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L'interrogazione

Question time: le 22 risposte alle domande di attualità presentate ieri in aula

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​​​Il consigliere Simoni, in apertura di seduta di ieri, sull’ordine dei lavori, ha chiesto un’informazione urgente del Presidente Rossi in Aula per chiarire i motivi per i quali la Corte dei Conti non ha pareggiato il bilancio di assestamento Provincia autonoma di Trento.

Una necessità di chiarezza, ha detto il consigliere di Progetto Trentino, su uno dei cardini dell’Autonomia qual è il bilancio. Rodolfo Borga (Civica Trentina), sempre sull’ordine dei lavori, è intervenuto sul tema di migranti chiedendo se c’è una relazione diretta sull’intervento di Panizza sulle politiche europee sul tema e le prese di posizioni del Presidente francese e la presenza dei blindati austriaci al Brennero.

Maurizio Fugatti (Lega) tornando sul tema Corte dei Conti – bilancio, ha detto che a quanto pare, non si tratta solo di un partita di giro, ma sembra che, per pareggiare i conti, servano ulteriori risorse. Anche Fugatti ha chiesto informazioni sui migranti affermando che è ora di dire che anche in Trentino non c’è più spazio. Giacomo Bezzi (FI) ha chiesto al Presidente Dorigatti di chiedere tutte le informazioni sullo stato dell’assestamento. Massimo Fasanelli del Misto è tornato sui temi della crisi migratoria affermando che l’Italia deve rispettare puntualmente le norme quando invece l’Europa fa orecchie da mercante.

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Claudio Cia (Misto) ha aggiunto che i cittadini non capiscono perché i Paesi europei chiudono le frontiere mentre noi andiamo a prendere i profughi in mare. Nerio Giovanazzi (AT), sul tema della Corte dei Conti, ha detto che diluire il credito ai comuni su un tempo lungo vuol dire, in effetti, che in bilancio si mette una perdita. Sull’immigrazione il consigliere ha criticato papa Francesco per le pressioni che starebbe facendo sull’accoglienza ai migranti di fronte ad una situazione ormai insostenibile per l’Italia. Degasperi (5 Stelle) ha detto che c’è stupirsi perché c’è qualcuno che si stupisce di quello che sta succedendo al Brennero. Evidentemente, gli austriaci vedono quel che succede in piazza Dante e sono decisi a difendere i loro cittadini. La minoranza, inoltre, ha depositato una richiesta di comunicazione urgente sulla situazione dei migranti e sui fatti di cronaca di piazza Dante.

Poi sono cominciate le risposte alle domande di attualità. Un question Time serrato con 22 botte e risposte che riportiamo in breve sotto.

Claudio Civettini (Civica Trentina): A che punto è la bonifica delle Casotte? – Il consigliere della Civica ha chiesto quale sia lo stato della bonifica dell’area Casotte a Rovereto; quali siano i tempi; quali problematicità siano state eventualmente riscontrate, ma soprattutto quale sia il piano di sviluppo conseguente per quello, appunto, che era denominato il polo della Meccatronica.

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La risposta. L’assessore Olivi, ricostruendo la vicenda dell’area alle Casotte, ha detto che c’è un piano di carettarizzazione e sono stati fatti nuovi cambpoionamenti e i lavori sono stati sospesi. I lavori sono stati assegnati nel gennaio 2015 e dicembre scorso nuova sospensione per i ritrovamento di materiale antroico, E si sta lavorando ad un nuovo piano di bonifica

La replica. Civettini ha detto se, a questo punto, visto che si risale al 2002, non è il caso di ripensare al progetto pensando ad un recupero territoriale e alle nuove esigenze produttive nate nel roveretano. Infine, il consigliere ha ricordato che in mezzo a Mori, passa un elettrodotto.

Claudio Cia (gruppo misto): Concorso annullato al Cue e sanzioni per la dirigente – Visto che la Giunta, annullando il concorso per un’assunzione alla Cue (Centrale unica per l’emergenza), ha confermato l’esistenza dell’illecita mancata astensione della presidente della commissione, Cia ha chiesto di sapere se intenda conseguentemente attivare le previste procedure di contestazione degli addebiti per irrogare le sanzioni previste dal codice di comportamento e disciplinare nei confronti della dirigente del Cue.

La risposta. Ha risposto Olivi ricordando che il 23 giugno la Giunta ha deliberato di non procedere all’operato della commissione annullando il concorso in autotutela, il che, ha detto, non equivale ad avere rilevato elementi di illegittimità; la scelta è stata fatta solo a fronte a incertezze e dubbi su alcuni comportamenti. Di per sé il concorso, ha aggiunto, quindi, non è stato ritenuto illegittimo. Sul provvedimento disciplinare, ha affermato il vicepresidente, non sono emersi elementi per poterlo ritenere fondato e quindi viene manifestata fiducia alla dirigente. Qualora, però dagli accertamenti venissero rilevati aspetti illegittimi su questo procedimento, diversa sarà la comunicazione dei suoi esiti.

La replica. Cia ha ricordato che è la prima volta che la Giunta annulla con un atto politico un concorso pubblico. Di fronte al fatto che la presidente aveva un rapporto professionale continuativo con i tre vincitori. Al di là della magistratura, c’è un codice disciplinare che vale, evidentemente, solo per il povero dipendete che va a bere il caffè senza timbrare. Qui, ha concluso Cia, c’è stata una dirigente che ha abusato della fiducia del Presidente e la fiducia di tanti giovani ch credevano nella meritocrazia.

Marino Simoni (Progetto Trentino): Rilancio del Rolle la Giunta cosa ne pensa? – Simoni ha chiesto alla Giunta se è al corrente dell’iniziativa avviata da alcuni imprenditori per il rilancio di Passo Rolle; se condivida l’iniziativa se la proposta sia coerente con il protocollo d’intesa sottoscritto con le comunità locali del Primiero, se sia compatibile con le disposizioni urbanistiche attuali, e se rimangono comunque garantite le risorse indicate nel protocollo d’intesa per il rilancio di S. Martino di Castrozza.

La risposta. Ha risposto l’assessore Dallapiccola affermando che la Giunta non ha contezza di nulla, le uniche informazioni sono quelle apprese dalla stampa. Allo stato attuale il progetto riguarda i privati. Privato è il concessionario degli impianti di risalita e privato è il proponente del progetto. In questa fase la Pat, ha detto Dallapiccola, vede di buon occhio qualsiasi iniziativa imprenditoriale che è indice di vivacità, a fronte di un pubblico spesso criticato ma che ha fatto ampiamente la sua parte. Comunque, non ci è alcun motivo che questo progetto sia in contrasto con protocollo sul Rolle.

La replica. Il consigliere ha condiviso la posizione della Giunta, anche se ha espresso, di fronte alle caratteristiche del progetto imprenditoriali, preoccupazione per il protocollo e il destino della collegamento San Martino – Rolle. L’iniziava imprenditoriale va bene, ma ci si chiede se ha ancora valore il protocollo e il collegamento S.Martino Rolle.

Nerio Giovanazzi (Amministrare il Trentina): Scarse precipitazioni, piano per la raccolta dell’acqua piovana – Viste le scarsissime precipitazioni, Giovanazzi chiede all’assessore se sia stato fatto un monitoraggio della situazione sul territorio provinciale e se sia stato definito un piano per individuare in collaborazione con i Comuni le priorità, gli interventi per la creazione di bacini di accumulo così da fronteggiare i periodi critici, ma anche per la pulizia degli invasi esistenti per aumentare le capacità di raccolta delle piogge.

La risposta. Ha risposto Olivi affermando che i problemi legati al surriscaldamento sono evidenti anche da noi e la Pat ha affrontato questo tema dal 2008 con un documento di programmazione per mitigare gli effetti di questi cambiamenti. Va ricordato che negli anni sono stati garantiti investimenti importanti per la sicurezza del territorio. Investimenti sono stati fatti sull’efficientamento dell’irrigazione e c’è un tavolo sui cambiamenti climatici. Sul tema degli invasi gli investimenti hanno portato ad un buon livello di riserve idriche.

La replica. Il consigliere di At ha chiesto se c’è un piano di intervento per la creazione di bacini di accumulo. Passo avanti sono stati fatti sul consumo, grazie agli impianti a goccia. I cannoni da neve non consumano acqua, ma servono a creare riserve.

Rodolfo Borga (Civica Trentina): Quali ragioni di estrema urgenza per incarico della Cue a Trento Rise – Borga ha chiesto quali siano state le ragioni di “estrema urgenza” addotte dalla Giunta per giustificare il conferimento diretto, senza confronto concorrenziale, da parte del dirigente della Cue (Centrale unica di emergenza) di un incarico per un corrispettivo di 130.000 euro in relazione alle Universiadi svoltesi a Trento nel 2013, per un progetto del costo complessivo di 510.000 euro.

La risposta. Ha risposto Dalsoss affermando che per le Universiadi la Cue venne coinvolta per eventuali situazioni di emergenza. Lo stesso comitato Universiadi invernali 2013 propose il Cue per il supporto tecnico per un presidio interforze per la prevenzione di emergenze legate alla sicurezza. Veniva chiesto alla Protezione civile una struttura di coordinamento che fungesse da centrale operativa di controllo e comando sulla sicurezza. Un tema condiviso dal commissariato del governo. Un’attività, ha ricordato Daldoss, che è stata realizzata in poche settimane, di qui la motivazione dell’urgenza, e che in quel momento era ritenuta centrale per la buona riuscita della manifestazione, in una situazione internazionale difficile sul piano della sicurezza.

La replica. Insoddisfatto il consigliere ed ha detto che mabderà tutto alla Corte dei Conti. Palese un affidamento da 130 mila euro senza un motivo di urgenza. Si utilizzzato il paravento di Trento – Rise per dare un affidamento che la Cue non voleva apparisse. Il provvedimento poi data tre mesi sopo la fine delle Universiadi e ssi è voluto tirare in ballo l’allora Commissario del Governo. Il quale, sulla stampa, ha detto che nelle riunioni non si è mai parlato dell’urgenza di un sistema di sicurezza.

Donata Borgonovo Re (Partito democratico): Richiedenti asilo, quali iniziative per i respinti? – La consigliera ha chiesto come si sta organizzando la Provincia per affrontare i problemi relativi all’accompagnamento dei richiedenti asilo che, a distanza di tempo dall’accoglienza in Trentino, si vedono rigettata la domanda di protezione internazionale, quante persone hanno ottenuto un rigetto definitivo, e quante hanno dovuto o dovranno uscire dai progetti di accoglienza.

La risposta. Ha risposto Dallapiccola affermando che si deve ricordare che dal punto di vista giuridico nei confronti dei denegati per l’ente pubblico non è possibile fornire sostegno se non contributi per il rimpatrio e l’assistenza sanitaria urgente. Nessuno in Trentino ha concluso l’iter previsto, molti hanno lasciato invece volontariamente l’accoglienza.

La replica. Servirebbero dati più precisi, anche di fronte ad una legge che mostra tutte le sue fragilità. La Pat, che ha una solidità di affrontare questi temi, gli enti pubblici dovrebbero farsi carico delle persone che escono dai progetti, La dimensione dell’accoglienza hanno valore anche sul valore della sicurezza della comunità. Le vicende di sicurezza di alcune zone di Trento non nascono dal nulla.

Filippo Degasperi (Movimento 5 stelle): Fuga agenti antidegrado per il Comune di Trento finanziati dalla Provincia – A proposito degli agenti assunti dal Comune di Trento nell’ambito della task force antidegrado finanziata dalla Provincia per il 2017, Degasperi ha chiesto perché questi agenti sono fuggiti e quali iniziative ha adottato la Pat per individuare le responsabilità del fallimento del progetto anche perché non si ripeta.

La risposta. Ha risposto Daldoss affermando che l’unità antidegrado è stata finanziata dalla Pat nell’aprile 2016 e ha l’obiettivo di creare una maggiore presenza delle forze dell’ordine in città. Un progetto di 900 mila euro per i primi due anni, con l’obiettivo di assumere 12 agenti, 11 dei quali a tempo determinato. Il Comune di Trento ha formato gli agenti che sono entrati in servizio definitivamente nello scorso febbraio. La Giunta ha chiesto che ci fosse un’attività di informazione sull’attività da parte del Comune e i dati sono che da dicembre 2016 sette agenti si sono dimessi, altri 6 sono stati assunti, quindi oggi sono 10 invece degli 11 previsti. I vigili si sono dimessi o perché sono stati assunti in altri comuni a tempo indeterminato o hanno scelto di lavorare in territori più vicini a casa. Oggi comunque la squadra è al completo, il posto mancante verrà coperto con un’assunzione che si farà prossimi giorni.

La replica. Quindi, ha affermato il consigliere, Rossi non ha detto il vero perché la squadra c’è. Comunque, ha aggiunto, non si capisce perché se il progetto è biennale i contratti sono annuali e, soprattutto, ci si chiede come mai invece di assumere avventizi non si assumono vigili a tempo indeterminato. Ci sono addirittura vigili, ha ricordato Degasperi, che vogliono uscire dagli uffici per tornare al loro lavoro e non ottengono il via libera dai superiori. Infine, Degasperi, ha chiesto se anche queste risorse entrano nel’extra bilancio Pat per i migranti.

Luca Giuliani (Patt): La Codess assuma a Villa San Pietro gli ex dipendenti -In merito alla riapertura del centro di riabilitazione psicosociale di Villa San Pietro ad Arco, dove operano oggi 26 dipendenti grazie alla cooperativa Codess di Padova, il consigliere chiede alla Giunta se ha notizia di assunzioni di nuovo personale da parte della cooperativa; se sappia di quali eventuali figure si tratta e per quali mansioni e se intenda tutelare gli ex dipendenti in mobilità della struttura chiedendo la loro assunzione in via prioritaria da parte di Codess, come previsto dall’accordo sindacale.

La risposta. Ha risposto Dallapiccola riferendo informazioni del presidente della Codess che ha ricostruito la vicenda, ricordando che la coop ha rispettato gli accordi sindacali del 2015. La coop però nell’ultimo biennio, in conseguenza al mancato aumento delle utenze, non ha assunto personale, ma ha proposto soluzioni a termine agli ex dipendenti di Villa S. Pietro. La Pat, ha concluso Dallapiccola, non ha strumenti di intervento in questa materia.

La replica. Giuliani ha detto di avere informazioni diverse e che il personale non è stato contattato per le sostituzioni.

Massimo Fasanelli (gruppo misto): Stato di attuazione delle norme i trasparenza – Pare che la Provincia non abbia ottemperato mediante l’Osservatorio contratti pubblici e prezzario agli obblighi di trasparenza in capo alle stazioni appaltanti previsti dalla legge provinciale 19 del 31 dicembre 2016 entro sei mesi dalla sua approvazione. Per questo Fasanelli ha chiesto quale sia lo stato di attuazione della normativa, quali indicazioni e strumenti siano stati forniti ai soggetti previsti dalla legge per rispettare le disposizioni, perché non è stato aggiornato l’Osservatorio, a chi era affidata questa responsabilità, quali sanzioni sono previste per gli enti che non ottemperano agli obblighi di trasparenza e da chi sono comminate.

La risposta. Ha risposto Olivi sull’Osservatorio ha detto che il processo è automatico con un sistema che è stato implementato sul settore lavori pubblici e forniture superiori ai 40 mila euro. Con l’Osservatorio, secondo il vicepresidente, si può accedere a tutta la documentazione. Si sta modificando l’amplicativo e si potrà accedere a tutta la documentazione, già comunque disponibile su amministrazione trasparente. Con una deliberazione del 30 giugno, ha detto ancora Olivi, la Giunta ha approvato il piano anticorruzione, dove c’è una parte che riguarda la trasparenza. La responsabilità della comunicazione, ha concluso, è in capo a Anac.

La replica. Risposta un po’ confusa, secondo Fasanelli, perché ci sono contraddizioni e le carenze ci sono e vanno risolte.

Lorenzo Baratter (Patt): Vaccini, la Giunta chieda allo Stato di eliminare l’obbligo – Sulla questione vaccini, Baratter invita la Giunta a chiedere al governo di garantire informazioni da fonti indipendenti su rischi e benefici generati dalle vaccinazioni con numeri reali della farmacovigilanza, accesso garantito dallo Stato ad anamnesi pre vaccinale approfondita e monitoraggio post vaccinale per segnalare alla Apss eventi avversi, garanzia di prodotti vaccinali più sicuri, senza adiuvanti, e conservanti pericolosi, vaccini monovalenti per calendari vaccinali personalizzati in accordo con il proprio pediatra, costituzione della Commissione vaccini. Baratter chiede anche la revisione dei meccanismi coercitivi con l’eliminazione del divieto di accesso nelle scuole ai bambini non vaccinati nella fascia 0-6 anni, di invertire l’onere della prova in merito ai danni da vaccini (sia lo Stato a dimostrare che il danno non è causato da vaccini), e che lo Stato abbia un diritto di rivalsa sulle case produttrici di vaccini nel momento in cui sia dimostrato il legame tra vaccino e malattia contratta, in modo da poter risarcire i cittadini.

La risposta. Dallapiccola ha risposto che il testo della domanda si attualità rappresenta, di fatto, una proposta di mozione e non un’interrogazione alla quale, peraltro è già stata data risposta dall’assessore Zeni a giugno. Comunque, Dallapiccola ha ricordato che è stata riferita alla ministra della salute la posizione favorevole della Giunta al decreto e al Parlamento è stato chiesto se le misure coercitive previste siano ritenute le più efficaci.

La replica. Il consigliere, a titolo personale, ha detto di avere diritto a mantenere le perplessità. Anche le vaccinazioni vanno valutate caso per caso e c’è da anni un dibattito sul superamento dell’imposizioni vaccinali. Posizioni non da no vax , ha affermato, ma scritte nel piano sanitario Pat del 2012. Il consigliere ha ricordato che sono 636 i danneggiati da vaccini e ci si deve chiedere, tra l’altro, perché molti medici che hanno criticato questi metodi sono stati radiati. Il consigliere ha concluso che a un politico non si può chiedere un atto di fede.

Giuseppe Detomas (Ual): Quali iniziative della Pat per il “dopo di noi”? – Il consigliere della Ual ha chiesto alla Giunta se, anche a fronte di un sostanziale fallimento della legge 112, il cosiddetto “dopo di noi”, siano previste azioni da parte della Provincia per potenziare e sostenere forme di aiuto per migliorare la vita dei disabili che non possono più contare sul sostegno familiare.

La risposta. Olivi ha risposto affermando che molte sono le iniziative in Trentono in linea con la legge “dopo di noi”. C’è un progetto di alcune coop sociali su questo tema; un progetto portato avanti dall’Università di Trento, legato alla domotica, per soggetti con sindrome di Down. Anche Anfas si sta muovendo con una fitta serie di inziative su questo tema. Verrà poi fatta una ricerca della Fondazione Demarchi per trovare soluzioni efficienti.

La replica. Molte sono le iniziative, ed è molto positivo, ma il consigliere ha sollecitato Giunta e Consiglio ha dare una risposta normativa organica.

Gianpiero Passamani (Unione per il Trentino): Gestione statale SS47, la Giunta supporti la Comunità di valle – Il consigliere ha chiesto come la Giunta intenda garantire la presenza costante di controlli del rispetto del limite di velocità e sorpasso sulla statale della Valsugana SS47; la gestione tempestiva dei rallentamenti causati dai veicoli lenti e se si intenda supportare la Comunità Valsugana e Tesino nella gestione di eventi stradali rilevanti con l’applicazione del piano di viabilità alternativa predisposto dalla stessa Comunità.

La risposta. L’assessore Olivi ha evidenziato per la strada in questione una sostanziale stabilità nel traffico: una seppur in minima misura diminuzione di quello dei mezzi pesanti a fronte di un leggero aumento di quello delle autovetture. L’incidentalità complessiva è minore rispetto ad altre arterie, mentre risulta essere superiore la quota di incidenti stradali mortali. Al fine di attenuare questa ultima, è stata diramata un’ordinanza di regolamentazione del traffico che impone il limite massimo di 70 km orari. I veicoli lenti (mezzi agricoli e biciclette) si dovrebbero invece orientare verso le numerose piste ciclabili e percorsi alternativi della zona. Olivi ha assicurato la piena disponibilità dell’assessore Gilmozzi alle amministrazioni locali nella gestione degli eventi stradali che devono coinvolgere anche polizia stradale e civile. L’applicazione efficiente ed efficace delle ordinanze, presuppone un perfetto coordinamento di tutte le forze in gioco.

La replica. Passamani ha ringraziato per la risposta, ma ha chiesto di accelerare il processo di condivisione degli obiettivi da parte di tutti i soggetti coinvolti per la soluzione di una questione allarmante, con incidenti in costante aumento.

Walter Viola (Progetto Trentino): Rotaliana e Paganella, ambulatori chiusi il giorno di S. Vigilio – Di solito nelle feste patronali i medici di medicina generale si astengono dal lavoro solo nel paese sede del distretto e nel giorno della ricorrenza dove il distretto rimane chiuso. Viola chiede alla Giunta la ragione della chiusura disposta dall’azienda sanitaria provinciale, che ha creato disagi, di tutti gli ambulatori dei medici di medicina generale della Piana Rotaliana e dell’Altopiano della Paganella il 26 giugno scorso, giorno della festa di San Vigilio, patrono della città di Trento. E domanda chi, all’interno dell’Apss, abbia definito e trasmesso questa disposizione.

La risposta. Ha risposto l’assessore Dallapiccola precisando che da qualche anno l’Apps ha fatto coincidere le festività patronali con quelle del capoluogo. Stante alla pregressa gestione era stato concordato che la festa si estendesse a tutto il distretto.

La replica. Viola ha ringraziato l’assessore pur obiettando che stiamo parlando di paesi grossi e di un periodo turistico. Quando a Cles c’è il santo patrono non si chiudono gli esercizi anche sulla Predaia, così come quando si festeggia il patrono di Borgo non si fa festa a Cinte Tesino: pro futuro, poniamo rimedio a questa estensione che non è positiva per il servizio reso alla comunità trentina, ha concluso.

Gianfranco Zanon (Progetto Trentino): Allargamento della SS47 e spartitraffico per ridurre il rischio di incidenti – Zanon ha chiesto all’assessore se, per limitare il rischio di incidenti causati da sorpassi nel tratto della statale della Valsugana in cui la Provincia ha imposto di ridurre la velocità, si possa prevedere un allargamento della carreggiata in modo da creare una corsia di sorpasso (e avere quindi due corsie per senso di marcia) e posizionare uno spartitraffico che minimizzi il problema.

La risposta. A nome di Gilmozzi ha risposto il vicepresidente Olivi che ha chiarito le tempistiche per la realizzazione dell’intervento a partire dalla delibera della Giunta del 9 giugno 2017, cui seguirà l’approvazione del progetto esecutivo e la contestuale pubblicazione del bando gara. L’avvio dei lavori è prevedibile per il primo trimestre del 2018. Non è previsto uno spartitraffico centrale, ma una forma di separazione delle carreggiate, piazzole emergenza, una corsia di decelerazione per l’emissione nei paesi, una serie di opere per un importo lavori di 3 milioni 700.000 euro circa e un importo di progetto di oltre 4 milioni.

La replica. Non sono un tecnico, ma fin d’ora sollecito la previsione di uno spartitraffico, ha detto Zanon, altrimenti l’opera potrebbe risultare ancora più pericolosa dello stato attuale. Nelle cifre complessive riferite per la realizzazione sicuramente non è inclusa una infrastruttura permanente per la separazione delle carreggiate.

Pietro De Godenz (Unione per il Trentino): Misure per prevenire la sindrome del caregivers – Il consigliere ha chiesto alla Giunta se intenda promuovere iniziative orientate ad evitare la cosiddetta “sindrome del caregiver” (familiari che occupandosi a casa di una persona cara affetta da una malattia cronica o da demenza senile, vivono in una condizione sociale e psicologica difficile) e quali misure intenda adottare per aiutare concretamente queste persone sempre più presenti in Trentino.

La risposta. L’assessore Dallapiccola ha chiarito che il caregiver è ritenuto un percorso essenziale per l’autosufficiente e prevede la presa in carico della persona e della sua famiglia. Vanno promossi sempre più interventi di assistenza e valorizzazione del lavoro e dell’impegno del famigliare che assiste con una serie di servizi di supporto della domiciliarità, rispetto ai quali ci sono ampi spazi di miglioramento di cui si terrà conto nella riforma del welfare, che permetterà la promozione di interventi sempre più flessibili e personalizzati a vantaggio del benessere della famiglia e azioni sensibilizzanti per la comunità.

La replica. De Godenz si è dichiarato soddisfatto se tutto quanto detto sarà messo in pratica.

Walter Kaswalder (gruppo misto): Ammontare della spesa sanitaria per i richiedenti asilo – Il consigliere ha chiesto a quanto ammonta la spesa sanitaria sostenuta dalla Provincia per i richiedenti asilo nel 2014, 2015, 2016 e nel 2017, quanta parte di questa spesa sia stata rimborsata dallo Stato e se è vero che nell’ultimo anno molte fatture non sono state emesse su precisa disposizione dell’azienda sanitaria.

La risposta. Dallapiccola ha risposto per conto dell’assessore Zeni precisando che il servizio sanitario provinciale deve far fronte ai bisogni delle persone richiedenti asilo che hanno parità di trattamento rispetto ai cittadini italiani. La richiesta puntuale dell’interrogante, ha aggiunto, non può essere soddisfatta nei tempi imposti da un question time. Si può comunque dire che la somma è ridotta, visti i piccoli numeri del fenomeno. Le risorse, ha infine concluso, sono trasferite dallo Stato extra bilancio Pat e si tratta di 15-20 milioni di entrate che altrimenti non ci sarebbero.

La replica. Ho capito che non si vogliono dare le informazioni richieste, ha detto Kaswalder, e procederò dunque a presentare una interrogazione a risposta immediata: è una vergogna che i costi per la grossa spesa sanitaria di queste persone non vengano corrisposti dallo Stato.

Alessio Manica (Partito democratico): Progetto di restauro con tempi e costi dell’ex convento Agostiniani – Manica ha chiesto se la Giunta è a conoscenza dello stato di degrado in cui versa l’ex convento degli Agostiniani in vicolo S. Marco a Trento, immobile storico di grande valore architettonico, se esiste un progetto di restauro dell’edificio, ed eventualmente con quali costi e tempi.

La risposta. L’assessore Daldoss ha chiarito che la situazione dell’edificio è nota. Si tratta di un complesso di indubbio interesse storico e architettonico, che è stato oggetto di numerosi interventi di manutenzione negli anni. In particolare, nel corso del correte anno si è intervenuti sostituendo il portone con una cancellata automatizzata e si sono svolti lavori di ripristino di una ventina di postazioni lavorative. Entro il 2018 si procederà con la sostituzione della copertura lato est. L’idea di ristrutturare completamente (si stimano 6-8 milioni di costi complessivi e 4-5 anni di lavori) è troppo onerosa e dunque si sono fatti interventi di manutenzione ordinaria in tappe successive.

La replica. La risposta mi preoccupa, ha detto Manica, perché prima o poi occorrerà metterci mano seriamente e in forma complessiva, sarebbe un vero peccato lasciar ammalorare un gioiellino di quel tipo nel centro storico di Trento. Vi invito a considerare le necessità dell’edificio con uno sguardo di più lungo periodo, ha concluso.

Giacomo Bezzi (Forza Italia): Quanti immigrati e dove accoglierli dopo gli ultimi sbarchi – Bezzi ha chiesto di sapere a quanto ammonta il numero totale degli immigrati accolti nelle varie strutture del Trentino alla data del 30 giugno scorso, quanti si prevede arrivino in provincia dopo gli ultimi sbarchi e dove saranno ospitati.

La risposta. L’assessore Dallapiccola ha comunicato che al 30.06 erano presenti 1668 immigrati distibuiti su 59 territori comunali, di cui il 67% a Trento e Rovereto, ovvero 737 persone. Il sistema ha risposto secondo la collaudata logistica che prevede collocazioni nelle diverse strutture adibite ai tre diversi step: pronta accoglienza-prima accoglienza-seconda accoglienza per favorire percorsi di inclusione sociale. I migranti usciti dall’accoglienza sono stati 417. Le previsioni dicono che ne arriveranno circa 800, mentre ne usciranno circa 500 e saranno trattati con lo stesso iter che fin qui ha dato risultati soddisfacienti.

La replica. Sono senza parole, ha replicato Bezzi, e mi chiedo cosa sta facendo chi sta lavorando su iter che non si sono mai conclusi. Se ci sarà un aumento in futuro, occorre darsi un metodo e verificare la procedura espellendo chi vede essere espulso a rigore di legge.

Mario Tonina (Unione per il Trentino): Carenza di servizi socio-sanitari in val di Ledro – Pur a fronte di risorse calanti e della fase di riorganizzazione in corso, Tonina ha chiesto all’assessore Zeni come intenda far fronte alle carenze in val di Ledro dei servizi socio-sanitari e in particolare dei servizi di guardia medica e infermieristico; alla ridotta presenza del medico turistico; all’assenza del servizio sociale e alla scarsa collaborazione fra i medici di medicina generale, per non sovraccaricare di lavoro i servizi di Cri e del Pronto soccorso di Arco e la farmacia territoriale.

La risposta. Ancora Dallapiccola ha dato lettura di una nota predisposta dall’assessore competente Zeni ed ha precisato che la costante riorganizzazione della sanità è volta a garantire elevati standard di qualità a tutti i cittadini, incrementando il più possibile i servizi sul territorio. Nella valle di Ledro ci sono 4 medici generici e due pediatri, la cui attività è oggetto di costante di monitoraggio. C’è poi un servizio infermieristico a Bezzecca dal lunedì al venerdì e la garanzia di un servzio a domicilio, mentre la guardia medica è garantita da due medici della sede di Riva del Garda. Dal 1 luglio al 31 agosto c’è inoltre una medico per i turisti presso Bezzecca dal lunedì al venerdì dalle 15 alle 18, reperibile al mattino anche telefonicamente. Si segnala infine che fino al 2015 era attivo un consultorio famigliare sospeso perché i dati non ne giustificavano l’apertura.

La replica. Mi ritengo parzialmente soddisfatto ha detto Tonina: sono convinto che mantenere i servizi nelle valli periferiche è una condizione essenziale per mantenere vivi i territori. Occorre a suo avviso uno sforzo ancora maggiore, vista anche la collaborazione e la disponibilità del territorio. E’ qui dove la politica può e deve fare la differenza, ha concluso facendosi da portavoce degli abitanti che chiedono la permanenza dei servizi dai quali non si può e non si deve prescindere.

Manuela Bottamedi (gruppo misto): Tossicodipendenze, servono un drop-in e più finanziamenti – Per fronteggiare il problema della tossicodipendenza la consigliera sollecita l’assessore Zeni ad aprire al più presto un drop-in (sportello di strada), senza attendere l’autunno prossimo quando arriverà con il concorso il nuovo primario del Serd selezionato tramite concorso il prossimo autunno. Bottamedi ha chiesto, inoltre, di aumentare il finanziamento e sostegno pubblico alle associazioni che si occupano in termini complementari al Serd di gestione e recupero dei tossicodipendenti.

La risposta. Dallapiccola ha chiarito che la situazione trentina è caratterizzata da una molteplicità di servizi rivolti ai tossicodipendenti e alle persone affette da gravi disagi sociali. Cooperative sociali, associazioni, sportelli di accoglienza della Pat, sono numerosi i soggetti che affrontano queste tematiche e che offrono riferimenti importanti a persone disagiate. Eventuali proposte operative alternative andranno dunque valutate in forma pensata e non sull’onda dell’emergenza criminalità in una piazza trentina, oggetto delle recenti cronache. Questo anche per la necessità di trovare una complementarietà con i servizi già attivi. E’ in corso, ha concluso Dallapiccola, la revisione delle modalità di finanziamento con la riorganizzazione dei servizi residenziali e e il coordinamento delle risorse al fine di garantire una risposta adeguata alle esigenze.

La replica. Il mio è un interesse di lunga data, ha detto Bottamedi e non nato sull’onda di un dibattito recente. Mi auguro, ha aggiunto, che si parli e si approfondisca il problema che non va sottovalutato. Ci sono, è vero, molte realtà operanti in questo contesto, ma non bastano, tanto che l’associazione famiglie trentine di tossicodipendenti ha rivolto un grido di aiuto chiedendo collaborazione.

Maurizio Fugatti (Lega Nord Trentino): Progetti per la messa in sicurezza della statale 47 – Fugatti ha chiesto di sapere quale sia il progetto presentato alla Comunità di valle e al consiglio comunale di Ospedaletto per la messa in sicurezza della statale 47 della Valsugana, i cui lavori dovrebbero iniziare a breve; se sia stata studiata la possibilità di realizzare quattro corsie e installare uno spartitraffico come richiesto dagli amministratori, e quali intenzioni abbia la Provincia in merito al progetto della Valdastico.

La risposta. Ha risposto il vicepresidente Olivi, richiamando la risposta già fornita questa stessa mattina ad una simile interrogazione al consigliere Zanon in cui si fornivano i tempi di realizzazione della SS47. La procedura di gara è stata avviata il 19 giugno 2017, con previsione di fine lavori nel 2020 mentre la realizzazione delle quattro corsie non è ad oggi inserita nel programma delle opere viabilistiche della Pat. Infine, sul possibile collegamento con il Veneto, detto che la Giunta non può oscillare sulla base di spinte singole dei territori, è noto che siamo in attesa di conoscere le proposte del Comitato paritetico tra Ministero infrastrutture ed enti locali sulla Valdastico che poi saranno oggetto di una consultazione pubblica e di un dibattito in quest’aula, così come prevede la normativa vigente.

La replica. I fatti di queste settimane forse dicono che invece è il caso di “oscillare”, ha osservato Fugatti e cambiare idea sul collegamento con il Veneto perché la popolazione che abita su quel tratto di strada rischia quotidianamente.

Violetta Plotegher (PD): Sicurezza, quali stanziamenti per la prevenzione sociale? – La consigliera Pd ha chiesto alla Giunta di riferire sull’attività dell’Osservatorio per la sicurezza sui progetti di prevenzione sociale e il livello di stanziamenti destinati, negli ultimi 5 anni, a progetti per le politiche integrate della sicurezza nel campo della prevenzione sociale.

La risposta. L’assessore Daldoss ha precisato che il tema di come si possa affrontare la questione della sicurezza sociale da tanti punti diversi. L’Osservatorio, fin dal 2004 ha svolto una serie importante di attività, facendo diverse analisi dagli incidenti stardali alcool correlati, alla cultura della legalità al bullismo, al gioco patologico e a scenari di sicurezza vari fino alle infiltrazioni criminali nella nostra comunità. Recentemente l’attività è continuata anche in collaborazione con l’Università e il Comune di Trento su sicurezza e miglioramento complessivo della qualità della vita dei cittadini: un lavoro lungo e complesso su cui si sta costantemente lavorando.

La replica. Parzialmente soddisfatta Plotegher che ha sottolineato che le politiche per la sicurezza prevedono di declinare insieme anche le pratiche relative alla prevenzione. L’insicurezza percepita e la sfiducia sempre più palpabile dovrebbero farci interrogare se la risposta giusta sia la repressione oppure se non dobbiamo invece riflettere su altre pratiche e investim

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