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Trento

Trento, nuove regole della provincia sulle cave di porfido

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Entra nel vivo la riforma del settore estrattivo. La Giunta provinciale, su proposta del vicepresidente e assessore allo sviluppo economico e lavoro Alessandro Olivi, ha approvato oggi una delibera contenente le regole che devono essere recepite nei disciplinari di concessione delle cave di porfido, in particolare per quanto riguarda l’individuazione della percentuale di materiale grezzo da lavorare con ricorso a propri dipendenti.

Superata la fase delle consultazioni, diamo il via alla fase operativa dell’applicazione della legge – sottolinea Olivi – . Tutte le regole che abbiamo individuato per la gestione delle concessioni hanno come obiettivo imprimere una svolta qualitativa a questo settore strategico per il Trentino, nella consapevolezza che la grande maggioranza delle cave sono beni pubblici e necessitano di una cornice comune entro cui operare. Abbiamo voluto una legge che valorizzasse la capacità di fare impresa, contrastando l’eccessiva frammentazione, e che tutelasse i lavoratori e la loro professionalità. Non si tratta solo di regole comuni, lo sappiamo bene: dobbiamo anche impegnarci per stare sui mercati e per aprirne di nuovi. Ma le regole sono indispensabili per incoraggiare lo sviluppo delle buone prassi, la costruzione di una filiera omogenea, forte, riconoscibile. Ora la palla passa agli attori del sistema: è la filiera territoriale nel suo complesso, a doverle applicare, nella prassi, nei comportamenti. Crediamo però che l’ottimismo, a questo punto della partita, sia legittimo: l’impegno che abbiamo registrato lungo l’iter che ha portato all’approvazione della normativa e poi ora al varo delle nuove regole per le concessioni ci fa ben sperare”.

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Vediamo di riassumere brevemente i contenuti della decisione assunta oggi dalla Giunta provinciale. La recente modifica della legge ha introdotto alcune regole per le nuove concessioni di porfido, relativamente alla lavorazione in proprio del materiale “grezzo”, e alla sua tracciabilità, al fine di favorire la qualità della filiera produttiva, la qualità del lavoro e dell’occupazione, la trasparenza dei processi di utilizzo di beni pubblici e la  tutela dei giacimenti.

Analoghe regole, trattandosi di beni pubblici, vengono introdotte per le concessioni in essere, tenendo conto dei principi di ragionevolezza e prevedibilità. Per la lavorazione in proprio del grezzo viene chiaramente prevista una certa gradualità nella loro introduzione, e si tiene sostanzialmente conto della durata residua della concessione (prima o dopo il 1° gennaio 2022).

Nel dettaglio:

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– i concessionari titolari di concessioni pubbliche di porfido, con scadenza successiva al 1 gennaio 2022, devono lavorare con ricorso a propri dipendenti una percentuale di materiale grezzo pari almeno al 50%, per il biennio dal 1 gennaio 2019 al 31 dicembre 2020, e di almeno l’80% dal 1 gennaio 2021 fino alla scadenza della concessione;

– i concessionari titolari di concessioni pubbliche di porfido, con scadenza entro il 1 gennaio 2022, dal 1 gennaio 2019 e fino alla scadenza della concessione, devono lavorare con propri dipendenti una percentuale di materiale grezzo pari almeno al 50 %, ovvero, qualora la loro organizzazione aziendale non sia adeguatamente strutturata per garantire la lavorazione con propri dipendenti, devono ricorrere a contratti che prevedono la solidarietà retributiva e contributiva.

Per la tracciabilità del grezzo, in caso di suo trasferimento, è prevista la pesatura e la comunicazione al comune delle quantità di grezzo cedute, del soggetto a cui viene ceduto, e del luogo di destinazione.

Queste disposizioni entrano in vigore 2 mesi dopo la sottoscrizione dei disciplinari da parte delle ditte, tenuto conto che i comuni hanno 4 mesi di tempo – dal 1 marzo scorso (data di entrata in vigore della legge) – per le modifiche dei disciplinari, e le ditte hanno 1 mese di tempo per la sottoscrizione dei disciplinari medesimi (in teoria quindi il primo ottobre 2017).

Sulla delibera è stato acquisito il parere del Consiglio delle autonomie, favorevole con alcune osservazioni, fra le quali è stata accolta quella relativa ad un posticipo di 6 mesi del termine di introduzione dei primi obblighi di lavorazione in proprio del grezzo (dal 1 luglio 2017 al 1 gennaio 2018).

Sui sistemi di pesatura e comunicazione sono stati anche acquisiti i pareri, previsti in legge, delle associazioni di categoria (Industriali e Artigiani), che si sono espresse favorevolmente.

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