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Trento

Attacco dell’orso a Pieve di Bono, Binelli (AGIRE): «I progetti sugli orsi sono un fallimento!»

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All’inizio della settimana scorsa si è verificato un nuovo attacco dell’orso, questa volta verso un gregge di pecore ad Agrone (Pieve di Bono-Prezzo) presso un’azienda agricola poco lontana dal centro abitato. Tre pecore sono state sbranate, altre ferite ed altre ancora sono sfuggite.

Questo vicenda si va ad aggiungere ai pessimi risultati dei progetti sull’orso voluti fortemente dal la sinistra centralista e di cui le Valli Giudicarie sono state trattate come cavie da laboratorio: non c’è bisogno di ricordare l’aggressione subita da Carnera a Pinzolo o gli ultimi avvistamenti dell’orso presso l’Ospedale di Tione o a Caderzone Terme, ma basta sentire i diretti interessati, gli stessi proprietari dell’azienda agricola, i quali hanno affermato che questa è già la terza visita del predatore in questione.

È sicuramente entusiasmante – secondo Sergio Manuel Binelli, coordinatore esecutivo di Agire per il Trentinovedere le foto di un orso o sentire le indicazioni dell’Assessore targato PATT all’agricoltura, foreste, turismo e promozione, caccia e pesca Michele Dallapiccola (con il quale ci siamo di recente confrontati sulla tematica) ; meno divertente invece sarà per queste persone continuare a lavorare in totale insicurezza, doversi inserire nei meccanismi pubblici e arrugginiti della burocrazia per ricevere l’indennizzo, vedere i propri sforzi e i propri animali andati in fumo.

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Inoltre – continua Binellici chiediamo che cosa sarebbe successo se durante lo spuntino dell’orso ci fosse stata nei dintorni una persona; oppure sarebbe anche da chiedersi come verranno gestiti i premi assicurativi della polizza stipulata dalla Provincia autonoma di Trento dal momento che questi attacchi sono in crescente aumento.

Tutto questo trambusto – ha concluso Binelli nella nota – non si sarebbe verificato se si fossero gestiti questi progetti con la testa: si potevano costruire dei parchi o delle riserve, si poteva chiedere al Governo di legalizzare lo spray anti-orso, e soprattutto è necessario rendersi conto che il territorio e i centri abitati non sono più quelli di una volta; ma evidentemente i finanziamenti giunti dall’Europa per questi progetti erano più importanti della sicurezza dei cittadini. L’acquolina in bocca della sinistra centralista per i soldi e il potere forse fa più paura di quella dell’orso.”

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