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Trento

La sigaretta elettronica fa bene o fa male? Questo è il problema.

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Il fatto che non ci siano ancora molte ricerche e soprattutto a lungo termine, anche dato dal fatto che l’espansione dell‘e-cig sia un fenomeno recente, rende difficile una legislazione appropriata e quindi anche un’educazione ai giovani rispetto all’utilizzo.

Proviamo a vedere che cosa si trova sul web riguardo i pro e i contro della sigaretta elettronica e dividiamo le ricerche che affermano i vantaggi, da quelle che ne condannano gli effetti.

Ad una prima occhiata è difficile davvero farsi una propria opinione o meglio se vogliamo usare una e-cig digiteremo sigaretta elettronica o altri nomi simili e troveremo velocemente che non fa male, ma se pensiamo che sia nociva? Digiteremo danni e troveremo senz’altro ricerche che dimostrano gli effetti negativi.

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Questa confusione non è forse già un grosso problema?

Vediamo ora Alcune ricerche che provano i vantaggi della sigaretta elettronica

E’ un dato di fatto che sicuramente rispetto ai prodotti “da fumo” tradizionali, non essendoci combustione non si inalano tutte le sostanze dannose come catrame, benzene e idrocarburi policiclici aromatici, che sono le principali responsabili di molte patologie oncologiche. Nel 2011 escono i risultati della prima sperimentazione clinica delle sigarette elettroniche, riportato nella rivista BMC – Public Health secondo cui la sigaretta elettronica potrebbe essere più efficace rispetto ai tradizionali prodotti NRT per smettere di fumare e può essere particolarmente efficace nei fumatori che non sono motivati a smettere.

Dai primi risultati statistici di uno studio ancora in corso in cui è stato protagonista anche Umberto Veronesi l’ex direttore scientifico dell’Istituto Europeo di Oncologia (Ieo), e Carlo Cipolla, direttore della divisione di cardiologia dell’Ieo, emerge che “su un campione di 70 pazienti il 60% smetteva di fumare usando le e-cig senza nicotina contro il 30% di quelli trattati con solo counseling. E chi non ha smesso di fumare ha comunque ridotto il numero di sigarette giornaliere”.

Quando il tabacco raggiunge gli 800 gradi circa, vale a dire la temperatura chiamata di pirolisi, libera ben tredici idrocarburi policiclici cancerogeni, che sono quindi contenuti nel fumo e sono condensabili nel catrame di tabacco. Per questo il fumo è considerato il più potente cancerogeno conosciuto.

Con la sigaretta elettronica si assume nicotina, ma non i cancerogeni. Tuttavia Cipolla afferma di essere contrario alle sigarette elettroniche con nicotina perchè la quantità di questa sostanza non è controllata e in pronto soccorso sono finiti ragazzini per aver utilizzato svaporizzatori con quantità abnormi di nicotina.

Nell’ambito dello studio ECLAT condotto dal team dei ricercatori LIAF nel Centro Universitario del Policlinico di Catania, è stata dimostrato, grazie alla riduzione del fumo da tabacco, un miglioramento delle condizioni di salute generali e nello specifico una sostanziale diminuzione dei danni causati dal fumo come tosse (18%), bocca secca (17%), irritazione della gola (20%) e mal di testa (10%). Non è quasi mai stato riportato ansia, insonnia, variazioni cardiache o pressorie.

La rivista scientifica BMC Public Health ha pubblicato che, dopo sei mesi di uso regolare di e-cig di seconda generazione, vi è stata una riduzione del consumo di tabacco di almeno la metà in un buon 30% dei partecipanti, passando da una media di 25 a 6 sigarette al giorno, e addirittura il 36% dei fumatori ha smesso del tutto di fumare. Di questi, un buon 15% non utilizzava più neanche la sigaretta elettronica a fine studio.

La LIAF, Lega Italiana Anti Fumo, in collaborazione con l’Università di Catania, ha intrapreso nel 2010 uno studio sulle sigarette elettroniche. I risultati confermano che le sigarette elettroniche non risultano tossiche, inoltre i dati preliminari degli studi in corso dimostrano che rappresenterebbero un valido aiuto per diminuire il numero di sigarette e per chi vuole smettere di fumare.

Nella dichiarazione del professor Riccardo Polosa, docente di Medicina Interna all’Università di Catania, responsabile scientifico della LIAF, si può leggere che “L’Oms insistendo con il suo rifiuto ideologico a non voler integrare la strategia sulla riduzione del rischio all’interno delle attuali politiche di controllo del tabacco, favorisce paradossalmente lo status quo del tabagismo, rischiando di non centrare l’obiettivo di ridurre il numero di fumatori nel mondo in tempi ragionevoli”.

Per quanto riguarda il “vapore passivo”, secondo una ricerca americana pubblicata dalla rivista “Inhalation toxicology” ed effettuata da ricercatori del “Consulting for Health, Air, Nature and Green Environment” del Center for Air Resources Science and Engineering e della Clarkson University. con le sigarette elettroniche non si modifica la qualità dell’aria in ambienti chiusi e il vapore emesso dalle sigarette elettroniche non è pericoloso.

Alcune ricerche che provano gli svantaggi della sigaretta elettronica

E’ noto che la nicotina produce dipendenza, è correlata con malattie cardiovascolari e può essere promotrice di tumore e malattie neuro degenerative. Se assunta durante la gravidanza, il feto può avere conseguenze sullo sviluppo. Inoltre se nelle sigarette elettroniche vi è una riduzione di nicotina, si può provocare nel fumatore il desiderio di continuare a fumare le sigarette tradizionali.

Secondo Silvio Garattini, direttore dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri, l’utilizzo delle e-cig nei luoghi pubblici, non solo trasmette la mimica del fumatore, ma può essere disturbante per chi sta vicino. anche perché non si conosce ancora la quantità di nicotina che viene dispersa nell’aria.

Inoltre emerge che le sostanze aromatizzanti dissolte in glicole propilenico possono provocare reazioni allergiche e in bambini asma, febbre da fieno, eczema. Possono essere presenti anche aldeidi, VOCs, idrocarburi policiclici aromatici, nitrosamine specifiche del tabacco, metalli, silicati e altri elementi. Molte di queste sostanze sono elementi tossici che hanno effetti sulla salute, anche se i danni sono inferiori a quelli generati dalle sigarette tradizionali.

In una ricerca del dipartimento di medicina preventiva della Keck School of Medicine di Los Angeles è stato chiesto a un gruppo di oltre 3000 studenti di 14-16 anni quanti di loro facessero uso di sigarette elettroniche o sigarette tradizionali. Dopo sei mesi per i vaper è stato riscontrtato un maggior rischio rispetto al passaggio alle sigarette tradizionali. Anche lo studio americano, finanziato dal National Cancer Institute (NCI) dimostra infatti che la sigaretta elettronica, tra gli adolescenti, può portare facilmente alla sigaretta tradizionale.

Ancora un’analisi condotta dall’università CRMTH (Pittsburgh Center for Reasearch on Media, Technology and Health) e dal Dartmouth-Hitchcock Norris Cotton Cancer Center ha rilevato che su un campione di 700 ragazzi americani tra i 16 e i 26 anni, il 38% dei fumatori di e-cig era passato alla sigaretta tradizionale, contro il 10% dei ragazzi che non “svapavano”.

Attraverso lo studio di Primack e James D. Sargent, professore di Pediatria al Dartmouth’s Geisel School of Medicine e autore senior dello studio, è stato affermato che la sigaretta elettronica rilascia nicotina più lentamente e quindi consente ad un nuovo vaper di assuefarsi pian piano agli effetti collaterali della nicotina.

Inoltre la e-cig copia e mima l’atto e la sensazione di fumare una sigaretta, abituando alla gestualità. Infine non è soggetta alle stesse regolamentazioni delle sigarette tradizionali, rendendo normale un gesto che decenni di sforzi da parte dei ministeri della Salute di tutto il mondo avevano invece messo sotto accusa.

Secondo un studio pubblicato dall’Istituto di neuroscienze del Consiglio nazionale delle ricerche (In-Cnr), al quale hanno partecipato anche ricercatori dell’Università Statale di Milano e dell’Università di Modena e Reggio Emilia, la sigaretta elettronica non è innocua, può provocare una forte dipendenza e possiede un effetto ansiogeno rilevante.

Secondo uno studio americano promosso dal Veterans Affairs San Diego Healthcare System, l’effetto dannoso tumorale risulta lo stesso nelle sigarette con e senza nicotina.

Forse la conclusione è che se un fumatore di sigarette tradizionali decide di smettere, può trovare, forse, ma non sicuramente, un aiuto con la sigaretta elettronica, ma la cosa che sembra certa è che per chi non fuma non è salutare iniziare con l’e-cig anche senza nicotina.   Continua….. 

D.ssa Marica Malagutti – Psicoterapeuta – Psicodramma Psicoanalisi  – Psicologa Forense – Specializzazione in Diritti Umani Cooperazione allo Sviluppo

Infografica a cura di Luca Oropallo

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Trento

Accoglienza migranti: alle cooperative sociali 3,9 milioni ogni anno

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Presentate ieri dal presidente della Provincia Maurizio Fugatti al consigliere del gruppo Fassa Luca Guglielmi, le tabelle che riportano nel dettaglio gli importi annui erogati per l’accoglienza dei migranti gestita da cooperative e onlus che ammontano complessivamente a 3,9 milioni di euro all’anno.

A tale somma si aggiungono i servizi dei centri di accoglienza: Trento, Rovereto, Garniga e Piazza Dante, lotti ancora in fase di scadenza.

Nelle tabelle non figurano invece i costi relativi a corsi di lingua italiana, cancellati dopo l’entrata in vigore del Decreto di Sicurezza con effetto dal 1 gennaio.

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Stop con decorrenza dal 1 aprile anche per il servizio di orientamento ed accompagnamento lavorativo gestito dalla coop Arcobaleno (95.885 euro iva esclusa).

Sospensione da fine febbraio anche del servizio di supporto psicologico che permetterà di ridurre la spesa la spesa a poco più di 39 mila euro per il 2019.

Nell’ambito dei programmi di protezione internazionale sono stati stanziati 110 mila euro l’anno, per la mediazione linguistica e culturale 132 mila euro nonché 210 mila euro per il supporto sociale.

Per quanto riguarda il progetto di accoglienza straordinaria che coinvolge attualmente 132 adulti e 17 bambini, con il passaggio al progetto di accoglienza ordinaria dello Sprar l’accesso sara riservato esclusivamente ai titolari di protezione e minori stranieri non accompagnati, per una spesa annua complessiva di 1,3 milioni di euro.

All’accordo quadro per le valli sono invece destinati poco più di 2 milioni di euro, che verranno erogati sulla base del numero di migranti effettivamente presenti sul territorio.

Secondo l’osservatorio del Cinformi, al 20 gennaio in Trentino erano accolti 1.345 profughi (518 distribuiti nelle valli), di cui 720 in appartamento e 625 in strutture collettive con più di 11 posti letto.

Per quanto riguarda la lista degli enti che si sono aggiudicati la gestione dei servizi si riportano: Centro Astalli, Città aperta scs, Arcobaleno scs, Kaleidoscopio scs, Atas Onlus Trento, Samuele scs, Progetto 92 scs, Appm onlus, Punto d’approdo scs onlus e Consorzio lavoro ambiente società cooperativa.

Il costo è in netta decrescita rispetto agli anni scorsi.

Nel 2017 infatti i costi per l’accoglienza erano stati di ben 11 milioni di euro. 

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Trento

Tentato omicidio Caldonazzo: Ivan Hörmann condannato a 3 anni e 6 mesi

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Era il 9 gennaio 2018 quando Ivan Hörmann, 49enne di Mezzolombardo, veniva arrestato dopo avere fatto incursione nello studio dei commercialisti Rinaldo e Christian Pola a Caldonazzo, facendo esplodere 3 colpi di pistola. (qui articolo)

Le pesanti accuse carico di Hörmann, tuttora detenuto, sono: tentato omicidio, lesioni, sequestro di persona e porto abusivo di arma.

Il processo a suo carico si chiude ora con una condanna tutto sommato contenuta: 3 anni e 6 mesi di reclusione.

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Il pm Pasquale Profiti aveva chiesto 5 anni di reclusione, da considerarsi comunque pochi rispetto ai 14 possibili per questo tipo di reato.

E’stato grazie alla difesa dell’avvocato Andrea de Bertolini, che si è appellato alle attenuanti generiche e alla semi infermità mentale, oltre agli sconti di pena per il rito abbreviato, che la condanna si è ridotta ulteriormente.

Hörmann aveva dichiarato di non aver sparato con l’intento di uccidere ma spinto dalla convinzione di essere perseguitato: con il suo gesto voleva attirare l’attenzione ed essere ascoltato.

Causa scatenante lo sfratto dal suo appartamento di Mezzolombardo dove risiedeva da ben 19 anni che aveva acquistato diventando socio di una cooperativa edilizia poi fallita.

Da qui la disperazione che ha portato l’uomo alla reazione violenta, commessa nei confronti di chi non aveva responsabilità alcuna.

Allora furono i Carabinieri ad evitare quella che poteva diventare una strage.

I militari erano infatti riusciti a mettere in sicurezza tutti i possibili obiettivi che l’arrestato poteva colpire dopo il primo attacco a Caldonazzo

Quel giorno l’imputato, che come comprovato dalla perizia della psichiatra Maria Caldarola, non risultava essere nel pieno delle proprie facoltà mentali, sparò tre colpi: i primi due a terra ed un terzo nell’atrio dello studio.

L’accusa di tentato omicidio riguarda il terzo colpo: secondo le dichiarazioni della moglie di Rinaldo Pola, Lori Gasperi, Hörmann ha puntato la P38 verso di lei, che per schivare il colpo si è lanciata di lato.

La difesa avanza la tesi che non ci sia prova di volontà omicida, tesi non avallata però dal giudice.

Da qui la condanna definitiva a 3 anni e 6 mesi di reclusione, considerato anche che sempre secondo l’esperta la personalità dell’imputato presenta tratti ossessivi e persecutori e che di stress può rivelarsi socialmente pericoloso.

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Trento

Albanese armato tenta una rapina al Bar Ristorante Dolomiti in Corso Buonarroti

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Erano le 18.30 di ieri quando un uomo di nazionalità albanese armato di pistola scacciacani e con il viso coperto in buona parte da una sciarpa è entrato nel bar ristorante Dolomiti in Corso Buonarroti.

Il proprietario 57enne, Paolo Dal Pai, che in quel momento era seduto ad un tavolo in compagnia dell’unico cliente presente e stava controllando la contabilità, si è diretto verso il bancone per servire il nuovo arrivato, ignaro del fatto che questo fosse armato.

Dal Pai non ha avuto nemmeno il tempo di prendere l’ordinazione: l’uomo ha estratto una pistola puntandogliela alla testa ed intimandogli di alzare le mani.

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A questo punto il gestore del locale, che fortunatamente non si era fatto prendere dal panico, ha avuto la prontezza di approfittare di un momento di esitazione dell’aggressore per disarmarlo: con estrema lucidità è riuscito, con un rapido gesto a far sì che la pistola gli cadesse di mano.

Fondamentale si è rivelato poi l’apporto dell’unico cliente presente nel locale che è intervenuto per aiutare il Dal Pai ad immobilizzare il malvivente e riuscendo poi a dare l’allarme richiedendo l’intervento delle forze dell’ordine, mentre il gestore immobilizzava l’aggressore.

Quest’ultimo però ha più volte cercato di divincolarsi per darsi alla fuga ma fortunatamente, anche grazie alle segnalazioni di numerosi passanti, è tempestivamente intervenuta la Polizia e successivamente una pattuglia del Reparto prevenzione crimine a supporto dei colleghi.

L’aggressore e il malcapitato ristoratore sono stati successivamente interrogati sui fatti negli uffici della questura di viale Verona.

In seguito alla colluttazione in Dal Pai ha riportato graffi e ferite non gravi medicate successivamente presso il pronto soccorso dell’ospedale Santa Chiara dove è stato trasferito per verificare non solo le sue condizioni fisiche, ma piuttosto per valutare l’impatto dello sconcertante episodio a livello psicologico.

Dimesso in serata è stato poi accompagnato a casa dal figlio.

L’aggressore è invece stato trattenuto presso la questura per tutti gli accertamenti del caso.

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