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Trento

Firmati i protocolli operativi La gestione associata è quasi operativa

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I Comuni di Villa Lagarina, Nogaredo e Pomarolo hanno sottoscritto i protocolli operativi per la gestione associata dei servizi. Questi atti fanno seguito all’approvazione, avvenuta nei mesi scorsi, della convenzione decennale che ha dato vita all’Ambito 10.1. Se l’ubicazione dei vari uffici era già stabilita nella convenzione, i protocolli elaborati dalla conferenza dei sindaci – che vede seduti al tavolo Romina Baroni, Fulvio Bonfanti e Roberto Adami – assegnano le funzioni e le dotazioni organiche.

La sindaca di Villa Lagarina è, in quanto referente del comune capofila, la presidente della conferenza dei sindaci. «I protocolli hanno consentito di nominare anche i responsabili di ciascun servizio. A giorni, assieme a queste figure, partirà l’elaborazione del crono – programma che porterà alla realizzazione pratica della gestione associata».

Il crono – programma richiede infatti di essere scritto di concerto tra la parte politica e la parte che poi materialmente coordinerà il lavoro degli uffici pubblici. «In questa fase si formalizzano anche i mansionari e, ovviamente, si dovranno percorrere tutti i passaggi sindacali connessi a un cambiamento che è, lo sappiamo, decisamente importante. Alcune persone saranno fisicamente spostate di ufficio e, per tutte, si impone un mutamento “culturale”, dovendosi confrontare con un ambito che è diverso da quello entro cui operavano finora.

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Sarà un percorso delicato e richiederà un cambio di prospettiva: bisogna mediare e condividere tra tre Comuni, che finora avevano la propria autonomia, per arrivare a raggiungere tutti gli obiettivi fissati dalla riforma istituzionale. Io mi auguro che ognuno dei collaboratori possa comprendere che questo cambiamento rappresenta anche un’occasione di maggiore e nuova professionalizzazione, una sfida che può riservare grandi soddisfazioni e, il tutto, a beneficio di un miglior servizio erogato ai cittadini».

Ripercorriamo rapidamente la storia recente. Il 25 luglio 2016, i sindaci hanno sottoscritto il “Progetto di riorganizzazione sovra comunale dei servizi da gestire in forma associata“. Il progetto è stato presentato al servizio autonomie locali della Provincia il 28 luglio ed era un documento di indirizzo politico-amministrativo pluriennale volto a fotografare la situazione in essere e a disegnare la nuova organizzazione associata dei servizi comunali, definendo anche gli obiettivi da raggiungere: migliorare l’efficienza e l’efficacia della macchina pubblica, accrescere la qualità e la continuità dei servizi erogati, favorire le economie di scala, razionalizzare e contenere le spese per raggiungere entro tre anni il risparmio assegnato dalla giunta provinciale, pari a 80.700 euro. In autunno è stata approvata la convenzione decennale che ha fissato i confini entro i quali avrebbero poi dovuto svilupparsi i protocolli, approvati in questi giorni.

Vediamo, nel dettaglio, dove e come saranno organizzati i servizi.

SERVIZIO TERRITORIO

Sede: Pomarolo.

Direzione: ingegner Andrea Giordani, funzionario tecnico dipendente del Comune di Pomarolo.

Compiti e funzioni: cantiere comunale, patrimonio e reti, edilizia privata, lavori pubblici, urbanistica, mobilità e ambiente.

Dotazione organica 20 persone (compreso il dirigente): 7 funzionari tecnici; 3 collaboratori amministrativi; 1 coadiutore amministrativo; 4 operai specializzati; 5 operai polivalenti.

CENTRALE DI COMMITTENZA

Sede: Villa Lagarina

Direzione: dottoressa Marianna Garniga, funzionaria amministrativa con funzioni di vicesegretaria nel Comune di Villa Lagarina.

Compiti e funzioni: procedure di gara relative all’affidamento di lavori pubblici, procedure di gara per l’acquisizione di beni e servizi di importo superiore alla soglia della trattativa diretta, procedure per l’acquisizione di beni e servizi mediante l’adesione agli accordi quadro gestiti dall’Agenzia provinciale per gli appalti e contratti e alla piattaforma Mercurio, convenzioni Consip, e in subordine ai mercati elettronici Mepat e Mepa.

Dotazione organica: 2 persone (compresa la dirigente): 1 funzionario, 1 coadiutore amministrativo.

SERVIZIO FINANZIARIO E ATTIVITÀ ECONOMICHE

Sede: Nogaredo

Direzione: ragionier Claudio Scrinzi, funzionario tecnico, dipendente del Comune di Villa Lagarina.

Compiti e funzioni: contabilità e bilancio; finanze ed entrate patrimoniali; personale e stipendi; scuole dell’infanzia e istruzione (relativamente alla sola parte finanziaria); attività economiche.

Dotazione organica: 7 persone (compreso il dirigente): 3 funzionari contabili, 2 collaboratori contabili, 1 assistente contabile, 1 coadiutore amministrativo.

SERVIZIO ALLA PERSONA E AFFARI DEMOGRAFICI

Sede: Villa Lagarina

Direzione: attribuita ad interim al segretario generale, dottor Paolo Broseghini.

Compiti e funzioni: ufficio alla persona e affari demografici.

Dotazione organica: 8 persone (compreso il dirigente): 1 segretario di III classe, 1 funzionario amministrativo, 5 collaboratori amministrativi, 1 coadiutore amministrativo.

SERVIZIO SEGRETERIA E AFFARI GENERALI

Sede: Villa Lagarina

Direzione: Paolo Broseghini, segretario comunale di III classe, in organico nel Comune di Villa Lagarina.

Compiti e funzioni: contratti; comunicazione; informatica e amministrazione digitale; personale (parte giuridica); privacy e anticorruzione; segreteria e affari generali; segreterie sindaci e organi elettivi; sportello del cittadino.

Dotazione organica 9 persone (compreso il segretario): 1 segretario di III classe come segretario, 1 segretario di III classe come vice segretario, 1 funzionario amministrativo, 6 coadiutori amministrativi.

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Trento

Ermanno Grassi condannato a due anni per calunnia nei confronti di Alessandra Gnesetti

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Ermanno Grassi l’ex direttore generale di Itas Assicurazione è stato condannato in primo grado a 2 anni di reclusione per calunnia nei confronti di Alessandra Gnesetti la sua segretaria che grazie alle sue rivelazioni fece scoppiare il clamoroso «scandalo Itas»

Grassi inoltre dovrà risarcire con 10 mila euro Alessandra Gnesetti.

L’indagine dei carabinieri del ROS, era iniziata all’inizio del 2016, all’indomani di un demansionamento di Alessandra Gnesetti che aveva raccontato agli investigatori l’uso di un fondo in modo stravagante ed indebito.

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Grassi aveva scaricato la colpa dell’uso del fondo sulla dipendente, poi licenziata.

La donna però, accusata ingiustamente, ha cominciato a vuotare il sacco ai carabinieri del ROS, confermando di essersi solo limitata ad eseguire gli ordini di Grassi, che a quanto pare usava il fondo per i suoi acquisti privati e non per le spese dell’assicurazione.

L’accusa che Grassi mosse proprio all’ex collaboratrice Gnesetti era quella di aver mentito sulla questione della badante della madre pagata da ITAS.

Come si ricorda Alessandra Gnesetti aveva dichiarato che Ermanno Grassi aveva dato disposizioni per la modifica di una fattura in modo da poter addebitare ad Itas la prestazione di assistenza a favore della madre.

E quanto dichiarato dalla allora segretaria poi risultò veritiero.

La Gnesetti è stata inoltre completamente assolta dall’accusa di falso per i punti della patente.

Lo stesso Grassi, con pochi punti sulla patente e dopo l’ennesima sanzione, aveva chiesto all’ex funzionaria di dichiarare che fosse stata lei alla guida dell’auto sanzionata per eccesso di velocità.

Dopo la calunnia c’erano altri due capi di imputazione per i quali la procura aveva chiesto la condanna di Grassi:  tentata estorsione e falso.

Non è stato condannato per la tentata estorsione, l’accusa più pesante e temuta, nei confronti del presidente Di Benedetto.

Grassi secondo l’accusa aveva fatto pedinare il suo presidente, e con le informazioni recuperate lo avrebbe ricattato per ottenere 390 mila euro di premi aziendali, destinati a lui e ad altri dipendenti la cui posizione è ora al vaglio degli inquirenti.

L’ex direttore di Itas era stato anche denunciato dalla compagnia per truffa. 

Denuncia che Itas aveva ritirato dopo un risarcimento di meno di 200 mila euro.

L’accordo aveva permesso alla compagnia di mettere una pietra tombale sulla vicenda che probabilmente avrebbe avuto gravi percussioni grazie alla sfilata di oltre 80 testi che avrebbero scoperchiato magari altre cose compromettenti di cui non andare fieri.

Fra le numerose «miserie» (molte) e «nobiltà» (poche) dello scandalo ITAS, aveva creato particolare attenzione e sconcerto nella comunità la conferma da parte dei carabinieri dei ROS dell’esistenza di un «cerchio magico» chiamato «I divini» condotto da «Zeus» l’ex direttore generale ITAS Ermanno Grassi.(qui articolo)

Al di là dell’ilarità, che fin dall’inizio della scoperta aveva creato momenti tragicomici e facili battute fra la comunità trentina, dalla ricostruzione in fase d’indagine fatta da numerosi testimoni che operavano all’interno della compagnia assicurativa ai carabinieri del Ros, era emerso che tutti «i divini» avrebbero saputo dei presunti illeciti, soprattutto per quanto riguardava il sistema di fatturazione.

Uno stesso dipendente di ITAS attraverso alcune intercettazioni confermate negli interrogatori avrebbe infatti dichiarato « Se arriva qui la Finanza andiamo tutti in galera».

Ed in questo caso il dipendente è stato buon profeta.

 

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Trento

Convenzione difensore civico: firma anche Michele Bortoli sindaco di Madruzzo

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Ha firmato anche il Comune di Madruzzo.

Stamane il sindaco Michele Bortoli è stato ricevuto dal presidente del Consiglio provinciale, Walter Kaswalder, e le due autorità – affiancate dal difensore civico provinciale in carica, Daniela Longo – hanno sottoscritto il protocollo di convenzione tra l’amministrazione comunale e il servizio di difesa civica, che è gratuito per tutti i cittadini.

Madruzzo è il risultato della fusione tra Lasino e Calavino, municipi che in precedenza erano entrambi già convenzionati.

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Si rinnova quindi l’apertura a questa funzione di controllo e di assistenza ai cittadini: Bortoli ne ha riconosciuto l’importanza e l’utilità, spiegando che in assenza di un ufficio legale comunale, l’intervento dell’ombudsman risulta prezioso anche per l’amministrazione comunale. Indiscussa è poi la sua funzione in favore della trasparenza, così come certa è l’efficacia conciliativa dei suoi interventi in controversie talora annose, come quella che a Madruzzo si trascina dal 1956 – e forse si risolverà presto – per una questione di demanializzazione d’un accesso stradale.

Kaswalder ha detto che il difensore sente entrambe le parti e garantisce una terzietà molto gradita al cittadino.

Attualmente risultano convenzionati 140 Comuni trentini su 175.

Restano ancora impermeabili a questo strumento di tutela della cittadinanza in particolare due ampie zone montane come la Paganella e la valle dei Mocheni.

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Trento

Enti locali: la Regione studia come ottimizzare l’utilizzo delle graduatorie da parte dei Comuni.

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E’ di questi giorni la notizia del concorso organizzato dal Consorzio dei Comuni trentini, per la selezione e la formazione di nuovo personale.

L’obiettivo è quello di reclutare 43 persone da inserire nell’ambito degli enti locali del Trentino in grado di essere subito idonee al lavoro nella pubblica amministrazione, per questo il corso-concorso prevede anche un percorso di 10 giornate formative.

Le graduatorie formate a conclusione del percorso avranno una validità di tre anni.

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E’ in questo contesto che si inserisce la proposta dell’Assessorato regionale agli Enti locali, guidato dall’Assessore Claudio Cia, che vorrebbe introdurre nell’assestamento di bilancio, in discussione a fine mese, delle modifiche normative in grado di agevolare l’utilizzo di simili graduatorie in tutto il territorio regionale.

In particolare la modifica proposta, ripresa da analoghe disposizioni statali, vuole integrare la normativa sull’accesso all’impiego prevista dal Codice degli Enti locali, prevedendo che possa avvenire anche mediante utilizzo delle graduatorie di concorso pubblico approvate dalla provincia territorialmente competente e dagli Enti locali della stessa provincia, previo accordo tra le amministrazioni interessate e secondo criteri prestabiliti dall’amministrazione con deliberazione dell’organo esecutivo.

In sintesi, se un Comune lo vorrà, potrà attingere dalle graduatorie di altri comuni nella ricerca del personale, evitando quindi di dover organizzare autonomamente delle procedure di concorso. Inoltre la proposta, che dovrà essere approvata in Consiglio regionale con la discussione dell’assestamento di bilancio, consentirà l’utilizzo delle graduatorie di concorso formate a conclusione anche dei corsi-concorsi effettuati dal Consorzio dei Comuni trentini, proprio come quello annunciato in questi giorni, e dal Consorzio dei Comuni della Provincia di Bolzano.

Un’opportunità in più voluta dall’Assessorato regionale, che consentirà agli enti locali un possibile risparmio in termini di tempi e risorse organizzative, a garanzia di una maggior efficienza ed efficacia dell’azione amministrativa, ottimizzando l’utilizzo delle graduatorie formate in esito a procedimenti di concorso pubblico espletati da altri Comuni e dagli enti intermedi della medesima provincia, nonché dalla stessa Provincia autonoma.

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