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Trento

Vaccinazioni: la Giunta provinciale ha aggiornato il calendario provinciale

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Vaccinazione antirotavirus per tutti i nati a partire dalla coorte 2018, vaccinazione universale degli undicenni a partire dal 2018 con vaccino HPV (Human Papilloma Virus) 9-valente (anziché con il vaccino HPV 4-valente), vaccinazione nei quindicenni dal 2018 antipolio-difterite-tetano-pertosse (anziché con il vaccino antidifterite-tetano-pertosse).

Sono queste le principali novità contenute nel Piano nazionale prevenzione vaccinale 2017-’19, recepito ieri dalla Giunta provinciale, su indicazione dell’assessore alla salute e politiche sociali Luca Zeni. L’esecutivo ha provveduto ad aggiornare il calendario provinciale delle vaccinazioni dell’infanzia, dell’adolescenza e dell’adulto. I vaccini obbligatori per le corti di nascita coinvolte verranno erogati gratuitamente.

“I vaccini sono fra le misure alle quali attribuire priorità nella pianificazione degli interventi di copertura sanitaria della popolazione – spiega l’assessore Zeni -. Ormai da alcuni anni i tassi delle coperture vaccinali sono sotto la soglia dell’obiettivo minimo di sicurezza nazionale ed europeo: in assenza di una ottimale diffusione della vaccinazione, vengono messi in serio pericolo i soggetti più vulnerabili che, per ragioni mediche, non possono vaccinarsi. L’eradicazione di una malattia infettiva non può essere assicurata esclusivamente da altre misure igienico-sanitarie, come dimostrato dal riemergere di epidemie nel recente passato anche in paesi industrializzati.

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Per questi motivi – conclude l’assessore Zeni – come amministrazione provinciale ci siamo posti fra gli obiettivi quello di affiancare all’obbligo un’adeguata attività di comunicazione, che coinvolga Azienda sanitaria, scuola e, soprattutto, famiglie, per consentire ai cittadini di poter accedere a una corretta informazione e comprendere gli effettivi risultati delle vaccinazioni. Con questa delibera, infatti, si autorizza l’Azienda provinciale per i servizi sanitari ad adottare tutte le necessarie misure organizzative, comprensive sia delle azioni di formazione, aggiornamento degli operatori sanitari, sia di adeguate e specifiche iniziative di comunicazione rivolte alla popolazione”.

Queste dunque le principali novità del nuovo calendario della Provincia autonoma di Trento per le vaccinazioni dell’infanzia, dell’adolescenza e degli adulti:

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  • la vaccinazione antirotavirus a due dosi per tutti i nati a partire dalla coorte 2018;
  • introduzione graduale della vaccinazione antinfluenzale quadrivalente a partire dalla campagna antinfluenzale 2017–2018;
  • la vaccinazione universale degli undicenni con vaccino HPV 9-valente (in sostituzione del vaccino HPV 4-valente) a partire dal 2018;
  • la vaccinazione antipolio-difterite-tetano-pertosse (in sostituzione del vaccino antidifterite-tetano-pertosse) nei quindicenni a partire dal 2018.

Guarda la video intervista all’assessore Zeni:

Piano Nazionale della Prevenzione Vaccinale 2017-2019 e decreto legge 7 giugno 73/2017
Il Piano prevede undici obiettivi:

  1. Mantenere lo stato polio-free;
  2. Raggiungere lo stato morbillo-free e rosolia-free;
  3. Garantire l’offerta attiva e gratuita delle vaccinazioni nelle fasce d’età e popolazioni a rischio indicate, anche attraverso forme di revisione e di miglioramento dell’efficienza dell’approvvigionamento e della logistica del sistema vaccinale;
  4. Aumentare l’adesione consapevole alle vaccinazioni nella popolazione generale, anche attraverso la conduzione di campagne di vaccinazione per il consolidamento della copertura vaccinale;
  5. Contrastare le disuguaglianze, promuovendo interventi vaccinali nei gruppi di popolazioni marginalizzati o particolarmente vulnerabili;
  6. Completare l’informatizzazione delle anagrafi vaccinali, interoperabili a livello regionale e nazionale, tra di loro e con altre basi di dati;
  7. Migliorare la sorveglianza delle malattie prevenibili con vaccinazione;
  8. Promuovere, nella popolazione e nei professionisti sanitari, una cultura delle vaccinazioni coerente con i principi guida del Piano;
  9. Sostenere il senso di responsabilità degli operatori sanitari, dipendenti e convenzionati con il SSN, e la piena adesione alle finalità di tutela della salute collettiva, che si realizzano attraverso i programmi vaccinali;
  10. Attivare un percorso di revisione e standardizzazione dei criteri per l’individuazione del nesso di causalità ai fini del riconoscimento dell’indennizzo, per i danneggiati da vaccinazione, coinvolgendo le altre istituzioni competenti;
  11. Favorire, attraverso una collaborazione tra le Istituzioni Nazionali e le Società Scientifiche, la ricerca e l’informazione scientifica indipendente sui vaccini.

I nati dal 2001 al 2011 devono effettuare (se non lo hanno già fatto) le quattro vaccinazioni già previste per legge (anti-epatite B; anti-tetano; anti-poliomielite; anti-difterite) e l’anti-morbillo, l’anti-parotite, l’anti-rosolia, l’anti-pertosse e l’anti-Haemophilus influenzae tipo b.
I nati dal 2012 al 2016 devono effettuare, oltre alle quattro vaccinazioni già previste per legge, anche l’anti-morbillo, l’anti-parotite, l’anti-rosolia, l’anti-pertosse, l’anti-Haemophilus influenzae tipo b e l’anti-meningococcica C, previste dal Calendario vaccinale incluso nel Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale 2012-2014.
I nati dal 2017 dovranno effettuare tutti e dodici i vaccini previsti nel nuovo Piano Nazionale; il Calendario allegato al Piano (età 0-16 anni) prevede l’obbligatorietà delle seguenti vaccinazioni: anti-poliomelitica; anti-difterica; anti-tetanica; anti-epatite B; anti-pertosse; anti Haemophilusinfluenzae tipo B; anti-meningococcica B; anti-meningococcica C; anti-morbillo; anti-rosolia; anti-parotite; anti-varicella.

Chi è esonerato dai vaccini
Sono esonerati dall’obbligo di vaccinazione i minori già immunizzati per effetto della malattia naturale. Ad esempio i bambini che hanno già contratto la varicella non dovranno vaccinarsi contro tale malattia. L’immunizzazione dovrà essere comprovata dalla notifica effettuata dal medico curante o dagli esiti dell’analisi sierologica.
Sono esonerati anche i soggetti che si trovano in specifiche condizioni cliniche documentate, attestate dal medico di medicina generale o dal pediatra di libera scelta. Ad esempio per i soggetti che abbiano avuto pregresse gravi reazioni allergiche al vaccino o ad uno dei suoi componenti. In questo caso i minori saranno inseriti in classi nelle quali sono presenti solo minori vaccinati o immunizzati.

Quando si può posticipare il vaccino
I soggetti possono ritardare di sottoporsi a vaccinazione in caso si trovino in specifiche condizioni cliniche documentate, attestate dal medico di medicina generale o dal pediatra di libera scelta. Ad esempio, quando versino in una malattia acuta, grave o moderata, con o senza febbre.

Obbligo di presentare il certificato vaccinale o l’attestato di esonero o differimento per l’iscrizione a scuola
Il certificato vaccinale, o la documentazione per l’esonero o il differimento rilasciate dal medico di famiglia o dal pediatra di libera scelta, dovrà essere presentata all’atto di iscrizione alle scuole: per l’anno scolastico 2017/2018 il termine per la presentazione della documentazione è fissato al 10 settembre 2017. Il genitore può anche autocertificare l’avvenuta vaccinazione: in tal caso ha tempo per presentare copia del libretto vaccinale sino al 10 marzo 2018. Per gli anni successivi il termine sarà il 10 luglio di ogni anno. I dirigenti scolastici comunicano all’ASL competente, entro il 31 ottobre di ogni anno, le classi nelle quali sono presenti più di due alunni non vaccinati.
Iscrizione per le scuole del Trentino: è al vaglio una procedura semplificata per mettere in connessione il sistema informatico dell’Azienda sanitaria con quello della scuola; in tal modo le Scuole potranno accedere, previo consenso dei genitori trattandosi  di dati sensibili, ai certificati vaccinali della banca dati APSS. Pertanto i genitori dei bambini che hanno effettuato tutte le vaccinazioni non dovranno presentare alcuna documentazione; diversamente i genitori dei bambini che non hanno effettuato tutte vaccinazioni previste dal Decreto dovranno prendere contatto con i Servizi vaccinali  tramite CUP, anche con modalità on-line, per chiedere le vaccinazioni mancanti.

Istituto superiore di sanità
In base ai dati dell’ISS sulla situazione epidemilogica italiana vi sono stati già oltre 2300 casi di morbillo, inoltre le coperture vaccinali sono scese nel corso degli ultimi due anni in media, nel Paese, dal 90% all’85%. Nel 2016 per i vaccini polio, difterite, tetano, epatite B si è registrato a livello nazionale un tasso di copertura del 93%, mentre per il morbillo è risultato del 87,4%. Il morbillo, in particolare, è una malattia molto contagiosa, per cui non si ottiene il beneficio dell’effetto gregge al di sotto di soglie vaccinali molto alte, pari al 95%. Il morbillo non è una malattia banale, dal momento che in circa un caso su 30 può causare polmonite, e in 1 su 1000/2000 encefalite. Degli oltre 2300 casi, ben il 40% ha avuto complicanze che hanno reso necessaria l’ospedalizzazione; dai dati dell’Istituto Superiore di Sanità risultano in questo momento suscettibili all’infezione da morbillo, perché non vaccinati, migliaia di bambini, adolescenti e giovani adulti. La gravità della situazione italiana è già stata oggetto di un richiamo ufficiale dall’OMS due anni fa.

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0 Comments

  1. Andrea Gm

    18 Dicembre 2017 at 21:52

    Scusate, ma non sono daccordo su queste vaccinazioni fatte in così tenera età e così massicce. Qual è l iter per essere sicuri che i vaccini non abbiamo effetti indesiderati o causino a loro volta malattie gravi? Come essere sicuri per salvaguardare la salute del bambino?

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