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Voce - Rotaliana

Aggredita da 3 donne arabe sulla corriera: «i terroristi dell’ISIS fanno bene a farvi la guerra»

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Brutto ed inquietante episodio quello avvenuto ieri sulla corriera della Trento Malè, che presta servizio sostitutivo, partita da Trento alle ore 12.32 e diretta a Mezzolombardo.

Una donna italiana di 49 anni, residente a Trento, è stata vittima di un’aggressione prima verbale poi fisica da parte di tre donne arabe. «Sono stata minacciata di morte – spiega la vittima dell’aggressione ancora sotto shock – presa a calci e infine una di loro mi ha anche sputato in faccia».

Secondo quanto racconta la donna aggredita, il diverbio sarebbe nato per una lamentela legata ad un passeggino aperto che occupava 4 posti liberi. Il conducente del mezzo per calmare la rissa ha dovuto fermare la corriera e ha subito fatto intervenire la polizia locale. Le tre donne arabe, dall’apparente età di 20, 25, e 30 anni, sono scese a Mezzocorona.

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La donna oggi presenterà regolare denuncia ai carabinieri di Mezzolombardo dopo essersi recata al pronto soccorso per sottoporsi a dei controlli. Fa riflettere la violenza verbale e soprattutto fisica delle 3 donne che si sono scagliate contro l’ignara vittima colpevole solo di aver chiesto di ripiegare il passeggino per così permettere agli altri passeggeri di stare più a proprio agio.

Ma desta ancora più impressione l’ultima frase pronunciata da una delle 3 donne musulmane prima di scendere dalla corriera: «i terroristi dell’ISIS fanno bene a farvi la guerra» – avrebbe detto. Le forze dell’ordine stanno indagando sull’episodio per individuare le responsabili dell’aggressione. La vittima ha dichiarato con grande rammarico di non essersi sentita adeguatamente tutelata dal personale presente sulla corriera

Infatti l’invito fatto dall’autista, al momento di salire, di ripiegare il passeggino, era rimasto completamente inascoltato. In poche parole quel passeggino per legge sulla corriera non ci doveva essere«Io mi sono permessa di dire che avrebbero dovuto metterlo nel porta bagagli visto che c’era gente in piedi. A quel punto è stata la fine: la signora con il bambino mi ha detto che non erano affari miei e ha iniziato a insultarmi, in un italiano perfetto. Io ho risposto che pago il biglietto e che era un mezzo pubblico, dunque erano affari miei».

Sembra che la donna araba di 30 anni abbia minacciato la signora anche di tagliarli la testa quando ha tentato di fotografarle per far si che la polizia le individuasse velocemente. «Mi hanno anche accusata di essere razzista – termina la vittima laconicamente – ma qui il razzismo non centra nulla. È solo questione di educazione e rispetto delle regole».

Secondo alcuni testimoni pare peraltro che le tre donne non abbiano nemmeno obliterato il biglietto e che nonostante il controllo del conducente siano state fatte salite lo stesso. Inoltre il passeggino avrebbe dovuto essere messo in un vano apposito.

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  1. Pingback: Trento, italiana aggredita, picchiata e sputata sul bus da 3 islamiche: “Fa bene l’Isis a farvi la guerra” – cattivi ed irriverenti

  2. Pingback: Le Quotidiane » Aggredita da 3 donne arabe sulla corriera: «i terroristi dell’ISIS fanno bene a farvi la guerra»

  3. Pingback: Trento, arabe aggrediscono una donna. “Isis fa bene a farvi la guerra” - CURIOSANDO

  4. Pingback: TRENTO, UN GRUPPO DI 3 DONNE MUSULMANE AGGREDISCE VERBALMENTE UNA 49ENNE: “ISIS FA BENE A FARVI LA GUERRA” (#STOPINVASIONE) - CURIOSANDO

  5. Guido Schiesari

    22 luglio 2017 at 21:28

    L’islamizzazione non è una teoria di cospirazione, è già un fatto in molte città europee come Malmö, Luton o Marsiglia.
    Trento non è immune da questa cospirazione, così come tutte le città italiane!
    Prima ci libereremo di questi fanatici, prima potremo vivere una vita felice e tranquilla!

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Voce - Rotaliana

Sequenziato il genoma della peronospora, e la fondazione finisce su Scientific Reports

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La Fondazione Edmund Mach ha decifrato il codice genetico del patogeno che provoca la peronospora della vite, malattia responsabile ogni anno di gravi danni in Italia e nel mondo.

Si tratta della Plasmopara viticola, il cui genoma è stato  appena pubblicato sulla rivista Scientific reports (gruppo Nature).

I ricercatori hanno scoperto, nell’ambito di un progetto finanziato dalla Provincia autonoma di Trento,  che la peronospora passa piccoli RNA e microRNA alla pianta ospite, i quali regolano l’espressione di geni dell’ospite in modo molto diretto. Inoltre è stata identificata una proteina della peronospora che interagisce direttamente con un gene di resistenza di vite.

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Il genoma pubblicato riguarda uno specifico isolato di P. viticola che infetta la vite in Trentino e tramite l’uso di sofisticati approcci genomici ha prodotto una serie di risultati che potranno avere ricadute importanti nella lotta contro questo patogeno riducendo così l’uso di fungicidi di sintesi.

“Questa pubblicazione – sottolinea il presidente FEM, Andrea Segrè – ci sprona a continuare a lavorare in attacco, ovvero nella ricerca più avanzata sul miglioramento genetico, per avere piante più resistenti. Nei nostri laboratori di San Michele stiamo anche investendo nella difesa, cioè nella protezione dalle principali patologie vegetali. In sostanza, il nostro è un lavoro a tutto campo per vincere la partita della sostenibilità”.

I ricercatori hanno scoperto una nuova comunicazione bi-direzionale fra P.viticola e il suo ospite che coinvolge i piccoli RNA. Questo scambio di piccoli RNA porta ad una regolazione genica inter-specie che coinvolge geni che contribuiscono alla difesa dell’ospite contro patogeni e fornirà ai ricercatori degli importanti strumenti per utilizzare nuovi fungicidi basati sull’RNA per la lotta contro la peronospora.

P.viticola è un patogeno obbligato, il che significa che non può vivere autonomamente – spiega Azeddine Si Ammour il principale autore dell’articolo -. P.viticola ricava energia sottraendo i nutrienti dalle cellule della vite ospite connettendosi alle cellule di quest’ultima mediante delle strutture chiamate “austori”. Con i miei collaboratori abbiamo mostrato che P.viticola passa piccoli RNA e microRNA alla pianta ospite i quali regolano l’espressione di geni dell’ospite in modo molto diretto. Per controbattere all’attacco la vite usa esattamente lo stesso processo per silenziare geni che sono coinvolti nella patogenicità”.

Gli autori spiegano che piccoli RNA e microRNA sono acidi nucleici di piccole dimensioni in termini di lunghezza che possono legarsi a RNA messaggeri che codificano per proteine. Questo legame di piccoli RNA all’RNA messaggero previene la sintesi della proteina corrispondente. Oltre ad Azeddine Si Ammour, il gruppo di ricerca alla Fondazione Edmund Mach include Matteo Brilli, Elisa Asquini, Mirko Moser e Michele Perazzolli afferenti al Centro di Ricerca ed Innovazione e Pier Luigi Bianchedi afferente al Centro di Trasferimento Tecnologico. (sc)

Scientific Reports (Nature)

A multi-omics study of the grapevine-downy mildew (Plasmopara viticola) pathosystem unveils a complex protein coding- and noncoding-based arms race during infection”

Matteo Brilli, Elisa Asquini, Mirko Moser, Pierluigi Bianchedi, Michele Perazzolli, Azeddine Si-Ammour

Pulizia delle foglie di vite mediante un pennello per raccogliere i corpi fruttiferi dell’oidio. Valutando in seguito la presenza dell’Ampelomyces quisqualis, osservandoli al microscopio.

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San Michele Adige, falso allarme bomba per vecchi estintori interrati

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L’allarme bomba scattato ieri a San Michele all’Adige, nell’ambito dei lavori per la realizzazione del metanodotto, si è rivelato falso dopo il controllo dei vigili del fuoco. (altro…)

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San Michele Adige: trovato ordigno nell’area del nuovo metanodotto

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Un ordigno è stato ritrovato oggi a San Michele all’Adige, a nord di Trento, nell’area di bonifica per la realizzazione del nuovo metanodotto Verona-Trento-Bolzano. (altro…)

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