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L'interrogazione

Aggredito dall’orso per le lesioni perde il lavoro. Cosa farà la provincia?

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È questa la domanda che Maurizio Fugatti della Lega nord pone alla giunta provinciale di centro sinistra autonomista in un’interrogazione depositata oggi.

Sono già tre gli attacchi registrati ai danni dell’uomo da parte dell’orso. Ma quali sono i risvolti lavorativi ed economici che questi drammatici episodi possono comportare per le vittime. La Provincia di Trento si è sempre premurata di specificare ogni qualvolta se ne facesse richiesta che i danni causati dalla presenza dell’orso ad allevatori ed agricoltori vittime degli attacchi sarebbero stati, una volta appurati e quantificati, debitamente risarciti.

Infatti fino ad ora i risarcimenti che la Provincia di Trento ha dovuto bonificare per i danni causati dall’Orso si aggirano intorno ai 2 milioni di euro. La Lega Nord attraverso una interrogazione si è interessata alla situazione di una delle vittime dell’orso, cioè di Wladimir Molinari, (foto) l’uomo aggredito un anno fa a Cadine che si è salvato solo per miracolo. L’uomo a causa delle gravi lesioni riportate alle braccia avrebbe perso il proprio lavoro da imbianchino.

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Nel documento interrogativo la Lega Nord chiede alla giunta se sia a conoscenza circa le conseguenze economiche e lavorative subite da chi è stato vittima dell’attacco dell’orso e quali siano le riflessioni formulate in merito, come la Provincia intenda agire a sostegno di di Wladimir Molinari, che a causa delle lesioni subite avrebbe perso il proprio lavoro da imbianchino e per quali importi siano state risarcite, fino ad ora, le vittime di aggressione dell’orso.

«Le politiche grossolane messe in atto da chi governa la Provincia per tenere in piedi il progetto di reintroduzione dell’orso – fallimentare visto quanto accaduto fin ora – sembrano essere sempre più inadeguate di fronte alle sollecitazioni che di volta in volta si è chiamati ad affrontare» si legge nella premessa dell’interrogazione di Maurizio Fugatti consigliere provinciale della lega nord. 

«Sembrerebbe infatti che gli esseri umani vittima delle aggressioni dell’orso siano costretti ad affrontare una vera e propria battaglia per veder riconosciuti i danni subiti,  – aggiunge Fugatti – che in alcuni casi non solo sono fisici ed emotivi o psicologici, ma anche economici, considerate le conseguenze che a lungo termine le lesioni possono comportare nella vita di tutti i giorni. Ci piacerebbe capire quali siano le intenzioni della Provincia in tal senso, se e come intenda sostenere chi a causa della scellerata reintroduzione dell’orso sul nostro territorio, per le lesioni causate dall’attacco subito ha perso il lavoro».

Secondo Fugatti non c’è da stupirsi se l’orso si comporta come tale, «ma riteniamo che le responsabilità politiche, e non solo, di gestire la situazione e far fronte alle conseguenze che ha comportato la reintroduzione del plantigrado sul territorio siano di chi governa questa Provincia e non siano scansabili. Ancora una volta la Provincia sembrerebbe essere più interessata all’incolumità ed al benessere del plantigrado, piuttosto che alla sicurezza ed al benessere della popolazione» – conclude il segretario della Lega Nord

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0 Comments

  1. Alessandra cesari

    26 luglio 2017 at 16:15

    Se io fossi il Sindaco di Trento permetterei agli animalisti di fare la loro manifestazione in città in cambio di un piccolo coerente impegno : alla fine della giornata ognuno si porti a casa un bell’orso del Trentino

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L'interrogazione

Profughi con mazzette di contanti nei negozi. Maurizio Fugatti interroga la Giunta.

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Come è possibile che alcuni profughi siano in possesso di somme di denaro contanti rilevanti? Quali controlli vengono svolti all’interno di appartamenti e strutture di accoglienza? Quanti profughi sono muniti di una carta prepagata ricaricabile?

Queste sono alcune delle domande che il segretario e consigliere provinciale Maurizio Fugatti inserisce all’interno di un’interrogazione presentata stamane all’attenzione della giunta provinciale.

L’interrogazione nasce dopo che alcuni cittadini hanno segnalato alla Lega Nord che molti profughi si sarebbero recati presso degli esercizi commerciali muniti di somme rilevanti di denaro contante per l’acquisto di prodotti. «Cosa alquanto insolita e che porta ad interrogarsi su come questi soggetti siano entrati in possesso di quel denaro» chiede appunto Fugatti.

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In alcune occasioni il proprietario o il commesso presente si sarebbe addirittura rifiutato di provvedere alla vendita del prodotto indicato dal profugo. «Abbiamo ricevuto anche delle segnalazioni che riportano che molti profughi acquistano regolarmente “Gratta e vinci” nei vari esercizi presenti sul territorio; il tutto a spese dei contribuenti» – aggiunge Fugatti che poi conclude dicendo: «Dopo gli abbonamenti gratuiti per la libera circolazione sul territorio provinciale, le tessere per l’acquisto di generi alimentari e non, tirocini, corsi di lingua italiana, sanità gratuita, appartamenti e altri aiuti economici ora ecco anche questa novità»

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L'interrogazione

Che fine ha fatto l’elicottero Agusta AW139 dopo l’incidente sul Monte Nambino?

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Il 5 marzo 2017 si è verificato un grave incidente che ha coinvolto un elicottero del 118, precipitato sul Monte Nambino, nella zona di Madonna di Campiglio, nel corso di una missione di soccorso in montagna. Fortunatamente nessun morto. (qui l’articolo)

In quota la visibilità era scarsa e c’era forte vento. Secondo il preliminary report dell’Agenzia Nazionale per la Sicurezza del Volo, l’elicottero intervenuto sarebbe andato in ‘white-out’, sollevando in fase di avvicinamento al suolo una nube bianca di neve che avrebbe fatto perdere contatto visivo al pilota, che si sarebbe poi avvicinato al suolo per permettere la discesa con verricello del personale, operazione che lo ha fatto oscillare e successivamente impattare al suolo.

L’8 marzo l’Agusta AW139 è stato depositato nel piazzale della caserma dei volontari di Dimaro, per poi essere trasferito in un hangar dell’aeroporto Caproni di Mattarello, dove risulterebbe giacere ancora oggi.

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Nell’estate 2017, a sei mesi dell’incidente, è stato annunciato il reintegro del parco velivoli, che fino al 5 marzo poteva contare su tre elicotteri per l’elisoccorso e due da servizio tecnico, tramite il noleggio di un altro elicottero Agusta AW139 da parte della Provincia, che pare costi quasi 7.000 euro al giorno.

«Per quanto riguarda il destino dell’elicottero fuori uso, – spiega il consigliere di Agire Claudio Cia – dalle informazioni a disposizione risulterebbe che la compagnia di assicurazione sia anche disposta a indennizzare il danno, purché qualcuno decida cosa farne: se valga la pena procedere alla riparazione dello stesso, oppure se vendere il relitto per acquistare un nuovo mezzo, nella consapevolezza del costo fra i 13 e i 15 milioni di euro».

Dopo la premessa sopra citata il consigliere Cia ha presentato ieri un’interrogazione alla giunta provinciale dove appunto chiede quali sono gli effettivi costi, giornalieri e totali, per l’affitto dell’elicottero sostitutivo, da quando risulta attivo il noleggio del velivolo e quando si stima potrà concludersi.

Claudio Cia chiede anche a chi spetta decidere cosa fare con il velivolo danneggiato e cosa si sta aspettando, qual è la valutazione della Provincia in merito al destino del velivolo, con quali realtà territoriali circostanti sono in essere accordi per l’intervento di elicotteri esterni al parco velivoli provinciale, e in quante occasioni ne è stato necessario il ricorso e per quali costi eventuali.​

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L'interrogazione

«Una esigua nevicata paralizza il Trentino, è questa l’eccellenza?»

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Se lo chiede il consigliere provinciale di Forza Italia Giacomo Bezzi che nella mattinata ha presentato un’interrogazione alla giunta provinciale.

Bezzi vuole sapere, considerato che non si è trattato di una vera emergenza in quanto l’intensità della nevicata è stata piuttosto esigua per una regione alpina come il Trentino Alto Adige, quale sia il motivo per cui A22 non sia stata in grado di gestire la situazione evitando i gravi disagi creatisi sul tratto autostradale.

Bezzi punta il dito anche sul fatto che la perturbazione era stata ampiamente prevista da tutti i meteo, per questo chiede se gli operatori dipendenti della A22 addetti allo sgombero neve fossero stati allertati e quindi reperibili e se l’A22 abbia previsto un aumento dei mezzi previsti per lo sgombero neve sul tratto autostradale di competenza, a fronte di un pedaggio davvero importante che gli utenti della stessa sborsano.

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«Una domenica bestiale e un lunedì nero per le strade della Regione. Ci riferiamo alla lunga coda provocata dal contro esodo domenicale per i mercatini, – scrive nella premessa del documento interrogativo Bezzi – prorogatosi anche ieri. Un infernale viaggio di ritorno che ha visto i turisti furiosi sorbirsi almeno 140 km di coda per fare ritorno a casa. Una coda provocata da una prima nevicata, annunciata da tempo e di lieve intensità. Questa situazione è andata poi progressivamente peggiorando, paralizzando il traffico sull’intero territorio regionale, producendo incidenti, ritardi e disagi non giustificabili da un evento atmosferico di queste proporzioni, assolutamente previsto, autostrada ghiacciata, autobus rallentati e corse annullate».

«La nostra Regione dovrebbe garantire servizi di eccellenza diametralmente lontani dall’immagine e dal livello posto in essere lungo questo primo ponte di dicembre; un afflusso massiccio ma ampiamente previsto come quello registrato nello scorso fine settimana, non dovrebbe permettere la paralisi della nostra viabilità, anche se occorso contestualmente alla prima nevicata stagionale» – conclude ancora Bezzi.

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