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Trento

Caccia alle onde gravitazionali, disco verde per LISA

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L’Agenzia spaziale europea conferma l’intenzione di costruire LISA, un osservatorio spaziale per rilevare le onde gravitazionali in modo ancora più accurato, a disposizione dei ricercatori di tutto il mondo.

Dopo il successo della missione apripista Lisa Pathfinder, nel 2034 le tre sonde saranno lanciate a circa 50 milioni di chilometri dalla Terra. Soddisfazione anche a Trento dove lavora Stefano Vitale, principal investigator di Lisa Pathfinder, da poco nominato responsabile del Comitato ESA per i programmi scientifici.

Dopo il grande successo della missione apripista LISA-Pathfinder, lanciata il 3 dicembre 2015 e in procinto di volgere al termine a fine mese, l’Agenzia spaziale europea (ESA) ha annunciato di voler proseguire nella caccia alle onde gravitazionali. Il prossimo passo, confermato ufficialmente qualche giorno fa durante una riunione del Comitato ESA per i programmi scientifici, è la costruzione del vero e proprio osservatorio spaziale LISA (Laser Interferometer Space Antenna), il cui lancio in orbita è previsto nel 2034. LISA viene così inserita fra le tre missioni di più vasta scala che l’ESA ha previsto nel suo programma di sviluppo (Cosmic Vision) del prossimo ventennio.

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La conferma dell’impegno di ESA nello studio delle onde gravitazionali è stata accolta con entusiasmo anche all’Università di Trento, dove lavora Stefano Vitale, (ordinario di Fisica sperimentale e membro del TIFPA – Trento Institute for Fundamental Physics and Applications dell’INFN) principal investigator di LISA-Pathfinder e uno tra i protagonisti del progetto fin dalla sua prima ideazione.

«Quello di oggi è un passaggio chiave», spiega commentando la notizia. «LISA Pathfinder ci ha permesso di dimostrare la fattibilità di un grande interferometro, analogo a quelli terrestri già esistenti come VIRGO-LIGO, ma mille volte più grande e soprattutto attivo nello spazio. Più efficiente e preciso, oltre che più potente. Capace quindi di captare le onde da sistemi molto più pesanti ma anche molto più lontani, come l’urto di buchi neri super-massicci, che si suppone abbiano avuto un ruolo importante nella storia dell’Universo. Un tale osservatorio, a disposizione dei ricercatori di tutto il mondo, costituirà una svolta nell’osservazione spaziale».Una soddisfazione anche personale per Vitale, che proprio alcuni giorni fa, in virtù del suo impegno e dei risultati raggiunti nel programma LISA, è stato nominato presidente del Comitato ESA per i programmi scientifici (Science Program Committee – SPC).

Il Comitato, composto da una delegazione per ogni Paese europeo, si occupa della gestione del programma scientifico obbligatorio dell’ESA. La nomina del presidente, personale e sovranazionale, è considerata di particolare rilievo. Un incarico ricoperto in passato anche dal grande fisico Edoardo Amaldi, uno dei pionieri della ricerca sulle onde gravitazionali e uno tra i massimi protagonisti del rilancio della Fisica italiana e della realizzazione di grandi progetti scientifici transnazionali (tra cui, primo tra tutti, il CERN). Con la nomina di Vitale si aprono ulteriori spazi che potrebbero portare a nuove soddisfazione per la Fisica trentina. A cominciare dal ruolo di guida dello sforzo italiano nel progetto, che ora da Vitale passerà al fisico Bill Weber, in forza da anni all’Università di Trento, che sarà co-principal investigator del progetto.

Il gruppo di ricerca, ben inserito nel Dipartimento di Fisica dell’Università di Trento e nel Trento Institute for Fundamental Physics and Applications (TIFPA), continuerà ad avere compiti di primo piano anche nella missione Lisa, anche grazie all’apporto di Rita Dolesi che, in stretto collegamento con INFN, opererà nella task force ESA con compiti legati soprattutto allo sviluppo del sensore gravitazionale fornito dall’Italia.

La missione LISA: obiettivo 2034 – LISA Pathfinder, la missione apripista, si concluderà alla fine del mese di giugno, mentre la missione LISA entrerà nel vivo delle varie fasi di studio che precedono una seconda fase decisionale, a cui seguirà il via libera alla costruzione e al lancio della missione. Un passaggio cruciale, dunque, per la costellazione di tre sonde dedicate allo studio delle onde gravitazionali. Le sonde lavoreranno insieme a una distanza di 2,5 milioni di chilometri l’una dall’altra e in volo in formazione triangolare, seguendo un’orbita attorno al Sole alla distanza di circa 50 milioni di chilometri dalla Terra, alla ricerca di increspature nel tessuto spazio-tempo provocate da oggetti celesti con una gravità molto forte come, ad esempio, due buchi neri in procinto di fondersi tra loro.

Ognuna delle tre sonde della missione Lisa conterrà due masse di prova in caduta libera, isolate da qualsiasi forza esterna ed interna e collegate tra loro solo da un raggio laser, come quella che è attualmente operativa su Lisa Pathfinder. Si tratta di una tecnologia chiave per poter percepire le distorsioni causate dal passaggio delle onde gravitazionali. Per rivelare eventuali segnali riconducibili alle onde gravitazionali, le masse di prova dovranno infatti essere protette da qualsiasi possibile sorgente di disturbo durante il volo e dovranno essere isolate da tutte le forze esterne e interne tranne la gravità. L’obiettivo è di rilevare con estrema precisione su scala infinitesimale (nell’ordine dei milionesimi di milionesimi di millimetro) questa distorsione che modifica il tessuto spazio-temporale.

Maggiori informazioni sul progetto LISA nel comunicato stampa di ESA: http://www.esa.int/Our_Activities/Space_Science/Gravitational_wave_mission_selected_planet-hunting_mission_moves_forward

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Trento

Polonia: opportunità per le imprese della meccatronica e dello smart building

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Con un tasso di crescita del 5,1% registrato nel 2018, la posizione strategica in Europa e i suoi 38 milioni di abitanti, la Polonia rappresenta oggi una delle economie più attrattive d’Europa.

L’alta percentuale di consumatori giovani e sempre più istruiti stimola l’export con tante nuove opportunità anche per le imprese trentine. Se ne parlerà mercoledì 25 settembre a Trentino Sviluppo (Via Fortunato Zeni, 8 Rovereto), a partire dalle ore 10.30, in un momento di inquadramento Paese promosso in collaborazione con Italdesk Central Europe. Particolare attenzione sarà dedicata agli ambiti della meccanica/meccatronica e dello smart building.

La partecipazione è gratuita, previa iscrizione sul sito trentinosviluppo.it.

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La giornata di approfondimento si inserisce in una serie di iniziative espressione di una crescente attenzione trentina verso questo mercato, tra cui la visita di una delegazione di operatori economici e rappresentanti istituzionali della città di Radom, nota per la lavorazione del metallo, e l’incontro con imprese dei parchi tecnologici polacchi.

Quello della Polonia è un mercato di grande interesse, verso il quale le esportazioni italiane nel 2018 si sono avvicinate ai 13 milioni e mezzo di euro, con un incremento del 5,9% rispetto all’anno precedente. Le opportunità non mancano, vista la crescente innovazione tecnologica delle imprese di questo Paese, in cerca di fornitori qualificati, e la presenza di consumatori sempre più attenti alla qualità dei prodotti per cui si distingue il Trentino.

Per approfondire la conoscenza di questo mercato ed entrare in contatto con possibili aziende partner, Trentino Sviluppo promuove una presentazione Paese il prossimo mercoledì, 25 settembre, al Polo Tecnologico di Rovereto. L’incontro, rivolto alle imprese con particolare attenzione agli ambiti della meccatronica e dello smart building, è promosso in collaborazione con la Provincia autonoma di Trento e Italdesk Central Europe.

L’iniziativa permetterà di approfondire la conoscenza delle opportunità di business che la Polonia offre e permetterà e di entrare in contatto con un gruppo di imprese dei parchi tecnologici delle regioni sud occidentali del Paese, interessate a tessere nuove relazioni e trovare partner commerciali qualificati. Le imprese sono insediate, nello specifico, nell’Invest Park-WSSE e sono alla ricerca di fornitori di vario genere, dalle macchine utensili alla subfornitura, e di potenziali partner commerciali.

All’incontro presenzieranno alcuni imprenditori e i rappresentanti del Cluster tecnologico di cui Italdesk Central Europe è partner.

Il programma prevede, alle ore 10, la registrazione dei partecipanti. Seguiranno, alle 10.30, i saluti istituzionali con Raffaele Farella, Dirigente del Servizio Attività Internazionali della Provincia autonoma di Trento, e Renata Diazzi, Direttrice dell’Area Internazionalizzazione di Trentino Sviluppo. Alle 10.45 prenderanno il via gli interventi di Andrea Bandirali, CEO & BM Italdesk Central Europe (“Presentazione del mercato polacco e focus settoriali: meccanica, meccatronica, smart building) e di Beata Rzemyszkiewicz, Agenzia regionale WSSE (Andamento dei consumi e prodotti italiani maggiormente richiesti – Presentazione delle aziende polacche). Alle 13.00 sono previsti il momento delle conclusioni e un networking lunch, seguiti dagli incontri individuali.

La partecipazione è gratuita ma è richiesta l’iscrizione (anche per gli incontri) attraverso il modulo presente sul sito di Trentino Sviluppo.

Quella del 25 settembre è una delle iniziative promosse da Trentino Sviluppo dedicate a questo mercato. Un’altra è stata l’incoming del 10 e 11 settembre scorsi, che ha visto la visita di una delegazione istituzionale ed economica polacca, proveniente da Radom, città a sud di Varsavia. L’iniziativa, svolta in collaborazione con l’Institute of Sustainable Technologies – ITeE e la Camera di Commercio e Industria di Radom, ha coinvolto Polo Meccatronica, Fondazione Bruno Kessler e e varie aziende trentine. (f.r.)

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Trento

Esplode una caldaia a Villazzano, nessun ferito

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Forte esplosione stamane poco dopo le 11.00 a San Rocco di Villazzano.

Il botto si è sentito a chilometri di distanza mettendo in apprensione i residenti del paese.

Da una prima ricostruzione una caldaia posizionata nel garage di una abitazione è saltata per aria.

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Allertati sul posto sono arrivati i vigili del fuoco di Trento due un’ambulanze di Trentino emergenza e l’automedica.

A rimanere spaventato è stato un anziano che è stato ricoverato all’ospedale santa Chiara in codice rosso.

Le sue condizioni sono buone anche se è sotto shock.

L’esplosione ha creato lunghe colonne di fumo visibili fino dalla città.

Ai Carabinieri, intervenuti sul posto, toccherà ora il compito di capire il motivo dell’esplosione che poteva causare danni peggiori.

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Trento

Paolo Borrometi e la responsabilità dei giornalisti: “Mai perdere la bussola dell’impegno”

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Un dialogo serrato, che ha toccato temi importanti, a volte scottanti, a tratti anche intimo e personale, che ha rivelato al pubblico presente la personalità di un uomo e di un giornalista che non vuole scendere a compromessi perché crede fermamente in quello che fa e nel ruolo che riveste il giornalista nella nostra società: Paolo Borrometi, giornalista sotto scorta per minacce mafiose,  nella saletta del villaggio digitale di piazza Duomo ieri pomeriggio hanno parlato di informazione, verità, credibilità e notizie che viaggiano in rete e si diffondono a velocità inaudita.

“Il giornalista ha il diritto-dovere di informare, come previsto dall’articolo 21 della nostra Costituzione, così come il cittadino ha il diritto ad essere informato” ha detto Borrometi, ricordando la grande responsabilità di chi fa informazione, la necessità di recuperare credibilità, minata purtroppo da episodi negativi, il bisogno di raggiungere i giovani che si informano sui social. “Non dobbiamo mai perdere la bussola del nostro impegno” ha detto ancora Borrometi alla platea attenta, che annoverava anche molti colleghi e rappresentanti della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, fra cui il segretario regionale dello stesso sindacato Rocco Cerone, il vicesegretario regionale Lorenzo Basso e Roberto Rinaldi, portavoce per il Trentino Alto Adige di Articolo 21, l’associazione presieduta da Borrometi.

Nel giorno che ricorda l’assassinio di Rosario Livatino, ucciso appunto il 21 settembre 1990 da un’organizzazione mafiosa, il dialogo si è aperto con il ricordo del magistrato: “Ci sono uomini che hanno pensato di fare la cosa giusta e l’hanno difesa fino alla fine” ha detto Borrometi, “Noi possiamo ricordarli facendo camminare le loro idee sulle nostre gambe”.

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Poi il racconto del proprio vissuto, le minacce di morte, l’aggressione che lo ha lasciato con una spalla frantumata, l’attentato sventato grazie ad una intercettazione. Il rapporto di Borrometi con la paura è quotidiano, “ma il giornalista deve scrivere, lo deve fare al di là delle possibili conseguenze” ha detto ancora, chiedendo un applauso per i 5 uomini della sua scorta che gli hanno salvato la vita e rischiano ogni giorno la vita con lui. Guidato dalle domande del relatore, Borrometi ha poi parlato dell’universo digitale, della rete e dei social, ricordando i numerosi pericoli che li attraversano, ma anche la loro enorme importanza, soprattutto per i giovani.

I social sono una straordinaria opportunità di confronto, ha detto, non possiamo passare i linguaggi d’odio, perché non devono essere la valvola di sfogo delle nostre ire, ma attraverso i social può diffondersi il rispetto delle differenze e di qualunque idea politica che abbia ognuno di noi”. Riguardo alle fake news Borrometi ha ricordato l’importanza di verificare sempre la fonte della notizia, non incoraggiando censure, ma puntando all’educazione dell’utente finale.

La deontologia del giornalista è naturalmente alla base di una corretta informazione, il segreto di un buon giornalismo è conciliare la necessaria velocità di diffusione con i criteri deontologici: “Meglio perdere un minuto in più, ma tutelare la dignità delle persone di cui stiamo scrivendo”, ha suggerito. Tra i tanti temi toccati, anche il ricordo di Antonio Megalizzi, la cui famiglia era presente all’incontro, il suo impegno, la sua volontà di approfondire i fatti,  spunto per ricordare anche la necessità di aprire ai giovani la strada della professione. In chiusura un invito a tenere sempre alta la guardia verso possibili presenze mafiose, in ogni territorio, perché “Le mafie nascono nell’arretratezza culturale, ma vogliono prosperare nelle comunità ricche”.

Riprese e immagini a cura dell’Ufficio Stampa

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