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Voce - Alto Garda e Ledro

Il complesso ex Argentina dichiarato abusivo, ieri le condanne.

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ARCO. È finito con un mese di arresto a Roberto Miorelli, legale rappresentante della Cosmi Costruzioni, e Gianluca Miorelli, amministratore delegato, per il reato di lottizzazione abusiva nell’ambito dell’inchiesta sulla costruzione del complesso ex Argentina, il processo di primo grado che si è concluso a Rovereto ieri.

La sentenza sanziona i due anche con 22 mila euro di ammenda.

Stessa pena per i tre progettisti, Alessio Bolgan, Bruno Ferretti e Mariano Zanon. Assolto invece il vice sindaco di Arco Stefano Bresciani.

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Un mese anche a Bianca Maria Simoncelli, («lottizzazione abusiva aggravata») dirigente dell’area tecnica del Comune di Arco. Insieme a Bresciani assolti anche la funzionaria comunale Tiziana Mancabelli e i membri esperti della Commissione edilizia di Arco, Giorgio Bellotti e Massimo Favaro

Il giudice ha inoltre disposto cinquantamila euro di risarcimento danni a favore di Italia Nostra, e la confisca dei beni già posti sotto sequestro dal febbraio 2016, oltre una ventina di appartamenti invenduti con interrati e box auto per un valore commerciale che si aggira attorno ai 10 milioni di euro.

«E’ davvero preoccupante che nel nostro Comune vi sia una sentenza di lottizzazione abusiva di questo tipo,  – dichiara l’onorevole Ottobre subito dopo la sentenza del tribunale di Rovereto – ora attendiamo le motivazioni. Mi auguro ora che il sindaco di Arco Alessandro Betta e la maggioranza si decidano a formare la commissione d’inchiesta chiesta espressamente dal sottoscritto e dalle minoranze, al fine di esaminare quanto è accaduto. Auspico inoltre che il sindaco Betta rimuova l’attuale dirigente dell’Area tecnica comunale Bianca Maria Simoncelli e nomine come dirigente pro-tempore l’avvocato del comune di Arco Barbara Zampiero. Oltre alla sentenza della magistratura su cui sarà opportuno fare le opportune considerazioni rimane il dato politico molto grave: il sindaco Betta non è stato affatto trasparente sulla vicenda e i verbali del consiglio comunale ne sono la prova».

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Voce - Alto Garda e Ledro

Riva del Garda: un successo per la prima festa territoriale dell’Associazione Nazionale Famiglie Numerose

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Si è svolta nel pomeriggio di lunedì 22 aprile a Riva del Garda la prima festa territoriale dell’Associazione Nazionale Famiglie Numerose, per incontrare le famiglie della zona ed avviare il nuovo progetto sperimentale di divisione del territorio, seguendo lo schema delle Comunità di Valle.

Per essere più vicini agli associati e potersi confrontare con gli enti locali, l’associazione ha scelto la prima famiglia delegata per l’Alto Garda e Ledro, Alice e Filippo Civettini.

Poi, questo progetto sperimentale verrà esteso a tutto il territorio provinciale, contando sulla disponibilità delle famiglie associate, e magari potrà anche essere replicato a livello nazionale.

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Alla presenza dei segretari nazionali (famiglia Magistri) e dei coordinatori provinciali (Federica Betta e Massimo Sebastiani), è stato organizzato un pomeriggio di festa ed anche di confronto, cui hanno preso parte anche il Vicesindaco Mario Caproni ed il Consigliere Giuseppe Giuliani, in rappresentanza del Comune di Riva del Garda, che ha patrocinato l’iniziativa.

Sono usciti molti spunti, che verranno poi portati avanti a livello locale dalla famiglia Civettini ed a livello provinciale grazie alla famiglia Sebastiani, oltre ad un pomeriggio di festa e tanto divertimento per tutti i bambini presenti.

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Voce - Alto Garda e Ledro

Paesaggi storici, la Val di Gresta si candida

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L’adesione al registro nazionale dei paesaggi storici è l’obiettivo verso il quale si stanno organizzando molte energie in Val di Gresta.

L’idea è creare una strategia di sviluppo condivisa per promuovere questo luogo, coi suoi caratteri paesaggistici distintivi e testimoni di una storia agricola locale e dei valori di una comunità.

Una serata di approfondimento è stata organizzata per mercoledì 10 aprile alle 20.30 alla sala conferenze del Centro anziani a Ronzo-Chienis, in via Don Chiettini.

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Dall’assessorato comunale al turismo e all’agricoltura di Mori viene spiegato che questa è un’occasione per partecipare attivamente a un importante progetto di sviluppo locale: ognuno potrà apportare il proprio pensiero.

L’amministrazione di Ronzo – Chienis auspica che questo progetto possa andare a buon fine non solo per la sua valenza sovracomunale, ma anche per il suo rilievo economico. L’entrata in questo registro potrebbe aprire il percorso per iscriversi poi a quello della Fao, con ulteriore visibilità e rilievo internazionale.

L’auspicio è che il territorio, e non solo il tessuto imprenditoriale, risponda positivamente a quella che è un’iniziativa partita dal basso, grazie alla spinta di alcune aziende.

La Val di Gresta è un paesaggio unico, fragile e complesso.

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Coi suoi terrazzamenti, realizzati nel corso dei secoli, è oggi un importante elemento di memoria collettiva. Il Registro nazionale dei paesaggi rurali storici è un’istituzione ministeriale che punta a riconoscere e catalogare i paesaggi agricoli tradizionali o di interesse storico, le pratiche e le conoscenze tradizionali.

Nel progetto sono coinvolte le amministrazioni comunali di Mori e di Ronzo-Chienis, il Bio-distretto, la Famiglia cooperativa di Ronzo-Chienis, imprenditori locali, associazioni, consorzi agricoli e altri soggetti.

Il coordinamento tecnico-scientifico è dell’architetto paesaggista Francesca Bertamini, dello studio di progettazione Paesaggisti per Caso. Il primo obiettivo del gruppo di lavoro è l’elaborazione del dossier di candidatura.

Parlare del paesaggio rurale della Valle di Gresta significa più descrivere un sistema di governo del territorio che si è tramandato nei secoli, piuttosto che specifiche pratiche, colture e tecniche.

Con una nota di settembre 2018, il Ministero delle politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo ha comunicato l’esito positivo del processo di preselezione e quindi candidato ufficialmente “Il sistema agricolo terrazzato della Val di Gresta” all’iscrizione al “Rnps”. È ora in fase di elaborazione il dossier di candidatura definitiva, che dovrebbe essere concluso entro la fine dell’estate 2019.

Lo studio è portato avanti da un gruppo interdisciplinare costituito da diverse professionalità (architetto paesaggista, geologo, forestale, agronomo, storico del paesaggio, esperto in elaborazione dati Gis e analisi Vasa).

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Alto Garda e Ledro

Progetto Punta Lido, l’unica soluzione è interpellare la cittadinanza mediante il voto – di Andres Eduardo Perrone

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Egregio direttore, vorrei sottoporre a lei e ai lettori la tematica che in questi giorni sta animando la città di Riva del Garda: il progetto Punta Lido. Premetto di non avere una profonda conoscenza in materia di architettura; premetto anche di ritenere che il patrimonio della città vada valorizzato, mantenendo però quelli che sono il decoro del paesaggio e le caratteristiche tradizionali della città.

A mio parere, la struttura presentata sabato 25 novembre dall’amministrazione comunale, è a sé stante rispetto a quelle che sono le peculiarità paesaggistiche della città. Una struttura così, andrebbe bene in città come New York o Los Angeles, non in una città come Riva del Garda, che presenta caratteristiche diverse da quest’ultime.

Il consiglio all’amministrazione comunale è quello di tornare indietro su questo progetto, evitando lo spreco di denaro pubblico o quantomeno di interpellare la cittadinanza a questo proposito tramite il voto, per comprendere se questa sia o meno d’accordo con il progetto in questione, evitando di prendere la classica decisione “in solitaria”.

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L’eventuale quesito da porre, comunque, dovrà fornire alla cittadinanza tutte le informazioni necessarie e dettagliate sul progetto, di modo che si possa assumere una posizione consapevole sull’argomento.

Concludo, esprimendo anche l’idea che la Lido Immobiliare spa e la Lido srl debbano essere un unico ente, pubblico al 100%.

Andres Eduardo Perrone

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