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Io la penso così…

Concerto Nek a Trento: polemiche per la mancanza di sicurezza.

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Egregio Direttore

Buongiorno, domenica ho partecipato a Trento al concerto di Nek ottimo artista ma dopo oltre 200 concerti alle spalle posso dire che non ha funzionato nulla. L’artista è bravo e merita il successo che ha, ma  a parte la pioggia di cui non ha colpa nessuno quello che mi ha colpita è stata la cattiva gestione della sicurezza.

Premetto che molte persone erano arrabbiate e deluse perché avendo pagato un biglietto non sono riuscite a vedere praticamente nulla perchè dopo appena due minuti si sono avvicinate al palco 2/3 ragazzine per fare delle foto all’artista a cui è seguita una marea di gente che si è accalcata davanti al palco non permettendo a chi aveva pagato il biglietto magari anche con sacrifici di non vedere nulla.

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Immagino che la Show Time e Radio Italia siano informate visti i due prossimi eventi di Renga e di Gabbani. Quello che però mi ha colpito di più e stato il  farci lasciare i tappi delle bottiglie all’entrata e poi permettere ombrelli di ogni genere e dimensione e stampelle passare come niente fosse. A un certo punto gli ombrelli e le stampelle di una persona davanti a me si sono messe a roteare, una bambina in piedi su una sedia perché non vedeva a rischiato di prendersela in piena facci, credo sia stata una vera fortuna che non si sia fatto male nessuno.

Nei corridoi così detti per la sicurezza erano posizionate anche alcune carrozzine con disabili che naturalmente nessuno si è preoccupato di spostare.  Una ragazza vicino a me ha avuto un attacco di panico per fortuna risolto grazie all’intervento di una dottoressa che era vicina insomma mai ho visto un concerto così mal gestito. A un certo punto ma ormai troppo tardi è solo perché la gente chiedeva la restituzione del biglietto che aveva pagato la sicurezza si è mossa e ha cercato di far tornare la gente ai propri posti ma ormai era troppo tardi.

Nek infastidito ha detto ora li lasciate qui dovevate pensarci prima e a quel punto la folla ammassata davanti ha esultato alla sua affermazione. Ora io mi chiedo in una città come Trento la mia Trento si prepara un evento di questo tipo e non sa gestire la  situazione? Per fortuna almeno per quello che so io non si è fatto male nessuno ma ci siamo andati molto vicino.

Se poi si fanno pagare i biglietti come posto a sedere con varie tariffe non è giusto non poter vedere nulla potevano fare biglietto a prezzo unico in piedi e uno sapeva cosa trovava. Io adoro la musica e andrò a vedere sia Renga che Gabbani sperando non si verifichi più la stessa cosa. Mi auguro sia stata solo una sottovalutazione dei rischi e che questo non accada più perché poi se si male qualcuno è troppo tardi.

 Cinzia Grandelis 

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4 Comments

4 Comments

  1. MATTEO

    2 agosto 2017 at 10:02

    La colpa di tutto è stata soprattutto dello stesso Nek, gli uomini della sicurezza stavano rimandando a fatica al posto tutti quei tanti maleducati che si sono piazzati davanti al palco, fregandosene se impedivano la visuale a tutti gli altri! Nek ha preso a male parole la sicurezza dicendo di lasciar stare i furbetti maleducati…
    A quel punto ovviamente la sicurezza ha lasciato perdere…
    Anch’io ho acquistato un biglietto in prima fila da 57 euro ben 4 mesi fa per vedere poco e male e stare deluso durante un concerto tanto atteso!!!
    Mai visto gente più esaltata e menefreghista, si sono piazzate davanti a disabili, gente adulta, bambini, con telefonini sempre alzati, facendo dirette su Facebook, spingendo e Nek ha appoggiato questo!

  2. Rosi

    3 agosto 2017 at 18:54

    Per due persone che si lamentano bisogna farne un dramma.La sicurezza c’era eccome ma ci sarebbero dovuti essere un centinaio di uomini per fermare tanti ragazzini e molte ma molte persone maleducate. Purtroppo si sa che Trento è diventa uno schifo di città. Le persone sempre più arroganti maleducate e sporche

  3. Elisa

    3 agosto 2017 at 22:20

    È solo un cantante pieno di soldi come tutti i cantanti italiani. Che non sanno fare altro che cantare e poi diciamoci la verità. Tutti questi cantanti italiani non sono il massimo

  4. Mauro

    5 agosto 2017 at 16:02

    Forse era meglio farlo allo stadio Briamasco questo concerto

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Io la penso così…

Il turismo politico della senatrice Conzatti – di Giorgio Leonardi

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Spett.Le direttore,

il trasformismo politico consiste in quella capacità di “destreggiarsi” all’interno del contesto politico, avanti e indietro, da sinistra a destra, cambiando idea e colore di punto in bianco, per convenienza, per opportunismo, per calcolo.

Conzatti è ormai divenuta il simbolo di questo trasformismo politico, l’emblema del camaleontismo partitico, vantando un curriculum di tutta rilevanza, maturato passando da Scelta Civica a Unione per il Trentino, dopo ad Alternativa Popolare, poi a Civica Popolare, dopo ancora a Noi con l’Italia e infine a Forza Italia, venendo eletta senatrice nel collegio di Rovereto grazie ai voti del centrodestra.

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La battuta di Groucho Marx: “questi sono i miei principi, non vanno bene? Ne ho degli altri” riassume l’orientamento politico della senatrice.

Questa straordinaria capacità mimetica di adattamento ad ogni linea, ad ogni stagione, ad ogni rimpasto è divenuta una missione, segno di una politica svuotata, di assenza di principi e di contenuti.

Il vero problema è che i cambi di casacca, caratteristica del nostro sistema politico, sono scelte individuali, dettate da disposizioni e interessi personali, con un solo scopo: raccattare più voti possibili.

Il fatto di interpretare il proprio mandato in una forma sempre più individualistica e personalizzata equivale a tradire i propri elettori, a staccarsi dalle persone comuni, a creare una lontananza non più colmabile con nessuna parola né promessa, a non essere più creduti e né credibili.

La soppressione totale della categoria della “coerenza” nelle proprie scelte e responsabilità politiche non favorisce quella qualità di cui la politica necessita, ora più che mai, per tornare ad affrontare la complessità del momento storico che stiamo vivendo.

Giorgio Leonardi, assessore all’Integrazione europea e Aiuti umanitari

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Io la penso così…

Ricariche Tim: in Albania viene definito «fenomeno» ma in Italia? – Di Adriano Bertolasi

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Egregio Direttore,

astenendomi per quanto possibile da commenti personali, desidero  portare a conoscenza dei clienti abituali Tim (con cellulare a ricarica), che  non se ne fossero ancora accorti,  la “novità”, che  Tim si è ben guardata da comunicare singolarmente con “sms individuale in forma collettiva”, ma che ha solo riportato con una tipica operazione di “marketing non etico” sul sito www.tim.it  e sulla ricevuta della ricarica.

Tale novità sulla ricevuta, ovviamente si evidenzia (per modo di dire), solo dopo che la ricarica viene effettuata presso i punti vendita autorizzati.

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Ma ecco i fatti.

Il giorno 18 di settembre alle ore 18.10 controllo il mio credito residuo telefonico che ammonta ad euro 2,48.

Avendo un abbonamento internet per pc a casa, usufruisco di un’ opzione aggiuntiva di addebito diretto  in bolletta telefonica “per  minuti illimitati mensili del mio cellulare ad un costo fisso di euro 9,90”.

Sono tuttavia costretto a ricaricare la mia Sim comunque periodicamente (mensilmente) per il servizio aggiuntivo di “sms illimitati mensili” prestabiliti al costo di  euro 5.

Mi reco dal mio solito giornalaio per effettuare una ricarica da 10 euro per  evitare di dovere ricaricare ogni mese e poco dopo, invio un sms al 119 per controllare il mio credito residuo.
Con “ombroso stupore”, mi ritrovo un credito residuo di euro 11.48 anziché euro 12.48!

A quel punto faccio adeguata ricerca e vengo a scoprire che “arbitrariamente” da parte di Tim, senza nessuna richiesta da parte mia e soprattutto senza alcuna informativa diretta su cellulare, come sarebbe stato eventualmente corretto comunicare, mi veniva d’ iniziativa, immediatamente attivata “l’Offerta 10+” con dei servizi e dei concorsi a premi che assolutamente non mi interessavano, avendo inoltre di per se, già a monte del mio pacchetto opzioni, un’ offerta migliore,  sovrapponibile (minuti illimitati mensili)….e mi accorgo che in pratica per tale servizio inutile e “non richiesto”, mi viene trattenuto un euro! (Quanti sono gli ignari clienti Tim in Italia che non si sono accorti di questo “giochetto”?)

Telefono allora al 119 e dopo una tortuosa attesa tra tasto 2 e tasto 4 da ripetere diverse volte finalmente parlo con un’operatrice “delocalizzata” in Albania, alla quale espongo cortesemente ma piuttosto risentito la situazione.

In maniera “altamente professionale”  ottengo la seguente risposta: “Signore conosco il “fenomeno” e Lei è fortunato, perché essendo la “Sua prima volta” in cui si ritrova in tale situazione, posso provvedere direttamente a restituirLe io come operatrice, l’euro del servizio che Lei non voleva”!

“Per le prossime volte però, non faccia ricariche da 10 euro o da 5 euro perché ora tali ricariche rientrano in “un nuovo servizio” che si chiama “10+” e “5+” che costano un euro, per cui si ritroverebbe nuovamente un credito decurtato di un euro!” “Eventualmente può richiedere una ricarica da 20 euro per evitare tale fenomeno”. (No comment)!!!. “In alternativa richieda al suo punto di ricarica di effettuare ricariche “da 4 o da 6 euro standard” ma non quelle da 10 e 5 euro”.

A quel punto dopo avere ascoltato “quasi inebetito ed in silenzio la spiegazione”…mi permetto di aggiungere: “ma avvertire con un sms era così difficile”?

Poi riflettendo mi rendo conto immediatamente che di fatto la mia “opzione da cinque euro”, mi costringe a fare una ricarica da almeno sei euro! Un vero aumento mascherato in maniera subdola.  L’operatrice senza scomporsi mi risponde: “Signore è tutto scritto sul sito www.tim.it”. Ringrazio…. e dopo avermi fatto confermare l’avvenuto accredito che ho comunque successivamente controllato, riattacco.

Poi prendo incredulo la mia ricevuta, che stranamente avevo conservato, anziché gettarla nel cestino come faccio abitualmente dopo avere avuto conferma dell’avvenuta  ricarica e leggo piccolo piccolo… in fondo alla stessa, in maniera “ dal mio punto di vista decisamente opinabile” per non dire peggio,… i termini dell’offerta, dove risulta che la mia ricarica da 10 euro in effetti mi contemplava un credito di solo 9 euro!

A questo punto “inviterei cortesemente”, almeno i rivenditori delle ricariche (tabacchini / giornalai) ad avvisare in maniera eticamente corretta, prima della ricarica, i loro clienti quando richiedono ricariche da 5 o 10 euro della Tim!

Invito infine i clienti Tim che hanno fatto ricariche da 5 e 10 euro dal giorno 8 di settembre (da cui decorre la nuova offerta)…. a richiedere tramite il 119 se non fossero stati al corrente e consenzienti, in merito alla “nuova offerta Tim”, a farsi rimborsare dall’operatore Tim direttamente un euro di riaccredito)!!!.

In Albania tale sistema viene definito “fenomeno” in Italia ritengo abbia una traduzione non esattamente corrispondente a “fenomeno”. (Probabilmente in buona fede l’operatrice albanese si riferiva “al genio” di tale escamotage di marketing!)

Probabilmente non sapeva che per una situazione di tale genere,  in italiano si potevano usare diversamente  molti termini dal significato similare tra loro! . (Nulla ovviamente di personale con la gentilissima operatrice albanese!).

Mi sarebbe piaciuto sentire, se mi avesse risposto un’operatrice italiana con quale “termine” avrebbe giustificato tale situazione! Inoltre  (pura sarcastica utopia),… a soli “fini statistici”, mi piacerebbe conoscere la  percentuale dei clienti  abituali Tim, che prima di fare una ricarica al tabacchino,  vanno preventivamente sul sito della compagnia telefonica, per leggere quotidianamente le modifiche contrattuali dei vari importi di ricarica o leggono in fondo alla ricevuta ciò che c’è scritto (in piccolo), dopo avere avuto conferma via sms della ricarica effettuata!

Ricarica che una volta confermata in ricevitoria risulterebbe inoltre non più annullabile da parte dell’esercente! Mi chiedo solo quanto e se rientri effettivamente, in termini di legalità tale sistema di informativa alla clientela!

Adriano Bertolasi – Trento

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Io la penso così…

Immigrati in Trentino: solidarietà a Grisenti e alla Conzatti – di Paolo Farinati

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Spett.Le Direttore

qualche giorno fa il già Assessore provinciale Silvano Grisenti e la Senatrice Donatella Conzatti hanno manifestato apertamente e responsabilmente la loro contrarietà a quanto detto e promesso dal Presidente della nostra Provincia di Trento Maurizio Fugatti in merito al tema degli immigrati.

Non ho mai votato a destra, quindi mai Lega o altri partiti di questa area politica, non sono di Forza Italia e non sono un Socio di Progetto Trentino.

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La sola tessera che ho dal 1977, ovvero da quando ero giovane liceale, è quella del PSI-PSE.

I mie valori di riferimento sono sempre stati la libertà, l’uguaglianza e la fratellanza, in sintesi il rispetto di ogni individuo, sempre e ovunque, valore che dovrebbe essere universale.

Preciso questo in quanto desidero esprimere, da singolo libero cittadino, per quanto può valere, la mia più viva e sincera solidarietà a Silvano Grisenti e alla Senatrice Donatella Conzatti.

Ancor più in queste giornate in cui stiamo leggendo più posizioni di esponenti politici della destra trentina e roveretana di ferma e irrispettosa condanna della libera posizione di Grisenti e Conzatti.

Posizione che si rifà anche e soprattutto ai valori del popolarismo più autentico, che, credo, sono propri anche di Silvano e di Donatella, per come li conosco.

Non entro nella querelle partitica, oggigiorno condita sempre più da offese personali e da parole indegne di quella nobile attività umana che dovrebbe essere la Politica.

Un plauso, quindi, a Silvano Grisenti e alla Senatrice Donatella Conzatti, ben consapevole della grande sensibilità e della apprezzata solidarietà che hanno sempre animato la storia del nostro amato Trentino.

Paolo Farinati – Rovereto

di Paolo Farinati

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