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Voce - Valsugana

Parco naturale agricolo: via ai primi 3 incontri con le comunità

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E’ iniziato con i primi tre incontri pubblici di presentazione il percorso partecipato promosso dalla Comunità in collaborazione con i comuni di Roncegno Terme, Ronchi Valsugana e Torcegno per valutare insieme a popolazione e cittadini l’opportunità di istituire un parco naturale agricolo.

Le finalità della proposta, spiegate dal presidente Attilio Pedenzini e dai tre sindaci sono:

  • la salvaguardia e la valorizzazione delle attività agro-silvo-pastorali ambientalmente sostenibili e dei valori antropologici, storici, archeologici e architettonici presenti nel territorio;
  • la riqualificazione delle produzioni agricole e zootecniche, la valorizzazione dei prodotti locali e lo sviluppo dell’agricoltura biologica e biodinamica;
  • la conservazione, ricostruzione e valorizzazione del paesaggio rurale tradizionale e del relativo patrimonio naturale, delle singole specie animali o vegetali, delle formazioni geomorfologiche e geologiche, degli habitat delle specie animali;
  • la gestione del quadro conoscitivo e il monitoraggio sullo stato di conservazione delle risorse paesaggistiche e ambientali;
  • l’organizzazione e la promozione della fruizione turistica compatibile, ricreativa e culturale del territorio e delle sue risorse in funzione dello sviluppo delle comunità locali.

Il percorso partecipato, finanziato dalla Provincia e dalla Comunità, proseguirà nelle prossime settimane coinvolgendo il maggior numero possibile di cittadini e associazioni, per arrivare poi entro l’anno ad assumere un decisione definitiva in accordo con le aspettative del territorio.

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CHE COS’È UN PARCO NATURALE AGRICOLO – L’art. 49 della legge provinciale 11/2007 definisce le caratteristiche di un parco naturale agricolo.

Parchi naturali agricoli (art. 49 della legge provinciale 23 maggio 2007, n. 11)

  1. I comuni, direttamente o tramite le comunità, possono individuare attraverso gli strumenti urbanistici aree agricole e naturali di particolare valore ambientale, paesaggistico, antropologico, storico, archeologico ed architettonico, per le finalità di cui all’articolo 33 di questa legge.
  2. La gestione di tali aree avviene secondo le modalità della rete delle riserve di cui agli articoli 35 e 47.
  3. Le aree di cui al comma 1 possono essere riconosciute dalla Giunta provinciale come parco naturale agricolo qualora i piani di gestione garantiscano le seguenti finalità:
    • la salvaguardia e la valorizzazione delle attività agro-silvo-pastorali ambientalmente sostenibili e dei valori antropologici, storici, archeologici ed architettonici presenti;
    • la riqualificazione delle produzioni agricole e zootecniche, la valorizzazione dei prodotti locali e lo sviluppo dell’agricoltura biologica e biodinamica;
    • la conservazione, ricostruzione e valorizzazione del paesaggio rurale tradizionale e del relativo patrimonio naturale, delle singole specie animali o vegetali, delle formazioni geomorfologiche e geologiche, degli habitat delle specie animali;
    • la gestione del quadro conoscitivo ed il monitoraggio sullo stato di conservazione delle risorse paesaggistiche ed ambientali;
    • l’organizzazione e la promozione della fruizione turistica compatibile, ricreativa e culturale del territorio e delle sue risorse in funzione dello sviluppo delle comunità locali.
  4. Restano fermi gli interventi agevolativi previsti dall’articolo 103 (Agevolazioni per l’istituzione di parchi agricoli) della legge provinciale 19 febbraio 2002, n. 1.

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