intensità. Questa situazione è andata poi progressivamente peggiorando, paralizzando il traffico sull’intero territorio regionale, producendo incidenti, ritardi e disagi non giustificabili da un evento atmosferico di queste proporzioni, assolutamente previsto, autostrada ghiacciata, autobus rallentati e corse annullate».

«La nostra Regione dovrebbe garantire servizi di eccellenza diametralmente lontani dall’immagine e dal livello posto in essere lungo questo primo ponte di dicembre; un afflusso massiccio ma ampiamente previsto come quello registrato nello scorso fine settimana, non dovrebbe permettere la paralisi della nostra viabilità, anche se occorso contestualmente alla prima nevicata stagionale» – conclude ancora Bezzi.

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