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Trento

Profughi, completamente operativa la «residenza Adige» in località Vela a Trento

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Una ventina di richiedenti protezione internazionale è entrata lunedì 8 maggio 2017 nella “residenza Adige” in località Vela a Trento.

I migranti sono arrivati dalla “residenza Fersina” di via al Desert, nel capoluogo, dopo l’arrivo ieri di oltre una cinquantina di nuovi migranti. Ma dopo i 6.000 arrivi degli ultimi 2 giorni e i 913 migranti sbarcati stamattina, il ministero dell’internbo ha assegnato altri 25 migranti alla nostra provincia e a quella di Bolzano, che arriveranno fra pochi giorni

Per i profughi accolti in località Vela proseguiranno tutte le attività previste dal progetto, compreso naturalmente l’apprendimento della lingua e della cultura italiana e delle regole delle comunità.

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Come avviene per tutti i richiedenti asilo in Trentino, i migranti saranno costantemente seguiti dalla rete dell’accoglienza coordinata dalla Provincia autonoma di Trento. La residenza Adige, in particolare, sarà seguita 24 ore su 24 dagli operatori della Croce Rossa Italiana – Comitato provinciale di Trento.

Gli interni della struttura sono dotati di cucina, consentendo quindi la preparazione autonoma dei pasti da parte dei migranti accolti. Le nazionalità dei richiedenti asilo entrati alla residenza Adige (in 7 appartamenti) appartengono in larga parte all’area subsahariana (Gambia, Guinea, Nigeria, Senegal, Mali, Burkina Faso), mentre circa un quarto dei profughi presenti in struttura è di nazionalità pakistana e in un caso iraniana.

Due pullman di migranti, in gran parte famiglie con bambini (anche un bimbo nato il 1° maggio) sono arrivati invece all’hub di pronta accoglienza di via al Desert.

Si tratta di profughi soccorsi nei giorni scorsi nel Mediterraneo. I pullman, giunti direttamente da Siracusa e Agrigento, sono arrivati nel primo pomeriggio dell’8 maggio presso la struttura. All’hub di via al Desert tutti i migranti, fra i quali tante mamme con i propri figli (anche un papà) hanno trovato subito conforto in un primo pasto in serenità e, soprattutto, nell’abbraccio degli operatori della rete dell’accoglienza.

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Trento

Esce di strada e si schianta sulle macchine parcheggiate in via Ghiaie

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Questa notte verso le ore 01.30 incidente stradale in Via Ghiaie a Trento tra una Nissan che si è schiantata addosso ad altre tre auto parcheggiate sul ciglio della strada.

La Nissan una volta sbandata sul lato sinistro ha centrato in pieno una Lancia, una Peugeot, e una Classe A scatenando un tamponamento a catena.

La velocità della Nissan era tale da riuscire a scaraventare la prima autovettura investita sopra il marciapiede.

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Sul posto è arrivata una pattuglia della Rangers gruppo battistolli che interveniva chiamando il 112 e nello stesso tempo avvisava la sua centrale operativa per supporto incidente fino all’arrivo della volante della questura di Trento.

Ai poliziotti il compito di ricostruire la dinamica dell’indicente e capire i motivi che hanno portato il conducente della Nissan ha perdere il controllo della propria autovettura.

 

 

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Trento

Arriva la risposta del commercianti trentini all’e-commerce

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La risposta dei commercianti all‘e-commerce potrebbe essere quella di far pagare la prova dei vestiti 10 euro come hanno iniziato a fare in Liguria ed in modo meno diffuso anche a Trento, dove in alcuni negozi è assolutamente vietato fare fotografie.

Succede infatti che per non sbagliare la taglia, convincersi della portabilità dell’abito, non commettere errori nella scelta dei colori, il potenziale acquirente entri in un negozio della stessa marca, provi con calma e molta attenzione ed una volta deciso, torni a casa ad ordinare sul sito internet.

Meglio evitare i costi di restituzione che spesso sono molto costosi e con una complicata procedura.

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Per pesare meglio il fenomeno calcoliamo che nel 2018 sono stati 25 milioni gli italiani che hanno comprato sul web.

Il fatturato dell’e-commerce solo in Italia, è stato di 35,1 miliardi e 20 mila le imprese italiane che hanno un sito online.

Di contro in dieci anni – dal 2008 al 2018 – la differenza dei negozi in attività ha un saldo negativo di -63.826 attività commerciali.

Quella dei camerini a pagamento specialmente per i piccoli negozi è una mossa molto diffusa negli Stati Uniti, praticamente un’abitudine.

Pagare per provare è anche un tentativo a quanto pare efficace, per contrastare lo strapotere di Amazon e dei siti similari che in un anno hanno fatto registrare un incremento delle vendite pari al 15% col picco del 21 per l’abbigliamento.

In Italia gli e-shopper sono 25 milioni ed il 78% acquista almeno una volta al mese.

Ad essere colpite dal fenomeno della “prova senza acquisto” sono in particolar modo i negozi delle grandi firme dove oltre alla vestibilità, si può confrontare il prezzo e capire se si tratta di un capo dell’ultima campagna o meno.

Da Mara’s di Sarzana il costo camerino viene trasformato in un caparra restituita al momento dell’acquisto, in caso contrario diventa un buono sconto utilizzabile su un prossimo acquisto.

Ovviamente tutto accompagnato da un regolare scontrino fiscale.

A Trento Cadin Sport ha deciso di esporre la merce con una doppia etichetta: quella del prezzo web lo stesso che si trova negli store online ed il costo con la prova.

Ad esempio chi sceglie di provare un paio di scarpe tecniche e chiede una consulenza specifica, ma decide di non acquistarle subito paga 10 euro a titolo di consulenza.

Tutto regolare a patto che questa modalità sia chiaramente pubblicizzata come conferma anche Lino Giacomoni comandante della Polizia Municipale di Trento: “ Questo comportamento non è un abuso, ma deve essere pubblicizzato”.

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Trento

La sinistra disperata strappa e copre i manifesti elettorali di Casapound e Lega

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La sinistra ha una congenita incapacità a restare nell’ambito di un confronto politico democratico, controbattendo le idee diverse con dei contenuti.

Quando non usa la violenza come è successo in queste settimane a Napoli, Firenze, Bologna e Genova opta per la “democratica” scelta di coprire i manifesti elettorali ed il altri casi li straccia proprio.

CasaPound denuncia come in Piana Rotaliana i manifesti di Matteo Segatta de “La Sinistra” siano andati a coprire millimetricamente quelli del movimento di destra.

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Non si tratta di un errore, perché il proprio spazio contrassegnato da un numero identificativo, “ La Sinistra” lo aveva regolarmente occupato.

Poi chissà sarà avanzata un po di colla o i compagni temevano che i manifesti rimasti fossero in numero superiore ai voti che la sinistra andrà a prendere ed ecco d’incanto materializzarsi la democratica idea di coprire tra tutti quelli disponibili, unicamente quelli di CasaPound.

Tutto questo gran lavoro sicuramente notturno ed in ore nelle quali era impossibile incontrare qualcuno, è stato documentato con un video da Filippo Castaldini referente di CasaPound Trentino.

Ma non finisce qui.

In Via Maccani i manifesti della Lega del candidato Gazzini sono stati strappati e quelli di CasaPound coperti con un manifesto demode che come sfondo ha falce e martello e la scritta “ vota comunista”.

Consideriamo che i manifesti elettorali non spostano un voto e quindi strapparli o coprirli è unicamente un gratuito quanto inutile atto vandalico.

Ma la sinistra è fatta così: teme il confronto a tutti i livelli e preferisce agire nell’ombra. Questo modo di fare è la loro logica democratica.

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