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Il Punto da Bruxelles

Erasmus e roaming, i cittadini europei mai così vicini

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Chi ancora si chiede cosa faccia l’Unione europea per i suoi cittadini ha avuto in questi giorni la risposta che cercava. Quella in corso è, infatti, una settimana altamente simbolica per l’Unione. Per due motivi: martedì, il Parlamento europeo ha celebrato i trent’anni del progetto Erasmus e a, partire dalla mezzanotte di ieri, chiamate, sms e traffico online costeranno all’estero come a casa per chi viaggia negli Stati membri.

Il programma Erasmus è una delle storie di maggiore successo dell’Unione europea. Lanciato nel 1987, ha permesso a più di 9 milioni di giovani universitari di beneficiare di una borsa di studio per frequentare un’università nei 28 Stati membri, per un periodo di tempo che va da tre a dodici mesi.

Non si tratta solo di un’importante occasione formativa e di un’opportunità per imparare una nuova lingua: il progetto Erasmus è il segno tangibile della concretezza della collaborazione tra i popoli europei. Si tratta, infatti, del principale strumento con cui i giovani europei entrano in contatto. Un’occasione per conoscersi e per conoscere l’Europa. Un’opportunità per sbarazzarsi degli stereotipi che ancora dividono il continente.

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Erasmus ha creato la prima generazione di giovani europei. Giovani europei che grazie a quest’esperienza si sono incontrati, innamorati e, in alcuni casi, sposati. Così facendo hanno sviluppato un senso di identità europea, proprio come sono destinati a fare i loro figli. Intervenendo oggi in Parlamento europeo, il Presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, ha scherzato dicendo che i figli delle coppie Erasmus sarebbero addirittura più di un milione.

Si tratta di un fenomeno sociale di portata epocale che, proprio per questo, non dovrebbe essere limitato solo a coloro che compiono uno studio universitario, ma esteso a tutti i giovani dell’Unione. Un passo avanti, in tal senso, è già stato fatto con Erasmus +, la versione aggiornata di Erasmus, che ha aperto la partecipazione al programma anche agli studenti delle scuole professionali. Questa è un’innovazione importante, anche in riferimento al sistema di formazione nella nostra Regione.

In ogni caso, oggi è un giorno di festa per gli studenti Erasmus e, più in generale, per coloro che, per lavoro o per svago, si trovano a viaggiare l’Europa. Dalla mezzanotte di ieri, infatti, telefonare, inviare messaggi e navigare su internet da uno qualsiasi dei 28 Stati membri avverrà allo stesso prezzo che nel proprio, in base al piano tariffario o al costo previsto dalla scheda prepagata.

L’eliminazione del sovraccosto per chi utilizza il proprio cellulare in un altro Stato membro è l’ennesima dimostrazione che l’Unione europea agevola la nostra vita in maniera molto concreta. Se ne renderanno sicuramente conto i cittadini europei che andranno in vacanza in un altro Paese dell’Unione quest’estate e che potranno godere della libertà di restare in contatto e usare internet come se fossero a casa.

L’abbattimento dei costi applicati dagli operatori di telefonia mobile è solo l’inizio della “rivoluzione digitale” che ci vede in prima linea in Parlamento europeo. Obbiettivo dichiarato: abbattere tutte quelle barriere che ancora ostacolano la libera circolazione delle informazioni online tra i vari Stati membri. In tal senso, per i prossimi mesi abbiamo in serbo un’altra buona notizia: a sparire sarà il geoblocking, ovvero quella pratica che impedisce di fare acquisti online, ad esempio, sulla versione tedesca e francese di Amazon, o di guardare o ascoltare contenuti in streaming quando siamo in un altro Paese Ue.

Poco a poco stiamo abbattendo i “muri invisibili” che ancora dividono i cittadini europei. Spostarsi in Europa sarà sempre più facile. Per giovani e meno giovani, può essere l’inizio di un viaggio pieno di opportunità.

A cura di Herbert Dorfmann, Europarlamentare eletto nel collegio del Trentino Alto-Adige

 

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Il Punto da Bruxelles

Politiche agricole europee: seminario ieri a Bruxelles

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Il Trentino in Europa. Progettualità di sistema. E’ il titolo del seminario, tenuto ieri a Bruxelles, presso la sede della Rappresentanza della Regione europea Tirolo – Alto Adige – Trentino.

Al centro dell’incontro, organizzato da APOT, l’Associazione dei produttori ortofrutticoli trentini, un confronto a 360 gradi sulle politiche agricole dell’Unione europea, alla presenza dell’assessore all’agricoltura della Provincia autonoma di Trento, Giulia Zanotelli, di Paolo De Castro, vice presidente della Commissione agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento Europeo e dell’onorevole Herbert Dorfmann.

Nei vari interventi è stata sottolineata l’importanza della comunicazione, per sensibilizzare l’opinione pubblica rispetto ai valori connessi all’agricoltura e alle ricadute pubbliche che il governo del territorio può determinare in particolare nelle aree di montagna.

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Oggi la produzione agricola – è stato evidenziato – non può non percorrere la strada della qualità che si integra in modo forte con l’obiettivo della sostenibilità integrale, sui fronti economico, sociale e ambientale.

Tutto questo a partire dalla consapevolezza che il settore agroalimentare rappresenta il primo settore economico, anche sul fronte dell’export, a livello europeo.

“Il sistema delle Regioni – ha detto l’assessore Zanotelli che ieri a Milano aveva incontrato Phil Hogan, Commissario europeo per l’agricoltura – chiede la possibilità di incidere maggiormente nelle scelte che verranno fatte per la prossima programmazione agricola comune (PAC) post 2020.

Nella nuova PAC – ha detto l’assessore – dovrà essere tenuta in considerazione la specificità dei territori di montagna. Fare agricoltura in Trentino non è come farla in pianura.

Questo è un elemento chiave, così come è fondamentale che i fondi europei non utilizzati da determinati soggetti vengano redistribuiti a favore di chi, al contrario, è capace di utilizzarli appieno.

Fra le criticità emerse nel corso del seminario, confermate dall’onorevole De Castro, quella che riguarda l’architettura prevista nel rapporto tra Commissione, Stato membro e regioni.

L’aspetto legato alla previsione dell’ente gestore unico rischia di compromettere – è stato detto – l’efficacia del sistema, determinando un’eccessiva centralizzazione con conseguenti ricadute negative sul piano degli equilibri nei rapporti tra i territori.

“Condividiamo – ha detto ancora l’assessore Zanotelli – la necessità, evidenziata dall’onorevole Dorfmann, di investire sia sul fronte della sostenibilità che su quello della comunicazione, con l’obiettivo di fornire un’informazione corretta ed oggettiva alla collettività, anche per accrescere una equilibrata cultura dell’ambiente e della sostenibilità.

Da questo punto di vista il percorso degli Stati generali della montagna, fortemente voluto da questa Giunta, potrà fornire un contributo importante anche per la definizione di una strategia di prospettiva per il settore agricolo, in preparazione della prossima PAC.

L’impegno del settore agricolo, ed ortofrutticolo in particolare, con l’accompagnamento della Provincia, ha portato negli anni a risultati importanti sia sul fronte economico, sia su quelli sociale e ambientale, anche perché lavorare e coltivare la terra in montagna determina vincoli e costi più alti rispetto ad altri territori, con ricadute irrinunciabili sul fronte della stabilità idrogeologica, su quello del paesaggio, della biodiversità e, in ultima analisi, su quello della sostenibilità”.

Infine, l’assessore Zanotelli ha sottolineato il valore del fare rete tra chi è parte del sistema cooperativo e chi è esterno, assicurando tutto il supporto della Provincia per accompagnare processi e progetti in grado di elevare la capacità di fare sistema, nell’interesse generale del settore agricolo, dell’economia, della comunità e del territorio trentino.

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Il Punto da Bruxelles

«Addio alla plastica usa e getta. Ora puntare sul riciclaggio»

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(di Herbert Dorfmann) La tutela dell’ambiente e tutte le problematiche a essa collegate rappresentano una delle più grandi sfide per l’umanità negli anni a venire. (altro…)

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Il Punto da Bruxelles

Energia, Dorfmann: «Noi modello in Europa. Puntare su efficienza e rinnovabili»

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Con l’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici del 2016, l’Unione europea ha preso un impegno con l’ambiente e le future generazioni, che siamo fermamente intenzionati a rispettare. (altro…)

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