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Trento

Una 44 Magnum per l’Ispettore Andreatta.

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Francamente non lo capiamo. O forse sì. Perché, forse, in attesa che passi la legge sullo Ius Soli il sindaco spera di schizzare in Parlamento con i voti degli “Italiani per caso” e finalmente lasciare questa città che tanto poco ama, e da essa poco è riamato.

In tutta franchezza ci chiediamo anche, a parte chi lo ha votato e sta forse ancora dormendo in qualche oratorio, chi glie lo fa fare a rischiare la faccia e il futuro (in termini di reputazione) in questo modo.

E’ vero, una volta a Botteghe Oscure così come nella vecchia DC, (che per la “carega” ha quasi in massa esodato nella galassia di sinistra perché Berlusconi voleva carne fresca, che bucasse lo schermo, e pochi baciapile) gli ordini di partito non si discutevano.

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Ora il partito del PD non c’è più. C’è Renzi e qualche brace che cova di livore in attesa di spegnersi. E persino Renzi, capendo troppo tardi il taglio del prato, si è affrettato a far mettere agli Interni uno come Minniti, che all’epoca di Mussolini avrebbe sostituito a razzo un membruto come il “Prefetto di ferro” Mori in Sicilia perché in un ipotetico confronto alla pari con il chiomaprivo calabrese avrebbe fatto la figura della mammoletta.

Ma, come l’ultimo giapponese a guerra finita da un pezzo, come i portavoce di dittatori delle banane già scappati con i soldi, lasciati a raccontare a pochi fessi e contenti che la guerra è vinta, il nostro strenuo difensore dell’illegalità (ma a sua insaputa) si ostina a non vedere ciò che succede sotto le sue finestre trentine.

Allora facciamo alcune considerazioni: questo giornale, indipendente e quindi privo di prese di posizione a scapito di qualsivoglia ala parlamentare, per puro senso civico ha inteso da tempo raccogliere gli umori delle persone che vivono in Trentino. Infatti tali iniziative in primis non portano ricchezza ma rogne, e non abbiamo certo le piattaforme informatico-ideologiche e nemmeno legali di organi partitici, quindi siamo aperti a tutti. Se un Imam, un ebreo, un antisemita, un extracomunitario o un’anarchico spruzzamuri vuole dire la sua da noi è il benvenuto, basta resti dentro il codice penale. E se per ideologia non si fa vivo se non per insultare a fondo pagina, anziché per un confronto civile, il problema resta suo.

Bene, in questa ottica tempo addietro abbiamo fatto più di un articolo profetico della Trento che verrà, andate a rileggerli, e ci abbiamo sempre azzeccato. Maghi divinatori? No. Era come sparare sulla Croce Rossa tanto era facile centrare il risultato. Perché non ci vuole certo una laurea specifica per capire che se da una parte ci sono delinquenti (per indole o per fame ora non ha più importanza) e dall’altra vi è l’assenza delle Istituzioni, è win-win per i delinquenti.

Badate, per Istituzioni non intendiamo Forze dell’Ordine che fortunatamente sono tra le più preparate (e anche tra le più represse) del mondo. Intendiamo proprio le Istituzioni, cioè noi, che queste Istituzioni le creiamo ex-novo con il nostro voto quinquennale.

L’uomo è ciò che si merita, noi ci meritiamo questo. Abbiamo voluto una amministrazione ondivaga, attendista, priva di attributi e l’abbiamo votata e rivotata. Guardate i recenti ballottaggi: avevano tutte fatto disastri le precedenti giunte di sinistra nella disfatta PD? Affatto. Conti in ordine, buone iniziative sociali, ma città in mano a spacciatori e delinquenti per buona parte extracomunitari.

E quando si è ventilata l’ipotesi che con una natività in mangiatoia italiana, pur tra un bue e un asinello che per cultura gli italiani li vogliono vedere decapitati e il neonato (senza colpe da piccolo ma il brodo di coltura?) potrà fare anche il primo ministro, ecco che viene subito in mente “Sottomissione” di Michel Houellbeq. (Leggetelo. L’amico dello scrittore che doveva presentare il libro è stato impallinato a morte nella redazione parigina di Charlie Hebdo proprio quel giorno..)

Ed è proprio questa ventilata invasione culturale e, diciamocelo, potenzialmente violenta (perché violento è purtroppo spesso l’humus culturale degli aspiranti italiani che non sono certo canadesi o norvegesi, e specialmente nei confronti delle donne), che ha fatto virare il voto in una coalizione potenzialmente meno buonista e calabraghe, e meno cinica, diremmo, visto che lo Ius Soli porta un sacco di potenziali voti a chi la promuove da parte dei neo-italiani.

Non entriamo qui nel merito delle controproposte fattive, anche se ce ne sono e di serie, perché l’extracomunitario valido e civilmente adeguato alla cultura del paese ospitante ha tutto il diritto di essere accolto a braccia aperte, ma così com’è la proposta di legge fa tremare le gambe un po’ a tutti, partendo dai magistrati che, tralasciando il discorso droga e parlando diretti non potranno più espellere il terrorista ma dovranno attendere l’attentato (magari suicida) come prevede la legge per gli italiani. (Saprete tutti che uno dei nordafricani assassini della ennesima strage di Londra di qualche settimana fa era cittadino italiano già fermato e rilasciato come d’obbligo). Poi ci siamo noi cittadini che, come succede ai nostri omologhi francesi, belgi, inglesi ecc.., non sapremo mai con certezza chi abbiamo di fronte quando ad esempio andiamo in qualche ufficio pubblico a fare un atto qualsiasi e vediamo vicino alle cartoline da Raqqa appese alle spalle del funzionario il santino con “Allah è grande ecc.” anziché lo scudetto della Juve o l’immaginetta dell’Immacolata. Dobbiamo sperare che i test Invalsi siano stati sufficienti per non odiarci? Mah..

Ma torniamo alla nostra Piazza Dante, che volendola filtrare dal “particulare” al “generale” rispecchia un po’ il nostro territorio, ed è anch’essa la matrice speculare delle buone prassi che si sarebbero dovute seguire. Orbene sembra che anche qui si aspetti il morto trentino (di extracomunitari ce ne sono già stati più di uno) così come si attende il primo martire (anaune o meno) sbranato dall’orso per eliminare definitivamente i costosissimi e fastidiosissimi plantigradi, che stanno sul gozzo a tutti, non necessariamente ai cercatori di funghi, tranne a chi li ha fortemente voluti e che magari ora è guarda caso fuori sede per ragioni istituzionali.

Ben venga la cancellata in piazza Dante, e che sia alta e con punte aguzze, corredata di telecamere e guardiani all’ingresso che ad ogni rissa possano chiuderla e intervenire. I soliti furbi senza visioni oltre la retina dell’occhio diranno che tanto i clandestini rissaioli si sposteranno in altre piazze e non cambierà nulla. Ma smettiamola di farci prendere in giro o commiserare da ogni turista o visitatore che scende a Trento, magari da Beirut, raccontandoci di quanto siamo messi male in termini di vivibilità. E si faccia qualcosa, di sinistra o di destra ma che funzioni. E tacciamo per misericordia sui sottopassi.

Ma se proprio vogliamo dirla tutta le altre piazze o sono abitate, con possibilità di sparare dalle finestre (nel senso di filmare e chiamare la Polizia) o sono completamente fuori dal recinto urbano e quindi meno agevoli per chi compera venendo da fuori e per chi ha interesse ad accoltellare il rivale per la droga e poi defilarsi nelle vie cittadine. Perché lo spaccio, lo sanno anche i paracarri, è il modo più semplice per campare da clandestino fancazzista e senza nessuna voglia di integrarsi, faticando magari, come tutti.

Ora, ripresentiamo con qualche lieve modifica (anche sintattica) alcune ricette che erano già state da noi proposte in precedenza nei nostri articoli, con la premessa di un breve, e reale, aneddoto, capitato a chi scrive: molti anni fa, trovandomi in meridione per vacanza sono finito in una città grande circa come Trento, che mi dicevano di evitare perché pericolosa.

Sapendo forse la professione che sarei andato a fare, ovvero il curioso, mi ci sono fiondato. Ebbene, mentre sorseggiavo un caffè in centro mi è capitato di udire degli spari, mi sono girato e ho visto una vettura fuggire a tutta velocità seguita da un alfetta dove il passeggero, in divisa, sparava alla macchina con una pistola a tamburo.

Agitatissimo chiesi al barista spiegazioni. Serafico mi disse che gli inseguitori erano Vigili Urbani e che data la delinquenza imperante, stante la cronica assenza delle istituzioni al sud, il sindaco (peraltro di sinistra in sostituzione del corrotto e inetto DC) aveva pensato bene di munire i vigili di 44 Magnum e addestrarli alla stregua di Corpi Speciali.

Orbene, i reati criminali erano crollati, la gente continuava ad andare in due in motorino senza casco, e mettere le macchine in sosta vietata, ma tutti erano felici e il sindaco era amatissimo. Una cosa per volta, partendo dalla più grave e necessaria, lui l’aveva fatto.

Non vogliamo certo fare da cattivi maestri al nostro Primo Cittadino, e rispettiamo con ammirazione le buone intenzioni di papa Bergoglio alle quali (con molta confusione di intenti e interpretazioni) tenta, par di capire altrimenti è l’abisso, il nostro sindaco e una certa sinistra. La 44 Magnum è solo un simbolo provocatorio, ma molti, credeteci la invocano. E sappiamo già chi avrà la coscienza sporca quando a tirare il grilletto sarà l’unico che non aveva titolo a possederla.

Qui di seguito quello che avevamo già proposto in passato e che se qualcosa si attuerà si sa che ne rivendicheranno i meriti i soliti legulei strapagati che non ne hanno azzeccata una da anni:

  1. Il Corpo Forestale provinciale. Sono tanti, ben preparati, altrettanto bene equipaggiati e armati. Accanto alla canagolatura degli alberi, importantissima per carità, o la ricerca del fungaiolo furbetto o del prete col roccolo per gli uccelletti di cui è goloso (cronaca vera), o delle molteplici attività su flora, fauna e cemento, a cui sono sovrapposti spesso con eguali competenze alle guardie boschive, ai guardacaccia, ai guardapesca, agli operai forestali, alla Polizia Giudiziaria Ambientale, ai N.A.S., ai N.O.E. ex-C.F.S. ecc.. potrebbe essere utile pensare a qualcosa di immediatamente proficuo per la collettività. Il controllo del territorio e nello specifico i parchi pubblici. Proprio perché parchi, potrebbero rientrare nelle loro competenza, e accanto ai servizi diurni e notturni nei boschi (spesso antibracconaggio, lodevole ma..) potrebbero fare un’ottima vigilanza nei nostri polmoni verdi. Sono operatori di Polizia Giudiziaria a tutti gli effetti, e quindi hanno identiche possibilità di intervento preventivo e sanzionatorio di un qualsiasi poliziotto o carabiniere. Sono stati impiegati per qualche giorno dopo le devastazioni compiute nella ormai storica maxirissa di pochi anni fa in Piazza Dante dove, con bastoni, pistole e il quasi morto si sono scontrate le solite fazioni africane. Spiace non vederli più in piazza Dante, perché i nostri Forestali sono motivati e preparati, basterebbe sottrarli almeno funzionalmente e temporaneamente (come i Forestali provinciali impiegati nelle indagini in Procura) a superiori che vengono dalla vita burocratica e non operativa e quindi non adatti a vedere impieghi diversi e per certi versi più utili (e meno costosi) per la comunità, che non sanzionare e perdere tempo in lunghe indagini su chi fa l’accesso del fienile di casa fuori norma o chi pesca la trota con mezzi anticonvenzionali manco fosse Assad con l’impiego di armi chimiche.

  2. La Polizia Municipale. Sappiamo di aprire una diga dagli effetti superiori al Vajont. Non occorre dire che per quanto la base sia ingiustamente esposta alle lamentele del cittadino che non capisce perché le nostre “Guardie di Città” non siano mai a consumare penne e blocchetti per massacrare i vandali che costantemente infrangono i regolamenti comunali (che sulla carta sono a dir poco feroci, ma in realtà l’applicazione reale è nulla per i veri delinquenti) proprio dove i vandali stazionano, clandestinamente o meno. Gli ordini li prendono da sopra, e da sopra ancor da più sopra. Ma guai se parcheggi per prenderti una ricetta dal medico.. E quando le ciclabili saranno ciclabili e non pericolosi misti lessi, vedrete che la gente userà di più la bicicletta, se non glie l’hanno già rubata e nessuno glie la trova perché considerato poco più che un dispetto anziché un reato grave, soprattutto di questi tempi di magra che ricomprarla è un debito di sangue. L’impiego della Polizia Municipale è forse poco noto, ma le competenze sono le stesse delle altre Forze di Polizia, pur con limiti temporali e territoriali. Certo meno multe comportano meno entrate per le casse comunali, ma il cittadino è disposto a pulirseli da solo i parchi, se non rischia la coltellata. E iniziative di sussidiarietà nella gestione del tessuto comunale (vedi sotto) aspettano solo di poter essere varate. Ma con questa amministrazione la vediamo durissima.

  3. I “volontari” di piazza Dante ecc.. Ammirevoli, ma abbiamo un Servizio Sociale tra i più attivi (pur tra qualche polemica) e preparati d’Italia, e di questi tempi rischiano di essere guardati con sospetto alla stregua di certe ONG, che persino i libici paragonano a Satana, che è tutto dire.. Ci prefiguriamo che un controllo sociale di quanto accade in città con operatori affiancati dalle forze dell’ordine e anche dai volontari perché no, sia il minimo che si può pretendere, ma in completa sinergia. E’ sotto gli occhi di tutti la ragazza incinta che dorme a Trento per strada, così come il rottweiler del senzatetto scritto e dipinto in piazza Dante che spaventa i passanti, ma che gli è stato restituito dalla Autorità Giudiziaria perché essenziale compagno di vita, specialmente se privo di museruola. Questi personaggi borderline vanno aiutati eccome, anche a capire che non c’è spazio per aggredire nuove povertà con metodi violenti, e che esistono regole, democratiche, più o meno dure, ma regole, sennò te ne vai da dove sei venuto e se sei italiano vieni sanzionato sempre nel rispetto delle regole, che attualmente sono melassa. E alle associazioni che si occupano del contrasto del degrado e aiuto alle fasce deboli bisogna fare ponti d’oro, non ucciderle a colpi di regolamenti incomprensibili e illogici, ma bando a fervori fideistici pericolosissimi, qui non si salva nessuno con le preghiere e la carità pelosa, da mangiare ce n’è per tutti, basta accettare le regole della civile convivenza.

  4. La droga. Costa meno di una volta, e arrestare uno spacciatore con le nuove leggi è pressoché impossibile, con modiche quantità per uso personale che riempiono uno zaino da alpino e la trafila giudiziaria, fin quando non istituiranno il giudice h24 come in tutti i paesi civilizzati, l’attuale normativa permette cambi di identità, fughe con rientro, continuazione del reato, tutto in attesa del buffettino sulla guancia e il paterno ammonimento a fare il bravo. Bisogna legalizzarla, lo ripetiamo, è un’esigenza urgente, spazza via tutto un sottobosco di pericoloso malaffare che non è più gestibile. Speriamo che l’Istituto Farmaceutico Militare, che ha avuto mandato di produrre Marijuana per uso terapeutico si attrezzi ad un nuovo corso, più sensato e più logico, visto il significativo incremento di PIL che si otterrebbe con questa adozione innovativa. Ci hanno preceduto nell’attuazione delle intenzioni il Portogallo, il Paraguay oltre alla storica Olanda. Non c’è uno spacciatore in giro e hanno limato il debito pubblico risparmiando milioni in termini di attività antidroga non più necessaria. Il consumo? E’ crollato.

  5. L’osservatorio sulla sicurezza in seno alla Presidenza del Consiglio Provinciale, e la nuova figura del Supervisore alla sicurezza della Provincia. Va bene, ci vogliono anche gli studiosi puri del fenomeno, ma si poteva fare di più. Inoltre non si comprendono alcune scelte: ma si ha paura a inserire gente che la strada la conosce a fondo? Si ha paura a prendere in considerazione persone che non avranno linguaggio e mentalità burocratica ma conoscono meglio di ogni report quello che c’è oltre lo schermo dove si analizzano i dati? In altre realtà meno autoreferenziali avrebbero chiesto in ginocchio a tutori dell’ordine appena andati in pensione ancora relativamente giovani che per decenni hanno fatto servizio operativo in prima persona di far parte di un simile desk, facendo tesoro della loro esperienza. Bene il costosissimo Transcrime, ma lasciamolo agli studiosi che non escono di casa. E nel novero delle competenze non parliamo dei soli alti funzionari iperburocratizzati, ma di chi ha lottato in prima persona, fuori, su strada, non ha orgasmi da scartoffie inutili e sa dire la sua, e ci sono persino tanti pubblici ministeri così, senza scomodare Di Pietro. E’ necessaria gente esperta e preparata, che ha fatto la storia investigativa e della Pubblica Sicurezza in Trentino. Questi sì che sono consulenti, e negli USA, con criteri di valutazione più pragmatici, sono ricercatissimi a dispetto del burosauro mezzemaniche. Infatti ha vinto Trump.

  6. Tasse. Intelligentemente alcune amministrazioni iniziano a prendere in considerazione l’idea di fare consistenti sconti sulle tasse locali a gruppi di cittadini che si gestiscono le pulizie delle aiuole o altri interventi di arredo urbano. Perché non può essere lo stesso se, autotassandosi, non si preveda la vigilanza privata di qualche istituto nelle zone a rischio? Di più, iniziare a togliere qualche concessionaria ai privati (le famose posizioni di rendita) facendo lavorare di più la nutrita macchina burocratica locale, con i consistenti risparmi si arriverebbe ad ovviare alle falle di spesa, e dotare finalmente anche qui, come in tutti i paesi civili, i tutori dell’ordine, se non proprio di 44 Magnum almeno di teaser. Pistole elettriche, non uccidono, sono dei deterrenti efficaci, e soprattutto aggirano la scusante condivisibile che a toccare certi soggetti non si sa mai cosa puoi prenderti in termini di reazioni impreviste (leggi coltellate), malattie o altro, quindi è meglio stare alla larga e lasciare che i cittadini piangano. L’Esercito infine. E’ un buon deterrente se ha poteri di intervento (eserciti appunto), e non siano solo soldatini di stagno con gli scarsi risultati che vediamo, perché una volta capito che lo spaventapasseri è immobile il corvo ti mangia tutti i semi, ovvero il delinquente che ormai conosciamo, impara prima il codice con tutti i suoi limiti, magari oralmente, poi i suoi diritti, infine anche a leggere e scrivere.

Per il resto, state sereni. Se potete..

A cura di Roberto Conci 

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2 Comments

  1. la fredda statistica

    30 Giugno 2017 at 9:52

    dati istat : saldo naturale -204.275 italiani
    saldo componente straniera + 220.376

    questa e’ o non e’ ,fondamentalmente, una scelta politica?
    non se ne parla mai

    eppure e’ uno degli aspetti più’ importanti di questi anni tutto il resto viene di conseguenza

  2. la fredda statistica

    30 Giugno 2017 at 11:11

    2002 1.341.209[11]
    2003 1.464.663[11]
    2004 1.854.748[11]
    2005 2.210.478[11]
    2006 2.419.483[11]
    2007 2.592.950[11]
    2008 3.023.317[11]
    2009 3.402.435[11]
    2010 3.648.128[11]
    2011 3.879.224[11]
    2012 4.052.081[12]
    2013 4.387.721[13]
    2014 4.922.085[14]
    2015 5.014.437[15]
    2016 5.026.153

    residenti stranieri ” regolari” in Italia
    qualcuno ha mai studiato il fenomeno nei suoi impatti
    nella società? e’ uno degli aspetti più’ macroscopici di questi anni .che conseguenze ha da un punto di vista economico
    di coesione sociale , politica ( sempre più’ stranieri ottengono la cittadinanza ,per questo motivo aumentano di meno)e’ stato voluto&programmato oppure e’ un fenomeno naturale come la migrazione degli uccelli?

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